Design d’interni: lo spazio giusto per un giardino d’inverno in casa

Il giardino d’inverno con aranci e limoni

Chi non accarezza il sogno di un giardino (o un giardino d’inverno) per la propria casa? Le forme di questa meravigliosa invenzione, a metà tra la natura e l’architettura, sono svariate, cominciando dal giardino più esclusivo della Storia: quello di Adamo ed Eva!

 

Giardini, da luoghi di culto a vezzo delle corti europee

Il progetto vero e proprio del giardino comincia con le antiche religioni: i Greci, i Sanniti e i Longobardi usavano infatti pregare all’interno di bellissimi spazi verdi recintati, pieni di alberi maestosi, prima di scoprire il tempio. Nel Medioevo, il giardino diventa luogo d’amore sacro e profano: i monaci Benedettini meditavano nei silenziosi giardini dei conventi e il balcone di Giulietta affacciava, secondo la famosa tragedia,  proprio su un giardino. In epoca barocca essi diventano mondi fantastici e privilegiati, simbolo di evasione. Nella Reggia di Versailles, Maria Antonietta gioca a fare la giardiniera con la corte ed è nascosto tra i cespugli di un giardino Cyrano, mentre parla a Rossana. Il giardino diventa simbolo di potenza nella villa dove vive Paolina Borghese, sorella di Napoleone, a Roma, mentre è scenario di incontri romantici in Inghilterra grazie ai romanzi di Jane Austen. È proprio dagli anglosassoni che nasce la passione per il giardinaggio privato, praticato come forma d’arte e svago. In Italia, invece, comincia ad essere coltivato per motivi di salute: nell’Ottocento, infatti, l’impossibilità di consultare un medico costoso, spinge spesso i borghesi a ritagliare uno spazio per un giardino d’inverno in casa, in cui si coltivano soprattutto piante di agrumi: esteticamente piacevoli e profumate e insostituibili serbatoi di vitamina per combattere raffreddori e infezioni. Anche noi possiamo ricavare un giardino d’inverno in casa, utilizzando al meglio gli spazi a disposizione e le piante più adatte alla nostra personalità. Vediamo come.

Il giardino d’inverno in casa, il trucco? Sfrutta le pertinenze

Molti si staranno chiedendo come sia possibile ricavare lo spazio per un giardino d’inverno in casa, quando si abita in un appartamento appena sufficiente per le funzioni abitative. In realtà, può essere ricavato in vari punti all’interno della casa o all’interno delle pertinenze, cioè quelle parti adibite generalmente al passaggio, al collegamento o  all’affaccio.

design d'interni giardino d'inverno
Un giardino d’inverno nell’atrio d’ingresso

Un architetto può aiutarci a individuare questa categoria di spazi nella casa, che riguardano le scale, i pianerottoli, i balconi, le verande, i soppalchi, i sottotetti. Sembra incredibile, ma la natura ci ha regalato centinaia di piante che hanno esigenze diverse  di vita, l’una dall’altra: grazie a ciò può avverarsi il sogno di costruire il nostro giardino d’inverno  scegliendo tra i vari punti della casa, senza rinunciare alla bellezza e al benessere del verde.

La caratteristica del giardino d’inverno è quella di poter essere coltivato al chiuso, seppure in un ambiente necessariamente luminoso e ricco di ossigeno.  Se si dispone di una scala finestrata, i pianerottoli potranno diventare piccole oasi di verde, collocando le piante su speciali tralicci verticali  a parete, all’interno di fioriere a pavimento o su ripiani sospesi al soffitto. I balconi e le verande offrono una maggiore insolazione e possono trasformarsi in vere e proprie piccole serre; i soppalchi godono di un’illuminazione più ridotta per cui è consigliabile ricavarli all’interno di un ambiente luminoso, mentre i sottotetti sono perfetti se provvisti di lucernario. Vediamo che tipo di piante possiamo coltivare al loro interno.

Ecco quali piante scegliere per il giardino d’inverno

giardino dìinverno design d'interni
un piccolo giardino verticale da interni

Nello spazio scelto per la creazione del nostro giardino d’inverno in casa, possiamo collocare  piante in vaso o fioriera e  su tralicci  in bambù o metallo, in modo da occupare superfici verticali e orizzontali. La scelta delle piante giuste dovrà avvenire sulla base della quantità di luce e aria presenti nello spazio nelle varie ore del giorno. Ci sarà di grande aiuto consultare un giardiniere esperto che possa indicarci le varietà vegetali dalle caratteristiche più adatte al nostro caso. Per esempio è possibile coltivare alberi di aranci, limoni e olive in vaso, ricordando che hanno bisogno di soleggiamento estivo, mentre in inverno la posizione riparata sarà l’ideale.  Per un giardino d’inverno d’aspetto più selvatico, le felci potranno essere disposte facilmente anche miste ad elementi di arredamento  suggestivi, come oggetti esotici, mobili etnici, sculture. Lo stile “foresta equatoriale” si completa con edere cadenti disponibili in diverse varietà, da posizionare sospese su ripiani anche a soffitto. Si tratta di piante che vivono bene anche in penombra e prediligono una maggiore irrigazione.

Per chi preferisce l’atmosfera del deserto, basteranno contenitori di ciottoli e sabbia nei quali si collocheranno cactus e piante cosiddette succulente, facili da curare e molto varie nell’aspetto. Infine, gli amanti del mondo orientale hanno la possibilità di costruire un giardino giapponese in casa utilizzando bonsai e muschi, senza dimenticare di aggiungere un elemento che contenga acqua, indispensabile nel linguaggio architettonico dei giardini giapponesi. Può trattarsi di una vasca o di una piccola fontana o anche di un acquario per i pesci.

Come attrezzare lo spazio del giardino: dall’accesso all’acqua alle attrezzature

Dopo aver individuato lo spazio più adatto per la creazione del giardino d’inverno in casa, aver scelto lo stile  preferito e le varietà vegetali con la consulenza del giardiniere, il progettista saprà organizzare la loro disposizione più opportuna su ripiani orizzontali o su supporti verticali, ricavando anche l’angolo delle attrezzature necessarie per la cura delle piante.

Indispensabile l’accesso all’acqua e a uno scarico. Un armadio richiudibile conserverà  cesoie, rastrelli e concimi, prodotti per la pulizia delle foglie, l’innaffiatoio, la scorta di ciottoli e torba, il contenitore per i rifiuti umidi. Un argomento importante per il giardino d’inverno, poiché è al chiuso, è quello che riguarda la presenza degli insetti: nel mondo della natura i vegetali sono spesso funzionali alla vita di queste creature e sarebbe irragionevole volerli eliminare. Dovremo quindi tollerare la presenza eventuale di piccole chiocciole, ragnatele, formiche, farfalle che facilmente possono sconfinare nei nostri spazi vitali a meno di non dotare le finestre di  tende protettive. Si tratta comunque di  indicatori ecologici che con la loro presenza testimoniano un ambiente sano e incontaminato anche se racchiuso in uno spazio limitato della casa.

Questo articolo ti è piaciuto, vorresti anche tu un giardino d’inverno ma casa tua è davvero troppo piccola o inadeguata? Continua a leggere qui: Compravendita Immobili, 5 Cose da Sapere sulla Valutazione delle Case

design d'interni giardino d'inverno
Lo spazio giusto per un giardino d’inverno in casa

Disegno 3D: 8 (tra i Migliori) Software di Modellazione 3D

disegni 3dOggi parliamo di disegni 3d, o più tecnicamente di software per il Design 3D. Oramai questi programmi sono diventati gli strumenti del mestiere per i designer digitali, come lo erano un tempo la tela ed i pennelli per un pittore oppure il legno per un artigiano.

Vedendo in giro le potenzialità e le opportunità di lavoro che possono scaturire dall’utilizzo di questi software (che, lasciamelo dire, sono davvero tanti), ti starai chiedendo quale può essere il più adatto a soddisfare le richieste di un mercato sempre più attento alle tendenze del design ed alla cura dettaglio. Bene, in questo articolo troverai le risposte che cerchi.

Disegni 3d, per cominciare eccoti un elenco dei software più utilizzati

  • 3ds Max
  • Blender
  • Rhinoceros,
  • Revit (dedicato alla progettazione architettonica)
  • Sketch up
  • Sweet home 3d
  • Cinema 4D
  • Maya (dedicato alle animazioni 3d)

Tutti i software sopracitati, ti permettono di creare design di oggetti e vere e proprie scene di arredamento di interni, esterni e qualunque cosa ti venga in mente. Esistono poi altri software che permettono di creare vere e proprie sculture digitali, come Zbrush e la sua versione freeware Sculptris e ci sono persino software che permettono di creare vestiti come Marvelous Designer.

 

Scopriamo più da vicino i programmi per fare disegni 3d

 

disegni 3d 3DS MAX Autodesk

3ds Max della Autodesk, può essere considerato uno dei software più completi e più complessi e per questo un po’ costoso, una licenza d’uso per un anno costa 1950€; però padroneggiare questo strumento vuol dire sentirsi capaci di far diventare qualsiasi idea realtà.

Abbraccia tutto ciò che ci si può aspettare da un software per il design 3d e ha come contorno una serie di validi strumenti tra plug-in e motori di rendering, che lo hanno reso il preferito di case cinematografiche e produzioni televisive. 3ds Max è stato utilizzato per scene o parti di film come Iron Man, 2012, X-Men, Transformers, Avatar e tanti altri.

 

A questo punto è doveroso che ti spieghi cosa sono i plug-in e i motori di rendering

I plug-in non sono altro che dei componenti aggiuntivi che aumentano le funzionalità del software. Da non farsi mancare, quando si utilizza 3ds Max, è il plug-in Phoenix Fd, che permette di creare ad esempio le onde del mare, la vernice, il fuoco, il fumo.

I motori di rendering (Vray è il più usato per 3ds Max) sono invece dei calcolatori attraverso i quali otteniamo il prodotto finale, chiamato appunto rendering. Cioè l’immagine finale o il filmato.

Se le potenzialità di Autodesk 3ds Max ti hanno incuriosito, ma il costo ti frena un po’, sappi che esiste una valida alternativa: Blender

Blender

Blender. È l’alternativa gratuita e open source a 3ds Max, è stato creato inizialmente per chi utilizzava il sistema operativo Linux, ma è tranquillamente compatibile e sempre aggiornato anche per Windows. Ha un’interfaccia intuitiva e offre la possibilità di creare ogni tipo di oggetto desiderato. Puoi scaricare gratuitamente il programma direttamente sul sito ufficiale.

Rhinoceros

Rhinoceros. Degno concorrente dei due software sopracitati, consente un utilizzo più mirato ad ottenere modelli di oggetti ottimizzati per la stampa 3d. È interessante sapere che Rhinoceros è molto utilizzato, tra l’altro, per la creazione di gioielli.

Se invece la tua passione sono l’architettura e la progettazione di edifici, ti consiglio di puntare su Revit. Revit è un altro prodotto fornito da Autodesk. Questo software sostituisce la carta e la matita nel disegno di nuove costruzioni edili. Non solo: è anche in grado di calcolare i materiali da utilizzare, il peso della struttura ed i rischi strutturali della costruzione. Ormai utilizzatissimo da geometri ed architetti.

Se i software elencati fino ad ora ti sembrano molto complicati, ti propongo ancora due soluzioni che possono fare al caso tuo. Tieni conto che questi strumenti, seppur validi hanno delle limitazioni rispetto ai precedenti.

 

I software per disegni 3d che abbiamo elencato ti sembrano complicati? Allora parliamo di Sketchup e Sweet home 3D

SketchUP Sketchup è un software pensato per semplificare la vita durante al fase di progettazione di uno spazio abitativo. Si presenta con un’interfaccia semplice e, dopo pochi click, si vedono già i primi elementi nella scena. Dispone di una libreria di oggetti di uso comune molto fornita.

Sweet Home 3D Sweet home 3D è un’alternativa molto valida a Sketchup. Si tratta di un progetto open source, in continuo aggiornamento e di facile utilizzo ed è veramente molto completo ed intuitivo. Come il precedente, dispone di una ricca libreria di oggetti che consentono in pochi minuti di assemblare una scena di interni.

 

Per finire è d’obbligo che ti segnali anche Cinema 4D

Maxon Cinema 4D Cinema 4D è partito un po’ in sordina ma anno dopo anno si è guadagnato sempre maggiori utenti. È un software per il design 3D completo e, soprattutto, facile ed intuitivo da utilizzare. Consente infatti di creare veramente di tutto ed assemblare bellissime scene.

 

E se la tua passione sono i personaggi, non posso non segnalarti Maya

Maya Maya è un altro software gioiello di casa Autodesk. L’interfaccia è molto simile a quella di 3Ds Max, che lo rende non proprio intuitivo. Ma ti garantisco, che se lo padroneggi, puoi creare personaggi e scene veramente bellissimi.

Guest post a cura di Nadia Calasso

Compravendita Immobili, 5 Cose da Sapere sulla Valutazione delle Case

compravendita immobiliare
Ho deciso, compro casa!

Compravendita immobili, sul web, è una parola gettonatissima. Questo anche perché, negli ultimi anni, molti italiani hanno avuto l’idea di vendere o di comprare casa. L’andamento del mercato immobiliare è costantemente aggiornato grazie alle statistiche dell’Agenzia delle Entrate, che tra il 2010 e il 2016, hanno visto scendere i prezzi a Torino, Firenze e  Roma. A Milano e Napoli, invece, i prezzi delle case hanno registrato un aumento. I motivi sono vari: il fortunato proprietario di una casa, quando decide di fare questo passo, dovrebbe sempre chiedersi cosa lo spinge a cambiare, in modo da essere ben co

nsapevole delle sue aspettative e di conseguenza fare un buon affare.

I motivi per i quali si vende o si compra casa sono importanti per ottenere una giusta valutazione della stessa all’interno del mercato: ecco cinque cose da sapere prima di procedere.

1. Cambio casa, al via tra sogni e concretezza

Ho deciso: cambio casa! Se hai pensato questo, avrai sicuramente già fatto i conti con le tue motivazioni, con esigenze concrete come:

  • la necessità di avere più spazio
  • la voglia di realizzare un sogno coltivato per anni
  • la voglia di mettere su famiglia

Alle queste motivazioni si aggiungono  sicuramente quelle di

  • voler risparmiare o investire denaro
  • il cattivo stato dell’immobile abitato attualmente, diventato invivibile o in via di peggioramento
  • limitare il dispendio energetico eccessivo che incide sulle bollette
  • allontanarsi da un’area inquinata che compromette il nostro stato di salute

Nella compravendita di immobili, dovrai sempre verificare le tue motivazioni con un tecnico esperto: l’architetto o l’ingegnere infatti, hanno la giusta competenza per valutare  le dimensioni degli ambienti, stabilire la superficie utile e il volume; possiedono gli strumenti per verificare l’agibilità della casa e la presenza di danni irreparabili; infine, hanno la capacità di redigere una perizia sul dispendio energetico della casa e sull’incidenza dell’inquinamento nell’area. L’architetto sarà utile anche nel caso che l’acquisto di una casa venga fatto in previsione di una nuova attività lavorativa, come un bed and breakfast o un deposito merci. A questo punto grazie all’indagine del tecnico disporrai di una serie di informazioni precise, utili per fare la giusta valutazione. Vediamo come.

Valutazione immobile: impara a usare le tabelle di valutazione2. Impara a conoscere le tabelle di valutazione

In Italia la valutazione delle case viene effettuata da due organismi: NOMISMA e FIAIP, che raccolgono i dati  di vendita negli anni rispetto alle città, ai quartieri, alla grandezza e ad altri requisiti di carattere tecnico. Sulla base di questi dati vengono redatte le tabelle di stima utili a capire come si valuta una casa nel mercato nazionale.

valutare immobile

I metodi di stima possono basarsi sulla comparazione, cioè sul confronto con altre case già vendute che hanno identiche caratteristiche della tua. Oppure sulla analisi ricostruttiva, usata quando non esistono sul mercato molti  immobili paragonabili alla tua casa.

Facciamo qualche esempio: se vendi un appartamento di poche stanze nel centro di una grande città, in un quartiere medio, hai sicuramente possibilità di paragonare la tua casa a centinaia di altri appartamenti con caratteristiche simili, che hanno già trovato un acquirente. In questo caso le tabelle di stima ti aiuteranno a stabilire quale potrebbe essere il giusto prezzo di vendita, facendo una media tra il prezzo più alto e quello più basso in tabella. Se invece  sei il proprietario di un antico castello sulle sponde di un lago ridente, in posizione privilegiata sul territorio, è molto probabile che le tabelle di stima non riportino molti esempi di immobili paragonabili: occorrerà redigere una perizia di stima specifica per la compravendita della tua abitazione,  che si baserà esclusivamente sui meriti.

valutazione immobile: raccogli dati3. Compravendita immobili: raccogli i dati sulla casa

Con l’aiuto di un architetto o di un ingegnere, puoi riuscire a sapere quali sono i dati più utili sulla casa da vendere o da comprare. Innanzitutto  la sua posizione geografica: nella regione, nel quartiere e nel condominio. Fondamentale il piano sul quale si colloca nell’edificio e la presenza o meno di collegamenti verticali meccanizzati (l’ascensore!), che assegnano un punteggio importante all’accessibilità.

La valutazione comincia dalla posizione

In secondo luogo lo stato di manutenzione: questo dato purtroppo si presta spesso ad essere inquinato da interventi che mascherano il reale stato della casa, per cui occorre fare molta attenzione. Se la casa si mostra in un avanzato stato di fatiscenza sarà il  caso di affidarsi alla consulenza di un tecnico per comprendere l’entità dei dissesti in modo da valutare l’ eventuale spesa di riparazione.

Altro dato  importante è la superficie cosiddetta “utile” della casa: ne sono esclusi i balconi, i pianerottoli, gli sgabuzzini e le scale interne. Un dato questo, da tenere d’occhio, visto che il prezzo sarà rapportato ai metri quadrati! Infine, ultimi dati importanti nelle stime sono lo stato abitativo, ossia se la casa è già libera o ancora occupata da inquilini, e la destinazione d’uso: quest’ultimo dato, riportato nei documenti catastali, è importantissimo perché condiziona fortemente l’acquisto o la vendita. Non puoi infatti  pretendere di stabilire una residenza all’interno di un  deposito commerciale o un albergo all’interno di un castello residenziale, senza aver cambiato la destinazione d’uso, richiedendo un permesso all’autorità comunale. È bene rivolgersi a un tecnico anche in questo caso: saprà procurare la documentazione giusta per accertare il dato catastale e soprattutto verificare che si possa procedere o meno ad eventuali cambiamenti in base alle regole urbane del luogo.

valutazione immobile: mettiti alla ricerca della giusta valutazione4. Mettiti alla ricerca della giusta valutazione

Hai raccolto tutti i dati che riguardano la casa che vendi o che compri, con l’aiuto dell’architetto. A questo punto puoi procedere al calcolo della stima per accedere alle tabelle e alla valutazione corrispondente.

Una casa tutta da valutare

Il calcolo prevede l’applicazione di alcune formule elaborate grazie ad una disciplina economica chiamata Estimo, che permette di reperire i coefficienti corrispondenti all’immobile e di confrontare così la casa con tutte le altre già vendute. Anche in questo caso è bene affidarsi a un professionista, in modo da essere certi di ciò che si possiede e soprattutto di ciò che si può chiedere in contropartita. Sia che ti occupi personalmente della vendita o dell’acquisto, sia che affidi questo compito ad un’agenzia immobiliare, sarai pronto a valutare le offerte come convenienti o meno, grazie alle tue conoscenze e alla consapevolezza dei tuoi obiettivi. La procedura sarà simile nel caso fossi proprietario del castello anziché del piccolo appartamento: la differenza è che nel primo caso il calcolo avviene usando punti di merito al posto dei coefficienti. Essi daranno una valutazione specifica alla proprietà, stabilendo un prezzo senza paragoni.

Valutazione immobile: valuta il valore oggettivo e non quello affettivo5. Ultimo consiglio per la compravendita di immobili: valuta il prezzo oggettivo e non quello affettivo

Nella valutazione della casa che vendi o che compri, purtroppo, devono essere assolutamente esclusi alcuni fattori: quelli sentimentali innanzitutto, che spingono il proprietario a dare un prezzo affettivo piuttosto che oggettivo; quello connesso all’indigenza economica, che crea nel venditore l’illusione di  ottenere  un ricavo superiore rispetto a quello attuabile. Anche la fretta e la scarsa conoscenza delle caratteristiche della casa possono contribuire ad errori di valutazione che sfociano nella svendita vera e propria, quindi nel cattivo investimento. Per questo è bene sempre rivolgersi al tecnico giusto, che saprà  stabilire scientificamente  la migliore valutazione per la tua casa.

Ti è piaciuto questo articolo e vuoi pensare al dopo l’acquisto? Allora leggi anche come puoi Ricavare una Sala Cinema e uno Studio di Pittura da un piccolo appartamento.

Arredare casa, i consigli utili se c’è anche il cane

Come arredare casa se c’è anche il cane? Secondo le statistiche più aggiornate, circa il 60% degli italiani ha la gioia di condividere la vita col cane: gli esemplari canini sarebbero ben sette milioni e il campione di preferenze è il Pastore tedesco, seguito dal Setter inglese. Tra i cani toy, il preferito è il Chihuahua, ma naturalmente bisogna aggiungere a questa statistica l’esercito sterminato di cani nati da incrocio, forse i più diffusi in assoluto. Gli amanti del cane sono in maggioranza famiglie con tre componenti ma è in crescita la tendenza per i single, che registrano un 11% di convivenze con le simpatiche bestiole. Logico che sia sorto qualche problema rispetto alle regole di convivenza sociale e di benessere animale, ma soprattutto di organizzazione della casa da dividere con il cane. Scopriamo come affrontare questo aspetto.

 

Prima di arredare casa studiare il cane

single con il cane - arredare casa
Vita da single con il cane

Per trascorrere in casa una tranquilla vita col cane occorre innanzitutto studiarne a fondo le esigenze rispetto a quelle umane: è evidente che il cane di taglia medio\grande sia dotato di una presenza fisica più ingombrante rispetto al piccolo, richiedendo uno spazio maggiore tra le mura domestiche. Il cane piccolo ha la tendenza a impossessarsi del padrone, cosa che lo spinge a sfogarsi sugli arredi di casa quando questo lo lascia solo, mentre il cane più grande sente forte il bisogno di correre liberamente all’aria aperta e può risultare più o meno socievole con i bambini ma anche più o meno maldestro nei movimenti quando è in loro compagnia.  Chi trascorre già da un po’ la sua vita col cane sa che ci sono momenti in cui gioca felice, altri in cui dorme beato, altri ancora in cui abbaia follemente; momenti in cui mangia voracemente sporcando tutto intorno o dà alla luce i suoi cuccioli. Ci salterà addosso gioioso al suo ritorno e purtroppo qualche volta sarà malato. Quindi lo spazio casalingo deve essere organizzato e attrezzato per affrontare le gioie e i dolori della vita col cane. Vediamo come.

Arredare casa con il cane: come organizzare lo spazio

Il primo requisito essenziale della vita col cane è la conquista e il mantenimento della tranquillità per l’animale e chi lo circonda. A questo scopo sarà bene tener conto di quei momenti in cui si corre il rischio di disturbarsi a vicenda. Per non sconfinare nelle soluzioni di emergenza che non rispettano gli animali, dobbiamo predisporre in casa uno spazio tutto suo, in cui può saltare, abbaiare, essere malato o dare alla luce un cucciolo liberamente, senza costituire un problema per i conviventi umani o i vicini di casa. Lo spazio riservato al cane sarà proporzionato alla sua taglia dandogli anche modo di giocare, ma non dovrà confondersi con quello umano: no alla condivisione abituale del soggiorno o della stanza da letto quindi, ma riserviamo un ambiente anche piccolo della casa a lui, come se fosse un membro aggiunto della famiglia. La stanza del cane dovrebbe essere preferibilmente vicina a un balcone per dargli aria e luce e un affaccio all’esterno. Gli infissi dotati di vetro-camera sono i più adatti smorzare i rumori dei guaiti verso l’esterno, soprattutto se abitiamo in un condominio. 

La seconda mossa è di prevedere la possibilità di trattenere il cane nella sua stanza in presenza di ospiti o bambini chiassosi, che possano turbarlo in situazioni particolari o che si sentano intimoriti dalla sua presenza. Uno sportello basculante, inglobato nella parte bassa della porta, può garantire il divieto d’accesso agli estranei nel suo piccolo mondo e dare la possibilità di regolare i movimenti del cane su e giù per la casa senza che ne soffra, di nutrirlo, dissetarlo e accarezzarlo comunque.

Un’altra motivazione che ci spinge a creare una stanza per il cane può essere la necessità periodica di affidarlo a un dog sitter quando ci allontaniamo. In questo caso la persona non dovrà cercare in tutta la casa ciò che serve ad accudirlo, ma troverà attrezzature, cibo e quanto altro in un unico punto, presso il cane.

Come possiamo organizzare la stanzetta del nostro fedele amico?

 

Arredare casa: come organizzare la stanza del cane

progetto di arredamento casa con il cane
Vita col cane in una casa comoda per tutti

Le funzioni principali della vita di un cane sono: mangiare, dormire, giocare, essere pulito, spostarsi; per ciò che riguarda la salute, essere preservato da malattie, ricevere assistenza nel dare alla luce i cuccioli, è da considerarsi un diritto vero e proprio per un animale domestico. Il pavimento della stanza dovrà garantire igiene e facilità di calpestio da parte del cane, per non danneggiarne le zampe e le anche: infatti una cattiva postura, dovuta a un appoggio su suolo scivoloso, alla lunga provoca danni motori al cane. Ideali i pavimenti in ceramica o in laminato di resina, resistenti e agevoli da pulire, rispetto al parquet, eccessivamente scivoloso. Nel caso non si abbia voglia di cambiare un pavimento poco adatto, si può stendere al di sopra un pavimento di gomma drenante antisdrucciolo con ammortizzatori, che possiamo adattare anche da soli alla superficie. Le pareti della stanza per cani di media e grande taglia, saranno lavabili e resistenti: un rivestimento perimetrale in piastrelle ad altezza adeguata eviterà macchie sull’intonaco e ristagno di odori, agendo anche da isolante in caso di umidità della parete.

L’impianto elettrico dovrà avere interruttori di comando e prese all’esterno della stanza per evitare incidenti e regolare l’illuminazione senza dover necessariamente entrare.

A questo punto, predisposta la stanza del cane, è necessario provvedere al suo arredamento. Vediamo come.

 

Arredamento e attrezzature

Tutto ciò che serve per arredare la stanza del cane è: un contenitore per i pasti, un supporto\contenitore per riposare e un armadio per riporre tutte le attrezzature che il dog sitter userà in nostra assenza. Dove cercare gli oggetti adatti?

La designer spagnola Inma Bermudéz ha ideato la linea Lurvig di arredi e attrezzature per il cane che sta incontrando un grande successo per la sua praticità ed eleganza a costo contenuto: si va dalle ciotole in legno e metallo non ribaltabili a eleganti letti-brandina sollevati da terra; dal tappetino scaldante o refrigerante in base alla stagione, alla cuccia da interno in plastica o in legno coibentata, o in tessuto imbottito. La scelta fra supporto e contenitore dipende dal volume e dal peso del cane: per un Setter di 40 chili a pelo lungo sarà adatta una brandina facilmente lavabile, mentre per un cagnolino di piccola taglia la cesta o la cuccia in stoffa saranno l’ideale.

Divano  design  Inma Bermudéz

La linea propone simpatici divani per cani che si adattano alle loro dimensioni, ma se vogliamo farlo accomodare accanto agli umani sul divano, una scaletta appositamente studiata potrà essere d’aiuto ai più piccoli. Molto utile è la cassa-parto monouso da collocare in un angolo riparato della stanza, nel caso avessimo deciso di assisterlo in casa.

L’idea degli arredi usa e getta per la stanza del cane è stata sviluppata dallo studio Nendo del designer Oki Sato, che ha inventato una serie di moduli cubici componibili in plastica per ricavare la cuccia da interno, la ciotola o il letto; per chi volesse evitare acquisti impegnativi, esistono in commercio delle bellissime ceste in materiali naturali, completate da cuscino sfoderabile. Infine anche il nostro cane può avere il suo divano Ikea: si tratta del modello Klippan, prodotto negli anni Ottanta per gli umani e rilanciato oggi in proporzioni ridotte per i cani.

Il pratico tappeto isolante per il cane

L’armadio della stanza sarà di materiale lavabile e poco deteriorabile, come il metallo e il laminato, con ante lisce senza appigli di sorta che possano tentare il cane.

Che cosa conserveremo al suo interno?

Non occorre altro nella stanza del nostro cane:  quadri, specchi, tende e oggetti umanizzanti potrebbero contribuire solo a creare incidenti senza aggiungere nulla di più alla nostra vita col cane già piena d’amore.

Ti interessi di arredamento e architettura? Leggi anche Come ricavare spazi personali in un appartamento.

Luci e Ombre nell’Arredamento: i Segreti del Lighting Design

Lighting DesignL’illuminazione di un ambiente chiuso è un tema che coinvolge vari aspetti della progettazione; come afferma il marchigiano Stefano Dall’Osso, Lighting designer di successo nel mondo, si tratta soprattutto di coniugare l’Illuminotecnica con l’arredamento e l’Arte, da cui trarre ispirazione.

Qual è il confine tra queste due discipline apparentemente così lontane tra loro?

L’Illuminotecnica si occupa di valutare il fabbisogno di luce negli ambienti chiusi rispettando le direttive legislative, emanate sulla base di studi ottici e medici, in rapporto alla salute del corpo umano.

Un progetto di illuminotecnica si avvale di un software, generalmente fornito da una casa produttrice di apparecchi illuminanti, grazie al quale, imputando i dati metrici dell’ambiente, il colore delle pareti e il numero di fonti di luce naturale, viene dedotto il suo coefficiente di assorbimento della luce e, di conseguenza, la potenza necessaria ad illuminarlo.

Una procedura estremamente corretta ma arida dal punto di vista emozionale, che potrebbe essere migliorata in questo senso solo nella fase successiva: quella della scelta degli apparecchi illuminanti nella fase progettuale dell’arredamento.

Arredamento lighting design e natura
Arredamento lighting design e natura

A questo punto siamo di fronte a scelte squisitamente estetiche, che in Italia vengono affidate all’architetto o all’Interior designer, cioè alle figure che si sono occupate dell’intera progettazione dell’arredamento o della casa.
La figura del Lighting designer è dunque incompresa in Italia, mentre in altre parti del mondo gode di maggior fiducia e successo.

Per capirne l’essenza del progetto della Luce, sia per un’abitazione prestigiosa, sia per un piccolo appartamento o un ambiente lavorativo, è utile ricordare le teorie sullo spettro solare e in generale il rapporto che gli artisti hanno sempre avuto con esso.

Goethe scoprì che il fascio di luce naturale, scomposto, contiene in sé i colori; esso trasmette nell’ambiente arredato la texture dei materiali al nostro occhio. Tutto ciò influenza il nostro stato d’animo, dandoci sensazioni di benessere o di malessere che a lungo andare condizionano il nostro spirito e il nostro modo di affrontare la vita.

È essenziale quindi fare in modo che l’illuminazione dei nostri spazi sia equilibrata, attraverso alcuni semplici accorgimenti.

Vediamo quali sono.

 

Il Lucernario

Gli artisti ci hanno insegnato che la luce naturale è fonte di grande benessere per l’animo umano: non a caso i pittori Impressionisti dipingevano scene all’aperto in cui la luce del sole si diffondeva sul paesaggio naturale e sulle persone, comunicando una sensazione di pace e di armonia che emana ancora oggi da queste opere.

Arredamento lighting design
Gli oggetti luminosi di Oliafur Elasson

L’elemento architettonico più usato e amato dagli artisti per illuminare i loro atelier fu senz’altro il Lucernario: per esempio, la casa del pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo, autore del celebre dipinto Il Quarto Stato, è dotata di un Lucernario zenitale progettato da lui, per riprodurre la luce delle sale espositive ma anche e soprattutto per godere al massimo dei colori. Costruito nel 1896 e restaurato negli anni Novanta, oggi è meta di visitatori da tutto il mondo.

Possiamo chiedere al Lighting designer-architetto di progettare per la nostra casa questa speciale finestra che si ricava tradizionalmente dal soffitto, consentendo un’illuminazione a fascio di luce se ben esposto. Il Lucernario fu  inventato nei paesi del nord Europa per quelle abitazioni all’ultimo piano in cui le finestre in facciata erano totalmente assenti o molto piccole. Esiste però anche un sistema artificiale per ottenere l’illuminazione naturale in un ambiente buio: il solartube.

 

Il Solartube

Il solartube è una sorta di telescopio dotato di lente, che cattura dall’esterno la luce del sole proiettandola negli ambienti. Si tratta di un vero e proprio dispositivo  di arredamento che si installa sui tetti piani o a falda o nella parte alta delle pareti esterne ben esposte, attraversa le stesse e si presenta sulle pareti interne come un apparecchio illuminante del tipo a plafone, offrendo una illuminazione puntuale rispetto al Lucernario.

In base al progetto, entrambi i sistemi dovranno coordinarsi all’illuminazione artificiale: i modi possono essere essenzialmente due.

La prima possibilità è quella di chiedere al Lighting designer di replicare l’effetto illuminante ottenuto di giorno anche in assenza di luce naturale, disponendo apparecchi illuminanti che diffondano la luce con le stesse angolazioni. Dunque se la luce del giorno crea effetti particolari nell’ambiente, quella artificiale li prolungherà con una sapiente disposizione degli apparecchi: ad esempio possono essere installati elementi a luce calda lungo il perimetro del Lucernario, mettendone in risalto il profilo e ottenendo una luce proveniente dalla stessa direzione.

La seconda possibilità è quella di disporre in maniera totalmente differente le fonti artificiali nell’ambiente rispetto all’illuminazione diurna naturale. Questa scelta conferisce dinamicità come per una scena teatrale che assume vari aspetti nel corso della giornata e della notte. In questo caso ci si può sbizzarrire nella scelta degli apparecchi illuminanti: i LED decorativi di Athena, per esempio, con le loro forme semplici e lineari possono dare luci discrete in più punti senza interferire con lo stile dell’arredamento, qualunque esso sia.

 

La Light Art

Ultima tendenza lanciata alla Biennale di Venezia del 2017, è quella che trasforma il Lighting design in azione artistica vera e propria: l’installazione di Kasjo studio intitolata Horizontal Interference ad esempio, consiste in fasci di cavi luminosi tesi orizzontalmente tra gli alberi, che restano accesi tutto il giorno, assumendo aspetti diversi in base all’avvicinarsi del buio.

arredamento lighting design kasjo
La light art di Kasjo studio

Infine l’opera di Oliafur Elasson, definito universalmente Light artist, ha invece interessato gli elementi d’arredo stessi: chiamato Green Light, il progetto è consistito nell’ideare tavoli e scaffali, con la collaborazione del product design Moroso, composti da moduli geometrici basati sul triangolo isoscele e sul cubo, inglobanti lampade a luce fredda.

Il risultato è un oggetto luminoso che, opportunamente calibrato secondo le regole illuminotecniche, può soddisfare in pieno l’esigenza dell’arredo, della Luce, dell’Arte e dell’emozione nella nostra casa.

Come Ricavare gli Spazi Personali: una Sala Cinema e uno Studio di Pittura

Abitare, lavorare, divertirsi e muoversi liberamente: ecco le quattro cose che una casa perfetta deve offrire ai suoi inquilini, come disse un noto architetto moderno degli anni Quaranta, il buon vecchio Le Corbusier.

Spesso però le nostre case non sembrano in grado di assicurarle, diventando luoghi di tortura fisica e mentale per chi deve condividere gli spazi.

La buona notizia è che, seguendo alcune regole semplicissime, possiamo riuscire a ricavare i nostri spazi personali in casa per vivere bene anche in un piccolo appartamento.

Vediamo come procedere.

L’esempio che vi illustrerò riguarda l’appartamento cittadino con superficie di circa 60mq, abitato da una qualsiasi coppia creativa e moderna, decisa a dedicarsi ai suoi hobby e a preservare gli spazi personali, vivendo serenamente la vita a due, ricevendo gli amici ogni tanto ma cercando anche momenti di privacy e di fuga dallo stress del lavoro.

Uno dei più grandi problemi che si presenta nella convivenza è quello degli ambienti ristretti, che costringono ad una condivisione forzata di attività spesso molto diverse tra loro, dovute a gusti e personalità differenti: nel nostro caso gli inquilini dormono insieme ma è possibile che qualche volta uno dei due voglia dormire sul divano o che ci sia bisogno di ospitare una persona in visita; i due amano cucinare e mangiare insieme o con gli amici, ma anche dormire fino a tardi e fare colazione da soli.

Potrebbero avere un lavoro che si svolge a casa e, cosa importantissima, nel tempo libero coltivare hobby molto diversi, come ad esempio la Pittura e il Cinema.

Primo intervento

Partendo dal classico appartamento italiano, composto da ingresso-soggiorno-cucina-bagno-camera affaccianti su un corridoio, con finestre (o balconi) sulla facciata principale e su quella laterale…

design interni stato dei luoghi

… la prima operazione da considerare è l’abbattimento totale dei muri divisori interni (i tramezzi) per avere uno spazio totalmente vergine da progettare. In questo modo nella ri-progettazione degli ambienti non ci saranno vincoli di sorta, salvo quello della posizione degli impianti, che in questo tipo di appartamenti è collegata alla posizione del cavedio, vale a dire una colonna verticale in cui passano le tubazioni dell’intero edificio, che non si può spostare.

 

interventi appartamento

 

Secondo intervento

La seconda, fondamentale operazione è quella di dividere attentamente la zona “giorno” (spazi in cui si sta durante la giornata), dalla zona “notte” (di tipo più privato, inviolabili dagli estranei). 

Nella prima ricadono lo spazio per ricevere, cucinare, mangiare, lavorare, fare il bucato. Nella seconda zona c’è la camera personale in cui soprattutto si dorme, ci si lava e ci si veste, si sta a letto quando si è malati.

Regole di abitabilità

Fin qui sembra tutto facile ma occorre tener ben presenti alcune regole ferree di abitabilità: per legge, infatti, tutte le stanze devono avere una finestra (fanno eccezione il bagno, ventilato grazie a un estrattore d’aria meccanico e il ripostiglio); la superficie della stanza da letto non dovrà essere inferiore ai 9mq e la sua dimensione ideale sarà di 12/14mq.

Altra regola metrica di buona vivibilità è di prevedere gli spazi di passaggio tra i mobili delle stanze, non inferiori ai 60cm. È questa, infatti, la misura che consente sufficiente libertà di movimento ad una persona di media corporatura, generalmente disattesa soprattutto nei servizi igienici.

Rispettando queste regole metriche, nella ri-progettazione non ci si ritroverà senza lo spazio necessario in camera per inserire l’armadio a sei ante, fonte di grande entusiasmo per le signore e i due occupanti del letto avranno ciascuno un comodino per poggiare il telefono o il libro prediletto.

Grazie ad uno spazio di circolazione ben calibrato non si urterà contro gli spigoli quando si andrà in bagno, ma soprattutto non si avvertiranno sensi di oppressione per mancanza di ossigeno, spazio e luce nelle stanze.

Bene, ma gli spazi personali?

Abbiamo già detto che nel nostro appartamento-tipo abitano un artista e un appassionato di film: il primo ha bisogno di tantissima luce e aerazione, poiché dovrà distinguere le nuances di colore e usare solventi che non vanno inalati; inoltre necessiterà di acqua corrente, poiché i pennelli utilizzati vanno risciacquati ogni volta prima di riporli.

Il secondo al contrario preferirà la penombra per immergersi nella visione cinematografica su schermo Home Theatre, comodamente seduto o sdraiato, da solo o in compagnia in una stanza con ottima sonorità.

design-spazi-interni

Nel nostro appartamento la zona giorno è divisa, andando oltre l’ingresso, in quattro parti: la prima è il soggiorno-pranzo che ospita il divano, di lunghezza 2,50mt + 1,60mt, quanto basta per la seduta di 5/6 persone e per fornire un letto all’ospite occasionale. Sulla parete di fronte al divano è installato lo schermo, mentre su tutte le altre pareti si prevedono, a varie altezze, apposite mensole per riporre i DVD.

La seconda parte della zona “giorno” è riservata al tavolo da pranzo presso il balcone, in una meta-zona tra divano e cucina: questa posizione facilita il trasporto delle vivande e consente di mangiare seguendo ciò che appare sul video.

La terza parte corrisponde al locale per la cucina lineare, aerata e illuminata naturalmente, con un piccolo tavolo da lavoro a ribalta, ben separato dalla zona pranzo con una parete di chiusura, ma senza porta.

Da questa zona si accede direttamente al bagno di servizio, che sarà utile anche per chi dorme sul divano.

Mentre il nostro cineamatore si gode lo spettacolo sul suo schermo gigante, l’artista dipinge indisturbato nella quarta parte della zona “giorno”: il mini-atelier ricavato presso il balcone in un box di vetro, luminoso e arieggiato, dotato di lavabo, cavalletto mobile, tavolo da lavoro e scaffalatura per attrezzi e colori.

La parete vetrata di separazione dal soggiorno è schermata da una tenda tipo serranda regolabile in modo da ottenere maggiore o minore isolamento dalla luce; tenendo la tenda sollevata i due conviventi potranno tenersi in contatto visuale quando vorranno.

L’accesso al box vetrato avviene dal soggiorno ed è protetto semplicemente da una tenda dipinta a effetto murales, per decorare l’ambiente.

studio di pittura

Il piccolo atelier ha una superficie di 6mq e può essere riconvertito facilmente in studio tradizionale nel caso scompaia improvvisamente la passione per i pennelli oppure, eliminando la parete vetrata, consentirà di aumentare lo spazio del soggiorno.

L’illuminazione artificiale presso il divano sarà “a diffusione”, ossia proveniente da punti luce schermati a mezzo di una “veletta” sospesa al soffitto, realizzata in legno o carton-gesso: ciò consentirà di dosare la quantità di illuminazione per trasformare l’ambiente di volta in volta in una buia sala proiezioni, in un’allegra sala da pranzo o in una camera per gli ospiti.

Sconsiglio fortemente l’uso dei fari in questa stanza, anche se molto di moda, poiché offrirebbero una illuminazione puntuale causando fastidiosi fenomeni di riflessione nello schermo, se accesi. I fari sono invece molto adatti ad illuminare i piani di lavoro della cucina, mentre in camera sarà bene prevedere una illuminazione generale per la stanza, magari con un bel lampadario-scultura, oltre alle luci puntuali sui due comodini.

La divisione che facilita la convivenza

La divisione degli ambienti in questo appartamento-tipo fa in modo che i suoi inquilini possano dedicarsi alle cose che amano, sia stando a contatto tra loro, sia separatamente senza disturbarsi a
vicenda: si può infatti dormire, cucinare, mangiare, dipingere, guardare un film, ricevere amici, usare i servizi igienici per la pulizia della casa e per quella personale, senza che queste attività
interferiscano l’una con l’altra.

Lo scopo della progettazione architettonica è quello di rendere felici gli esseri umani, soprattutto coloro che hanno scelto di vivere insieme, senza rinunciare al rispetto per i desideri e le abitudini dell’altro: è un risultato, questo, che si può ottenere perfettamente anche con poco.

Guest post a cura di Rosanna Biscardi

Arredare una Casa Piccola: Idee per Sfruttare al Meglio uno Spazio Abitativo Ristretto

Le abitazioni di piccola metratura, con ambienti e stanze dallo spazio ristretto sono una realtà per molti italiani. Alcuni le scelgono in quanto single, coppie giovani, universitari o lavoratori in trasferta, altri invece sono veri nuclei famigliari che vivono quotidianamente in ambienti definiti piccoli. Qualsiasi sia la tipologia del fruitore o le caratteristiche della casa è fondamentale una corretta distribuzione interna dello spazio, degli arredi, la loro scelta e l’individuazione dei rivestimenti più idonei. Ogni dimora deve essere accogliente, consentire la massima fruibilità ed igiene e garantire quindi una vita il quanto più pratica e sana possibile. Per arredare gli ambienti ristretti si possono sfruttare tanti semplici stratagemmi, anche ricorrendo al fai da te per realizzare ad esempio complementi d’arredo salvaspazio. Anche una casa piccola con i giusti arredamenti può diventare una reggia. In questo articolo vi suggerirò alcuni trucchi e suggerimenti per case all’altezza delle vostre aspettative e anche superiori, perché no!

Distribuzione interna: le stanze

La distribuzione interna di una qualsiasi abitazione è indispensabile per viverla al meglio: anche un open space, un loft, un monolocale, ecc. necessitano di ottimizzazione degli spazi e dell’individuazione delle aree funzionali. Queste comprendono le zone per dormire, per rilassarsi, per lavorare, studiare o giocare, per cucinare e consumare i pasti, per lavarsi, per muoversi e tutto a seconda anche delle specifiche esigenze della committenza. Un buon progettista dovrà tenere conto di tutto ciò e realizzare un assetto interno, cioè una distribuzione delle stanze e delle aree funzionali specifica e pratica, che renda la vita all’interno dell’ambiente domestico quanto più piacevole, accogliente e funzionale possibile.

Lo stile giusto per un ambiente ristretto

Gli stili d’arredo sono davvero moltissimi e ognuno dovrebbe scegliere quello giusto per la propria casa in base innanzitutto al gusto personale, ma anche alla resa estetica. Soprattutto se questo è in grado di conferire un aspetto ordinato, magari facendo sembrare lo spazio più ampio e luminoso e soprattutto consentendo di poter arredare con il giusto numero di mobili e complementi necessari al suo stile di vita.
Per quanto riguarda gli spazi abitativi ristretti lo stile d’arredo perfetto è quello moderno, che propone soluzioni ad hoc e salvaspazio, linee e forme minimali e rivestimenti capaci di rendere le stanze ariose e funzionali. Una delle caratteristiche principali di questa tipologia d’arredo è la luminosità degli ambienti, data soprattutto dalla luce naturale che penetra dalle finestre e dai colori neutri di rivestimenti ed arredi. Non solo, un’altra peculiarità è la fruibilità del centro delle stanze: gli arredi sono disposti soprattutto sui lati, sul perimetro così che il passaggio sia agile anche negli spazi ristretti. Infine l’arredo moderno o contemporaneo risponde a tutte le esigenze dei committenti odierni, offrendo soluzioni ad hoc per la vita frenetica e garantendo la massima personalizzazione grazie ai mobili componibili, oltre che salvaspazio.

Ingresso

Ogni abitazione ha un’area ingresso, alcune sono ben evidenti mentre altre fanno parte dello spazio soggiorno, come ad esempio capita per gli openspace o per gli appartamenti che hanno la porta d’ingresso che si affaccia subito sul soggiorno. In base alle vostre specifiche esigenze potrete mettere in evidenza questa area, o sfruttarla per ricavarne spazio. Uno degli esempi topic è la trasformazione dei soffitti alti nei corridoi d’ingresso, o sopra la porta, in vani. In pratica si realizza una sorta di soppalco in cartongesso che potrà ospitare le valigie, i trolley, l’attrezzatura sportiva come quella da sci, ecc. In questo modo si ottimizzerà lo spazio ed esteticamente si possono studiare decorazioni o illuminazioni accattivanti per rendere scenografico il tutto.

I mobili must have

Nell’ingresso solitamente è bene non occupare troppo lo spazio e lasciare libero il più possibile il passaggio. I mobili che spesso sono considerati must have sono il portaombrelli, soprattutto quando secondo le regole condominiali non lo si può tenere sul pianerottolo, l’appendiabiti classico o da parete, un piccolo porta-scarpe e il classico mobile da ingresso. Questo è un arredo unico che comprende alcuni o tutti gli elementi sopra descritti, il pregio principale è che ne esistono di ogni stile e rivestimento possibile ed è studiato ad hoc per non occupare troppo spazio e accoglie al meglio gli ospiti con un design pulito e accattivante. I modelli più moderni sono anche personalizzabili e componibili, ideali anche per gli spazi ristretti.

Idee salvaspazio

Soprattutto per chi ha davvero poco spazio nell’ingresso consiglio di realizzare, ovviamente ove possibile, un soppalco in cartongesso come descritto prima. In alternativa le idee salvaspazio ideali comprendono tutti gli accessori che si possono sviluppare in altezza, cioè da appendere alla parete. Tra questi i pomelli per appendere giacche e cappelli e le mensole anche dal design particolare, l’importante è che lo stile dell’intera abitazione sia ripreso anche nell’ingresso.

Soggiorno

Il soggiorno è una delle aree o stanze centrali della casa, dove si svolgono diverse attività e ci si ritrova insieme al resto ella famiglia o agli amici. Non è però una regola ferrea il fatto che la zona living sia di ampie dimensioni, magari a discapito di altre stanze: l’importanza della stessa e la dimensione che gli si vorrà riservare dipendono dall’utilizzo, quindi dalle specifiche esigenze e dallo spazio a disposizione. Non meno importante è mantenerci fedeli a dei vincoli come quelli strutturali: ad esempio non si possono abbattere i muri portanti, o apportare modifiche in un appartamento di proprietà di terzi ove sono proibiti certi interventi.
Il soggiorno ampio ed accogliente è comunque tipico delle abitazioni italiane e anche in uno spazio ristretto è possibile ricrearlo, basterà utilizzare arredi e complementi ad hoc e sfruttare i giusti colori.

I mobili must have

L’area living nelle abitazioni moderne comprende anche la zona pranzo o la cucina, ma indipendentemente da ciò il classico soggiorno ha dei mobili o arredi must have che lo rendono inconfondibile e accogliente, oltre che vivibile. Innanzitutto un soggiorno ha un divano, scelto in base allo spazio, alle esigenze e con un numero di posti adatto. Se ad esempio siete solo in due in casa sarà perfetto un 2 posti, ma se avete spesso ospiti dovrete optare o per un modello più ampio, o sfruttare pouf e poltrone all’occorrenza. Oltre al divano è un must have soprattutto delle case moderne il mobile TV, o porta TV, che può essere una vera e propria parete attrezzata che comprende anche libreria, vani e cassetti portatutto. Utilissimo poi sarà un tavolino basso, o più di uno e ovviamente la giusta illuminazione composta di solito da un lampadario per illuminare l’intera stanza e da piccoli strumenti illuminanti per focalizzare la zona lettura, il tavolo da pranzo, ecc.

Idee salvaspazio

 

Sono tantissimi gli arredi ed i complementi in commercio capaci di ottimizzare l’area soggiorno. I più utili sono senza dubbio quelli definiti salvaspazio e le pareti attrezzate sono l’arredo topic. Molte sono componibile e così vi garantiranno la massima personalizzazione, anche negli ambienti ristretti e senza perdere di vista funzionalità e praticità. Ci sono poi dei divani con cassettone incorporato e anche vani e cassetti ideali per contenere diversi oggetti e rendere il soggiorno più pratico e arioso. Anche in questo caso si consiglia di sfruttare le mensole se avete ad esempio tanti libri e non sapete in quali altre stanze sistemarli, queste possono anche creare fondali scenici molto accattivanti.

Cucina

 

La cucina è un altro degli ambienti topic per gli italiani: sinonimo di convivialità, di famiglia e dello stare bene. Non solo, è una delle stanze più funzionali della casa e dove è anche possibile accogliere gli ospiti e gustare i pasti. La struttura della cucina dipende soprattutto dallo spazio a disposizione e ormai quasi tutti i brand più famosi, anche quelli lowcost, offrono la possibilità di personalizzazione. Da valutare è anche lo spazio per poter mangiare o solo per fare colazione o stuzzicare qualcosa di veloce. Sono infinite le soluzioni ad oggi disponibili e che possono garantire in qualsiasi stanza, anche nella più piccola e ristretta di creare una cucina ad hoc funzionale, di stile, bella e pratica.

I mobili must have

In una cucina i mobili considerati must have sono sicuramente quelli funzionali: il frigorifero, i fuochi, il forno, il piano cottura, ecc., tutti complementi tipici della classica cucina. Ovviamente si possono rivedere e scegliere solo i più necessari, oppure optare per modelli di misure specifiche o personalizzate per ottimizzare l’ambiente a disposizione. Se si vogliono consumare i pasti principali all’interno della cucina ci sarà bisogno di un tavolo adeguato e di sedute, lo stesso vale per un piano ad hoc se l’idea è quella di consumare solo pasti veloci come la colazione. Sono inoltre indispensabili gli impianti di aspirazione come la cappa e uno spazio adeguato per il cestino dei rifiuti e meglio ancora per la raccolta differenziata. In generale e non solo per la cucina sono indispensabili le norme igieniche e di sicurezza, sempre da rispettare e, per conoscerle nel dettaglio vi consiglio di fare sempre visionare ad un professionista il vostro eventuale progetto d’arredo fai da te.

Idee salvaspazio

La cucina è la stanza che più di ogni altra è protagonista di vere e anche geniali idee salvaspazio. Qualsiasi brand offre sistemi da inserire nei cassetti o nei vani, mensole e ganci da parete, arredi freestanding e tanto altro in grado di rendere anche la cucina più ristretta un luogo più che funzionale. Queste soluzioni danno anche molta soddisfazione e possono davvero fare la differenza in uno spazio ridotto, soprattutto molto usato ed utile come la cucina. Sempre più amati ad esempio sono i portatutto da parete, disponibili in infiniti modelli e che consentono di mettere in ordine e quindi appendere mestoli, pentole e padelle, anche posate varie e pure stracci e porta-spezie. Utili e fondamentali in tutte le case sono poi le pattumiere per la raccolta differenziata: sempre di più sono le cucine che ne sono dotate e non mancano anche i modelli da sistemare sul balcone o comunque negli altri locali della casa e che ovviamente sono salvaspazio.

Camera da letto matrimoniale

La camera da letto matrimoniale o patronale è la principale della casa, luogo atto al riposo che deve avere la giusta metratura e consentire il massimo comfort. Sono soprattutto indispensabili le misure ad hoc per poter salire e scendere agilmente dal letto, per poterci passare accanto e davanti senza inciampare o incorrere in collisioni accidentali con altri mobili, o con lo stesso letto matrimoniale. In commercio ci sono mobili specifici anche per le stanze più piccole, ma evitate di ridurre la stanza da letto in un bunker, mi raccomando; piuttosto modificate l’assetto interno ella casa e cambiate la destinazione delle stanze, effettuate divisioni anche con semplici pareti in cartongesso, ma garantitevi la massima vivibilità in camera.

I mobili must have

Indubbiamente nella camera da letto matrimoniale è fondamentale il letto a due piazze, o a due piazze e mezza se preferite e se lo spazio lo consente. Anche i comodini sono veri must have e per ovviare alle dimensioni ridotte si può ricorrere a vari stratagemmi e anche a realizzazioni fai da te e low cost, oltre ad acquistare arredi salvaspazio studiati appositamente per il vostro stile d’arredo e disponibili in commercio. L’armadio è utile e significativo in una stanza da letto, ma se la metratura è davvero molto ridotta si può ricorrere a delle cabine armadio freestanding, o scegliere di posizionare l’armadio in un’altra stanza.

Idee salvaspazio

Come appena accennato ottima soluzione salvaspazio e anche decisamente moderna è la cabina armadio freestanding; ne esistono anche a prezzi molto concorrenziali e di natura componibile che garantiscono la massima ottimizzazione degli spazi e infinita personalizzazione. Un altro arredo tra i migliori salvaspazio è il letto con contenitore, in voga da diversi anni è tra i modelli più scelti e con vani anche molto capienti per riporre coperte, scarpe e quant’altro. Per chi non rinuncia alla TV in camera sono ideali i bracci e cavi che si ancorano saldamente al muro e sono salvaspazio al 100%, alcuni modelli sono anche orientabili. Il vecchio servomuto che oggi è declinato in versioni molto contemporanee è un salvaspazio senza tempo, capace di farvi fare ordine e di “farvi trovare” i vostri abiti pronti per essere indossati.

Camera da letto dei bambini

La camera da letto dei bambini è per loro non solo il luogo per dormire e riposare ma spesso anche la loro sala giochi e l’aula studio. Per questo è bene pianificare bene le aree d’uso e scegliere sistemi ad hoc per le vostre esigenze e ovviamente per quelle dei bambini, sempre rispettando la metratura disponibile. Fortunatamente sono molti i marchi anche Made in Italy che realizzano camerette sicure e a prova di bambino che possono arredare senza problemi anche gli spazi più ristretti. Se invece volete fare da soli e senza scegliere un sistema completo vi basterà acquistare arredi di buona qualità e calibrare bene l’assetto interno.

I mobili must have

Il letto è sicuramente un must have nella camera dei bambini: se avete poco spazio e più figli prendete in considerazione diverse proposte salvaspazio come i letti a castello. Non devono mancare i comodini e vani appositi per riporre i giocattoli ma anche i libri e tutto il necessario per loro. La camera da letto è per i più piccoli un piccolo e personale mondo, il proprio rifugio e solitamente contiene tutte le loro cose. Must have può essere anche un tappeto ludico o classico, ma ben saldato a terra per evitare scivolamento: i bambini amano stare in terra a giocare o studiare. Importante è anche sistemare tutto nel massimo della sicurezza: niente spigoli vivi pericolosi, TV e stereo come altri arredi ingombranti e pesanti ben saldi su mensole e mobili, ecc. La camera dei piccoli deve essere un luogo sicuro per loro e anche per voi.

Idee salvaspazio

Il letto a castello costituisce l’idea salvaspazio più conosciuta per la camera dei bambini e dei ragazzi. Sono disponibili anche letti a scomparsa, a ponte e camerette interamente studiate con sistemi ideali per chi ha poco spazio come la scrivania a scomparsa, ecc. Molto utili poi sono i box o scatole portatutto, indispensabili nella camera dei piccoli e che li stimoleranno nel tenere in ordine i giochi e gli accessori.

Bagno

Il bagno è un’altra stanza fondamentale per ogni abitazione, qui non solo ci si lava ma ci si può anche rilassare e prendersi cura del proprio benessere e bellezza quasi come in una SPA. Questo concetto di vivere il bagno quasi come un luogo di benessere totale è decisamente tipico dei giorni nostri e infatti sono tantissime le stanze da bagno dotate di sauna, docce cromoterapiche, con getti idromassaggio, ecc. Ciò che però è fondamentale è mantenere lo spazio agibile, fruibile e consentire le operazioni standard di lavaggio il quanto più pratiche, comode e sicure possibili.

I mobili must have

In bagno il mobilio must have è sicuramente composto dai sanitari: wc, bidè, lavabo e doccia o vasca, questo per un bagno patronale, mentre quello di servizio può anche non avere la doccia o la vasca o il bidè. Sicuramente in una casa dagli spazi ristretti è più facile ci sia un unico bagno e in questo andranno concentrati tutti i complementi indispensabili. Esistono comunque modelli di sanitari dalle dimensioni ridotte e affidandovi ad un bravo progettista potreste davvero riuscire a realizzare un bagno che nemmeno vi sareste immaginati; servono infatti anche estro e problem solving per creare un arredo sorprendente e funzionale.

Idee salvaspazio

Anche le aziende di sanitari ed arredo bagno si sono sbizzarriti e offrono pertanto infinite proposte salvaspazio anche per ambienti ristretti. Utilissimi sono i sanitari sospesi, disponibili anche in versione mini dall’ingombro ridotto; immancabili pure i lavabi sospesi senza colonna o quelli ad angolo, perfetti per i bagni di servizio. Inoltre i mobili sottolavabo sono specifici per ottimizzare lo spazio e garantire il massimo ordine. Non mancano poi le docce ridotte ma comunque confortevoli e per chi vuole ancora più ariosità potrà evitare il box e creare un leggero dislivello sul pavimento e trasformarlo in piano doccia. Questa soluzione è forse meno comoda e il pavimento bagnato non è del tutto sicuro, ma sfruttando piastrelle ad hoc si potrà ovviare al problema.

I colori più adatti agli spazi ristretti

Sicuramente per ambienti ristretti e magari anche un po’ bui i colori ideali sono quelli chiari e luminosi. Questi sono utilissimi sulle pareti e anche per le pavimentazioni, usati spesso anche tono su tono per gli arredi: in questo modo l’intera stanza, mobili compresi sembrerà più ampia e ariosa. Chiaramente, come per l’arredo in stile moderno i colori evergreen e capaci di rendere rilassante l’ambiente, oltre che a farlo sembrare più grande sono quelli neutri. Via libera quindi alle tonalità delle terre, quindi ai marroni, ai beige, alle nuance di grigio e al bianco. Molto gradevoli e raffinati sono poi i tortora, abbinabili a quelli appena citati o da utilizzare da soli.

I rivestimenti: pavimentazione e pareti

I rivestimenti offrono la possibilità di fare sembrare più ampio lo spazio, anche se in realtà ristretto. Oltre ad usare le tonalità chiare e neutre come sopra citato si possono sfruttare altri stratagemmi. Ad esempio in un appartamento piccolo è bene scegliere una pavimentazione a correre, cioè uguale in tutte le stanze e mai interrotta, tranne al massimo il bagno e la cucina. Ottimale sarà scegliere un parquet, un grès porcellanato o un altro tipo di pavimentazione che abbia una trama lineare e longitudinale: in questo caso si avrà la percezione di uno spazio molto più lungo e ampio se le linee da noi percepite sono verticali, se orizzontali la stanza sembrerà più larga.
Le pareti poi è bene siano dello stesso colore, al massimo potrete intervallarle magari con tappezzerie o trame geometriche che diano dinamismo, oppure con stampe che suggeriscano maggiore profondità come i paesaggi ad esempio. I colori da preferire sono comunque chiari o neutri, se amate le tinte vivaci il consiglio è di usarle per i tessuti d’arredo o per i complementi.

Arredi e complementi

Anche arredi e complementi è bene siano in tinta unita, ad esempio in un soggiorno piccolo sarà ideale scegliere la parete attrezzata in nuance ghiaccio, mentre le pareti saranno di un tono più scuro o più chiaro. Lo stesso per gli atri complementi che potranno essere tono su tono, oppure di colori similari. Se, come accennato prima volete nuance vitaminiche e un aspetto giocoso per la vostra casa sfruttate i complementi, le suppellettili, i tessuti d’arredo come cuscini, tappeti, tende e copridivani. In questo caso per fare un restyling vi basterà cambiare solo questi, a costo davvero limitato e così dare un tocco davvero nuovo all’ambiente usando altri colori, tessuti o fantasie.
Nello stile moderno gli arredi ad hoc hanno inoltre forme geometriche regolari e lineari, che suggeriscono pulizia e ordine e che non “infastidiscono” lo sguardo, cioè non lo ostacolano ma sottolineano i perimetri e le forme delle stanze.

Avere un progetto lowcost e personalizzato è possibile, anche relativo ad una sola stanza o ad un piccolo restyling di un angolo del soggiorno per esempio. Contatta un designer o un architetto su AddLance sarà lieto di realizzare un progetto studiato sulle tue necessità. Questo articolo e il progetto riportato sono opera di Eleonora Tredici designer specializzata nella consulenza d’arredo online per ambienti emozionali, funzionali e che parlano di te.

Le principali pratiche burocratiche per l’edilizia

cantiere

Oneri di urbanizzazione, Permesso di Costruire e Dichiarazione di Inizio Attività

Cosa sono gli oneri di urbanizzazione e come vengono inquadrati nel contesto normativo?

Quando viene costruito un nuovo edificio o modificato in modo consistente un edificio esistente, il comune impone al proprietario il pagamento di “oneri accesori”, che vanno quindi a sommarsi al costo dell’opera in sè. Il pagamento degli oneri è associato all’ottenimento del “Permesso di Costruire”, che è un’autorizzazione amministrativa concessa dallo stesso comune dietro domanda. Il permesso serve come strumento di controllo di conformità del progetto alle diverse normative tecniche e urbanistiche. L’elenco dettagliato delle opere soggette ad autorizzazione è riportato nel Testo Unico sull’Edilizia (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) e disciplinato a livello nazionale.

Gli oneri accessori si dividono in oneri di urbanizzazione e oneri relativi al costo di costruzione.

Gli oneri relativi al costo di costruzione sono una tassa proporzionale alla metratura costruita.

Gli oneri di urbanizzazione sono il contributo alle spese che il comune sostiene, e si dividono in:

-Oneri di urbanizazione primaria: contributo per allacciamenti – acqua, luce, gas, fognature – strade e parcheggi, illuminazione pubblica.
-Oneri di urbanizzazione secondaria: contributo per scuole, asili, impiani sportivi, spazi culturali etc.

Gli oneri accessori vengo computati da apposite tabelle (pubbliche) e variano da comune a comune, in base alla zona di residenza. Mentre gli edifici residenziali, commerciali e direzionali sono soggetti a oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, edifici ad uso industriale, artigianale e agricolo sono soggetti solo a oneri di urbanizzazione primaria.
In generale interventi che non comportano una modifica della metratura – ad es. restauri – non sono considerati “onerosi” e, pur essendo soggetti ad autorizzazione, non comportano oneri.

Dichiarazione di Inizio Attività (D.I.A.)

La Dichiarazione di Inizio Attività è una procedura alternativa al Permesso di Costruire nei casi in cui, per interventi di costruzione e ristrutturazione, siano già presenti nel comune interessato piani urbanistici con precise disposizioni volumetriche.

Come il permesso per costruire è disciplinata dal Testo Unico sull’Edilizia e ha subito una evoluzione nel corso degli anni da lpunto di vista burocratico normativo. Il punto fondamentale è che la D.I.A. ha essenzialmente la stessa funzione di garantire che la messa in opera rispetti tutti i requisiti urbanistici (volumetria e vincoli vari) e tecnici (isolamento termico, sicurezza, norme antisismiche, igienico-sanitarie etc.).

Le varie verifiche e la preparaziomne della D.I.A. e del Permesso di Costruire sono a carico del progettista a cui il committente ha delegato la responsabilità – anche penale – per l’edificazione dell’immobile.

Silenzio – assenso

A distanza di trenta giorni dalla presentazione della DIA e dalla richiesta del Permesso di Costruire, se il comune non ha presentato alcuna segnalazione, i lavori possono cominciare secondo un meccanismo di silenzio-assenso . Il comune può pero’ riservarsi di intervenire anche in un tempo succesivo.
Altri pemessi di natura particolare
Esistono altri possibili vincoli legati alla particolare natura dell’immobile: i principali sono vincolo artistico, ambientale e paesaggistico.

Responsabile di Prevenzione e Protezione nei Cantieri (RSPP)

Il Responsabile di Prevenzione e Protezione è una figura fondamentale soprattuto nel settore edile – dove piu’ alta è l’incidenza degli incidenti – e viene disciplinata dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (Decreto legislativo 9 aprile 2008).
Spesso coincide con il Responsabile dei Lavori, che è la figura a cui il committente delega la responsabilità davanti alla legge per i diversi aspetti tecnico-organizzativi.

L’RSPP viene nominato dalle imprese che concorrono all’esecuzione dell’opera. Il suo compito è essenzialmente un’azione di prevenzione dei rischi per le diverse maestranze coinvolte. Il principale documento che l’RSPP concorre a redigere, assime ai datori di lavoro coinvolti è il POS Piano Operativo di Sicurezza con le misure preventive e protettive, elenco dei dispositivi di protezione individuale, ponteggi etc. descrizione attività di cantiere, delle procedure di sicurezza e delle persone coinvolte.
Deve provvedere all’individuazione dei fattori di rischio, dei rischi e delle misure di sicurezza corrispondenti sulla base della legislazione in materia. Deve formare i lavoratori sui punti sopra citati.
L’RSPP deve essere formato tramite un corso apposito.

Avendo più imprese coinvolte la complessità di queste attività rende necessaria la nomina ad opera del Responsabile dei Lavori o del Committente anche di un Coordinatore per la Sicurezza in Fase di Progettazione, il quale deve redigere il PSC – Piano di Sicurezza e di Coordinamento. Questo piano valuta le criticità – e relative attività preventive – relative alla sicurezza nelle varie attività delle differenti imprese coinvolte e viene redatto come parte integrante del progetto e quindi prima dell’approvazione dell’inizio dei lavori.
Da notare che il POS è integrativo, cioè piu’ dettagliato – rispetto al PSC in merito alle misure integrative e preventive.

La certificazione energetica per l’industria e la piccola impresa

certificazione energetica
Cosa sono Certificati Bianchi

Nel caso di industrie ed impianti in generale il sistema che regola ed incentiva il risparmio energetico e quello dei Certificati Bianchi. In pratica un certo efficientamento energetico viene quantificato in un certo numero di tonnellate equivalenti di petrolio (TPE) e quindi di Certificati Bianchi, titoli che possono essere rivenduti sul mercato. Il mercato dei certificati bianchi è regolato in italia dalla società statale GSE, che è delegata a controllare la validità del certificati di chi ne fa richiesta ovvero l’effettiva consistenza del progetto di efficientamento.
Due classi di soggetti possono ottenere certificati bianchi.

– Soggetti obbligati:
Società fornitrici di energia, distributori di gas elettricità. Questi soggetti sono obbligati in quanto sono sottoposti agli obbiettivi di risparmio energetico fissati dal governo. Possono, in alternativa all’ implementazione di un progetto di efficientamento, acquistare i certificati.

– Soggetti volontari:
Imprese del settore industriale terziario ed agricolo. In pratica tutte le imprese non obbligate. Una volta ottenuto il certificato, queste società possono rivenderlo sul mercato. Quindi per queste aziende il sistema dei certificati costituisce un importante incentivo.

 

Come l’impresa ottiene i Certificati Bianchi

Di solito interviene una società specializzata, detta ESCO (Energy Service Company) queste società sono focalizzate spesso sui settori più energivori e si prendono carico di valutare dove è possibile migliorare l’efficienza energetica di un’impresa e dell’intervento necessario. Le ESCO possono aiutare la società cliente ad ottenere i certificati bianchi tramite GSE. Il progetto di efficientamento viene inizialmente finanziato alla ESCO stessa e ripagato – dopo un periodo di payback – dai risparmi ottenuti. Rimane quindi un margine di guadagno.

 

Come un professionista può entrare in questo mercato

Come accennato il mercato è gestito dalle ESCO che sono società abbastanza strutturate, tuttavia, poiché la certificazione volontaria è applicabile – come si è visto – ad un mercato molto ampio, c’è un ampio spazio per il singolo professionista che abbia, per esempio, lavorato in passato nel settore e che possa quindi proporsi singolarmente, come consulente freelance, per progetti di piccola e media portata. Il freelance, chiaramente, non può implementare da solo un efficientamento a livello industriale ma può fungere da “collante” , innanzitutto con una funzione di intermediazione presso il GSE, consentendo di semplificare la procedura burocratica per l’ottenimento dei certificati bianchi, ed inoltre può coordinare l’implementazione del progetto contattando società specializzate per l’esecuzione dei lavori. Il consulente freelance si può inoltre specializzare su diversi tipi di tecnologie / industrie.
Il singolo professionista può quindi fornire un servizio completo similente ad una società ESCO strutturata, pur stando attento a ricavarsi la propria nicchia di mercato oppure lavorando su progetti di minore portata dal punto di vista finanziario.

La certificazione energetica per case ed edifici industriali

certificazione energetica
Avete bisogno di una certificazione energetica per il vostro appartamento o edificio? Facciamo il punto su cosa è e a cosa serve la Certificazione Energetica per edifici e la professione del certificatore energetico.
A partire dal 2005 in recepimento alla normativa europea, in Italia è entrata in vigore la certificazione energetica per degli edifici, ovvero un’attestato che certifica il livello di efficienza energetica degli edifici, in quanto il riscaldamento è una delle principali fonti di inquinamento e gas serra. L’obbiettivo è garantire una maggiore trasparenza nel mercato immobiliare in termini di risparmio energetico.

Come viene effettuata in concreto e quale è il ruolo del Certificatore Energetico?
La certificazione energetica viene effettuata tramite la redazione dell’APE – Attestato di Prestazione Energetica – certificato redatto e rilasciato dal Certificatore Energetico, che è un tecnico abilitato al ruolo. Una variante molto simile è l’Attestato di Qualificazione Energetica – AQE – a differenza dell’APE, che è un certificato di terza parte, in questo caso il tecnico che lo redige può essere stato coinvolto nei lavori sull’edificio.
Il Certificatore Energetico dopo un sopralluogo sull’edificio valuta il grado si efficienza energetica in base a d una serie di fattori: riscaldamento, isolamento, esposizione al sole, impianti di illuminazione etc. .

Quando si applica la Certificazione Energetica?
L’APE è richiesta per:
a) Acquisto di un edificio nuovo (deve essere fornita dalla società costruttrice).
b) Affitto di un immobile (deve essere fornita dal locatario).
c) Compravendita di immobile (deve essere fornita dal venditore).
d) Restauro di importanza rilevante.

Si consideri che le sannzioni per chi non provvede ad ottenerla sono di diverse migliaia di euro.

Quale è il prezzo di una Certificazione Energetica?
In media dai 100 ai 150 € a seconda della città / regione. Per quanto detto sopra, il mercato è veramente molto ampio. La competizione per Certificatori Energetici c’è ma è comunque a livello locale.

Come un freelance puo’ inserirsi in questo mercato?
Inanzitutto è necessario effettuare un corso con relativo attestato di abilitazione. E’ necessaria una laurea in ingegneria, architettura, fisica, matematica, chimica, geologia, agronomia, scienze ambientali. Sono abilitati anche geometri, periti agrari o agrotecnici, periti industriali. I corsi vengono erogati da numerosi enti pubblici e privati.
Il Certificatore Energetico può operare grazie ad un proprio network di imprese edili oppure può usufruire di piattaforme online come AddLance offrendo la propria prestazione. Poichè spesso non è convolta una impresa edile nella certificazione energetica – ovvero non sono stati fatti dei lavori – il proprietario dell’immobile che la necessita può quindi trovare su AddLance un valido supporto come sorgente di Certificatori Energertici freelance.