SEO e SEM. Guida Rapida agli Acronimi del Web

Seo e sem online marketingSEO e SEM, ma anche SMM. Sono gli acronimi del Web che oggi tutti gli addetti ai lavori hanno imparato a masticare bene. E che devono, giocoforza, essere conosciuti anche dai committenti, per definire meglio insieme ai professionisti la propria presenza sul Web.

 

SEO, significato: partiamo dalle basi per rendersi visibili sul Web

SEO è un acronimo inglese che sta per Search Engine Optimization, ovvero ottimizzazione  per i motori di ricerca. In generale, sul Web, vale la regola del mercato reale: se ci sei ma non sei visibile, i clienti non arriveranno mai. La SEO o il SEO serve proprio per far emergere la tua presenza sul Web (tua e ovviamente della tua attività) e renderla visibile al tuo target, ovvero ai tuoi potenziali clienti. Con le tecniche SEO si lavora sul posizionamento, non sull’indicizzazione della pagina/sito Web in questione. Attenzione, indicizzazione e posizionamento indicano due concetti diversi:

  • Indicizzazione: presenza della pagina/sito in questione negli archivi del motore di ricerca
  • Posizionamento: posizione della pagina/sito nella SERP di Google, ovvero posizione che il motore di ricerca attribuisce alla pagina o al sito, in risposta ad una ricerca dell’utente, nella pagina dei risultati. Le prime 10 posizioni (prima pagina di Google) e, tra queste, le prime 5, sono fondamentali per garantire al sito/pagina Web la giusta visibilità, poiché difficilmente un utente che naviga alla ricerca di informazioni andrà oltre la prima o seconda pagina dei risultati

Le attività SEO comprendono una serie di tecniche volte ad ottimizzare (ovvero mantenere e possibilmente migliorare) la posizione del sito/pagina nella SERP. Si distinguono in attività SEO on page (svolte sul sito) e SEO off-page (svolte fuori dal sito, ma non off-line!).

Sono dunque oggetto della SEO l’ottimizzazione nel sito/pagina di:

  • Contenuti
  • Immagini
  • Link e backlink
  • Url
  • Mappa per rendere le informazioni accessibili a spider e crawler dei motori di ricerca
  • Codice sorgente
  • Velocità di caricamento

 

SEM, strumenti: ovvero come fare Search Engine Marketing

Un altro acronimo molto usato e che sicuramente avrai già sentito nominare è il SEM, ovvero il Search Engine Marketing. Il SEM racchiude in questa sigla tutte le tecniche che consentono ad un sito (o progetto o azienda) di acquisire visibilità agli occhi del target, attraverso i motori di ricerca. Search Engine è infatti la traduzione inglese di motore di ricerca. Prima di addentrarci un po’ in quelli che sono gli strumenti per fare SEM, introduciamo un terzo acronimo, il SEA. SEA sta per Search Engine Advertising, ovvero pubblicità sui e attraverso i motori di ricerca. Non spaventarti di tutte queste sigle. Abbiamo definito brevemente anche la SEA per dire che

SEO e SEA sono parte della più ampia strategia di SEM

Ovvero che l’ottimizzazione per i motori di ricerca (alias posizionamento organico) unito alla pubblicità sui motori di ricerca (posizionamento a pagamento) sono due degli elementi attraverso cui ha luogo il Search Engine Marketing: farsi trovare dalle persone giuste nel momento in cui queste persone hanno bisogno proprio di te. Inutile dire che fanno parte della SEM tante discipline, come il Social Media Marketing o il Copywriting Persuasivo.

Inoltre, fanno parte delle attività SEM:

  • Pianificazione e gestione delle campagne Pay per Click
  • Incremento della link popularity attraverso strategie di Link Building
  • Analisi dei ritorni delle azioni intraprese, attraverso strumenti di Web Analysis

Queste tre attività in particolare consentono di ottenere un posizionamento off-site, cioè con azioni al di fuori del sito in questione ma che hanno su di esso delle conseguenze dirette, in termini appunto di ottimizzazione.  L’obiettivo del SEM rimane comunque quello di far reperire un determinato sito sui motori di ricerca.

La figura professionale che si occupa di SEO e di SEM si chiama SEO e SEM specialist. Attenzione però a non confondere il SEO e soprattutto il SEM con il SMM che altro non è che il Social Media Marketing. Vediamolo più nel dettaglio.

Social media marketing (SMM): una attività oggi imprescindibile per la tua attività on e off line

Il Social Media Marketing è l’attività di marketing su e per i social media. Prima abbiamo parlato di marketing sui motori di ricerca (Google, Yahoo, Bing!, ecc), adesso ci dedichiamo al marketing su qualunque piattaforma Social. Sicuramente conoscerai Facebook, Twitter e LinkedIn. Ma oltre a questi social più popolari, esistono anche dei Social che in Italia sono ancora “minori” in termini non certo di validità ma di diffusione. Se non li conosci ancora, leggi I social network minori, guida a Pinterest &Co.

Il Social Media Specialist si occupa quindi di curare, promuovere, diffondere la presenza di una azienda sui social media. Curandone la comunicazione, il SMM per una azienda è in grado di:

  • Generare contenuti virali
  • Aumentare la Brand Awareness
  • Creare engagement attraverso la pubblicazione di contenuti mirati

Il fine ultimo è ovviamente far conoscere l’azienda o il prodotto in questione e aumentarne le vendite. Il Social Media Marketing oggi è cruciale praticamente per qualunque attività. Non solo per l’ampia diffusione che i Social hanno tra la popolazione (che poi genera l’effetto Always Connected), ma anche perché i Social Media stanno raggiungendo (e in alcuni casi sorpassando) i tradizionali motori di ricerca nella fase di pre-acquisto di un prodotto.

Nonostante sia ancora Facebook a dominare come piattaforma di Social Media Marketing, stanno acquistando peso anche altro social, come ad esempio Snapchat, il social del mobile storytelling. Snapchat è usato dai brand di ogni dimensione per farsi scoprire, grazie appunto alla capacità di generare storie. Ed è sicuramente il social più diffuso tra gli adolescenti, anche se consistenti fette di pubblico le stanno guadagnando realtà come CNN (12 milioni di spettatori su Snapchat) e Bleacher Report (16 milioni), aprendo di fatto la strada ad altri brand che si occupano di media. Il SMM non è quindi appannaggio solo di Facebook o di social emergenti come Snapchat. È una valida piattaforma di marketing anche:

  • Instagram, per la sua capacità di creare community di utenti e generare engagement
  • Twitter, per la comunicazione professionale e l’assistenza al cliente (nuove funzionalità)
  • Pinterest, perché rappresenta e rappresenterà la base delle ricerche future che saranno non più solo per parole chiave ma anche e soprattutto per immagini . Già oggi, infatti, le aziende di qualsiasi dimensione possono utilizzare il search advertising, la pubblicità basata sui motori di ricerca, sfruttando oltre 2 miliardi di ricerche mensili su Pinterest.

Con questa breve guida agli acronimi più diffusi del Web nel campo del marketing e della promozione sarai sicuramente in grado di definire insieme al tuo Specialist il miglior piano per potenziare la tua attività attraverso internet. Non hai ancora un professionista a cui affidarti? Dai un’occhiata qui su AddLance, è gratuito!

Lead Generation. I tuoi Lead sono Qualificati?

lead generation Lead Generation, ovvero perché è così importante in ogni attività commerciale generare contatti interessati alla propria offerta. Automatizzare il più possibile il processo, creare una mailing list di contatti interessati e raccogliere quante più informazioni possibili sui tuoi lead per renderli lead qualificati sono le basi di ogni strategia digitale per l’acquisizione di nuovi clienti soddisfatti.

 

Iniziamo dalla base, sai qual è la differenza tra lead e prospect?

Per farla breve, un lead è il contatto di un potenziale cliente. Il prospect è un lead che ha dimostrato già interesse verso la tua proposta commerciale (prodotto o servizio). Infine, il cliente è colui che ha comprato da te, almeno una volta. Il tuo obiettivo, in termini di marketing, sarà dunque quello di acquisire dei lead, trasformarli in prospect e successivamente in clienti.

Come catturare lead qualificati?

Qui entra in gioco la tua Landing Page. Se non sai di che si tratta o se non ne hai ancora una, leggi Cos’è una Landing Page e perché la tua attività ne ha bisogno.

Un lead è la risultante delle tue campagne di promozione. Può essere:

  • Una mail
  • Un contatto social
  • Un numero di telefono

Un lead alla fine diventa prospect (ovvero contatto che ha manifestato interesse verso la tua proposta) quando porta a termine la tua Call to Action, il tuo invito all’azione. Ovvero quando:

  • Compila il form sulla tua Landing Page
  • Chiede informazioni/preventivi
  • Scarica il materiale informativo gratuito (report, give away, ecc) che hai predisposto per lui

Capirai facilmente che un prospect diventa una risorsa molto preziosa che va coltivata. Il tuo obiettivo, adesso che il contatto è inserito (ad esempio) nella tua mailing list aziendale, è quello di trasformarlo da lead a cliente vero e proprio. Ma il primo passo, il fondamentale, rimane la raccolta di lead. In altre parole devi fare la Lead Generation.

 

Perché la Lead Generation è importante e come farla al meglio

La Lead Generation è il processo di acquisizione di contatti potenzialmente interessati ai servizi o prodotti che offri. È una fondamentale operazione pubblicitaria e spesso è ineluttabile, qualunque sia la nicchia di mercato occupata e indipendentemente dal tipo di attività. La Lead Generation è ugualmente importante sia che tu faccia B2B (attività business to business) sia che la tua sia un’attività B2C (ovvero business to consumer).

Ogni attività commerciale dovrebbe garantirsi un flusso di lead costante nel tempo, poiché questi contatti costituiscono la base della piramide che trasforma un semplice nominativo in un cliente della tua azienda.

Quindi, essere in grado di acquisire lead è generalmente considerato uno degli aspetti più importanti nel marketing digitale. La ragione è abbastanza semplice. Una volta acquisito, un lead può essere contattato più e più volte, al fine di ottenere vendite.

In teoria, dato che gli affari sono un gioco di numeri, più lead riesci a generare, più vendite farai. Nella realtà non è sempre così. Spesso è consigliabile avere anche pochi lead ma correttamente profilati (quindi fortemente interessati a ciò che proponi), piuttosto che una lista infinita di lead non esattamente in target, che difficilmente saranno interessati a completare il processo di acquisto e quindi a trasformarsi in clienti.

 

Fare Lead Generation al meglio: strategie a pagamento vs strategie gratuite

Fondamentalmente esistono due diversi tipi di strategie per acquisire lead: strategie gratuite e strategie a pagamento.

Le strategie gratuite non sono gratuite! Significa investire molto tempo e risorse  nel proprio brand, creando contenuti utili e trovare la visibilità necessaria. L’investimento necessario dipende dal settore e dai canali che si vogliono esplorare. Per esempio non basta un bel sito web per essere notati: occorrono anche anni per salire nelle posizioni di google e occorre molta pazienza per ottimizzare i testi e la comunicazione del tuo sito affinché sia efficace. Come faccio a testare le mie landing page se non ho traffico e come faccio ad attirare traffico se non so se il contenuto è valido? E’ un gatto che si morde la coda. Di certo una volta creato il band i lead gratuiti sono veramente gratuiti.

Le strategia a pagamento sono immediate: ottieni un numero di lead proporzionale a quanto vuoi investire. Tutto facile dunque? No. Se investi in canali sbagliati ottieni lead non qualificati: il tuo costo per lead magari è basso ma il tuo costo per acquisizione aumenta in modo insostenibile. Rispetto al lead gratuito il lead a pagamento a pagamento ha il vantaggio di di poter saggiare velocemente se il tuo prodotto/servizio è valido. Si può affinare la tecnica di lead in pochi giorni grazie ad un’alta esposizione.

L’ottimale è combinare metodi a pagamento con metodi gratuiti per ottenere una proficua lista di lead. La ricetta perfetta e universalmente valida, naturalmente, non esiste. Ogni attività, ogni mercato di riferimento è differente da ogni altro. Saranno i tentativi e l’esperienza di un buon marketer a trovare la giusta percentuale tra le due strategie per fare una profittevole Lead Generation.

 

Tre tecniche per acquisire i tuoi potenziali clienti

Ne esistono in realtà molte di più, ma per iniziare puoi leggere queste tre tecniche di Lead Generation che proponiamo. Possono ovviamente essere combinate tra loro, come dicevamo prima, anche se una ricetta universalmente vincente non esiste.

  1. Lead Generation a pagamento: campagne AdWords o Facebook Ads. Neanche a dirlo, questa fa parte delle strategie a pagamento. È una tecnica indubbiamente efficace e anche piuttosto rapida di acquisizione. Tutto ciò che devi fare è acquistare (pagando) visibilità nella SERP di Google (ovvero nella pagina dei risultati) via Google AdWords, oppure visibilità nella timeline di Facebook, pianificando una campagna di Facebook Ads. Il risvolto della medaglia è che non puoi fare da solo, se sei un neofita. Devi affidarti ad un buon digital marketer per evitare di perdere (anche molti) soldi e di non generare una adeguata lista di contatti
  2. Lead Generation attraverso contenuti di valore. Che si tratti di un report, di una infografica, di un webinar o dei post del tuo blog, per generare contatti caldi devi offrire dei contenuti di qualità che risolvano uno dei problemi del tuo target di riferimento. Questa è una strategia gratuita di Lead Generation che può portarti lentamente ad avere lead veramente di qualità che molto probabilmente si trasformeranno in clienti soddisfatti
  3. Lead Generation attraverso la presenza sui social. Questa strategia rientra nelle attività del social media marketing e oggi tutte le aziende (anche grandi e già importanti) incrementano e mantengono la loro presenza sui social network. La presenza aziendale sui social serve per creare engagement, ovvero coinvolgere i potenziali clienti grazie a contenuti pensati ad hoc, grazie a sondaggi, post, immagini che possano coinvolgere gli utenti e permettere all’azienda di fare Lead Generation. Segui il link se vuoi conoscere i trend dei social media per questo 2018?

 

Come faccio a capire se un lead è qualificato?

Partiamo dal presupposto che sono cambiati i modi con cui le persone desiderano acquistare e ricordiamo che oggi i clienti si informano e imparano su internet prima di acquistare. Sia su Google (e altri motori di ricerca) sia via social network. Secondo il Report sui trend dei social media 2018, messo a punto da Hootsuite, per alcune fasce di età (18-24 anni) le ricerche pre-acquisto sui social media hanno addirittura sorpassato quelle effettuate sui motori di ricerca.

Un lead, in questo scenario, deve necessariamente diventare qualificato. Una definizione generica e universalmente riconosciuta di lead è:

una persona che ha visitato il tuo sito e ha dimostrato interesse per un tuo prodotto o servizio e lo ha chiaramente confermato

 Ma dicevamo che ciascuna attività commerciale, deve rendere i propri lead qualificati. Un lead semplice diventa un lead qualificato quando

riconosci il tuo prospect come un “cliente potenziale”, perché si adatta al profilo del tuo cliente ideale in termini di bisogni o propensione alla spesa, tempi e altri fattori

Sono importanti anche altri indicatori che ti danno conferma che si tratti proprio di un lead qualificato. Ad esempio l’interesse dimostrato nei confronti del tuo prodotto/servizio così come appare nei suoi comportamenti online precedenti alla conversione da visitatore a lead. Oppure l’interesse dimostrato durante la relazione che avrai instaurato con lui una volta trasformato in prospect.

 

Chi ti può aiutare per fare Lead Generation per la tua azienda?

Abbiamo già accennato alle figure professionali che possono aiutarti a impostare e gestire la tua Lead Generation. Qui le conoscenze tecniche e l’esperienza sul campo sono molto importanti e sono considerate la discriminante tra una campagna promozionale di successo e un inevitabile flop. Scopri a chi puoi rivolgerti, cliccando fra i nostri esperti di marketing. Un Web Marketer o un esperto in Digital Strategy possono rivelarsi il tuo asso nella manica nell’intero processo di Lead Generation.

 

Social Media Manager. Trend 2018: il presente è mobile

social media manager trend 2018La parola d’ordine per i social media manager, quest’anno è “cambiamento”.

Cambiano i social, cambia l’approccio degli utenti, deve cambiare la strategia social delle aziende.

Giusto per restare al passo con i tempi.

Riuscire ad avere visibilità sui social media è oggi incredibilmente più difficile e il perché è presto detto: la reach organica è in costante declino, altro che anni d’oro di Facebook, quando bastava postare per posizionarsi bene. Erano gli anni 2009-2011, la visibilità del brand non era ancora un problema.

Oggi sì. Purtroppo. Come fare?

 

La doppia sfida del SMM di oggi: garantire visibilità e coniugare la strategia social con gli obiettivi aziendali

Questa in poche parole è la sfida che i social media manager devono raccogliere nel 2018. “Il calo della reach organica è uno dei problemi principali degli ultimi mesi”, spiega in un interessante webinar sul tema, Alexia Gattolin, content social marketing coordinator presso Hootsuite. Tutti coloro che vedevano nei social un luogo di visibilità gratuita stanno rimanendo delusi. Niente più utenti raggiunti senza spendere un centesimo, dunque, senza investimenti pubblicitari (pianificati, che è meglio). I contenuti premiati con la visibilità, verosimilmente, saranno quelli nei quali l’utente finale interagisce di più. Quindi concretamente, per combattere il calo della reach organica si può garantire:

  • Qualità al posto della quantità: ovvero scrivere ciò che porta veramente utilità all’audience di riferimento e non scrivere post tanto per fare numero
  • Budget pubblicitario costante per la promozione (e di conseguenza la visibilità) dei contenuti

Oltre a garantire la visibilità, la seconda sfida da raccogliere nel 2018 nel social media management è: mettere in relazione le metriche di analisi dei social con gli obiettivi aziendali. Oggi c’è sicuramente la consapevolezza di dover misurare e analizzare i dati che arrivano dai social. Ma a volte, alle aziende, mancano know how e tool per effettuarli. Cosa si può fare a riguardo?

  • Non misurare tutto: analizzare solamente le metriche legate agli obiettivi aziendali (ad esempio la brand awareness)
  • Usare i codici UTM (ovvero tracciare la provenienza del traffico e delle conversioni)
  • Mappare le metriche sull’esperienza del cliente (per utenti business, ovviamente)

 

Oggi sui social: cala l’engagement, aumenta il pubblico passivo. E su tutto vince il mobile

Oggi i social si presentano così: con un calo generale dell’engagement e con un pubblico navigatore sempre più passivo.

engagement continua a scendere sui social media generalisti

Ma cosa significano esattamente questi trend? Significa che dai dati di analisi disponibili, gran parte del tempo passato su mobile è dedicato ai social media. Grossolanamente parlando, ogni 3 minuti passati connessi ad uno smartphone o tablet, 1 minuto è dedicato ai social. A fare cosa è presto detto: aumentano gli utenti “passivi”. Non si usano i social network solo per postare i propri stati d’animo, ma per passare il tempo (39%), per accedere alle news (39%) e per intrattenimento e svago (60%, dati Hootsuite).

In poche parole, produciamo sempre meno contenuti. Inoltre i social stanno iniziando a competere con i motori di ricerca e ad essere una minaccia per loro. È un trend in aumento, dato dal fatto una sempre maggiore fetta di consumatori ingloba i social nel processo di acquisto di un prodotto. Lo cerca sui social, come fossero un tradizionale motore di ricerca e nella fascia dei giovanissimi (16-24 anni), la ricerca di un prodotto sui social network ha sorpassato la ricerca dello stesso via motore di ricerca tradizionale. A rilevarlo sono i dati di GlobalWebIndex: nel 2017 ben il 28% degli utenti globali ha usato i social per la ricerca di prodotti online.

I dati in questione sono pubblicati nel report annuale “I trend dei social media nel 2018” di Hootsuite. I brand quindi devono necessariamente ridefinire la propria strategia di presenza sui social per poter risultare visibili e competitivi.

Il ruolo dei social media cresce nella ricerca di prodotti online

I marco trend dei social nel 2018: mobile TV, la riscossa dei BOT e  la fiducia in declino

I macro trend dei social media nel 2018 sono sostanzialmente tre e non sono certo nati dal nulla con il 1 gennaio di quest’anno. Di molti di loro si avevano avvisaglie già nei mesi, a volte negli ultimi due anni passati.

  1. Mobile e social TV. Passiamo sempre più tempo sui dispositivi mobili e sempre più tempo alla ricerca di contenuti video. Così i social media hanno iniziato a offrire contenuti video per creare nuove forme di intrattenimento e informazione. Verso dove stiamo andando? Verso la pubblicazione di contenuti video in stile televisivo sui social media, grazie anche alle WiFi sempre più disponibili e sempre meno costose. Questo per le aziende si traduce nella possibilità di:
  • Estendere il contenuto delle TV al pubblico del mobile
  • Lanciare prodotti tramite video live, usando anche le corrette KW per l’indicizzazione su Google
  • Creare partnership con micro influencer, con base follower piccola ma strategica e mirata, in grado di coinvolgere gli utenti. Questo si rivela particolarmente utile per quei business che non possono crearsi il proprio canale di mobile TV

 

  1. La riscossa dei BOT. L’intelligenza artificiale (AI) si sta dimostrando sempre più un valido alleato degli umani per servire il cliente. Grazie all’uso dei BOT sui social media è già possibile (e lo sarà sempre di più, sempre meglio) avere:
  • Contenuti personalizzati in base all’utente
  • Risposte automatiche alle domande più frequenti dell’utente
  • Insight più rapidi con statistiche predittive in base all’accaduto

 

  1. Il declino della fiducia. Che non è il titolo di un film, ma l’ultimo macro trend che si osserva per questo 2018 sui social media e di cui ha parlato la Gattolin nel succitato webinar, a inizio febbraio. È stato rilevato che esiste una erosione generale della fiducia del pubblico verso l’intero sistema (media, istituzioni, Ong, business) dove il primato negativo spetta al comparto media. Per contro e in risposta a questo calo, aumenta la fiducia verso le community di utenti reali. Dove per utenti reali s’intendono: macro influencer, dipendenti aziendali piuttosto che vertici e – utile sottolinearlo – anche persone come noi. La tendenza attuale è questa: sui social, soprattutto, gli utenti “come noi” hanno la stessa credibilità (percepita) degli esperti.

Come Promuovere una Pagina Facebook?

promuovere una pagina facebook: immagine di una freccia riempita di persone, che simboleggia il concetto di "audience in crescita"Vuoi sapere come promuovere una pagina Facebook per aumentare il tuo pubblico e ottenere conversioni?

Ecco una piccola guida passo passo che ti permetterà di aprire una pagina Facebook per il tuo business, di pubblicizzarla e di impostare un corretto sistema di sponsorizzazioni della tua attività o del tuo prodotto attraverso il social network più diffuso al mondo.

 

Come aprire una pagina Facebook

Se vuoi sapere come promuovere una pagina Facebook è abbastanza implicito che tu sappia già crearne una. Una pagina Facebook è un po’ la vetrina delle tue attività. A cosa ti serve? Aprire una pagina ti serve per promuovere il tuo business attraverso uno spazio professionale e legale. Eh già, perché le regole di Facebook stabiliscono che non puoi fare attività di promozione sul tuo profilo personale. È buona norma, quindi, tenere le due cose separate:

  • il profilo per le cose personali e le interazioni con gli amici
  • la pagina per tutte le attività connesse con il tuo business (e poi vedremo quali e come)

Aprire una pagina Facebook è semplice. Accedi al social network con il tuo profilo personale e poi, dalla schermata home, clicca sul menu di sinistra su Pagine e poi in alto a destra sul pulsante verde “Crea Pagina”.  Oppure digita direttamente su Google la stringa come facebook business page e scegli il primo risultato di ricerca. Ti troverai qui, in questa schermata. E puoi iniziare a creare la tua pagina.

Come creare una pagina con Facebook

Non preoccuparti, la procedura è guidata. Una pagina, come ben vedi, ha una sua struttura: hauna foto e una cover, un titolo e una categoria ed è pubblica, ovvero tutti possono vederla. E tutti possono seguirti senza doverti chiedere l’amicizia. I vantaggi (e anche il perché) di aprire una pagina Facebook per pubblicizzare e sostenere il tuo business sono in questo elenco:

  • puoi creare contenuti indicizzati nei motori di ricerca
  • puoi geolocalizzare la tua attività (utilissimo anche a livello SEO oltre che di marketing)
  • puoi leggere le statistiche per capire l’andamento del tuo business (e della pubblicità che fai) grazie agli Insights, gli strumenti di analisi già incorporati alla tua pagina
  • puoi (e forse devi) creare delle call-to-action
  • puoi creare eventi, promozioni, appuntamenti online e quant’altro utile all’interazione positiva con i tuoi fan (già clienti e potenziali), tenendo conto che non hai nessun limite al loro numero (un profilo può avere massimo 5000 followers)
  • puoi (e anche qui, forse devi) pubblicizzare la tua attività tramite Facebook Ads. Il come lo vedremo più avanti

Adesso usando la procedura guidata divertiti a realizzare la tua pagina Facebook, cercando di essere il più professionale possibile e il più possibile coerente con il tuo core business, anche nella scelta delle immagini e dello stile.

 

Come pubblicizzare una pagina Facebook

Come pubblicizzare o come promuovere una pagina Facebook è un può il cuore della nostra piccola guida. Ora che la pagina l’hai creata (se non la avevi già), ecco che viene il bello: la promozione. Devi far conoscere la tua pagina in giro sul social network, altrimenti sarà molto difficile che qualcuno ti trovi e che il tuo business decolli. Puoi pubblicizzare o promuovere la tua pagina in due modi:

  • usando Facebook Ads (a pagamento)
  • usando il “baratto” (gratuito)

La seconda è un corollario della prima, che è lo strumento per eccellenza per pubblicizzare una pagina Facebook. Anche perché il servizio Facebook Ads permette un’ottima profilazione dell’utente, mostrando il tuo annuncio ad un target interessato e non ad un utente generico. Tuttavia il metodo gratuito non è affatto da sottovalutare. Per pubblicizzare una pagine gratuitamente, scrivere sulla barra di ricerca di Facebook le seguenti parole chiave: pubblicizzare pagine facebook, pubblicizza la tua pagina e similari. Ti appariranno una serie di pagine (anche qui è permessa un minimo di profilazione) che in cambio del tuo Like, offrono visibilità gratuita ai tuoi link (di Facebook). Va da sé che è meglio usare pagine che hanno il maggior numero di Like.

Ma è grazie all’utilizzo di Facebook Ads che la tua pagina può dare il meglio di sé in fatto di promozione. Di che si tratta esattamente?  Fare pubblicità attraverso Facebook significa connettersi con le persone per far crescere la propria azienda. Ad oggi sono più di 2 miliardi, nel mondo, le persone connesse su questo social. È una vetrina formidabile per qualunque tipo di business, tanto che molte aziende stanno spostando buona parte dei loro budget pubblicitari su Facebook. Quindi prima di tutto devi stabilire l’obiettivo: far crescere il tuo business. Poi devi stabilire il come.

Facebook business con Facebook Ads

L’opzione migliore rimane quella di generare un annuncio con Facebook Ads. Bisogna pagarlo? Sì. Perché? Perché è molto difficile ottenere del traffico gratuito targettizzato verso la tua pagina. E se non hai traffico in target, non converti e non guadagni. Cioè se le persone non sono interessate a ciò che proponi nella tua pagina, difficilmente diventeranno contatti che si trasformeranno in clienti. Giusto?

Come immagini esistono diversi fattori che determinano quale annuncio verrà visualizzato, a che costo e chi lo vedrà. Questi fattori sono:

  • Il target (a seconda del target avrai dei concorrenti diversi)
  • Il punteggio di rilevanza (relevance score)
  • Il coinvolgimento (engagement)
  • Il tasso di clic sulle visualizzazioni (click through rate)
  • Il timing (alcuni periodi di alta stagione hanno costi pubblicitari più elevati)

Il relevace score è un punteggio che Facebook assegna ad ogni annuncio per mostrare alle persone gli annunci per loro più pertinenti. Questo perché mostrare agli utenti  annunci che contano per loro, portano una migliore esperienza sia alle persone che alle imprese. L’engagement è la capacità dell’azienda (ovvero di chi gestisce la pagina business) di creare interazione con i propri fan. Per interazione intendiamo reazioni, commenti e condivisioni, ma anche risposte alle domande o ai sondaggi. Questo engagement rate (fondamentale) può essere misurato per ogni post, su base giornaliera o settimanale/mensile. In poche parole Facebook assegna a ciascun annuncio un punteggio da 1 a 10. Più saranno alti numero di click e interazione, più il punteggio del tuo annuncio sarà alto e più probabilità avrai di far visualizzare il tuo annuncio al target sostenendo costi minori.

 

Quale forma di pagamento scegliere per un annuncio su Facebook Ads

Il costo della tua campagna pubblicitaria lo stabilisci tu prima di lanciare l’annuncio. Nel senso che fissi il tetto massimo dell’investimento giornaliero che puoi sostenere.  Il tipo di pagamento, invece, può essere:

  • per impression: ovvero verrà scalato un tot al tuo budget ogni volta che l’annuncio verrà visualizzato. È la tua scelta se devi fare brand awareness e farti conoscere in giro
  • per click: il costo verrà scalato ogni volta che l’utente farà click su un link del tuo annuncio. Questa opzione è da preferire se lo scopo della tua pubblicità è quello di portare l’utente su una landing page
  • per action: il costo ti verrà scalato solo se l’utente compila una determinata azione come vistare una pagina, comprare un prodotto o compilare un form

 

Guida alle sponsorizzazioni Facebook

Molti dei marketer come Stefano del Grande, Dario Vignali, Sara Iannone hanno pubblicato guide a pagamento per svelare i segreti delle sponsorizzazioni Facebook. In effetti è necessaria un bel po’ di pratica per poter realizzare e gestire una campagna pubblicitaria che abbia un ROI (ritorno sugli investimenti) profittevole e che sia capace di generare diversi nuovi lead (contatti) interessati al tuo business.

Diciamo che la regola d’oro è creare interazione, pubblicando sulla propria pagina business contenuti che generino valore per l’utente, che lo coinvolgano e che non lo annoino. Non devi ribadire sempre gli stessi concetti, né sollecitare sempre una azione. In questo puoi aiutarti con un uso strategico e sapiente delle immagini o dei video dimostrativi.

Come creare e mettere in evidenza un post su Facebook

Uno strumento gratuito ed estremamente utile allo scopo è la stessa guida di Facebook al mondo delle inserzioni. Attraverso le sezioni inserzioni, pagine, ispirazione, storie di successo e notizie puoi raccogliere molte informazioni utili a creare, ottimizzare e promuovere una pagina Facebook nel migliore dei modi. Così ora non ti resta che metterti al lavoro tu stesso, oppure affidarti ad un esperto di social media marketing che possa aiutarti al meglio.

 

 

App Snapchat, quello che devi Sapere sul Social degli Adolescenti

app snapchatApp Snapchat? Oggi se ne parla sempre di più, come se fosse la novità del momento, l’app in più forte ascesa negli ultimi anni. Anche se in realtà, Snapchat, è nata nel 2011. Ben 7 anni fa Bobby Murphy e Evan Spiegel, a Los Angeles, crearono quest’applicazione di messaggistica istantanea per la condivisione di media sotto forma di immagini e video.

Particolarità innovativa di Snapchat era la possibilità di impostare un timer per i messaggi inviati, che consentiva di non lasciare alcuna traccia della chat. Si poteva impostare un temporizzatore da 1 a 10 secondi dal momento dell’apertura del messaggio. Alla scadenza del count-down, il messaggio si cancellava per sempre, senza possibilità di recuperarlo.

 

App Snapchat, un’applicazione di messaggi multimediali “sicuri”

Dopo solo 2 anni dalla nascita, il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg (non certo l’ultimo arrivato), intuì le potenzialità di Snapchat ed offrì l’importante cifra di 10 miliardi di dollari per l’acquisto. L’offerta venne rifiutata dai fondatori. Nel 2016 è stato raggiunto il traguardo dei 10 miliardi di video visualizzati. Mica male.

E la funzionalità dei messaggi che si autodistruggono è ancora attiva, anche dopo l’evoluzione di Snapchat in un vero e proprio social network. Atipico certo, ma sempre social network. Infatti sul social del “fantasmino” non esiste una pagina personale, non c’è una bio, non ci sono like né condivisioni.

 

A cosa serve Snapchat: le stories e le lives

La forza di Snapchat sono le stories, come quelle che successivamente arrivarono anche nei prodotti di Zuckerberg, come Instagram, Facebook e WhatsApp. Si apre, si pubblica un video o una foto, si applicano o meno filtri e adesivi e si manda online. Gli amici possono vedere le stories e possono rispondere tramite messaggi privati. Tutto qui. Negli ultimi anni poi la app Snapchat ha continuato ad evolversi e a crescere. Nel 2016, tramite questa App è stata trasmessa live la Notte degli Oscar, per la prima volta online.

 

Teens, ecco l’identikit di chi utilizza questo social “atipico”

Ora, non posso sapere tu che stai leggendo quanti anni hai, ma sono certo che se ne hai già più di 25 anni (per stare larghi) e non lavori con i social, non ne hai mai sentito parlare. L’utente medio di Snapchat infatti ha un età compresa tra i 14 e i 20 anni. In questa fascia di età è il social più utilizzato, con più utenti attivi anche di due mostri come Facebook e Instagram. Snapchat, però, non ha sempre avuto una fama positiva, in particolare nei suoi primi anni di vita.

 

Controversa Snapchat: il sexting, la privacy, le polemiche

La possibilità di inviare immagini e video sexy ad altri utenti, che potevano visualizzarle per un massimo di 10 secondi prima dell’eliminazione definitiva, ha scatenato molte polemiche. In particolare negli USA. Termini come snapchat hot e snapchat gost mode sono più volte approdati alla ribalta delle cronache. E anche in Italia sono termini abbastanza ricercati in rete.

Molti giovanissimi infatti utilizzavano questa App per scambiare foto con il fidanzatino o con l’amico/a di turno, pratica meglio conosciuta come sexting. In un’epoca in cui si cerca di tutelare i minori da un’elevata esposizione online, evitando di pubblicare immagini inappropriate, arriva Snapchat che permette di farlo con la percezione di essere al sicuro da ritorsioni negative. Ma così non è.

Con gli smartphone ormai non è difficile fare screenshot e conservare per sempre quello che si vorrebbe distrutto. Pubblicarlo online e rovinare reputazioni e vite non è affatto difficile.

 

Piccola guida all’utilizzo di Snapchat

L’app Snapchat è gratis su App Store e Google Play, basta scaricarla e registrarsi. All’apertura è subito pronta all’uso, pronta a scattare e condividere momenti, foto o video. Con uno swipe a destra e sinistra ci si sposta nei messaggi privati, nella pagine per vedere le stories degli amici fino ad arrivare alla pagina Discover, dove i magazine internazionali pubblicano le loro stories.

Per aggiungere amici esistono 4 possibilità:

  • scegliendo tra i contatti in rubrica
  • attraverso il nome utente
  • tramite uno snapcode, una sorta di QR code personalizzato
  • tramite “aggiungi vicini”, cioè aggiungendo amici che si trovano nelle vicinanze e che fanno la stessa ricerca.

 

Utilizzare Snapchat per il marketing

In Italia sono ancora il pochi a farlo. Tra i primi la blogger Chiara Ferragni e il talent show XFactor. Infatti, inserire gli snap nella propria strategia di marketing potrebbe essere la mossa vincente, ma bisogna farlo con oculatezza. L’immediatezza del contenuto, la velocità di pubblicazione e l’attenzione degli utenti consentono a Snapchat di essere fruibile ovunque, sia per chi pubblica che per chi guarda. Pensa alla possibilità di raccontare un retroscena della tua attività con una storia pensata e realizzata al momento.

 

5  vantaggi di Snapchat per promuovere un’attività

  • Pubblico in target: chi ti segue è perché  vuole seguirti, è curioso di sapere tutto di te
  • Pubblico attento: al contrario di altri social, dove i contenuti rimangono a disposizione, su Snapchat i followers sono più attenti per non perdere nessun dettaglio
  • Pubblico esigente: sono per lo più giovanissimi, alla ricerca di contenuti nuovi e freschi, altrimenti si annoiano
  • Lenti sponsorizzate, o filtri personalizzati, per dare la possibilità di applicarli sulle foto
  • Geofiltri, un particolare filtro che localizza la persona. E se si utilizzasse nella tua attività?

 

Snapchat è in grande ascesa da qualche anno. Capire come utilizzarlo al meglio è molto semplice, a patto di perderci un po’ di tempo e “smanettarci” un po’.

Sei già scappato a scaricare l’app Snapchat?

 

Articolo scritto da Alessandro Piccione, Social Media Strategist

Le migliori piattaforme di social media management

Le migliori piattaforme di social media management. Quali usare?

Ce ne sono moltissime in realtà. Ne abbiamo selezionate tre. Ognuna con la sua immancabile peculiarità che ti aiuta a gestire i tuoi social in modo perfetto.

E ciascuna la puoi provare gratuitamente.

Pronto a scoprirle insieme?

 

Quali piattaforme usare per fare social media marketing

Hootsuite. Si tratta indubbiamente dello strumento di social media management più conosciuto e uno dei più apprezzati in tutto il mondo. Grazie ad una dashboard decisamente intuitiva da utilizzare, si possono avere sotto controllo diversi profili social. Puoi “agganciare” alla piattaforma i tuoi profili personali e, ovviamente, se ti occupi anche di social media management per un business, i profili aziendali. Con un semplice click si possono aggiungere alla dashboard diversi stream, ovvero flussi provenienti dai social network “agganciati” in precedenza. Molto utile e pratico, poi, l’editor per scrivere i post. Diverse le funzioni presenti:

  • Possibilità di selezionare il social su cui postare
  • Possibilità di programmare la pubblicazione
  • Possibilità della funzione di autoposting
  • Contatore dei caratteri rimanenti, tarato per ciascun social network
Le migliori piattaforme di social media management
Fonte Hootsuite sito ufficiale

Seminari e aggiornamenti Hootsuite. Un aspetto molto apprezzato e da non sottovalutare che offre questa piattaforma è la possibilità di partecipare a seminari virtuali di aggiornamento, detti anche webinar. Sono anche in italiano (bella notizia!) e riguardano i più svariati e attuali temi. Ad esempio:

  • I trend dei social media nel 2018
  • Il social branding
  • Come gestire al meglio la reputazione aziendale sui social

Hootsuite ha un piano gratuito (in parte limitato nella gestione di più social contemporaneamente, ma utilissimo per chi non ha grossi volumi di gestione o diverse aziende) e uno a pagamento. I profili a pagamento (mensile) sono: professional, team e business. I primi due hanno anche un free trial di 30 giorni. Consulta qui i prezzi di Hootsuite.

 

Spidwit. Un’alternativa valida e tutta italiana a Hootsuite si chiama Spidwit. Il principio di funzionamento è, ovviamente, lo stesso. Grazie ad un’unica interfaccia è possibile sincronizzare, postare e monitorare i profili LinkedIn, Twittter, Facebook e quelli degli altri social network. Questo tool è molto semplice da usare e ha le seguenti caratteristiche:

  • Interfaccia semplice e intuitiva
  • Possibilità di controllare la strategia social dei concorrenti
  • Possibilità di programmare i post
  • Possibilità di avvalersi dei suggerimenti per il social management disponibili in piattaforma
  • Possibilità di essere affiancati dall’assistente virtuale
Le migliori piattaforme di social media management
Fonte Spidwit sito ufficiale

Spendiamo due parole in più sull’assistente virtuale. Si tratta di un bot dotato di intelligenza artificiale che, una volta impostato, è in grado di creare autonomamente e pubblicare sui tuoi profili, dei contenuti social mirati. Per settare il bot sulla nostra linea di comunicazione sarà necessario (e sufficiente) rispondere ad alcune domande.  Dopo di che l’assistente virtuale può procedere in modo autonomo.  Molto utile anche la sezione dei suggerimenti con immagini virali, gif animate e frasi d’autore che puoi utilizzare nella tua strategia social per pubblicare contenuti accattivanti e creare engagement con la tua audience. Insomma, è vero che qui entriamo nel merito e nelle capacità del social media manager, ma Spidwit è in grado di dare una mano e di snellire il lavoro.

I prezzi di Spidwit, il cui payoff è niente meno che social media facile, si distinguono in profili per PMI e professionisti e profili per freelance e agenzie (di comunicazione). Esiste anche un piano gratuito ma è fortemente ridotto nelle funzionalità. Nel momento in cui scriviamo, questi sono i prezzi di Spidwit, che puoi consultare direttamente sul sito ufficiale dell’azienda. Esiste anche un blog (sempre aziendale) con interessanti post sul mondo del social media management e consigli utili per:

  • Creare social post perfetti
  • Creare un calendario social per i tuoi contenuti
  • Aumentare i mi piace su Facebook
  • Come creare contenuti virali

Dlvr.it. Il nome è un po’ impronunciabile e non facile da ricordare a memoria. Però sicuramente ricorderai che è un buon tool, tra le migliori piattaforme di social media management e, soprattutto, ha il profilo gratuito piuttosto ricco di funzionalità. Certo, esistono anche i piani a pagamento (meno cari di Hootsuite e di Spidwit), ma già con un piano gratuito puoi:

  • Connettere tre social
  • Postare 10 contenuti al giorno per ciascun social
  • Attivare l’opzione feed e condividere sui tuoi social velocemente le notizie che ricevi con i Feed RSS
  • “Riciclare” i tuoi post evergreen automaticamente con EverQueue
Le migliori piattaforme di social media management
Fonte Dlvr sito ufficiale

Questo ultimo punto è molto interessante. Spendiamo due parole in più. Se non hai molto tempo per generare contenuti social appositi, puoi appoggiarti sia ai Feed RSS sia a questa opzione di “riciclo”. Aggiungendo  i tuoi migliori articoli, post di blog e foto evergreen a EverQueue, il programma riempie automaticamente le lacune del tuo piano di social media marketing con questi contenuti. Dopo aver pubblicato un articolo, viene riciclato nuovamente in EverQueue. Così i tuoi profili non resteranno mai sguarniti di contenuti interessanti, anche quando non hai tempo per dedicarti alla stesura o alla pubblicazione di post ad hoc. La gestione della tua dashboard però, così come di tutto questo strumento, è solo in lingua inglese.

 

Le migliori piattaforme di social media management: il social monitoring

Il social monitoring è una delle attività di social media management meno creative ma più utili per controllare la concorrenza, creare interazione, impostare correttamente una campagna social. Esistono almeno una quindicina se non più strumenti che permettono il social monitoring. Anche qui, come per il social media management “puro” ne elenchiamo tre.

Ah, certo. Tre aggiuntive rispetto a qualcuna, come Hootsuite e Spidwit, che abbiamo già menzionato. Già, perché tra le sue funzionalità c’è anche l’invio di rapporti settimanali (sull’andamento). Ma detto questo, ecco cosa ci sentiamo di segnalare:

  • TweetReach: è un ottimo strumento di monitoraggio per la tua attività se sei interessato a verificare quanto viaggiano i tuoi Tweet. Il tool, infatti, misura l’impatto reale e le implicazioni delle discussioni sui social media. È un buon modo per scoprire chi sono i tuoi follower più influenti, guidandoti implicitamente verso le persone giuste che dovresti prendere come target quando miri a condividere e promuovere contenuti online. Utile soprattutto, diremmo, se la tua strategia di social media management è incentrata prevalentemente su Twitter
  • Buzzsumo: è un ottimo strumento per la ricerca di contenuti, ma ha anche un ottimo modo per analizzare e monitorare le tue pagine di Facebook. Ti fornisce infatti le metriche relative a ogni singolo post, qual è il giorno migliore per pubblicare, quali tipi di contenuti funzionano meglio e le statistiche mensili. Utile soprattutto se Facebook è al centro della tua strategia di social management
  • HowSociable: se la tua strategia di social media managemet è ad ampio spettro e include più network in modo attivo, ti consigliamo questo strumento. HowSociable è utile per misurare la tua presenza sui social e quella della tua concorrenza. Un account gratuito ti consente di tenere traccia di 12 siti social, tra cui Tumblr e WordPress. Tuttavia, se sei interessato ad altri 24, come Facebook, Pinterest, Twitter, ecc. è necessario un account a pagamento. HowSociable ti consente, grazie ai punteggi attribuiti, di vedere quali piattaforme di social media funzionano meglio per te e quali hanno bisogno di ulteriore sviluppo.

 

Come e perché realizzare un video pubblicitario per promuovere servizi di piccole e medie imprese

video promozionale

Volete lanciare la vostra azienda oppure un nuovo prodotto / servizio?

Volete essere sicuri di poter sfruttare al meglio le possibilità che le nuove tecnologie offrono oggigiorno?
Bene, oggi piattaforme come AddLance vi consentono di mettervi in contatto con chi puo’ realizzare il video in modo professionale, costruire un canale su youtube o semplicemente caricare un video introduttivo sul sito web dell’azienda, utilizzarlo durante una fiera o una presentazione.

Perché il video?

Perché è la soluzione più completa per trasmettere tutto quello che si vuole sulla propria azienda / servizio / prodotto. Inoltre grazie a youtube la comunicazione viene mirata ad un argomento specifico cercato dall’utente sui motori di ricerca. E’ molto utile per promuovere il video stesso pubblicarlo su un blog o su un sito specializzato correlato all’attività della propria azienda.
Infatti la singola immagine della pubblicità più tradizionale può avere una grande potenza comunicativa in genere per brand della moda e beni di lusso. Per prodotti più “di nicchia” che caratterizzano le medie imprese italiane, più che un simbolo, è necessaria una spiegazione, espressa in un contenuto multimediale.

Elenchiamo quali sono le caratteristiche più rilevanti in un video.

Il prodotto.
Spiegazione innanzitutto di cosa fornisce l’azienda, quali sono i tratti distintivi del prodotto rispetto alla competizione.

L’identità dell’azienda.
Non secondariamente, è necessario mostrare quale è l’identità dell’azienda, per esempio, se è un’azienda che produce prodotti alimentari tradizionali di una regione, la ripresa di un paesaggio caratteristico varrà più di mille parole sugli ingredienti del prodotto. Se l’azienda opera nel settore dell’arredamento, sarà necessario introdurre il potenziale cliente in un ambiente di design o comunque far risaltare una composizione armoniosa nella ripresa. Una buona idea consiste anche nel far parlare direttamente il proprietario sulla “vision and mission” aziendale. Una combinazione di immagini e ambientazioni che introducono rapidamente il potenziale cliente nel mondo dell’azienda e del settore in cui opera.

L’educazione del cliente.
Soprattutto per prodotti tecnologici, il cliente deve essere educato sull’utilizzo del prodotto stesso. E’ importante inoltre che il cliente riceva informazioni non ovvie sul prodotto e il contesto di utilizzo. In questo modo il video (ovvero l’impresa stessa) fornisce una sorta di consulenza per il cliente, che è quindi invogliato ad acquistare o comunque a richiedere maggiori informazioni.

L’intrattenimento del cliente
Il mix di informazioni – tratti distintivi del prodotto, missione aziendale, spiegazione sull’utilizzo e benefici del prodotto – deve essere articolato in modo piacevole, per esempio facendo leva sulla curiosità del potenziale cliente, con una buona musica di sottofondo ed immagini di qualità.

Come realizzare un video professionale?

Sebbene il contenuto del video sia per gran parte in carico dell’azienda, affinché il video sia certamente convincente e ben curato dal punto di vista tecnico, è utile collaborare con una persona che ha maturato una professionalità nel settore, sia esso un fotografo, un giornalista oppure, un appassionato del settore.
E’ possibile contattare queste persone , come freelance, grazie a piattaforme come AddLance.
Chiaramente è fondamentale la comunicazione tra l’azienda che commissiona il video e chi lo realizza, l’imprenditore e l’azienda devono, cioè partecipare attivamente alla realizzazione del video e il messaggio deve essere concordato chiaramente.
Alcuni accorgimenti: se il prodotto ha un elevato contenuto tecnologico, è logico che prevalga il carattere educativo / didattico se invece si vuole puntare, per esempio, sulla qualità del prodotto, sarà certamente importante evidenziare l’organizzazione e l’identità dell’azienda.

Categorie di video

Abbiamo già visto che tutti i video promozionali dovrebbero contenere tutti gli elementi base del messaggio. Proviamo qui ad elencare alcune categorie di video in cui sono maggiormente rilevanti alcuni contenuti piuttosto che altri.

Video “innovazione”

Si pone l’accento sul prodotto e contemporaneamente sull’aspetto innovativo del prodotto stesso. Sarà quindi necessario un forte carattere didattico. Il video ha un valore formativo e la professionalità e chiarezza con cui è costruito il messaggio contribuiscono a rafforzare l’autorevolezza dell’azienda in quanto partner tecnologico.

Video prodotto/servizio

Anche in questo caso si pone l’accento sul prodotto e si deve avere necessariamente un contenuto educativo / formativo ma è minore l’accento sul carattere innovativo e tecnologico. E’ importante in questo genere di creazioni mostrare il problema che il prodotto vuole risolvere e far immedesimare il pubblico. Lo schema generico è:
A) creare una situazione,
B) evidenziare il problema e le conseguenze che ne derivano
C) mostrare la soluzione e come sia facile da applicare
D) “takeaway” finale

Video emotivo (moda, profumi, viaggi, musica)

In questo caso si pone minore accento sulla funzionalità del prodotto e grande attenzione sull’intrattenimento – si pensi ad un video su un profumo o su crociere esotiche – e non minore attenzione sull’identità e cultura dell’azienda. Molti di questi video tralasciano la descrizione del prodotto ma si basano sulla creazione di un’emotività, empatia, aspettativa e sentimento. Si instaura un meccanismo di ricordo che perdura ed è lo stesso cliente che si documenterà su come entrare in possesso del prodotto che siano dei biglietti per un concerto o un capo di abbigliamento.

Video con finalità di brand (non direttamente finalizzato alla vendita)

In questo caso promuovere l’immagine dell’azienda – invece che uno o più prodotti – è l’obbiettivo fondamentale. Un esempio è un video Ikea, associato all’uscita di un nuovo smartphone molto noto, in cui si mostrava un modo innovativo di sfogliare il catalogo Ikea. Ricordiamo poi i video della Coca Cola per fare gli auguri di buon Natale.

Video istituzionale

Presenta l’azienda: mission, vision, e cultura. Viene presentata l’azienda e spesso anche i proprietari. L’obbiettivo è evidenziare l’identità ed i punti di forza dell’azienda stessa. E’ un genere di video adatto a realtà che necessitano di un riconoscimento come autorità indiscusse nel proprio settore. Fanno leva sui decenni di esperienza e sulla competenza dei personale. Mostrano la cura nell’operare e nel servire il cliente.

In conclusione categoriozzare i video semplifica il lavoro quando si decide di realizzarne o commissionarne uno (per esempio ad un freelance tramite AddLance), è infatti fondamentale avere ben chiaro obbiettivi e modalità di realizzazione. Spesso i video promozionali posso no essere considerati appartenenti ad un “genere” noto al pubblico, un po’ come i film cinematografici, questo rende più immediato e fruibile il messaggio. Di seguito i link ad alcuni video molto famosi: riuscite ad identificarne la finalità e la tipologia? Buon divertimento!!

https://www.youtube.com/watch?v=l8Q97tWKX0U

https://www.youtube.com/watch?v=ELNVV1oKNtA

https://www.youtube.com/watch?v=q4gF1PNhXNE

https://www.youtube.com/watch?v=08CZy4Mjlac

https://www.youtube.com/watch?v=Sj4FVErXDJA

https://www.youtube.com/watch?v=sUjNsm5mS0M

https://www.youtube.com/watch?v=muIl_tcE1uc