Copywriting Persuasivo: come Scrivere per Vendere

messaggi pubblicitari copywriting persuasivoHai bisogno di un messaggio pubblicitario per attirare l’attenzione?
Vuoi scrivere un annuncio magnetico, dirompente e coinvolgente?
Hai bisogno di scrivere un testo per far crescere le tue vendite?

Oggi parliamo di Copywriting persuasivo, quel tipo di scrittura, oggi indispensabile, che persuade e convoglia il lettore dritto dritto a compiere una azione.

È un’arte, come dicevamo, ma si può apprendere grazie a tecniche e accorgimenti molto puntuali.

Il web è pieno di idee, consigli, manuali sul tema.

Vediamo di fare un po’ di ordine e di chiarezza per chi si approccia per la prima volta al mondo della scrittura pubblicitaria e per chi è alla ricerca di un Copy da ingaggiare per la propria attività.

 

Nei tuoi messaggi pubblicitari, attira l’attenzione dei lettori facendo leva sulle emozioni

La prima regola per scrivere un testo pubblicitario persuasivo è sicuramente immedesimarti nel lettore, nel destinatario, nel tuo potenziale cliente. A questo scopo, chiamiamo in causa Neil Patel sicuramente uno dei più grandi Copywriter e marketer attualmente sul mercato. Per scrivere correttamente un annuncio pubblicitario persuasivo:

  • Entra in empatia con il lettore. Se il lettore ha la sensazione che tu stia parlando proprio a lui, a lui che ha proprio quel problema, lo inchiodi al testo. Continuerà a leggere, perché si identifica nelle tue parole. Se manchi questo approccio, nessuna formula magica lo convincerà a continuare la lettura del tuo testo
  • Prometti un beneficio
  • Trasmetti serenità e fiducia per rinforzare il meccanismo promessa – mantenimento

Naturalmente per scrivere correttamente messaggi pubblicitari persuasivi devi conoscere il tuo lettore, il tuo pubblico di riferimento (in termini termini “target”, ma è meglio tenere sempre a mente che abbiamo a che fare con persone, persone reali in carne e ossa). Se tutto parte dal punto uno, “entra in empatia con il lettore”, devi conoscere il mondo del tuo lettore. Devi conoscerlo bene, altrimenti manchi questo passaggio e tutto il processo persuasivo non avrà “mordente” e rischierà di fallire. Quindi, è fondamentale che tu sappia:

  • Chi è il tuo potenziale lettore/cliente
  • Cosa lo motiva
  • Quali sono le sue paure
  • Come si comporta

Ma come faccio a conoscere il mio pubblico? Ecco come devi fare, la rete in questo ti aiuta. Vai sui gruppi, sui forum, sulle recensioni di prodotti del tuo mercato e leggi, leggi, leggi. Le persone che scrivono in questi contesti discutono veramente dei propri problemi e dei propri bisogni, quindi troverai espressioni vere e sincere. Raccoglierai moltissime informazioni utili se non, addirittura, l’esatta formula che ti serve per fare breccia, colpire la loro attenzione e la loro emotività. E per scrivere messaggi persuasivi.

 

Copywriting persuasivo, la formula corretta: devi convincere e non manipolare

Convincere e non manipolare. È tutto qui il segreto del Copywriting persuasivo eticamente corretto ed efficace. Infatti se crei (o fai creare dal tuo Copy di fiducia) dei testi persuasivi che convincono, la tua attività ne trarrà beneficio perché con l’acquisto soddisfi e mantieni la promessa fatta al cliente. Se invece manipoli, forzando con delle leve psicologiche attraverso la scrittura, per te potrebbe volgersi al peggio e il risultato sarà una disastrosa pubblicità negativa da parte dell’utente/cliente che, acquistando, si accorge di essere stato più o meno ingannato. Il rischio insomma è un rovinoso effetto boomerang per la tua attività commerciale.

Il segreto è tutto qui: quando crei il tuo testo pubblicitario, prometti solo quello che puoi mantenere.

In altre parole niente sensazionalismi che non possano tradursi in realtà per il cliente. Niente promesse fantasmagoriche che non possano essere soddisfatte. Ricordati che il cliente valuterà il tuo prodotto (qualunque esso sia, anche digitale) in base alle aspettative che si è “formulato” e che sono state consolidate dal Copywriting persuasivo che tu hai messo in atto.

 

Conosci AIDA? Te la presentiamo, è la pubblicità efficace

Un testo pubblicitario non si scrive inseguendo solo la propria creatività. È frutto anche di un modello teorico chiamato AIDA. Una sorta di check list di tutti gli elementi che una réclame deve contenere per essere efficace. AIDA è un acronimo che sta per:

  • Attenzione. Se vuoi un messaggio pubblicitario efficace devi essere in grado di catturare l’attenzione del (potenziale) consumatore. Impresa difficile, dato che ogni giorno siamo soggetti ad un numero elevatissimo di annunci, buona parte dei quali non viene neanche recepita
  • Interesse. Un testo scritto correttamente (per vendere) deve catturare l’attenzione selettiva del consumatore. Deve suscitare interesse. Deve portare il consumatore alla lettura e rilettura di quel testo
  • Desiderio. L’interesse da solo non basta. Adesso che il consumatore (potenziale) ti ha dato la sua attenzione, ha mostrato interesse verso il tuo messaggio, deve desiderare quello che hai da proporgli. Come si fa? Devi essere empatico. Se il cliente si identifica con la situazione pubblicitaria che proponi, allora si riconosce nel modello di riferimento o nel messaggio stesso
  • Azione. È l’ultimo step. Se desidera ciò che hai da proporgli, allora il consumatore deve potersi adoperare per averlo. Come? Con il tuo invito all’azione. Il tuo messaggio pubblicitario deve condurlo a fare qualcosa. Ovvero, generalmente, a comprare il tuo

Come avrai di certo già capito il Copywriting, per essere efficace, deve sempre essere tagliato a misura non solo della persona a cui ti rivolgi, ma anche del punto del percorso persuasivo che stai preparando per lui. In questo articolo non tratteremo tutti i possibili casi di tutti i percorsi, ma possiamo darti qualche idea su come fare breccia nel delicato punto della prima A: Attenzione. Ecco per te dei succulenti titoli semi-pronti che puoi prendere e adattare a piacere per catturare l’attenzione del tuo lettore e inchiodarlo al tuo messaggio.

 

Cosa vende realmente? Ecco 25 formule per generare titoli di successo

Nella scrittura pubblicitaria persuasiva efficace (ricordati efficace) deve esserci congruenza tra tutte le parti che compongono il tuo annuncio. Nel titolo, nel corpo del testo, nella call-to-action deve esserci uniformità di messaggio. Altrimenti non sei credibile e il tuo messaggio rischia di risultare discontinuo (anche a livello di percezione) in chi legge e di non andare a buon fine. Il buon fine, naturalmente, è spingere il lettore a compiere una azione (anche l’acquisto).

Cosa vende realmente? Questa è un’ottima domanda che devi porti prima di iniziare a scrivere. A vendere realmente sono i vantaggi del tuo prodotto, non le sue caratteristiche reali. Se scrivi un testo persuasivo, dunque, concentrati sui vantaggi che il tuo lettore può ottenere con l’acquisto del tuo prodotto. Non limitarti ad enunciare le caratteristiche (tecniche) di ciò che vendi. Piuttosto, fai leva su:

  • Soluzione al problema del cliente
  • Benefici ottenibili con l’acquisto del tuo prodotto o servizio

Per aiutarti (naturalmente è necessario conoscere le tecniche giuste e fare molto esercizio, proprio come in palestra), ecco una lista di formule che ti aiuteranno a generare titoli di successo. Su questa falsariga puoi creare anche corpo del testo (il vero e proprio messaggio) e la call-to-action o invito all’azione del tuo testo.

  1. Perché i pigri … riescono a … e i bravi ragazzi no
  2. Chi vorrebbe … con / a …
  3. Quale di questi … problemi vorresti risolvere?
  4. Ciò che tutti dovrebbero sapere su …
  5. Per le persone che vogliono … un giorno
  6. Per le persone che vogliono … ma non riescono ad partire
  7. Questi sono probabilmente i … segreti meglio custoditi al mondo
  8. Il modo più veloce che conosco per …
  9. Chi … si imbatterà nel tuo …
  10. L’incredibile arte di …
  11. Il …- che ti farà impazzire …
  12. Stanco di … ? Leggi subito questo!
  13. Ora gli eBook rivelano come … e renderanno il tuo … geloso
  14. … in 24 ore soddisfatti o rimborsati
  15. Questo … vale la pena … per te?
  16. Immagina … e goderne ogni minuto!
  17. Come trasformare… in … in appena…?
  18. Come fare … legalmente?
  19. Il modo scientifico per …
  20. Come … di più … e meno
  21. Come … minuto per minuto?
  22. Come una nuova scoperta ha portato una …
  23. Ecco un modo per … che non ha mai fallito finora!
  24. … per ogni … – tu …
  25. Come ho finalmente … dopo aver provato tutto il resto

Attenzione però. Non significa che con queste formule sarai sommerso dalle vendite. Sposiamo l’idea che non esistano delle formule matematicamente perfette, nel Copywriting persuasivo, che si adattino ad ogni contesto in cui verranno inserite. Le formule già pronte aiutano certo, ma l’esito non è mai garantito perché sono “astratte” rispetto al contesto di riferimento. Testarle quindi diventa la parola d’ordine. Prevedi almeno 4 versioni del tuo testo pubblicitario, poi testale e vedi quale converte di più.

 

Sai dove devi pubblicare il tuo Copywriting persuasivo?

Il tuo messaggio pubblicitario può essere pubblicato sulla tua landing page. Se non sai di cosa si tratta, leggi l’articolo Cos’è una landing page e perché dovresti averne una.  Ma può essere pubblicato anche su una pagina di giornale, trattandosi alla fine dei conti, di un vero e proprio messaggio pubblicitario, un messaggio cattura clienti. Ovunque tu decida di pubblicare il tuo annuncio e in particolare se lo pubblichi sulla tua landing page, ricordati questi 4 punti fondamentali:

  • Focalizzati sull’inizio e la fine. Sono le due parti del testo che i lettori leggono, soprattutto sul web
  • Non descrivere, racconta
  • Inserisci sempre una call-to-action

Adesso hai sicuramente una infarinatura su questo tema e riconosci la sua importanza per la tua attività commerciale. Adesso sta a te rimboccarti le maniche e studiare le tecniche per realizzare testi pubblicitari persuasivi e convincenti facendo leva sulle emozioni del lettore e sul suo mondo. Oppure, se non vuoi farlo tu, hai sicuramente gli elementi per poter scegliere il Copywriter freelance cui affidarti e decidere insieme a lui come impostare la giusta strategia.

Lead Generation. I tuoi Lead sono Qualificati?

lead generation Lead Generation, ovvero perché è così importante in ogni attività commerciale generare contatti interessati alla propria offerta. Automatizzare il più possibile il processo, creare una mailing list di contatti interessati e raccogliere quante più informazioni possibili sui tuoi lead per renderli lead qualificati sono le basi di ogni strategia digitale per l’acquisizione di nuovi clienti soddisfatti.

 

Iniziamo dalla base, sai qual è la differenza tra lead e prospect?

Per farla breve, un lead è il contatto di un potenziale cliente. Il prospect è un lead che ha dimostrato già interesse verso la tua proposta commerciale (prodotto o servizio). Infine, il cliente è colui che ha comprato da te, almeno una volta. Il tuo obiettivo, in termini di marketing, sarà dunque quello di acquisire dei lead, trasformarli in prospect e successivamente in clienti.

Come catturare lead qualificati?

Qui entra in gioco la tua Landing Page. Se non sai di che si tratta o se non ne hai ancora una, leggi Cos’è una Landing Page e perché la tua attività ne ha bisogno.

Un lead è la risultante delle tue campagne di promozione. Può essere:

  • Una mail
  • Un contatto social
  • Un numero di telefono

Un lead alla fine diventa prospect (ovvero contatto che ha manifestato interesse verso la tua proposta) quando porta a termine la tua Call to Action, il tuo invito all’azione. Ovvero quando:

  • Compila il form sulla tua Landing Page
  • Chiede informazioni/preventivi
  • Scarica il materiale informativo gratuito (report, give away, ecc) che hai predisposto per lui

Capirai facilmente che un prospect diventa una risorsa molto preziosa che va coltivata. Il tuo obiettivo, adesso che il contatto è inserito (ad esempio) nella tua mailing list aziendale, è quello di trasformarlo da lead a cliente vero e proprio. Ma il primo passo, il fondamentale, rimane la raccolta di lead. In altre parole devi fare la Lead Generation.

 

Perché la Lead Generation è importante e come farla al meglio

La Lead Generation è il processo di acquisizione di contatti potenzialmente interessati ai servizi o prodotti che offri. È una fondamentale operazione pubblicitaria e spesso è ineluttabile, qualunque sia la nicchia di mercato occupata e indipendentemente dal tipo di attività. La Lead Generation è ugualmente importante sia che tu faccia B2B (attività business to business) sia che la tua sia un’attività B2C (ovvero business to consumer).

Ogni attività commerciale dovrebbe garantirsi un flusso di lead costante nel tempo, poiché questi contatti costituiscono la base della piramide che trasforma un semplice nominativo in un cliente della tua azienda.

Quindi, essere in grado di acquisire lead è generalmente considerato uno degli aspetti più importanti nel marketing digitale. La ragione è abbastanza semplice. Una volta acquisito, un lead può essere contattato più e più volte, al fine di ottenere vendite.

In teoria, dato che gli affari sono un gioco di numeri, più lead riesci a generare, più vendite farai. Nella realtà non è sempre così. Spesso è consigliabile avere anche pochi lead ma correttamente profilati (quindi fortemente interessati a ciò che proponi), piuttosto che una lista infinita di lead non esattamente in target, che difficilmente saranno interessati a completare il processo di acquisto e quindi a trasformarsi in clienti.

 

Fare Lead Generation al meglio: strategie a pagamento vs strategie gratuite

Fondamentalmente esistono due diversi tipi di strategie per acquisire lead: strategie gratuite e strategie a pagamento.

Le strategie gratuite non sono gratuite! Significa investire molto tempo e risorse  nel proprio brand, creando contenuti utili e trovare la visibilità necessaria. L’investimento necessario dipende dal settore e dai canali che si vogliono esplorare. Per esempio non basta un bel sito web per essere notati: occorrono anche anni per salire nelle posizioni di google e occorre molta pazienza per ottimizzare i testi e la comunicazione del tuo sito affinché sia efficace. Come faccio a testare le mie landing page se non ho traffico e come faccio ad attirare traffico se non so se il contenuto è valido? E’ un gatto che si morde la coda. Di certo una volta creato il band i lead gratuiti sono veramente gratuiti.

Le strategia a pagamento sono immediate: ottieni un numero di lead proporzionale a quanto vuoi investire. Tutto facile dunque? No. Se investi in canali sbagliati ottieni lead non qualificati: il tuo costo per lead magari è basso ma il tuo costo per acquisizione aumenta in modo insostenibile. Rispetto al lead gratuito il lead a pagamento a pagamento ha il vantaggio di di poter saggiare velocemente se il tuo prodotto/servizio è valido. Si può affinare la tecnica di lead in pochi giorni grazie ad un’alta esposizione.

L’ottimale è combinare metodi a pagamento con metodi gratuiti per ottenere una proficua lista di lead. La ricetta perfetta e universalmente valida, naturalmente, non esiste. Ogni attività, ogni mercato di riferimento è differente da ogni altro. Saranno i tentativi e l’esperienza di un buon marketer a trovare la giusta percentuale tra le due strategie per fare una profittevole Lead Generation.

 

Tre tecniche per acquisire i tuoi potenziali clienti

Ne esistono in realtà molte di più, ma per iniziare puoi leggere queste tre tecniche di Lead Generation che proponiamo. Possono ovviamente essere combinate tra loro, come dicevamo prima, anche se una ricetta universalmente vincente non esiste.

  1. Lead Generation a pagamento: campagne AdWords o Facebook Ads. Neanche a dirlo, questa fa parte delle strategie a pagamento. È una tecnica indubbiamente efficace e anche piuttosto rapida di acquisizione. Tutto ciò che devi fare è acquistare (pagando) visibilità nella SERP di Google (ovvero nella pagina dei risultati) via Google AdWords, oppure visibilità nella timeline di Facebook, pianificando una campagna di Facebook Ads. Il risvolto della medaglia è che non puoi fare da solo, se sei un neofita. Devi affidarti ad un buon digital marketer per evitare di perdere (anche molti) soldi e di non generare una adeguata lista di contatti
  2. Lead Generation attraverso contenuti di valore. Che si tratti di un report, di una infografica, di un webinar o dei post del tuo blog, per generare contatti caldi devi offrire dei contenuti di qualità che risolvano uno dei problemi del tuo target di riferimento. Questa è una strategia gratuita di Lead Generation che può portarti lentamente ad avere lead veramente di qualità che molto probabilmente si trasformeranno in clienti soddisfatti
  3. Lead Generation attraverso la presenza sui social. Questa strategia rientra nelle attività del social media marketing e oggi tutte le aziende (anche grandi e già importanti) incrementano e mantengono la loro presenza sui social network. La presenza aziendale sui social serve per creare engagement, ovvero coinvolgere i potenziali clienti grazie a contenuti pensati ad hoc, grazie a sondaggi, post, immagini che possano coinvolgere gli utenti e permettere all’azienda di fare Lead Generation. Segui il link se vuoi conoscere i trend dei social media per questo 2018?

 

Come faccio a capire se un lead è qualificato?

Partiamo dal presupposto che sono cambiati i modi con cui le persone desiderano acquistare e ricordiamo che oggi i clienti si informano e imparano su internet prima di acquistare. Sia su Google (e altri motori di ricerca) sia via social network. Secondo il Report sui trend dei social media 2018, messo a punto da Hootsuite, per alcune fasce di età (18-24 anni) le ricerche pre-acquisto sui social media hanno addirittura sorpassato quelle effettuate sui motori di ricerca.

Un lead, in questo scenario, deve necessariamente diventare qualificato. Una definizione generica e universalmente riconosciuta di lead è:

una persona che ha visitato il tuo sito e ha dimostrato interesse per un tuo prodotto o servizio e lo ha chiaramente confermato

 Ma dicevamo che ciascuna attività commerciale, deve rendere i propri lead qualificati. Un lead semplice diventa un lead qualificato quando

riconosci il tuo prospect come un “cliente potenziale”, perché si adatta al profilo del tuo cliente ideale in termini di bisogni o propensione alla spesa, tempi e altri fattori

Sono importanti anche altri indicatori che ti danno conferma che si tratti proprio di un lead qualificato. Ad esempio l’interesse dimostrato nei confronti del tuo prodotto/servizio così come appare nei suoi comportamenti online precedenti alla conversione da visitatore a lead. Oppure l’interesse dimostrato durante la relazione che avrai instaurato con lui una volta trasformato in prospect.

 

Chi ti può aiutare per fare Lead Generation per la tua azienda?

Abbiamo già accennato alle figure professionali che possono aiutarti a impostare e gestire la tua Lead Generation. Qui le conoscenze tecniche e l’esperienza sul campo sono molto importanti e sono considerate la discriminante tra una campagna promozionale di successo e un inevitabile flop. Scopri a chi puoi rivolgerti, cliccando fra i nostri esperti di marketing. Un Web Marketer o un esperto in Digital Strategy possono rivelarsi il tuo asso nella manica nell’intero processo di Lead Generation.

 

Collaboratori per siti web: 2 modi infallibili per trovare i migliori

Collaborazioni per siti web

Collaborazioni per siti web? Hai un sito web o stai pensando di aprirne uno per la tua attività e non puoi seguirlo personalmente?

Beh, è il caso di trovare qualcuno che possa aiutarti.

Persone professionali e preparate in grado di gestire efficacemente il tuo biglietto da visita elettronico. Eh già, perché un sito web oggi è prima di tutto questo. Il tuo biglietto da visita elettronico.

 

Collaborazioni per siti web: quello che devi assolutamente sapere

Hai un sito. Oppure stai pensando di aprirne uno. Le figure professionali che ruotano attorno a un sito internet sono diverse:

  • Il web developer
  • Il web designer
  • Il web master
  • Il content manager
  • Il social media manager

Quali collaboratori devi cercare per il tuo progetto web? Dipende da cosa intendi realizzare. Un sito istituzionale? Un blog? Solo contenuti: articoli, storie, grafiche?

Alcune delle figure professionali per il web, soprattutto in ambito freelance, sono sovrapponibili, nel senso che ti può capitare ti trovare un professionista in grado di fare più di una specialità.

Anzitutto specifichiamo che manager è inteso nella sua accezione inglese di gestore, ovvero di colui che gestisce. Non certo nell’accezione italiana di dirigente d’azienda!

Quindi per far realizzare o per far gestire il tuo sito internet ti puoi avvalere anche di un professionista esterno, di una collaborazione per siti web… freelance! Se il tuo è un progetto complesso o già ben avviato puoi anche pensare ad una vera e propria assunzione. Insomma, l’una non annulla l’altra in nessun caso.

Dicevamo che spesso i professionisti freelance hanno più di una competenza: ci sono web master che sono anche bravi nel content management (gestione dei contenuti); web developer che possono fare anche i web master o i web designer e questi ultimi che se la cavano bene anche a realizzare un sito web e a riempirlo di contenuti interessanti e ottimizzati per il proprio cliente. Anche il content manager si può facilmente sovrapporre al social media manager, ovvero una sola figura può svolgere entrambi i compiti.

Tu esattamente cosa stai cercando? Questa è la domanda giusta con cui partire per individuare bene il professionista che può fare al caso tuo.

 

Due modi infallibili per trovare le migliori collaborazioni web

Lo abbiamo promesso, è il titolo di questo post. Esistono sostanzialmente due modi per trovare un collaboratore per il tuo sito web:

  • Le agenzie di comunicazione
  • I portali per freelance, come appunto AddLance

La prima strada è valida ma può essere un po’ costosa. Sicuramente più cara della seconda, sempre valida, di cercare un professionista freelance dalle competenze verificate, con cui collaborare al progetto. Naturalmente per poter scegliere bisogna sapere cosa cercare. Quindi riprendiamo da questo punto.

  • Opzione uno: il tuo sito non esiste ancora. Ti servirà sicuramente un web developer/web master che sia in grado di realizzarlo. Di acquistare il dominio e lo spazio hosting, di interconnetterli, di realizzare un tema ex novo o di acquistarne e installarne uno già pronto, di installare un CMS per la pubblicazione e la gestione dei contenuti. Deve essere in grado di realizzare anche un e-commerce, se è questo che desideri e via discorrendo.
  • Opzione due: il tuo sito è già online e ha bisogno di un restyle. Magari perché i contenuti non vengono aggiornati da molto tempo. Oppure perché ti occupi di commercio e non hai fatto nemmeno una vendita. In questi casi può servirti un web designer se hai in mente (o si rende necessaria) una ristrutturazione grafica e un content manager che sia anche bravo con il marketing, con le Landing Page e con la SEO, l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Altrimenti, se non sei visibile, nessuno saprà che esisti e non potrai vendere alcunché.

Sapendo esattamente cosa intendi fare e dove vuoi arrivare, puoi cercare collaborazioni per siti web in modo ottimizzato e minimizzare perdite di tempo e di denaro.

Sapere la differenza tra web developer e content manager è importante, così come sapere cosa è la SEO, cosa una Landing Page, cosa un tema WordPress.

Acquisire dimestichezza con questi termini e con le professionalità che li “maneggiano” è fondamentale per ottenere un ottimo risultato con il giusto impiego di tempo e di denaro.

Perché infatti pagare un pacchetto completo se non è necessario alla realizzazione del tuo sito web?

 

Ecco spiegati i termini che ti servono per scegliere

Abbiamo usato tanti termini in questo post che potrebbero non essere chiari o addirittura risultare sovrapponibili a chi non ha dimestichezza con il settore.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza, una sorta di piccolo dizionario per aiutarti a scegliere al meglio i tuoi collaboratori.

  • Il web developer è un programmatore. Si occupa dello sviluppo del codice sorgente, di realizzare e ottimizzare i database e dei linguaggi di markup. Collabora sia con il web designer sia con il web master, ad eventualmente anche con il content manager, alla realizzazione di un sito web.
  • Il web designer è colui che progetta la comunicazione visiva e l’esperienza utente del sito web. Non è solo un esteta ma presta occhio clinico alla funzionalità, all’interattività del sito.
  • Il web master: tecnicamente gestisce e amministra (anche e soprattutto dal punto di vista tecnico) un sito internet dopo la sua pubblicazione. Molto spesso, per la commistione di cui parlavamo prima, un web master è in grado di progettare, realizzare e pubblicare un sito, curandone anche il posizionamento.
  • Il content manager gestisce i contenuti del sito internet. Post, articoli, sondaggi, parte social, commenti e via discorrendo. Si affianca e spesso sovrappone al web master nelle cose più “tecniche” come il posizionamento e la SEO, l’installazione di plug-in aggiuntivi, il cambio di tema (grafico) ma non la sua realizzazione ex novo.
  • Il dominio e l’hosting. Il dominio è il nome del sito che scegli. L’hosting è lo spazio su cui il sito viene ospitato più eventualmente l’infrastruttura per la posta elettronica. Hosting e dominio si acquistano, solitamente con canone annuale. Se ne occuperà per te il web master o il web developer, se tu non sai farlo personalmente.
  • Il CMS è il Content Management System, ovvero il sistema per la gestione dei contenuti del sito. È un software caricato nello spazio web, attraverso il quale creare e pubblicare i contenuti che saranno visibili online. Ne esistono di pre-impostati (e sono spesso i più usati) come WordPress e Joomla! Oppure si può chiedere al web developer di realizzarne uno ad hoc. Non è comunque la prassi, nella maggior parte dei casi si una un CMS già pronto, anche perché è possibile personalizzarlo.
  • La SEO si tratta dell’ottimizzazione per i motori di ricerca, ovvero tutte le attività nel sito e nella Rete (on-site e off-site) che migliorano la visibilità di un sito web, essenzialmente nei risultati di Google. L’ottimale sarebbe comparire sempre nei primi 10 risultati su Google, attraverso un uso strategico di parole chiave ben studiate.
  • La Landing Page, letteralmente pagina di atterraggio. Nel linguaggio marketing è una pagina web appositamente studiata per accogliere gli utenti in un percorso di vendita. Di Landing page ce ne sono di più tipi, a seconda del percorso che si vuole far fare ai visitatori. Ad esempio si parla di Opt-in Page o di Squeeze page quando in cambio di alcune informazioni gratuite, l’utente che vi atterra deve lasciare i propri dati. In altre parole si propone un’offerta mirata (un pdf, un video, un’infografica) in cambio di un form da compilare. Questo consente al proprietario del sito di raccogliere dei contatti pertinenti che poi possono trasformarsi in clienti.
  • Il sito e-commerce è in realtà un negozio online. È supportato da CMS o plugin specifici come Magento, VirtueMart, oppure WordPress con WooCommerce o altri ancora come Open Cart o Presta Shop
  • I temi per WordPress, sono un insieme di stili grafici e di funzioni in grado di “vestire” il sito. Si installano appunto sul CMS WordPress e possono essere gratuiti o a pagamento. Di solito tra quelli a pagamento è più facile trovare una più alta professionalità e normalmente è previsto un periodo di supporto tecnico dall’azienda che l’ha prodotto.

 

 

Come scrivere contenuti ottimizzati per il SEO

Far trovare i propri contenuti su Google, si sa, è molto importante, dato che quasi tutti gli utenti internet italiani che devono cercare qualcosa sul web lo fanno attraverso il più noto motore di ricerca al mondo.
Essere con un proprio contenuto sulla prima pagina dei risultati di ricerca di Google significa riuscire ad attirare su quel contenuto e quindi sul proprio sito web decine, centinaia o migliaia di utenti (a seconda dell’importanza che riveste quel determinato contenuto) che altrimenti andrebbero su siti di competitor o su altri siti in generale.
Ma come si fa a far compare un proprio articolo, un proprio contenuto sulla prima pagina di Google?
Bisogna seguire alcune regole che sono comprese in quell’arte conosciuta con il nome di SEO, acronimo che significa “Search Engine Optimization”, ossia, in italiano, “ottimizzazione per i motori di ricerca”.
Oggi come oggi si potrebbe parlare anche di GO, “Google Optimization”, perché in realtà, quando si decide di creare contenuti ottimizzati per il SEO, li si ottimizza per Google, o in primo luogo per Google, dato che la stragrande maggioranza degli italiani usa questo e non altri motori di ricerca per trovare contenuti su Internet.
Ma vediamo quali sono queste poche ma importanti regole per scrivere un contenuto ottimizzato per Google.

Una sola parola chiave

La prima regola è individuare la parola chiave per cui si vuole posizionare il contenuto da scrivere su Google; è bene che ogni articolo, ogni post, ogni contenuto in generale sia ottimizzato per una e una sola parola chiave perché su quella parola chiave si costruisce l’intero contenuto; ottimizzare un contenuto per più parole chiave significa diluire le potenzialità di posizionamento del contenuto in quanto le parole chiavi scelte si farebbero concorrenza a vicenda.

Ripetere la keyword sì ma senza esagerare

In secondo luogo occorre mettere subito in chiaro una cosa: una volta individuata la parola chiave per l’ottimizzazione SEO di un contenuto, non basta farcire l’articolo con una ripetizione ossessiva di quella parola chiave; anzi, oggi, questa tecnica viene bollata da Google come spam e quindi non dà punti in ottica SEO, anzi rischia di danneggiare il sito che ospita quel contenuto. La parola chiave va ripetuta qualche volta, dalle 3 alle 5 volte a seconda della lunghezza dell’articolo, possibilmente una volta all’inizio, poi due o tre volte nel corpo centrale dell’articolo, e poi alla fine dello stesso; scrivere contenuti ottimizzati per il seo non significa scrivere elenchi di parole chiave, ma contenuti utili per gli utenti.

Utilizzare sinonimi

Oltre alla parola chiave prescelta per il proprio contenuto che si vuole ottimizzato per il SEO, suggerisco di utilizzare anche sinonimi o varianti simili della parola chiave scelta; oggi l’algoritmo di Google è in grado di comprendere che alcune parole sono sinonimi di altre e quindi li utilizza come strumenti utili per il posizionamento; ovviamente non bisogna utilizzare più i sinonimi della parola chiave, ma il contrario, perché, essendo comunque Google una macchina, bisogna aiutarla a capire quale sia effettivamente la parola o le parole per cui si vuole ben posizionare l’articolo.

La lunghezza dell’articolo

Abbiamo detto che la ripetizione di una parola chiave in un contenuto ottimizzato per il SEO dipende dalla lunghezza del contenuto; ma quando deve essere lungo un contenuto per ambire ad una buona posizione su Google? Secondo le ultime evoluzione del SEO, si potrebbe dire: più lungo è l’articolo e meglio è per il SEO; lo so che questa regola sembra scontrarsi con un principio anch’esso utile per il modo con cui si leggono e si scandagliano i contenuti sul web: la capacità di sintesi, dato che molti di noi si spaventano quando trovano una pagina web troppo lunga e talvolta a causa di questa lunghezza scappano da quella pagina; ma Google, oggi come oggi, vuole premiare chi dà informazioni esaustive e complete agli utenti, e non è possibile fare questo senza scrivere articoli sufficientemente lunghi; qualcuno mi potrebbe a questo punto ripetere la domanda: si, ma quanto lunghi? Diciamo che un articolo base dovrebbe essere composto almeno da 500-600 parole; intendiamoci, la lunghezza di un contenuto web dipende anche dall’argomento, se esso costituisce la risposta a una domanda che si può esaurire in poche righe, anche articoli di 300 parole possono essere sufficienti, ma solitamente, chi cerca informazioni su Internet, vuole trovarsi di fronte non a contenuti scritti in fretta e solo con qualche parola chiave ripetuta qua e là, ma contenuti elaborati e che siano espressione di qualcuno che si vede che s’intende dell’argomento trattato.

L’esperienza e le competenze fanno la differenza

La regola precedente che abbiamo riportato, ossia la lunghezza dell’articolo, è legata anche ad un altro aspetto: Google “pensa” che più un articolo sia lungo e più chi lo scrive sia un esperto in materia; chi non sa di cosa scrive solitamente non riesce a elaborare contenuti molto lunghi; è buona norma per il SEO dimostrare che chi scrive è competente in materia, sia con ciò che scrive, sia citando magari altre fonti autorevoli, come scriverò sotto, oppure citando dati e ricerche di terzi, che aumentano l’autorevolezza del contenuto.

Paragrafi o elenchi per facilitare la lettura

A questo punto come si combina l’esigenza di scrivere articoli piuttosto lunghi con quella dell’utente di volere tutto e subito, senza dover leggere alcun “romanzo”? Un modo può essere quello di sintetizzare i punti salienti del contenuto con un elenco numerico; un altro potrebbe essere quello di separare i paragrafi dell’articolo con dei paragrafi che facciano capire subito a un primo colpo d’occhio quali siano i temi contenuti nell’articolo, di modo che l’utente eventualmente possa saltare da un contenuto all’altro andando a leggere solo quelli che sono di suo interesse; un ultimo modo per facilitare la lettura di un articolo lungo è di mettere delle parole o delle frasi in grassetto in modo da fare capire anche a chi dà un’occhiata veloce al testo, quali sono i temi trattati nelle diverse parti dell’articolo; insomma, scrivere contenuti ottimizzati per il SEO significa scrivere articoli lunghi ma facilmente consultabili.

Il contenuto deve essere originale al 100%

Oggi Google capisce se un articolo è scopiazzato da altri contenuti, magari riscrivendo in modo diverso il 30 o 40% dell’articolo copiato; se siete veramente esperti in una materia non avete bisogno di copiare alcun contenuto per scrivere un articolo; se dovete consultare delle fonti che voi ritenete importanti per scrivere bene un testo su un qualsiasi tema, allora, al posto di copiare pezzi tratti da quella fonte, mettete un link ad essa; è meglio.

Link infratestuali

Un altro elemento molto apprezzato da Google è la presenza, all’interno del contenuto, di link che portino gli utenti ad altri contenuti o del proprio sito web o di siti web esterni che possano permettere agli utenti, se lo vogliono, di approfondire singoli aspetti del tema trattato nel contenuto ottimizzato. Più è autorevole il sito che si linka e meglio è.

Gli headings (H1, H2, etc.)

Una regola tecnica che è bene rispettare per compiacere a Google è quella di distinguere le varie parti del testo a seconda della loro importanza con delle particelle di codice chiamate “headings”: al titolo dell’articolo bisogna aggiungere il tag H1, a un eventuale sottotitolo il tag H2, a eventuali paragrafi il tag H3, e così via; questo permette a Google di capire quali sono le parti del testo più importanti; ed è per questo che è bene mettere la parola chiave anche nel titolo dell’articolo, possibilmente all’inizio.

Last but not least: scrivete per gli utenti

La regola forse più importante per scrivere contenuti ottimizzati per il SEO l’ho lasciata per ultima; seguite tutte le altre regole riportate in questo articolo, sappiate che quella più importante è questa: scrivete per gli utenti e non per Google; quando scrivete un contenuto da posizionare su Internet, dovete chiedervi: che cosa vorranno leggere gli utenti che digitano su Google la parola chiave che ho scelto per ottimizzare il mio contenuto? E’ rispondendo in modo esatto a questa domanda che ci si può giocare le proprie carte per essere tra i primi su Google.

Guest post scritto da Matteo Giovanelli
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Tutelare il copyright e rintracciare immagini online

copyright

Se si lavora nel settore della grafica, si è fotografi professionisti oppure semplici appassionati, può essere utile essere in grado di reperire informazioni su una propria immagine appare su internet. Questo sia per un maggiore controllo sulla propria visibilità in rete che per poter tutelare i diritti di autore sull’immagine stessa. Il Copyright è lo strumento legale utilizzato per tutelare la proprietà intellettuale che non ricade sotto la categoria di invenzione (brevettabile) o marchio (tutelabile come “marchio registrato”). E’ stato regolato nei principi generali dalla convenzione di Berna, vale dai 50 ai 100 anni dopo la morte dell’autore. Questo diritto dipende dalla giurisdizione locale, e garantisce all’ideatore di un opera di creatività – immagini / film / libri / musica / software / quadri e disegni – l’esclusiva sull’utilizzo della sua opera. In pratica l’opera non può essere utilizzata pubblicamente da nessuno senza una licenza. Il diritto d’autore può essere assegnato anche al datore di lavoro che ha assunto l’autore.

Nel caso di immagini, il diritto d’autore è applicabile ad opere che abbiano un valore/originalità significativa. Esistono una serie di eccezioni all’applicazione del copyright, per avere una panoramica generale basti considerare cosa implica la pubblicazione di un’immagine su wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Image_use_policy

Monitorare un’immagine online non serve solo a creativi ma per esempio se si lavora nel marketing, è utile sapere quali siti utilizzano il proprio materiale e quindi chi è maggiormente interessato.

Si sta diffondendo anche un altro motivo che spinge a controllare che fine hanno fatto le proprie immagini: la violazione della privacy. Un qualunque privato che pubblica delle proprie foto su internet che sia un blog o Facebook rischia che questo materiale sia usato da altri e perdere così il controllo della propria privacy.

Come tutelarsi? Come informarsi? Internet ha creato il problema e internet fornisce anche la soluzione creando degli strumenti utilissimi!

Strumenti per risalire alla provenienza di un’immagine online

Come descritto in precedenza, si ha il diritto di tutelare i propri diritti su immagini create da noi stessi, ma allo stesso tempo è utile sapere chi pubblica una propria immagine anche senza un valore artistico e di originalità, e quindi che non sia “vendibile” in quanto per esempio posso chiedere di indicare la fonte, questo è particolarmente utile se si utilizza l’immagine per la propria attività di freelance oppure se l’immagine si riferisce ad un prodotto/servizio da noi proposto.

Tineye http://www.tineye.com/
È un motore di ricerca inverso, ovvero dato l’URL oppure il file dell’immagine, il programma ricerca su internet dove l’immagine compare, esattamente identica o in leggere varianti o diversa risoluzione (in modo che è possibile vedere se è stata ritoccata). Appare quindi la serie dei siti dove è stata caricata. Ciascuna immagine riporta formato e specifiche.

Alcuni altri siti gratuiti che funzionano in modo analogo:

Google Reverse Search https://ctrlq.org/google/images/

SmallSeoTools http://smallseotools.com/reverse-image-search/

Yandex https://yandex.com/images/

Revimg http://www.revimg.com/