Disegno 3D: 8 (tra i Migliori) Software di Modellazione 3D

disegni 3dOggi parliamo di disegni 3d, o più tecnicamente di software per il Design 3D. Oramai questi programmi sono diventati gli strumenti del mestiere per i designer digitali, come lo erano un tempo la tela ed i pennelli per un pittore oppure il legno per un artigiano.

Vedendo in giro le potenzialità e le opportunità di lavoro che possono scaturire dall’utilizzo di questi software (che, lasciamelo dire, sono davvero tanti), ti starai chiedendo quale può essere il più adatto a soddisfare le richieste di un mercato sempre più attento alle tendenze del design ed alla cura dettaglio. Bene, in questo articolo troverai le risposte che cerchi.

Disegni 3d, per cominciare eccoti un elenco dei software più utilizzati

  • 3ds Max
  • Blender
  • Rhinoceros,
  • Revit (dedicato alla progettazione architettonica)
  • Sketch up
  • Sweet home 3d
  • Cinema 4D
  • Maya (dedicato alle animazioni 3d)

Tutti i software sopracitati, ti permettono di creare design di oggetti e vere e proprie scene di arredamento di interni, esterni e qualunque cosa ti venga in mente. Esistono poi altri software che permettono di creare vere e proprie sculture digitali, come Zbrush e la sua versione freeware Sculptris e ci sono persino software che permettono di creare vestiti come Marvelous Designer.

 

Scopriamo più da vicino i programmi per fare disegni 3d

 

disegni 3d 3DS MAX Autodesk

3ds Max della Autodesk, può essere considerato uno dei software più completi e più complessi e per questo un po’ costoso, una licenza d’uso per un anno costa 1950€; però padroneggiare questo strumento vuol dire sentirsi capaci di far diventare qualsiasi idea realtà.

Abbraccia tutto ciò che ci si può aspettare da un software per il design 3d e ha come contorno una serie di validi strumenti tra plug-in e motori di rendering, che lo hanno reso il preferito di case cinematografiche e produzioni televisive. 3ds Max è stato utilizzato per scene o parti di film come Iron Man, 2012, X-Men, Transformers, Avatar e tanti altri.

 

A questo punto è doveroso che ti spieghi cosa sono i plug-in e i motori di rendering

I plug-in non sono altro che dei componenti aggiuntivi che aumentano le funzionalità del software. Da non farsi mancare, quando si utilizza 3ds Max, è il plug-in Phoenix Fd, che permette di creare ad esempio le onde del mare, la vernice, il fuoco, il fumo.

I motori di rendering (Vray è il più usato per 3ds Max) sono invece dei calcolatori attraverso i quali otteniamo il prodotto finale, chiamato appunto rendering. Cioè l’immagine finale o il filmato.

Se le potenzialità di Autodesk 3ds Max ti hanno incuriosito, ma il costo ti frena un po’, sappi che esiste una valida alternativa: Blender

Blender

Blender. È l’alternativa gratuita e open source a 3ds Max, è stato creato inizialmente per chi utilizzava il sistema operativo Linux, ma è tranquillamente compatibile e sempre aggiornato anche per Windows. Ha un’interfaccia intuitiva e offre la possibilità di creare ogni tipo di oggetto desiderato. Puoi scaricare gratuitamente il programma direttamente sul sito ufficiale.

Rhinoceros

Rhinoceros. Degno concorrente dei due software sopracitati, consente un utilizzo più mirato ad ottenere modelli di oggetti ottimizzati per la stampa 3d. È interessante sapere che Rhinoceros è molto utilizzato, tra l’altro, per la creazione di gioielli.

Se invece la tua passione sono l’architettura e la progettazione di edifici, ti consiglio di puntare su Revit. Revit è un altro prodotto fornito da Autodesk. Questo software sostituisce la carta e la matita nel disegno di nuove costruzioni edili. Non solo: è anche in grado di calcolare i materiali da utilizzare, il peso della struttura ed i rischi strutturali della costruzione. Ormai utilizzatissimo da geometri ed architetti.

Se i software elencati fino ad ora ti sembrano molto complicati, ti propongo ancora due soluzioni che possono fare al caso tuo. Tieni conto che questi strumenti, seppur validi hanno delle limitazioni rispetto ai precedenti.

 

I software per disegni 3d che abbiamo elencato ti sembrano complicati? Allora parliamo di Sketchup e Sweet home 3D

SketchUP Sketchup è un software pensato per semplificare la vita durante al fase di progettazione di uno spazio abitativo. Si presenta con un’interfaccia semplice e, dopo pochi click, si vedono già i primi elementi nella scena. Dispone di una libreria di oggetti di uso comune molto fornita.

Sweet Home 3D Sweet home 3D è un’alternativa molto valida a Sketchup. Si tratta di un progetto open source, in continuo aggiornamento e di facile utilizzo ed è veramente molto completo ed intuitivo. Come il precedente, dispone di una ricca libreria di oggetti che consentono in pochi minuti di assemblare una scena di interni.

 

Per finire è d’obbligo che ti segnali anche Cinema 4D

Maxon Cinema 4D Cinema 4D è partito un po’ in sordina ma anno dopo anno si è guadagnato sempre maggiori utenti. È un software per il design 3D completo e, soprattutto, facile ed intuitivo da utilizzare. Consente infatti di creare veramente di tutto ed assemblare bellissime scene.

 

E se la tua passione sono i personaggi, non posso non segnalarti Maya

Maya Maya è un altro software gioiello di casa Autodesk. L’interfaccia è molto simile a quella di 3Ds Max, che lo rende non proprio intuitivo. Ma ti garantisco, che se lo padroneggi, puoi creare personaggi e scene veramente bellissimi.

Guest post a cura di Nadia Calasso

Visual Design, 3 Regole d’Oro del Packaging Vincente

visual design packagingIl Visual Design ha tanti meriti. Uno di questi è senz’altro l’aver contribuito a rivoluzionare i consumi, grazie all’invenzione di packaging (confezioni)  sempre più accattivanti e funzionali. Pensiamo in particolare a quelle degli alimenti. Tralasciando che i primi “esperimenti” di confezionamento furono fatti già in epoca napoleonica per mettere a punto dei sistemi che consentissero al cibo destinato all’esercito di conservarsi nel tempo, il vero packaging così come noi lo intendiamo, debutta a metà del XX secolo. E il suo debutto coincide con la nascita della grande distribuzione e lo sviluppo dell’industria alimentare, nonché con il definitivo abbandono di una economia dei consumi basata sul sistema rurale e sull’auto produzione.

 

Lo zampino del visual design: il packaging da semplice imballaggio a veicolo della Brand Identity

Diciamolo pure, la funzione primaria del packaging (che a questo punto chiamiamo con il suo basico nome di imballaggio) serve per il trasporto e la conservazione delle merci. Imballaggio può essere una semplice scatola di cartone o una busta di plastica o una bottiglia di vetro. Ma quando l’imballaggio si trasforma in packaging? Quando la scatola di cartone, la busta di plastica o la bottiglia di vetro cominciano a produrre senso. Si trasformano cioè in un veicolo di comunicazione che determina, distingue e rafforza una determinata Brand Identity. E rende il contenuto accattivante. E dunque desiderato. E dunque… acquistato!

In una corsia di supermercato stracolma di prodotti, deve pur esserci il colpo d’occhio. L’interesse del consumatore distratto o frettoloso si deve catturare. Altrimenti l’acquisto sfuma e l’anonimato incombe.

 

Storia dei packaging che hanno fatto storia

Coca-Cola, Barilla, Apple. Sono alcuni delle marche (che non hanno certo bisogno di presentazione) che hanno vinto la sfida commerciale con molti dei concorrenti anche grazie ad un packaging azzeccato. Un imballaggio, in altre parole, in grado di catturare l’attenzione del cliente, trasmettendogli la Corporate Identity in modo visivo (e quindi immediato) e in grado, attraverso questo, di rafforzare la relazione di fiducia con il consumatore, spingendolo all’acquisto finale. In altre parole, il packaging attraverso lo studio di design, comunicazione e psicologia che ha alle spalle, mette in atto una vera e propria strategia commerciale.

Alcune delle confezioni che oggi siamo abituati a dare per scontate, sono di recentissima introduzione sul mercato. Forse la più “antica” tra queste è la lattina. Inventata negli USA nel 1885, dal 1940 commercializza la birra in tutta Europa e nei decenni appena passati è stata il simbolo giovanile per eccellenza. Alla lattina segue il tetrapack, ovvero la “busta del latte”, nata in Svezia nel 1951 dall’omonima ditta Tetrapack. La busta del latte altro non è che una confezione di cartone che preserva il latte dai raggi solari, pesa poco, è infrangibile ed elimina la pratica dei vuoti a rendere. Il terzo grande imballaggio che debutta è la bottiglia in PVC. Siamo in Francia, a metà degli anni ’60, nel pieno del boom delle materie plastiche. Sulla tavola dei consumatori sbigottiti arriva la bottiglia in PVC d’acqua minerale: un’innovazione in un mondo dominato dalle sole bottiglie in vetro la cui forma era standardizzata e per nulla comunicativa. “L’acqua era solo acqua senza marca, senza colore e senza qualità aggiuntive legate ai componenti” scrive Stefania Bertani, Università di Parma. Alzi la mano chi crede che oggi sia ancora così.

Coca–Cola, da bottiglia a vero e proprio totem

coca cola packagingBenjamin Thomas, concessionario per la distribuzione negli USA della bibita, aveva richiesto “una bottiglia unica al mondo” in grado di essere riconosciuta da chiunque anche al buio. Venne accontentato nel 1916 dalla Root Glass Company dell’Indiana, che sfornò la bottiglia Coca-Cola, rimasta praticamente immutata per quasi un secolo. Qui parlare di packaging ben riuscito è forse persino riduttivo: la Coca-Cola non potrebbe esistere senza la sua bottiglietta e viceversa. Il segreto di un packaging così ben riuscito sta nell’abilità di aver saputo coniugare indissolubilmente il funzionale con il decorativo a tutto vantaggio del consumatore. L’azienda, ben capito il valore che quel contenitore aveva assunto nell’immaginario collettivo, ha deciso di non modificarlo per quasi cent’anni, rimanendo fedele ad un’immagine dove forma e contenuto hanno raggiunto una simbiosi pressoché perfetta, di cui non esistono altri esempi.

Barilla, mezzo secolo di packaging vincente

barilla packagingFacciamo ora un salto a casa nostra. Nel 1952 Barilla confeziona la propria pasta in cartoni. Una normativa che renderà il confezionamento obbligatorio uscirà in Italia solo nel 1968. Barilla ha precorso i tempi, affidando al grafico Erberto Carboni la realizzazione del suo primo pack. E dentro, ovviamente, c’è la pasta Barilla. Chi non ha mai visto nemmeno una volta il muro blu della pasta Barilla sugli scaffali dei supermercati? (a proposito, hai fatto caso che è sempre ad altezza sguardo?). Il packaging blu fa il suo debutto nel 1956, 4 anni più tardi della prima confezione di cartone. In mezzo secolo, il packaging Barilla non è sostanzialmente cambiato. Carboni aveva compiuto un’opera di alta sintesi grafica: faceva riconoscere la marca, rassicurava il consumatore sulla qualità del prodotto e aveva scelto il blu, perché azzurra era la carta per alimenti che i negozianti usavano fino al secondo dopoguerra per avvolgere la pasta.

Apple, il packaging della mela si fa “immediato”

Apple ipad packagingApple, nel suo quartier generale di Cupertino (USA), ha addirittura un intero laboratorio in cui vengono ideati (e successivamente testati) i packaging dei prodotti prima di essere immessi sul mercato. Qui c’è la cura del dettaglio fin quasi alla mania, con l’unico scopo di trasmettere immediatezza al consumatore (must sul quale in effetti si basa tutto il mondo Apple). L’aneddoto, che nessuno sembra aver smentito, è contenuto nel libro “Inside Apple” scritto da Adam Lashinsky:

«Per comprendere pienamente quanto i dirigenti Apple prendano seriamente la cosa, sappiate che un designer di confezionamento è stato rintanato in questa stanza per mesi eseguendo il più banale dei compiti: aprire scatole» ha scritto l’autore. E nessuno stenta a crederci dato che il packaging dell’iPad è stato imitato anche da Samsung uno dei competitor diretti di Apple nel campo dell’hi-tech. Apple, certo, è una delle marche contemporanei che si citano più spesso ad esempio quando si parla di brand identity e di graphic design. Conosci già la storia e le curiosità del logo Apple?

Visual design, le tre regole d’oro del packaging vincente

Oltre a proteggere il prodotto e a facilitarne il trasporto, cose che può fare benissimo un imballo anonimo, il packaging, per essere vincente deve:

  1. Distinguere
  2. Incuriosire
  3. Comunicare

Diciamo che sono queste le tre regole d’oro da seguire.  E qui entra in gioco il visual design con tutto il suo corteo di simboli, di emozioni, di associazioni mentali.

  1. La tua confezione ti deve distinguere. Da chi? Dai competitor. Che sono lì da prima di te. Che arrivano dopo e che cercano di imitarti. Ti deve distinguere affinché il consumatore possa scegliere te. E te soltanto.
  2. La tua confezione deve incuriosire. Non spiattellare sulla confezione tutto ciò che c’è da capire (o da vedere): non spinge il consumatore a prendere in mano la confezione per saperne di più. Dì il giusto, il tanto che basta.
  3. Infine, la tua confezione deve comunicare. Il band, i valori aziendali e le caratteristiche del prodotto.

A questo proposito nell’ideazione del packaging, il visual design deve tenere conto del colore, che deve essere coerente con il prodotto (insomma, una bottiglia completamente nera per l’acqua minerale non è un granché, diciamocelo) e dei simboli che in un solo colpo d’occhio (quello dato dal consumatore distratto e frettoloso) devono comunicare la Brand Identity e l’etichetta. L’etichetta è importante perché in essa devono essere riportate tutte le informazioni previste dalle normative di riferimento.

Dì un po’, adesso stai pensando anche tu al packaging per i tuoi prodotti?

3 Cose che Devi Sapere Prima di Scegliere un Tema WordPress

scegliere un tema wordpressEcco che finalmente stai per realizzare, o per farti realizzare da un professionista, un sito web con il CMS WordPress.

Tra le prime domande che sicuramente ti porrai (o che il tuo web designer ti aiuterà a risolvere) c’è:  che tema mettiamo?

Dovrai quindi sapere come scegliere un tema WordPress.

Se non lo sai già, un tema ti permette di modificare sia l’aspetto che le funzionalità del tuo sito internet. I temi possono essere installati (e spesso anche cambiati) senza alterare il contenuto del sito. Il tema è responsabile di come il sito “appare”, ovvero della gestione del frontend. Per questo ogni sito WordPress richiede che un tema sia presente e installato nel proprio sistema.  È grazie al tema che hai scelto che determini lo stile generale del tuo sito:

  • Il design e il layout delle pagine
  • Il colore e lo stile dei font (caratteri)
  • I widget disponibili (sono degli “oggetti” con informazioni, animazioni…)
  • Moduli e formattazioni già pronti da utilizzare
  • Altri oggetti e dettagli di stile

Tenendo a mente queste nozioni di base, facciamo subito una prima importante classificazione. Quando scegli un tema WordPress, sappi che puoi:

  • Installarne uno gratuito (temi WordPress free)
  • Acquistarne uno a pagamento (temi WordPress premium)

 

1. Temi WordPress gratis? Meglio investire qualche euro e avere Aggiornamenti e Assistenza

In sostanza vale quello che stai leggendo nel titolo.

Esistono moltissimi temi WordPress gratuiti, ma vale la pena visitare i più frequentati marketplace e per qualche decina di euro comprare un tema WordPress professionale.

La base di codice è di solito più solida, gli aggiornamenti sono inclusi e anche l’assistenza tecnica (che non include mai la personalizzazione del tema).

Non è per forza necessario comprare un tema molto costoso! Su internet si trovano temi premium a prezzi veramente accessibili.

Se ne possono acquistare in offerta già a 19 dollari o poco meno. Se proprio devi usare un tema gratuito, scegline almeno uno di quelli disponibili sul sito ufficiale di WordPress, guardando con cura voti e recensioni.

 

2. Scegliere un tema WordPress professionale facendo attenzione alle funzionalità, ma anche al successo di vendita

I temi premium, ovvero a pagamento, possiamo distinguerli in due macro categorie, a seconda che si tratti di acquisto con licenza singola o di acquisto con abbonamento.

 

Temi premium con licenza singola

Si possono acquistare per un solo sito web e ad un prezzo una tantum che comprende gli aggiornamenti (finché il tema è supportato dalla casa produttrice) e l’assistenza tecnica per un periodo determinato (di solito 6 mesi). L’assistenza può essere estesa pagando un sovrapprezzo. La scelta di temi professionali è molto molto vasta.

A cosa devi prestare attenzione?

  • Alle funzionalità del tema che stai acquistando: supporta un certo servizio, una certa funzione o un dato plug-in che serve al mio sito? È vero che WordPress è una piattaforma molto flessibile e che permette di mescolare temi e plug-in di diverse fonti. Però controllare quanto sopra è fondamentale
  • Che sia presente un compositore visuale, come ad esempio Visual Composer
  • Al successo di mercato del tema
  • Al gradimento: voti e commenti positivi
  • Alla data dell’ultimo aggiornamento: se non è stato aggiornato da più di due settimane non è un buon segno
  • Alla sua data di uscita, ovvero alla sua “anzianità”

 

I più conosciuti marketplace dove acquistare

Per scegliere un tema WordPress con licenza singola e acquistarlo, vai su un marketplace. Un marketplace è appunto un “mercato” dove ci sono diversi produttori che vendono.

Theme Forest

Il luogo principe è il marketplace della Envato che si chiama Theme Forest. Nel momento in cui scriviamo sono in vendita oltre 40 mila temi e template per WordPress, oltre a diverse migliaia di temi per una quantità di altri CMS.

Theme Forest non è l’unico market place dove acquistare un tema professionale. Vediamone altri.

TemplateMonster

Segnaliamo TemplateMonster che offre temi professionali a pagamento non solo per WordPress, ma anche per altri CMS (Content Management System) come Drupal o Joomla! Oltre ai temi, si possono comprare loghi, animazioni, immagini per le fan page. È possibile anche scaricare temi gratuiti. Nel momento in cui scriviamo sono in vendita su questo marketplace più di 20 mila template premium.

Mojo Themes

Il terzo marketplace che segnaliamo si chiama Mojo Themes. Qui si possono acquistare temi professionali per WordPress provenienti da tutto il mondo. Questo marketplace propone supporto tecnico e aggiornamento a vita. Nel prossimo paragrafo vedremo a cosa prestare attenzione per avere davvero supporto tecnico e aggiornamenti il più a lungo possibile.

 

Come ricevere supporto tecnico e aggiornamenti il più a lungo possibile

Trattandosi di marketplace, come dicevamo, vi sono diversi produttori. Il livello dei temi che viene offerto è sempre professionale, ma per garantirti supporto tecnico e aggiornamenti il più a lungo possibile, devi scegliere non solo un tema che ti piaccia e che supporti le funzionalità che cerchi, ma anche e soprattutto, che abbia:

  • Un certo successo (misurabile in numero di vendite)
  • Non sia troppo vecchio (data di creazione non troppo lontana)
  • Aggiornamenti recenti (ultimo aggiornamento deve risalire a non più di 2-3 settimane prima)

Se non presti attenzione a questi tre segnali, è possibile che oltre al tema tu non riesca a comprare sufficiente assistenza e aggiornamenti. Perché:

  • se il tema non vende, si può presumere che il produttore smetterà di supportarlo presto e comunque non avrà molte risorse per aggiornarlo e migliorarlo
  • se è tanto vecchio (o ha subito l’ultimo aggiornamento radicale molto tempo fa), anche se ha avuto molto successo, non si può scommettere su quanto a lungo sarà supportato dai produttori
  • se vediamo che l’ultimo aggiornamento non è recente, possiamo sospettare che c’è qualcosa che non va: ma di solito se gli altri due criteri sono soddisfatti gli aggiornamenti sono molto frequenti (ogni una o due settimane)

Tutte queste informazioni, fondamentali prima dell’acquisto, puoi trovarle selezionando l’anteprima del tema che preferisci e (su Theme Forest) scorrendo la pagina sulla colonna di destra. Qui potrai leggere le specifiche tecniche che ti servono. Questo screenshot mostra la colonna di destra di un tema per sito di noleggio auto, in vendita ad appena 12 dollari.

Theme Forest fa una sua classifica dei più venduti. Le stelline indicano il numero di download dei temi professionali

 

Temi premium con contratto di abbonamento

I temi WordPress venduti con contratto di abbonamento non si comprano sui marketplace, ma vengono offerti da case di software singole e indipendenti e di solito includono diversi temi e plug-in. Finché resti abbonato puoi scaricare tutti i plug-in e i temi che ti servono e ricevere assistenza, per tutti i siti web di cui hai bisogno. Comprare con contratto di abbonamento può essere molto utile agli studi e ai professionisti, soprattutto da quelle software house che hanno un tipo di offerta standardizzato. Scegliere con cautela rimane anche qui la parola d’ordine, perché se è vero che un fornitore unico può essere una soluzione comoda ed economica, è anche vero che se desideri una funzione particolare non è detto che questi “pacchetti” ce l’abbiano a disposizione.

Le più note e autorevoli case di software sono Elegant Themes (con il celebre tema Divi)

 

Elegant Themes

e Thrive Themes, che offre una suite di temi e plugin orientata al marketing e ottimizzati per la conversione.

Thrive Themes

3. Fai da solo? Quando scegli un tema WordPress non tralasciare questi “trucchi del mestiere”

Se stai comprando da solo il tuo tema WordPress e stai restando affascinato dalla quantità dell’offerta e dalla grafica accattivante, per non fare un cattivo acquisto ricordati che:

  • Il design deve essere il più semplice ed intuitivo possibile
  • È meglio non usare più di due font diversi per scrivere i contenuti sul tuo sito
  • Non tutti i browser restituiscono il layout allo stesso modo. Prima di lanciare il sito, è meglio che lo testi sui principali browser

Se ti appoggi ad un professionista, saprà lui come muoversi meglio, ma è bene che tu sia a conoscenza di tutte le informazioni contenute in questo articolo, in modo da potervi intendere bene e creare insieme un buon prodotto.

 

Che differenza c’è tra flyer, volantino e brochure?

Differenza tra flyer, volantino brochure, la conosci? Sono tutti e tre ottimi strumenti di comunicazione e soprattutto di pubblicità, ma l’uno non sostituisce affatto l’altro. Vediamo perché.

Prima di tutto, come spesso accade per articoli esplicativi e guide, diamo una rapida definizione dei tre strumenti.

  • Volantino: stampato su uno o entrambe le facciate, ha lo scopo di informare rapidamente (e sinteticamente) circa una data attività (commerciale, politica, culturale, ecc). Il fruitore ne viene spesso in possesso in modo del tutto casuale (cassetta della posta, distribuzione presso fiere o eventi, diffusione hand to hand)
  • Flyer: termine tecnico per indicare un cartoncino pubblicitario, generalmente in formato A5, caratterizzato da una grafica accattivante e da immagini che incuriosiscono il lettore e ne garantiscono, il più delle volte, la partecipazione all’evento pubblicizzato. Il flyer, generalmente, sponsorizza mostre, eventi e locali.
  • Brochure: secondo la stringata ma efficace definizione del dizionario di Google, la brochure è un breve e spesso lussuoso opuscolo pubblicitario. Più dettagliatamente la brochure è un opuscolo composto da più pagine (da qualche pagina fino a un centinaio al massimo) che tratta di un solo determinato argomento a scopo sempre più spesso pubblicitario. Il termine deriva dal francese e indica il metodo di rilegatura. La brochure è infatti un opuscolo rilegato in brossura. Attenzione a non confonderla con il dépliant detto in italiano pieghevole. Ha più o meno la stessa funzione del volantino (pubblicità o propaganda), ma il dépliant è piegato mentre il volantino è un foglio non piegato (spesso in formato A5). Il dépliant può avere anche la stessa funzione della brochure, ovvero pubblicazione informativo-pubblicitaria composta da più pagine. In questo caso la differenza sta nel fatto che la brochure è un insieme di più fogli rilegati tra loro in brossura, mentre il dépliant è un unico foglio stampato e piegato in più parti.

Fatta questa doverosa introduzione con tanto di (brevi) definizioni, andiamo a vedere quando conviene usare il volantino e quando, invece, è più pertinente l’impiego di un flyer o di una brochure.

 

Differenza tra flyer volantino brochure: quando usare l’uno al posto dell’altro

Se quella del grafico è una vera e propria arte, è anche vero che online si stanno sviluppando sempre più programmini di grafica intuitivi o addirittura software semi-automatici per la auto realizzazione del materiale pubblicitario. Sia che tu abbia deciso di affidarti ad un professionista (scelta sempre consigliata) sia che tu propenda per il (indubbiamente più economico) fai da te, è bene che tu sappia cosa richiedere. Insomma, tutto questo per dire: ti serve un volantino, un flyer o una brochure? La risposta è dipende e dipende, ovviamente, dal tuo business. Cosa devi comunicare e a chi?

Ti serve una brochure o un dépliant se devi informare (con finalità pubblicitarie) circa un determinato argomento. Ci vengono, ad esempio, in mente le brochure dei centri estetici o medici. Le immagini e i testi scelti sono particolarmente significativi (e assolutamente funzionali) allo scopo pubblicitario. Insomma, usa questo mezzo se hai un maggior budget da dedicare e soprattutto se il tuo progetto necessita di più testi (o più pagine) di approfondimento per essere compreso. Se devi comunicare l’apertura del tuo nuovo ristorante, sicuramente non ti servirà una brochure o un dépliant. I formati più comuni per le brochure sono A3, A4, A5, A6 e le brochure formato lungo che misurano 21×9,9 cm. Altri formati possono essere a busta, a libro, a invito.  Il formato (standard o personalizzato) e la tipologia di stampa determinano il costo finale delle brochure, insieme alla grafica, al costo per il copywriting (scrittura dei testi pubblicitari/persuasivi) e al numero di stampe.

Puoi usare un volantino, invece, nel caso tu debba informare rapidamente qualcuno di qualche cosa (un evento, ad esempio, o una nuova apertura). Puoi stamparlo su una singola facciata o su entrambe, puoi includere un omaggio o uno sconto da regalare ai partecipanti, puoi arricchirlo con testo e immagini… attenzione però a non esagerare. Tra gli errori più comuni che vengono commessi nel fare un volantino c’è quello di mischiare troppi font diversi (caratteri tipografici) o di mettere troppe immagini. La comunicazione deve essere lineare, il messaggio deve arrivare in modo univoco e chiaro al lettore. Per questo, evita di

  • usare troppo testo
  • mettere uno sfondo invadente
  • omettere un titolo
  • abbondare in immagini

Rischi, così facendo, di creare solo una gran confusione! Detto questo affidati pure a un professionista (freelance o con studio grafico). Il web è pieno di frasi del tipo modelli gratis per volantini, come creare un volantino, creare un volantino word. Usale per trovare gli strumenti di cui hai bisogno solo se sei a budget zero e magari non ti serve un prodotto professionale (non so, ti servono volantini per la festa della scuola). Per tutte le altre esigenze è sempre meglio rivolgersi a professionisti, sapranno crearti il miglior volantino facendoti anche risparmiare tempo. Tra i due estremi c’è una terza via, ne parleremo nel prossimo paragrafo.

Infine, usa un flyer se devi pubblicizzare eventi, mostre e locali. Non è di solito usato per propaganda o maggiori divulgazioni come potrebbe essere un volantino. Nel gergo comune, però, i due termini finiscono per assomigliarsi così tanto da diventare (anche in Wikipedia!) praticamente sinonimi. Nella realtà non è però esattamente così. Il volantino può essere anche quello del supermercato. Il flyer è tutt’altro. È quel volantino capace di sponsorizzare una mostra, una serata in discoteca. Nel flyer è importante la grammatura della carta (oltre alla grafica e al testo). Generalmente sono stampati in cartoncino e il formato più diffuso è l’A5. La stampa può essere su unica facciata o su entrambe. In questo secondo caso, una facciata è usata per scrivere i contenuti esplicativi e l’altra facciata per pubblicizzare la promozione. Il tutto con una grafica decisamente più accattivante di quella di un semplice volantino.

 

Differenza tra flyer volantino brochure: cosa puoi fare da solo, gratis, sul web e quando invece ti serve un professionista

Un professionista serve sempre. Proprio per creare prodotti professionali e visto che flyer, volantini e brochure servono per pubblicizzare la tua idea e il tuo business e per garantirti quantomeno un ritorno d’immagine, devono essere il più professionali possibili. Tuttavia nel precedente paragrafo abbiamo accennato ad una terza via, a cavallo tra il professionista grafico e il fai da te.

La terza via è caratterizzata da quei programmi e applicazioni web che, attraverso una procedura guidata, ti consentono di “progettare” il tuo materiale pubblicitario, entro certi limiti di standard. E poi di stamparlo (con consegna a domicilio) direttamente dalle stamperie online. Usa questa tecnica con parsimonia e proprio se sei a budget zero o se ti serve materiale amatoriale.

Solitamente sono procedure guidate attraverso una suite grafica pre-caricata sui portali che offrono servizi di stampa online (con consegna a domicilio). Non permettono, benché utili in determinati casi, una personalizzazione grafica, ma solo di caricare immagini, scrivere testi, scegliere colore e font tra quelli a disposizione.

Collaboratori per siti web: 2 modi infallibili per trovare i migliori

Collaborazioni per siti web

Collaborazioni per siti web? Hai un sito web o stai pensando di aprirne uno per la tua attività e non puoi seguirlo personalmente?

Beh, è il caso di trovare qualcuno che possa aiutarti.

Persone professionali e preparate in grado di gestire efficacemente il tuo biglietto da visita elettronico. Eh già, perché un sito web oggi è prima di tutto questo. Il tuo biglietto da visita elettronico.

 

Collaborazioni per siti web: quello che devi assolutamente sapere

Hai un sito. Oppure stai pensando di aprirne uno. Le figure professionali che ruotano attorno a un sito internet sono diverse:

  • Il web developer
  • Il web designer
  • Il web master
  • Il content manager
  • Il social media manager

Quali collaboratori devi cercare per il tuo progetto web? Dipende da cosa intendi realizzare. Un sito istituzionale? Un blog? Solo contenuti: articoli, storie, grafiche?

Alcune delle figure professionali per il web, soprattutto in ambito freelance, sono sovrapponibili, nel senso che ti può capitare ti trovare un professionista in grado di fare più di una specialità.

Anzitutto specifichiamo che manager è inteso nella sua accezione inglese di gestore, ovvero di colui che gestisce. Non certo nell’accezione italiana di dirigente d’azienda!

Quindi per far realizzare o per far gestire il tuo sito internet ti puoi avvalere anche di un professionista esterno, di una collaborazione per siti web… freelance! Se il tuo è un progetto complesso o già ben avviato puoi anche pensare ad una vera e propria assunzione. Insomma, l’una non annulla l’altra in nessun caso.

Dicevamo che spesso i professionisti freelance hanno più di una competenza: ci sono web master che sono anche bravi nel content management (gestione dei contenuti); web developer che possono fare anche i web master o i web designer e questi ultimi che se la cavano bene anche a realizzare un sito web e a riempirlo di contenuti interessanti e ottimizzati per il proprio cliente. Anche il content manager si può facilmente sovrapporre al social media manager, ovvero una sola figura può svolgere entrambi i compiti.

Tu esattamente cosa stai cercando? Questa è la domanda giusta con cui partire per individuare bene il professionista che può fare al caso tuo.

 

Due modi infallibili per trovare le migliori collaborazioni web

Lo abbiamo promesso, è il titolo di questo post. Esistono sostanzialmente due modi per trovare un collaboratore per il tuo sito web:

  • Le agenzie di comunicazione
  • I portali per freelance, come appunto AddLance

La prima strada è valida ma può essere un po’ costosa. Sicuramente più cara della seconda, sempre valida, di cercare un professionista freelance dalle competenze verificate, con cui collaborare al progetto. Naturalmente per poter scegliere bisogna sapere cosa cercare. Quindi riprendiamo da questo punto.

  • Opzione uno: il tuo sito non esiste ancora. Ti servirà sicuramente un web developer/web master che sia in grado di realizzarlo. Di acquistare il dominio e lo spazio hosting, di interconnetterli, di realizzare un tema ex novo o di acquistarne e installarne uno già pronto, di installare un CMS per la pubblicazione e la gestione dei contenuti. Deve essere in grado di realizzare anche un e-commerce, se è questo che desideri e via discorrendo.
  • Opzione due: il tuo sito è già online e ha bisogno di un restyle. Magari perché i contenuti non vengono aggiornati da molto tempo. Oppure perché ti occupi di commercio e non hai fatto nemmeno una vendita. In questi casi può servirti un web designer se hai in mente (o si rende necessaria) una ristrutturazione grafica e un content manager che sia anche bravo con il marketing, con le Landing Page e con la SEO, l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Altrimenti, se non sei visibile, nessuno saprà che esisti e non potrai vendere alcunché.

Sapendo esattamente cosa intendi fare e dove vuoi arrivare, puoi cercare collaborazioni per siti web in modo ottimizzato e minimizzare perdite di tempo e di denaro.

Sapere la differenza tra web developer e content manager è importante, così come sapere cosa è la SEO, cosa una Landing Page, cosa un tema WordPress.

Acquisire dimestichezza con questi termini e con le professionalità che li “maneggiano” è fondamentale per ottenere un ottimo risultato con il giusto impiego di tempo e di denaro.

Perché infatti pagare un pacchetto completo se non è necessario alla realizzazione del tuo sito web?

 

Ecco spiegati i termini che ti servono per scegliere

Abbiamo usato tanti termini in questo post che potrebbero non essere chiari o addirittura risultare sovrapponibili a chi non ha dimestichezza con il settore.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza, una sorta di piccolo dizionario per aiutarti a scegliere al meglio i tuoi collaboratori.

  • Il web developer è un programmatore. Si occupa dello sviluppo del codice sorgente, di realizzare e ottimizzare i database e dei linguaggi di markup. Collabora sia con il web designer sia con il web master, ad eventualmente anche con il content manager, alla realizzazione di un sito web.
  • Il web designer è colui che progetta la comunicazione visiva e l’esperienza utente del sito web. Non è solo un esteta ma presta occhio clinico alla funzionalità, all’interattività del sito.
  • Il web master: tecnicamente gestisce e amministra (anche e soprattutto dal punto di vista tecnico) un sito internet dopo la sua pubblicazione. Molto spesso, per la commistione di cui parlavamo prima, un web master è in grado di progettare, realizzare e pubblicare un sito, curandone anche il posizionamento.
  • Il content manager gestisce i contenuti del sito internet. Post, articoli, sondaggi, parte social, commenti e via discorrendo. Si affianca e spesso sovrappone al web master nelle cose più “tecniche” come il posizionamento e la SEO, l’installazione di plug-in aggiuntivi, il cambio di tema (grafico) ma non la sua realizzazione ex novo.
  • Il dominio e l’hosting. Il dominio è il nome del sito che scegli. L’hosting è lo spazio su cui il sito viene ospitato più eventualmente l’infrastruttura per la posta elettronica. Hosting e dominio si acquistano, solitamente con canone annuale. Se ne occuperà per te il web master o il web developer, se tu non sai farlo personalmente.
  • Il CMS è il Content Management System, ovvero il sistema per la gestione dei contenuti del sito. È un software caricato nello spazio web, attraverso il quale creare e pubblicare i contenuti che saranno visibili online. Ne esistono di pre-impostati (e sono spesso i più usati) come WordPress e Joomla! Oppure si può chiedere al web developer di realizzarne uno ad hoc. Non è comunque la prassi, nella maggior parte dei casi si una un CMS già pronto, anche perché è possibile personalizzarlo.
  • La SEO si tratta dell’ottimizzazione per i motori di ricerca, ovvero tutte le attività nel sito e nella Rete (on-site e off-site) che migliorano la visibilità di un sito web, essenzialmente nei risultati di Google. L’ottimale sarebbe comparire sempre nei primi 10 risultati su Google, attraverso un uso strategico di parole chiave ben studiate.
  • La Landing Page, letteralmente pagina di atterraggio. Nel linguaggio marketing è una pagina web appositamente studiata per accogliere gli utenti in un percorso di vendita. Di Landing page ce ne sono di più tipi, a seconda del percorso che si vuole far fare ai visitatori. Ad esempio si parla di Opt-in Page o di Squeeze page quando in cambio di alcune informazioni gratuite, l’utente che vi atterra deve lasciare i propri dati. In altre parole si propone un’offerta mirata (un pdf, un video, un’infografica) in cambio di un form da compilare. Questo consente al proprietario del sito di raccogliere dei contatti pertinenti che poi possono trasformarsi in clienti.
  • Il sito e-commerce è in realtà un negozio online. È supportato da CMS o plugin specifici come Magento, VirtueMart, oppure WordPress con WooCommerce o altri ancora come Open Cart o Presta Shop
  • I temi per WordPress, sono un insieme di stili grafici e di funzioni in grado di “vestire” il sito. Si installano appunto sul CMS WordPress e possono essere gratuiti o a pagamento. Di solito tra quelli a pagamento è più facile trovare una più alta professionalità e normalmente è previsto un periodo di supporto tecnico dall’azienda che l’ha prodotto.

 

 

I Migliori Programmi di Grafica, la Guida Definitiva alle Suite per i Creativi

I migliori programmi di grafica online

I migliori programmi di grafica online per fotoritocco, grafica tradizionale, 3D, multimedia, web e altre professioni creative? Eccola. Una guida che vuole essere un utile vademecum per chi deve acquistare una suite grafica (e non solo) e non sa ancora quale sia la migliore. Su quale, insomma, puntare l’investimento (molte sono a pagamento) e sulla quale riversare tutto il proprio lavoro. Vediamo i dettagli.

 

I migliori programmi di grafica da Adobe a Corel Draw

Adobe e Corel Draw, per anni diretti concorrenti, sono le suite di grafica più conosciute anche dai non addetti ai lavori. Adesso se ne sono affacciate molte altre sul mercato, che vedremo in questa guida, ma comunque vale la pena iniziare proprio da qui. Da Adobe e da Corel Draw.

Adobe

  • Adobe (Suite). Adobe fornisce praticamente tutto tranne un programma specifico per il 3D (anche se molti dei programmi hanno un motore 3D, ad esempio Photoshop, After Effect, Illustrator). E con la frase fornisce praticamente tutto, intendiamo tutto: dalla grafica vettoriale al trattamento dei suoni, dal fotoritocco alla post-produzione e montaggio video.

Parlando di Adobe e di prezzi, giova una comparazione tra le suite con  licenze “classiche” e licenze “Creative Cloud”. Di licenze classiche ce ne sono diverse, a seconda del tipo di creativo: c’è quella per i grafici, quella per i multimedia, quella per il web, quella con tutto… La licenza CC (Creative Cloud) è come una licenza Saas, ovvero paghi un canone di utilizzo (con i vantaggi che spieghiamo sotto), anche se di cloud  ha in realtà ben poco, perché i programmi li installi e li usi in locale.

Questa seconda opzione del CC può essere molto conveniente per chi inizia e non sa se vale la pena investire molto denaro per una suite classica, i cui aggiornamenti sono comunque un costo a parte. Acquistando invece una licenza CC non devi pagare tutto subito ma “a rate” e gli aggiornamenti non sono un costo aggiuntivo. In circa 3 anni (più o meno e a seconda del piano CC che scegli) spendi l’equivalente di una licenza classica ma con i vantaggi che abbiamo appena descritto. Inoltre, se acquisti una suite CC, la licenza ha un canone unitario per ciascun dispositivo. Per i prezzi delle varie combinazioni della site di Adobe, visita pure il sito Adobe.com, sul quale puoi scoprire anche tutte le novità, come Lightroom CC, un servizio di fotografia basato su cloud che ti permetterà di ritoccare, organizzare, archiviare e condividere le tue foto a risoluzione massima da qualsiasi postazione, su mobile, web e desktop.

  • Corel Draw (Suite). Questa suite è stata per anni, come dicevamo, la principale concorrente di Adobe e in certi Paesi è stata anche a lungo la preferita, perché aveva una migliore gestione di certe codifiche di font, ad esempio quelle dell’est Europa. Questo almeno finché Adobe non è corsa ai ripari. Vediamo cosa ti offre la suite Corel Draw. La suite offre diversi pacchetti Business e Education e può essere acquistata sia in licenza perpetua (paghi la licenza del software una sola volta e non ci sono tariffe periodiche. Per le piccole imprese, è possibile acquistare una licenza per sole 1-2 postazioni), sia in licenza su sottoscrizione (che offre pagamenti annuali flessibili in base al numero di postazioni richieste, offrendoti i costi anticipati più bassi). Come per Adobe, la licenza su sottoscrizione ti permette di usare sempre la versione più aggiornata dei prodotti. I principali prodotti sono la Graphics Suite, Technical Suite, CorelCAD e Photo-Paint. Sul sito ufficiale è possibile acquistare in promozione (con sconti dal 10 al 20%) alcuni di questi programmi, di scaricare delle versioni prova gratuite e di “gustare” le novità. Come (nel momento in cui scriviamo questa guida) CorelCAD2018, un software per il disegno 2D, la progettazione 3D e il supporto.

CorelDraw

  • Affinity (Suite grafica). Offre grafica vettoriale e fotoritocco. È attualmente composta da Affinity Designer e Affinity Photo, ma pare che stia per uscire un programma per l’impaginazione, concorrente di InDesign. È una suite più piccola (e non è ancora solida e stabile come quella di Adobe), ma è comunque professionale. Inoltre la politica dei prezzi che pratica sta dando del filo da torcere ai grandi monopolisti di cui abbiamo parlato più su. Offre due tipi di licenza: per le Aziende e per l’Istruzione (chiamati rispettivamente Business e Education). Cosa da non sottovalutare affatto, oltre al prezzo decisamente vantaggioso, è che Affinity Photo è compatibile con i plugin Adobe. Potete quindi usarli se ne avete acquistati in precedenza.

Affinity

I migliori programmi di grafica 3D a pagamento (e non)

La grafica 3D serve ai designer industriali, agli architetti e naturalmente agli animatori 3D. Qui la cosa la possiamo complicare, perché un designer industriale e un architetto usano anche programmi di disegno tecnico come Autocad. Ma concentriamoci sulla grafica 3D. Esistono diversi validissimi programmi per le elaborazioni in tre dimensioni e la bella notizia è che non tutti sono costosi o costosissimi. Ce ne sono di completamente gratuiti (ma parimenti validi) o con un prezzo di acquisto abbordabile.

  • Autodesk 123D Design è forse uno dei migliori software di modellazione 3D (3D e 3D CAD). Potente, relativamente semplice da usare, ha una interfaccia intuitiva ed è compatibile con la maggior parte di stampanti 3D in commercio. Oltre alle funzionalità di base per il disegno e la modellazione ha anche il supporto per il montaggio e il vincolo e l’esportazione STL. È compatibile con i sistemi operativi Windows, Mac e iOS. E, non da ultimo, è gratuito. Almeno, lo è stato fino alla primavera del 2017, quando Autodesk ha interrotto il rilascio di questo programma anche se rimane ancora in esecuzione su molti computer in tutto il mondo. Dall’azienda produttrice fanno sapere che stanno consolidando questi strumenti e funzioni in applicazioni chiave come Tinkercad, Fusion 360 e ReCap Pro.

 

  • Autodesk Maya, strumento a pagamento (1952 euro/anno oppure 244 euro/mese). È un software Autodesk, disponibile per Windows, Mac e Linux che permette di creare animazioni, modellazioni, simulazioni e rendering 3D. Offre un potente set di strumenti integrato, con i quali si possono creare personaggi, realtà virtuale e ambienti.

Autodesk Maya

  • 3D Slash si tratta di un altro software di modellazione 3D gratuito e abbastanza facile da usare. Con 3D Slash è possibile importare e modificare progetti 3D preesistenti, esportare i progetti creati in STL e stamparli con la tua stampante 3D. La progettazione tridimensionale con questo software è facile anche per i principianti, ma ciò non toglie che può essere usata anche dai più esperti, grazie anche alle funzionalità aggiuntive (premium) che sono a pagamento, a partire da 24 euro all’anno.

 

3D Slash

  • Blender. Si tratta di un altro software per progettazione 3D gratuito. Nonostante non costi nulla è un valido (anzi validissimo!) strumento. È free & open source e supporta praticamente la totalità della modellazione 3D: animazione, simulazione, rendering, compositing e motion tracking, persino editing video e creazione di giochi. Insomma, quel che si dice una suite completa. Blender ha un’interfaccia flessibile controllata da Python. Layout, colori, dimensioni e persino caratteri possono essere regolati. Attualmente si può scaricare (ribadiamo, gratuitamente), la versione 2.79, ma il team di sviluppo ha già fatto sapere che è in lavorazione la versione 2.8.

 

Blender

I migliori programmi di grafica online: ci sono anche le risorse gratuite

Veniamo adesso ai programmi più adatti a chi deve fare digital art:

  • Krita. Krita è un programma professionale gratuito di pittura open source. È realizzato da artisti che vogliono vedere strumenti artistici accessibili per tutti. Indicato per chi si dedica all’arte concettuale, alle illustrazioni e ai fumetti. Come moltissimi dei programmi che abbiamo menzionato in questa guida, anche Krita è in inglese (francese, spagnolo e giapponese sono le opzioni) e non ha una funzionalità in lingua italiana.

 

Krita

  • Autodesk Sketchbook. Piattaforma del gruppo Autodesk a pagamento a 29.99 euro/anno e una piena funzionalità in lingua italiana. Sketchbook mette a disposizione dell’utente strumenti professionali che consentono il disegno su dispositivo desktop e mobile. Inoltre grazie al programma Istruzione, se sei uno studente o un insegnante, puoi ottenere gratis per 3 anni il pieno potenziale di SketchBook (offerta disponibile per più dispositivi e programmi).

Autodesk Sketchbook

  • Corel Painter. Si tratta di un digital art & painting software che non è incluso nella suite Corel Draw descritta prima. È un programma a pagamento, con diverse opzioni di acquisto e un free tryal variegato, che permette agli illustratori un rapido transito dall’arte tradizionale a quella digitale. Vasta la gamma dei materiali artistici a disposizione, inclusi colori spessi, acquerelli fluidi e supporti ricchi di texture.

Corel Painter

 

Segnaliamo anche uno strumento di grafica vettoriale gratuito Ink Scape ideale per i grafici che fanno prettamente lavori di stampa e uno per realizzare grafica raster (sempre gratuito) Gimp.

Quelli menzionati sono solo alcuni e forse i migliori software grafici in circolazione. Usabili e spendibili da una serie di professionisti che gravitano intorno a questo mondo. Ad esempio, se sei un grafico che fa prettamente lavori di stampa, puoi aver bisogno di uno strumento per la grafica vettoriale, uno per il fotoritocco ed eventualmente uno per l’impaginazione (es Adobe InDesign) per i libri e gli altri prodotti cartacei rilegati.

Se sei un web designer non hai chiaramente bisogno di impaginare, ma magari ti serve un software di grafica veloce per i “tagli”, per produrre immagini e pezzi di immagini per le interfacce (in molti comunque usano Photoshop). Quindi vettoriale, fotoritocco, più eventualmente un programma come Fireworks (ma anche Affinity Designer se la cava piuttosto bene)

Infine, se sei un illustratore dipende molto dallo stile, potrebbe bastare anche solo un programma di grafica vettoriale oppure solo uno di fotoritocco come Photoshop. Ma ci sono dei software appositi come il Painter già citato prima a pagamento, molto gettonati dagli illustratori professionisti.

Come aumentare i follower e conquistare 34mila fan con una illustrazione

Immagine di un illustratore freelanceHai un’attività commerciale da promuovere?

Hai fretta e sei arrivato fin qui alla ricerca di un’immagine aziendale che faccia da leva per i tuoi affari?

Hai bisogno di un modo dirompente per comunicare la tua idea imprenditoriale, per raggiungere il tuo mercato, cioè una gran quantità di clienti che non desiderano altro che comprare la tua offerta?

C’è una soluzione davvero molto semplice per ottenere questi obiettivi, per acchiappare l’attenzione del tuo mercato e incollarlo letteralmente a ciò che hai da offrirgli. È così semplice che sta in una parola sola:

Emozionalo!

Offrigli l’emozione del tuo prodotto/servizio, dei valori che infondi nel tuo lavoro, del perché ami il tuo lavoro, e naturalmente dei vantaggi che avrà scegliendo te!

Ma come?

Esistono molti modi. In questo articolo scoprirai come aumentare i follower e perché un’illustrazione può essere per te la scelta vincente.

Con un’illustrazione infatti puoi catturare l’attenzione, elaborare idee, rendere concreti dei concetti astratti, emozionare evocando sensazioni e ricordi!

Non solo: alla fine della lettura avrai un’idea precisa di cosa fare, passo dopo passo, per avere una grandiosa illustrazione per la tua attività.

 

Come aumentare i follower, il caso: Caudalìe centra l’obiettivo scegliendo l’illustrazione.

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Le ragazze di Sophie Griotto, illustratrice per la gamma di prodotti Polyphénol C15 di Caudalie.

Ed ecco gli ottimi risultati che Caudalìe, azienda francese nel mercato della cosmesi naturale, ha raggiunto impiegando l’illustrazione nel packaging e nel merchandising

Queste suggestive teenager create con matite e acquerelli hanno conquistato quasi 39.000 utenti nei 6 continenti, oltre 34.000 fan, reclutati con le campagne digitali sui social network, più di 1 milione di visualizzazioni su YouTube e oltre 17.000 iscritti alla newsletter.

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I risultati della campagna di lancio della gamma di prodotti Polyphénol C15 Caudalie, dichiarati dall’agenzia Dagobert.

 

Perché scegliere l’illustrazione per aumentare i follower

Disegni e illustrazioni hanno il pregio di essere immediati e sintetici come le fotografie.

Inoltre non sono statici e immutabili: stimolano e mettono in moto la fantasia innescando quelle connessioni profonde e complesse che stanno alla base della comunicazione.

L’illustrazione appare familiare e rassicurante, a volte più di uno scatto fotografico, perché non fissa l’azione, la interpreta.

È interattiva, facile da rendere pubblica e da condividere, veicola il messaggio in modo semplice, chiaro e incisivo creando una relazione diretta con chi guarda.

Serve a presentare l’Azienda e i prodotti/servizi emozionando.

Permette di evitare ogni patina “laccata” e auto-referenziale.

In una parola: arriva al pubblico potente e credibile.

Chi sceglie l’illustrazione cerca originalità, vuole nobilitare e dare personalità al suo brand.

 

Nel Web? Questione di feeling: hai meno di 3 secondi per catturare l’attenzione del tuo lettore

Come aumentare i follower con illustrazioni creative: coltivare l'idea
Un bambino innaffia una grande lampadina in uno sfondo scuro: concetto di creatività, illustrazione e originalità

Lo sapevi che hai meno di 3 secondi per catturare l’attenzione di un utente che visita il tuo sito?

Se lo convinci a restare entro quei 3 secondi hai già in parte colto nel segno. Se non ci riesci, la manina del suo cursore andrà sulla freccia “indietro” del browser.

E allora come fare? 3 secondi sono un tempo troppo breve per leggere un testo…

… ma sono sufficienti per essere colpiti da un’immagine!

Ecco che un’illustrazione originale è lo strumento perfetto per una home page che si faccia notare, per un sito web che si faccia ricordare.

Può suscitare forti emozioni condensando con semplicità un concetto complesso, o una storia da raccontare.

Invita inoltre a scrollare, incuriosendo a scoprire in maniera fluida una pagina web e i suoi contenuti. A differenza della fotografia, che resta spesso circoscritta entro confini rettangolari, l’illustrazione assume forme fluide e dinamiche indispensabili a guidare l’utente lungo percorsi inaspettati.

E mentre l’illustrazione seduce l’utente, tu hai il tempo di raccontarti, conquistare la sua fiducia, realizzare conversioni. In altre parole, vendere.

 

Come aumentare i follower: usa una tavolozza illimitata di possibilità

Forse penserai che l’illustrazione sia adatta solo per alcuni settori.

Non è così!

Qualsiasi sia il tuo business, tu comunichi sempre con delle persone. La relazione professionale è anche e soprattutto una relazione umana.

Ecco allora come un’illustrazione può diventare protagonista di ogni progetto di comunicazione.

Non solo siti Web e landing page, non solo volantini e brochure, ma anche mappe, infografiche, poster, cartoline, t-shirt eccetera. Infatti anche nel merchandising e nel packaging l’illustrazione è vincente, non crea solo compratori ma clienti affezionati (se non veri e propri adepti!).

 

6 consigli per scegliere l’illustratore adatto a te

  1. Non accontentarti, scegli l’illustratore che ti piace, il migliore per te!

L’illustrazione che funziona ha quel che di spontaneo che “naturalmente” si integra nel progetto. Dato che non deve esistere una realizzazione che risulti identica ad un’altra, come una fotocopia al documento originale, ogni illustrazione deve possedere una personalità propria, una caratteristica che la renda indimenticabile e coinvolga un target specifico e ben definito.

Attraverso il Web puoi contattare moltissimi illustratori professionisti. Migliaia di nomi che rispondono appieno all’esigenza di diversificare le tipologie di disegno per soddisfare ogni trend richiesto dal mercato, dallo stile sofisticato, all’eccentrico, al minimal.

Non fermarti al primo stile che trovi o a quello che va di moda.
Sfoglia accuratamente i portfolio. Naviga nella moltitudine di mondi disegnati in modo diverso, tra cui c’è sicuramente quello che fa per te.

vision-caudalie
La vision, parte del brief per l’illustratrice, che ha guidato la campagna sopra citata. Cit. Agenzia Dagobert.

2. Ordineresti una pizza in un ristorante cinese?

Prima di commissionare il lavoro pensa bene a quello che desideri. Per chiarirti le idee trova le risposte a questi 3 quesiti:

  • Che cosa? Metti a fuoco il soggetto o il contenuto da illustrare. Parti dai concetti, se serve ripassati le nozioni di Argomento Unico di Vendita e Proposta di Valore.
  • Perché? Definisci una strategia di marketing, individua i canali, identifica i tipi di persona a cui ti rivolgi.
  • Come? Quale stile vorresti venisse utilizzato per le tua illustrazione. A colori o in bianco e nero? Ricca di dettagli o minimale? Realistica o stilizzata? Più che un’idea precisa, all’inizio del progetto ti basta un’orientamento, sarà poi l’illustratore ad orientarti e a stimolarti.

3. Proponi un tema chiaro, per ottenere risposte chiare

La frase più bella che ricordo nella mia vita l’ha detta un bambino quando parlava di un disegno: “Che cos’è un disegno? È un’idea con intorno una linea”. È bellissimo, questa è tutta la mia vita.
(Bruno Bozzetto)

La semplicità espositiva è essenziale quando proponi all’illustratore un tema da sviluppare.

Evita di essere prolisso e troppo esigente nelle tue richieste. Fai in modo che il tema da illustrare sia circoscrivibile in un ambito lavorativo delimitato. I professionisti sono agevolati nel comprendere e interpretare quanto viene loro richiesto se presenti con onestà e semplicità la tua azienda, i prodotti e i servizi che intendi promuovere.

Invita i tuoi interlocutori a visitare il sito aziendale o fornisci loro del materiale utile per conoscere meglio la tua attività, i tuoi metodi e i tuoi valori. Puoi servirti anche di schizzi che aiutino l’illustratore a capire meglio ciò che hai in mente. Dichiara il tuo stile, se ne hai uno, oppure lascia carta bianca all’esecutore.

Offri tutti i dettagli possibili e trasmetti fiducia e concretezza quando fornisci le informazioni.

4. Applica Linee Guida stabili e stai ai patti

Ogni progetto è subordinato all’accettazione di linee guida stabili e al rispetto dei patti contrattuali.

Valuta accuratamente le tempistiche e il budget del progetto, così il lavoro procederà in modo ordinato.

Prevedi un margine di flessibilità per i casi in cui le richieste cambino in corso di produzione o si verifichi un incidente che ritardi il lavoro.

La pianificazione è molto importante per mantenere alto l’impegno e tenere i costi sotto controllo.

5. Rispetto e sintonia

Rispetta il modo di lavorare degli illustratori che hai ingaggiato perché se li hai scelti, significa che ne apprezzi le qualità e le caratteristiche.

La loro libertà di espressione è anche la tua. Il senso di lavorare con altre persone è scambiarsi idee, analizzare problemi e condividere soluzioni.

6. Non temere le sfide e i cambiamenti

Sfide e cambiamenti sono inevitabili. Non temerli ma affrontali con coraggio e determinazione.

Ricorda sempre che la commissione di un’illustrazione è un rapporto di collaborazione reciproca e non è una gara tra individui dotati di forte personalità e carisma! Mantieni equilibrio nei giudizi e valorizza i tuoi collaboratori: dimostragli che sai anche essere duttile e cambiare idea quando serve.

 Ecco una sfida che può dare sorprendenti risultati: fidati di un perfetto sconosciuto per raccontare il tuo brand.

Il web ha ampliato le possibilità di relazione e comunicazione. Siamo tutti sconosciuti eppure interconnessi. Oggi ti fidi di un illustratore che magari non conosci, domani puoi avere un affidabile collaboratore!

In conclusione…

Abbiamo un’infinita possibilità di fantasia e libertà. Non è quello che abbiamo sempre desiderato?

E tu, che illustrazione commerciale vorresti per il tuo prodotto, per il tuo servizio? Quale visione vuoi proporre al tuo mercato? Quali idee, quali emozioni vuoi trasmettere, magari con l’incisivo tratto di un’illustrazione?

Tutelare il copyright e rintracciare immagini online

copyright

Se si lavora nel settore della grafica, si è fotografi professionisti oppure semplici appassionati, può essere utile essere in grado di reperire informazioni su una propria immagine appare su internet. Questo sia per un maggiore controllo sulla propria visibilità in rete che per poter tutelare i diritti di autore sull’immagine stessa. Il Copyright è lo strumento legale utilizzato per tutelare la proprietà intellettuale che non ricade sotto la categoria di invenzione (brevettabile) o marchio (tutelabile come “marchio registrato”). E’ stato regolato nei principi generali dalla convenzione di Berna, vale dai 50 ai 100 anni dopo la morte dell’autore. Questo diritto dipende dalla giurisdizione locale, e garantisce all’ideatore di un opera di creatività – immagini / film / libri / musica / software / quadri e disegni – l’esclusiva sull’utilizzo della sua opera. In pratica l’opera non può essere utilizzata pubblicamente da nessuno senza una licenza. Il diritto d’autore può essere assegnato anche al datore di lavoro che ha assunto l’autore.

Nel caso di immagini, il diritto d’autore è applicabile ad opere che abbiano un valore/originalità significativa. Esistono una serie di eccezioni all’applicazione del copyright, per avere una panoramica generale basti considerare cosa implica la pubblicazione di un’immagine su wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Image_use_policy

Monitorare un’immagine online non serve solo a creativi ma per esempio se si lavora nel marketing, è utile sapere quali siti utilizzano il proprio materiale e quindi chi è maggiormente interessato.

Si sta diffondendo anche un altro motivo che spinge a controllare che fine hanno fatto le proprie immagini: la violazione della privacy. Un qualunque privato che pubblica delle proprie foto su internet che sia un blog o Facebook rischia che questo materiale sia usato da altri e perdere così il controllo della propria privacy.

Come tutelarsi? Come informarsi? Internet ha creato il problema e internet fornisce anche la soluzione creando degli strumenti utilissimi!

Strumenti per risalire alla provenienza di un’immagine online

Come descritto in precedenza, si ha il diritto di tutelare i propri diritti su immagini create da noi stessi, ma allo stesso tempo è utile sapere chi pubblica una propria immagine anche senza un valore artistico e di originalità, e quindi che non sia “vendibile” in quanto per esempio posso chiedere di indicare la fonte, questo è particolarmente utile se si utilizza l’immagine per la propria attività di freelance oppure se l’immagine si riferisce ad un prodotto/servizio da noi proposto.

Tineye http://www.tineye.com/
È un motore di ricerca inverso, ovvero dato l’URL oppure il file dell’immagine, il programma ricerca su internet dove l’immagine compare, esattamente identica o in leggere varianti o diversa risoluzione (in modo che è possibile vedere se è stata ritoccata). Appare quindi la serie dei siti dove è stata caricata. Ciascuna immagine riporta formato e specifiche.

Alcuni altri siti gratuiti che funzionano in modo analogo:

Google Reverse Search https://ctrlq.org/google/images/

SmallSeoTools http://smallseotools.com/reverse-image-search/

Yandex https://yandex.com/images/

Revimg http://www.revimg.com/

Migliori strumenti per i Graphic Designers

strumenti per la graficaCiascun lavoro necessita dei migliori strumenti per essere competitivi anche dove la creatività regna. Così come Michelangelo produceva i propri colori degli affreschi e sceglieva lui stesso il marmo per le sculture così nel terzo millennio un grafico deve saper stare al passo con i tempi ed usare gli strumenti all’avanguardia. In più la tecnologia permette di semplificare e velocizzare il lavoro: che non guasta!

Ecco lista di strumenti utili con link e breve descrizione:

Adobe Creative Cloud

Che dire? Un classico che raccoglie in se diversi tool noti ai più: Photoshop, Illustrator e InDesign

Vector Magic

Molto pratico ma a completamente a pagamento: permette di tradurre BMP e altri formati in vettoriali.

Inkscape

Strumento opensource e completamente gratuito per rielaborazione grafica e vettoriale: simile a Illustrator.

WhatTheFont

permette di risalire al font di una scritta giusto caricando l’immagine della scritta stessa.

Typetester

consente di visualizzare un testo in diversi formati per fare confronti e valutare lo stile e la leggibilità.

MacBook e iMac

con il display retina si ottengono i massimi risultati sia di resa di colore sia di risoluzione. Avete mai notato che i grafici hanno sempre un Apple sulla scrivania?

WeTransfer

Come inviare i propri lavori ai clienti? Ecco la più diffusa soluzione per inviare documenti di diversi Mbyte.

Colourusage

E’ tutta questione di sfumature! Questo strumento ti aiuta a scegliere il colore migliore in relazione agli altri selezionando la combinazione migliore per l’occhio.

GIMP

Celebre e ultra compatibile software per la rielaborazione grafica: è completamente gratuito.

Canva

piattaforma grafica caratterizzata dalla sua semplicità: consigliata per l’elaborazione delle foto.

Se sei un grafico professionista e ti interessa trovare offerte di lavoro puoi consultare qui l’elenco su AddLance