Cos’è una Landing Page e Perché la tua Attività ne ha Bisogno

cos'è una landing page

Cos’è una landing page? Una landing page è il cardine di qualunque attività di web marketing che si rispetti. È la tua vetrina, è la pagina che gli utenti si troveranno davanti non appena cliccano sui tuoi annunci pubblicitari sul web o sui social. È uno strumento fondamentale e va saputa creare a regola d’arte. Ecco un articolo che ti può aiutare a familiarizzare con questo strumento.

 

Cos’è una landing page? È la pagina che si vede facendo click sui tuoi annunci o link

La traduzione di landing page, in italiano, suona un po’ male. Letteralmente sarebbe pagina di destinazione (o pagina di atterraggio). Tecnicamente, la landing page è la pagina in cui il visitatore arriva facendo click sui tuoi annunci o link di altro genere. Si tratta di una singola pagina, che dal punto di vista SEO è ottimizzata per una specifica parola chiave per garantirsi visibilità sui motori di ricerca, e dal punto di vista della Strategia Digitale è ottimizzata su uno specifico obiettivo.

Molto spesso (ma non sempre) è uno snodo cardine dell’attività di web marketing.

Questa pagina, i cui contenuti sono strettamente pertinenti al tuo link o alla tua pubblicità, ti darà la possibilità di

  • attirare e interessare un pubblico compatibile e pertinente con la tua offerta
  • ottenere i contatti (email, telefono…) di questo tuo pubblico di riferimento
  • indirizzare il tuo pubblico verso il passaggio successivo del tuo percorso di vendita

 

Perché la Landing Page può essere molto efficace?

È presto detto: per la sua completa focalizzazione all’obiettivo. La tua pagina di atterraggio conterrà tutte le informazioni sulla tua offerta, in modo da catturare l’attenzione, interessare e stimolare il desiderio per il tuo prodotto o servizio. Le informazioni che fornirai saranno utili per rispondere alle domande e ai dubbi che i visitatori possano avere sulla tua offerta: né più né meno delle parole che un venditore in carne e ossa deve spendere per portare il potenziale cliente alla fase successiva del percorso di decisione.

 

Esempio di Landing Page
Esempio di Landing Page

Ciò consentirà di eliminare qualsiasi dubbio e consentire ai tuoi potenziali clienti di avere tutte le informazioni di cui hanno bisogno prima di acquistare i prodotti. In questo modo i visitatori possono compiere un acquisto consapevole e trasformarsi in clienti (o buyers). L’obiettivo della tua landing page, il tuo obiettivo, deve essere proprio questo: convertire. Convertire visitatori in iscritti o iscritti in clienti. Ecco cos’è una landing page, in due parole.

 

Ho già un sito, perché devo usare (anche) una landing page?

Una landing page non è una pagina istituzionale, che presenta in generale un’attività, i suoi valori eccetera. È una pagina disegnata appositamente per ricevere visitatori interessati a un determinato argomento e per indurli a compiere un’azione specifica:

  • un’iscrizione
  • l’adesione a una newsletter
  • la compilazione di un sondaggio
  • un acquisto
  • una richiesta di informazioni e così via

Solitamente, se la fonte di traffico è una fonte a pagamento, come un annuncio AdWords o una sponsorizzata Facebook, utilizzare una landing page disegnata ad hoc è una scelta obbligata. Ma anche per altre fonti di traffico averne una può essere una scelta ottimale, ad esempio la SEO, l’article marketing, i publiredazionali, il mail marketing, l’attività social, l’affiliate marketing.

 

Perché la landing page non fa distrarre il visitatore come le altre sezioni del sito

A parte alcune ragioni tecniche, il grande vantaggio della Pagina di Atterraggio è quello di strutturare in un unico luogo un intero processo di “conversione” (l’azione che vogliamo far compiere al nostro visitatore), senza distrazioni, senza menu e altri link inutili, e con un messaggio tagliato su misura sul concetto che vogliamo provare, o sull’annuncio che vogliamo testare.

Mettiamo ad esempio che la tua sia una ditta di serramenti e che l’obiettivo è quello di ricevere richieste di preventivo. Supponiamo che la forza della tua offerta sia la straordinaria capacità isolante dei tuoi serramenti. Il tuo sito parla dei tuoi serramenti, ma anche dell’azienda, della sua storia, ha un blog e infiniti modi per distrarsi e non compiere l’azione che desideri: la richiesta di preventivo.

Quindi decidi di fare una landing page in cui presenti tutte (e solo) le informazioni necessarie a convincere il visitatore a compiere l’azione successiva, come farebbe un venditore al telefono e fai una campagna su AdWords per portare del traffico pertinente alla tua offerta.

Contemporaneamente, ti è venuta l’idea di provare un’altra proposta di valore: cosa succederebbe se anziché puntare tutto sulle capacità isolanti, provassi a convincere i potenziali clienti con l’argomento della velocità di intervento, sulla quale la tua azienda è parimenti forte?

Una landing page disegnata ad hoc su questo concetto farà al caso tuo: fatta la landing creerai una nuova campagna su AdWords, usando parole chiave che richiamano la necessità della velocità di installazione dei serramenti. Dopo un po’ di tempo potrai tirare le somme e capire quale tra i due argomenti funziona meglio in termini di ritorno dell’investimento (ROI).

 

L’esatta struttura della landing page: falla a regola d’arte se no non serve a nulla

Struttura di una Landing Page. Copyright Indie Game Girl 2012
Struttura di una Landing Page. Copyright Indie Game Girl 2012

Cos’è una landing page lo abbiamo detto all’inizio dell’articolo: è una pagina speciale che deve essere composta seguendo delle specifiche linee guida, altrimenti non raggiunge il suo scopo che è quello di convertire. Prima di tutto sappi che la landing page deve:

  • essere compatibile con quanti più browser possibili
  • essere compatibile con quante più piattaforme possibili
  • essere leggera e veloce nel caricamento
  • essere curata e attraente nei contenuti
  • indicare un’offerta unica e differenziante
  • indicare una unica azione univoca da compiere
  • non avere alcun link esterno (o altre distrazioni)

Non dimenticare mai che la landing page è una singola pagina web (che può essere agganciata al tuo sito) progettata per catturare l’interesse di una persona, per farla diventare un lead e, si spera, anche un cliente. La tua landing page deve essere in grado di catturare l’interesse del visitatore molto, molto rapidamente, pena l’abbandono della pagina stessa senza aver completato alcuna azione. Gli esperti di marketing suggeriscono che se vuoi davvero includere più informazioni su un servizio o prodotto, potrebbe essere opportuno trasformare la tua landing page (di una pagina) in un micro-sito di tre pagine, in modo che il potenziale cliente possa essere più istruito. Diversamente, se puoi ridurre le tue info quasi all’osso, mantenere le cose semplici nella landing page è la soluzione migliore. Semplici ed efficaci nei contenuti, semplicissimi nella grafica. Sono le pagine di destinazione che convertono di più.

 

Quindi che struttura deve avere una landing page fatta bene?

Quando un visitatore clicca sulla tua pagina di destinazione, dovrebbe vedere la seguente struttura.

  1. Titolo e sottotitolo (esprimono la Value Proposition)
  2. Corpo della pagina
  3. Call to action (detto invito all’azione)

Il titolo dovrebbe fare tre cose importanti:

  • Attirare l’attenzione del visitatore
  • Dichiarare lo scopo della pagina
  • Coincidere con il tuo banner o annuncio (o quantomeno richiamarlo in modo chiaro)

Hai solo un momento per attirare l’attenzione del visitatore, quindi, l’intestazione dovrebbe invogliare il lettore a continuare la lettura al paragrafo successivo o al sottotitolo. Quindi, scegli bene le parole, il font, la dimensione del carattere. E ricorda che se il titolo non coincide abbastanza con il tuo banner o annuncio, il tuo target lo avrai già perso prima che possa visualizzare la pagina.

Il corpo della pagina di destinazione dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

  • Paragrafi. I paragrafi dovrebbero essere corti, intervallati da interlinee (spazio bianco). Perché? La maggior parte delle persone non legge parola per parola, ma fa scorrere gli occhi, come per scansionare la pagina
  • Forma dei testi. In primo luogo, le frasi dovrebbero essere brevi e scattanti. I visitatori di solito non leggono, ma “scannerizzano” le pagine: vogliono le informazioni il più velocemente possibile. Niente giri di parole dunque. In secondo luogo, la prima frase di ogni paragrafo dovrebbe contenere il riassunto del paragrafo. Infine, un invito all’azione (Acquista ora! Prova ora!) dovrebbe apparire nel corpo della pagina, così come nella parte superiore e inferiore della stessa
  • Contenuto dei testi. È sempre consigliato parlare poco delle caratteristiche e molto dei vantaggi. Ad esempio fa più presa “Più tempo per il tuo vero lavoro” che “1 Tera hertz di velocità del processore”
  • Sottotitoli in grassetto. I sottotitoli in grassetto devono identificare l’argomento del paragrafo o dei paragrafi che rientrano nella sottovoce. Ciò consentirà al lettore (che legge proprio come uno scanner, non scordarlo!) di leggere o saltare il paragrafo, alla ricerca delle informazioni cui è più interessato
  • Elenchi puntati. Le informazioni sciorinate sotto forma di elenco puntato sono un vero toccasana. L’elenco puntato aiuta infatti a condensare le informazioni in frasi brevi, accurate, facili da leggere, senza essere noiose. Considera di redigere almeno un elenco puntato nel testo della tua landing page.
  • Elementi di fiducia. Ad esempio testimonianze di clienti soddisfatti, con foto e nome; loghi dei giornali che hanno parlato di te; certificazioni; garanzie.
  • Immagini. Le immagini hanno più scopi: rendere chiari i concetti, creare dei punti focali con cui indirizzare l’attenzione in un percorso, e soprattutto emozionare. Se un’immagine non serve, toglila, può solo fare danni.

 

Programmi per creare landing page: ne esistono diversi, se sei in grado di fare da solo

La tecnologia ti viene in aiuto anche qui. Come con WordPress puoi creare un sito internet con gestione del back end, anche per creare landing page esistono software preimpostati che ti consentono di lavorare in autonomia. Usarli può diventare facile, ma bisogna comunque applicarsi. E i modelli predefiniti, benché testati per convertire, possono adattarsi o meno alle tue necessità. Se necessiti di un modello altamente personalizzato di landing page, affidati comunque ad un professionista e non fare da solo. Inoltre, una volta creata, la landing page va implementata, ad esempio “agganciandola” ad un autoresponder (risponditore automatico) per la raccolta dei contatti, oppure ai sistemi di pagamento (tipo PayPal) nel caso la tua landing permettesse una vendita diretta.

Qui indichiamo i più conosciuti programmi (gratuiti o a pagamento, naturalmente) per creare landing page a partire da modelli preimpostati:

Adesso hai proprio tutti gli strumenti per comprendere cos’è una landing page e la grande importanza che può avere per la tua attività e il perché vale la pena investire del denaro (e del tempo) per costruirne una a regola d’arte. Poiché, è certo, ogni attività commerciale ha bisogno di convertire e di trasformare utenti in contatti interessati e contatti interessati in veri e propri clienti.

 

12 Tendenze del Web Design – 2018 – Secondo AddLance

Quali saranno le tendenze del Web Design in questo 2018?

Zero chiacchiere! Scopriamo insieme verso quali direzioni si muoveranno i creativi digitali quest’anno.
Ecco le 12 tendenze “annusate” da AddLance.

Menu Veloce:

  1. Colori Vibranti
  2. Sfondi Particles
  3. Illustrazioni
  4. Caratteri grandi
  5. Animazioni HTML5
  6. Interazione
  7. Immagini vettoriali SVG
  8. Internet delle Cose
  9. Grottesco
  10. Forme organiche e diagonali
  11. Missione, Visione, Promessa
  12. A/B test

 

1) Colori Vibranti

trends web design 2018 colori vibranti
Colorful landing page design by Adam Bagus for Arielle Careers

Tonalità vibranti, super saturazione dello schermo, intestazioni reiventate con tagli e angolazioni che abbandonano la classica linea orizzontale. Queste sono le tendenze 2018 per il Web Design per quanto riguarda i colori. Ma come mai sempre più creativi (e brand) stanno abbandonando quelli che erano i tradizionali colori del web? In parte questo è favorito dai progressi tecnologici nei monitor e nei dispositivi: gli schermi attuali supportano bene la riproduzione di colori più ricchi. In parte si tratta di una vera e propria tendenza messa in atto per distinguersi. L’uso di colori sgargianti e persino contrastanti tra loro hanno lo scopo di attirare i visitatori e di catturare la loro attenzione, in un mondo che è costantemente saturo di stimoli visivi.

 

2) Sfondi Particles

Heco esempio di particles background
Heco – esempio di particles background

Un altro tra i trend del web design 2018 sono gli fondi di particelle ovvero particles backbrounds. Si tratta di uno stratagemma utile per i siti con problemi di prestazioni che devono avere uno sfondo video per esigenze aziendali o richieste specifiche della committenza. Queste animazioni sono javascript leggeri che consentono di creare movimenti come parte naturale dello sfondo, il tutto senza richiedere troppo tempo per essere caricato. Questi sfondi hanno la “benedizione” di attirare immediatamente l’attenzione dell’utente, quindi i marchi possono creare un’impressione memorabile in appena pochi secondi.

 

3) Illustrazioni

trens web design 2018 illustrazioni personalizzate
Yep – Custom illustration site

Insieme ai particles backbrounds, il 2018 è indubbiamente anche l’anno delle illustrazioni personalizzate. Personalizzare è oggi più che mai la parola d’ordine per distinguersi. Qualunque brand cerca la personalizzazione perché questo permette di distinguersi in mercati che diventano ogni anno più affollati. Qualunque sia la tua identità di marca, c’è probabilmente uno stile di illustrazione da abbinarle. Le illustrazioni possono essere usate con successo anche da marchi che hanno una brand image molto seria, per essere percepiti come più accessibili dai propri clienti.

 

4) Caratteri grandi (e grossi)

Spazio anche alla “rivoluzione” tipografica del momento. La tipografia è sempre stata:

  • un potente strumento visivo
  • un modo per creare personalità ed evocare emozioni
  • in grado di impostare il tono sul quale un sito trasmette informazioni

Ancor più oggi ci sarà un aumento (esponenziale) nell’uso di caratteri tipografici personalizzati. La risoluzione sempre più nitida dei dispositivi attualmente in commercio aiuta lo sviluppo di questo trend. Ormai quasi tutti i browser possono supportare caratteri tipografici originali e non di sistema e utilizzarli è sempre più semplice. Il Web Designer è sempre più libero di utilizzare forme espressive creative e fuori dalla norma. La tendenza a usare caratteri particolari e grandi, grandissimi, sarà senz’altro d’aiuto nel migliorare la User Experience (UX) e, soprattutto, creando interesse e coinvolgimento, nel prolungare le sessioni del visitatore sul sito web.

5) Animazioni HTML5

InTurn esempio di animazioni integrate
InTurn esempio di animazioni integrate

Accenniamo anche alle animazioni HTML5, che sono indubbiamente tra le tendenze del Web Design nel 2018. Con l’avanzare della tecnologia dei browser, sempre più siti web si stanno spostando da immagini statiche alle animazioni per coinvolgere gli utenti nel loro approccio comunicativo. A differenza delle animazioni particellari menzionate in precedenza (che sono generalmente grandi sfondi), animazioni più piccole sono utili per coinvolgere il visitatore durante tutta la sua esperienza sulla pagina. Ad esempio, la grafica può:

  • animare la pagina mentre si sta caricando
  • funzionare come punto focale dell’intero sito
  • creare interazioni significative con e per i visitatori
  • consentire ai visitatori di vedere se stessi (e il proprio potenziale futuro come clienti) nei personaggi animati

 

6) Interazione

Apple MacPro esempio micro interazioni
Apple MacPro esempio micro interazioni

Facebook e altri social network hanno reso le micro-interazioni estremamente popolari. Gli utenti adorano la capacità di contribuire con una varietà di reazioni a post e messaggi privati, dal tradizionale Like dei post, fino a una serie di cuori animati. Queste micro interazioni consentono all’utente di interagire con gli altri senza ricaricare la pagina. Le micro interazioni aiutano ad arginare di inconvenienti come la perdita di potenziali conversioni e forniscono agli utenti esperienze interattive più ricche. Utilizzarle sul proprio sito nel 2018 permette agli utenti di comunicare in tempo reale e di aumentare la velocità e la connettività che si aspettano.

Rivisitate e reimpiegate in modo minimalista con scopi educativi, strategici e di aumento delle conversioni sono anche le animazioni a scorrimento. Queste animazioni sostituiscono “vecchi” pulsanti e menu e incoraggiano l’utente a continuare a scorrere (scrollare) le pagine, con il risultato di:

  • ripulire l’aspetto grafico/estetico del sito
  • fornire all’utenza una esperienza reale e interattiva

Vedi un esempio qui, sul sito Apple per la presentazione del Mac Pro.

 

7) Immagini vettoriali SVG

Il 2018 è anche il grande anno della grafica vettoriale scalabile (SVGs) sul Web e ci si può aspettare che questo formato grafico superi i formati di file tradizionali PNG, GIF per le icone e comunque le immagini semplici, con pochi colori e zero sfumature. Gli SVG sono immagini vettoriali, non pixel, che offrono molti vantaggi. Sono scalabili (si possono ingrandire all’infinito mantenendo la loro qualità), il che significa possono essere decisamente più leggeri da caricare.

 

8) Internet delle Cose

La connettività tra dispositivi è stata un’enorme tendenza nel 2017 e proseguirà su questa strada anche quest’anno. Detta su due piedi la Internet of Things è la comunicazione macchina-macchina, anche se è molto di più di semplici dispositivi connessi tra loro. I dispositivi IoT possono essere un semplice frigorifero o una turbina complessa e, una volta programmati, ricevono informazioni e agiscono sui propri ambienti. Le API che consentono agli sviluppatori Web di connettersi e comunicare con questi dispositivi sono attualmente in fase di creazione, portando a una maggiore interconnessione.

 

9) Grottesco

trends del web design 2018 esempio di Gucci
Sito di Gucci – esempio di grafica che vira al grottesco

Il grottesco. Uno stile senza dubbio emergente già agli albori del 2017, un anno fa. Oggi il grottesco sembra aver contagiato, nello stile e nella grafica, anche brand importanti come Gucci. I lavori creati nello stile grottesco sembrano rifuggire tutti i consigli di ottimizzazione e le liste delle best practices a favore di sguardi ed effetti quasi surreali, regalando ai designer la possibilità di fare quel che vogliono piuttosto che quel che devono.

 

10) Forme organiche e diagonali

Forme più organiche e più oblique, quasi in omaggio al famoso architetto Hundertwasser, che dichiarò guerra alla linea retta. Angoli arrotondati, forme tondeggianti, spirali, negli elementi di interfaccia, nei menu, negli sfondi, nelle illustrazioni. Caselle di input, profili, avatar… tutto stondato. Ma anche menu che si sviluppano in diagonale, separatori e sezioni fuori dall’ordine della perpendicolarità.

 

11) Missione, Visione, Promessa

Prima il contenuto o prima il design? Il mondo dei creativi, non solo del Web, è stato per lungo tempo ossessionato da questo dilemma. Per risolvere l’annosa questione, ci viene in soccorso lo studio dei principi del marketing: partire dalla Visione dell’azienda, dai suoi Valori, la Missione, la Promessa Offerta, inquadrare il tutto in una Proposta di Valore (Value Proposition) aiuta il Web Designer a scegliere quali soluzioni adottare.

I princìpi del marketing, infatti, forniscono un quadro per tutti gli altri processi decisionali e, dopotutto, anche i marchi sono fondati su princìpi: c’è sempre sotto una visione, una missione, una promessa. Ognuna di queste cose richiede credenze sottostanti per animarle, per renderle pertinenti per gli altri In altre parole: i princìpi forniscono il perché.

 

12) A/B test

Invece di rimanere in “balia” dei gusti estetici del proprio pubblico, i designer possono testare versioni diverse di un progetto, per vedere quale funziona meglio, quale converte di più.

La tecnica di testare diverse versioni di una pagina Web su campioni di pubblico reale, si chiama test A/B, anche detto Split Test.

Per un A/B test che si rispetti comincia da questi principi:

  • Importanza: testa prima di tutto le cose più importanti (ad esempio la headline in testa alla pagina)
  • Granularità: non fare troppe modifiche. La modifica di più elementi renderà quasi impossibile definire quale variabile sta ottenendo risultati positivi o negativi
  • Sovrapposizione: mantieni la semplicità, esegui un test alla volta per non inquinare i risultati
  • Rilevanza: spesso è bene cominciare a testare la pagina con più traffico, un risultato statisticamente rilevante arriverà prima

Non vedere un  test A/B come una difficoltà insormontabile. Può essere una esperienza molto gratificante dato che alla fine, stai soddisfacendo il cliente guidando il suo traffico e incoraggiando le conversioni. In questa ottica, anche dal punto di vista del Web Design l’A/B testing sarà una tendenza in ascesa nel 2018.

Collaboratori per siti web: 2 modi infallibili per trovare i migliori

Collaborazioni per siti web

Collaborazioni per siti web? Hai un sito web o stai pensando di aprirne uno per la tua attività e non puoi seguirlo personalmente?

Beh, è il caso di trovare qualcuno che possa aiutarti.

Persone professionali e preparate in grado di gestire efficacemente il tuo biglietto da visita elettronico. Eh già, perché un sito web oggi è prima di tutto questo. Il tuo biglietto da visita elettronico.

 

Collaborazioni per siti web: quello che devi assolutamente sapere

Hai un sito. Oppure stai pensando di aprirne uno. Le figure professionali che ruotano attorno a un sito internet sono diverse:

  • Il web developer
  • Il web designer
  • Il web master
  • Il content manager
  • Il social media manager

Quali collaboratori devi cercare per il tuo progetto web? Dipende da cosa intendi realizzare. Un sito istituzionale? Un blog? Solo contenuti: articoli, storie, grafiche?

Alcune delle figure professionali per il web, soprattutto in ambito freelance, sono sovrapponibili, nel senso che ti può capitare ti trovare un professionista in grado di fare più di una specialità.

Anzitutto specifichiamo che manager è inteso nella sua accezione inglese di gestore, ovvero di colui che gestisce. Non certo nell’accezione italiana di dirigente d’azienda!

Quindi per far realizzare o per far gestire il tuo sito internet ti puoi avvalere anche di un professionista esterno, di una collaborazione per siti web… freelance! Se il tuo è un progetto complesso o già ben avviato puoi anche pensare ad una vera e propria assunzione. Insomma, l’una non annulla l’altra in nessun caso.

Dicevamo che spesso i professionisti freelance hanno più di una competenza: ci sono web master che sono anche bravi nel content management (gestione dei contenuti); web developer che possono fare anche i web master o i web designer e questi ultimi che se la cavano bene anche a realizzare un sito web e a riempirlo di contenuti interessanti e ottimizzati per il proprio cliente. Anche il content manager si può facilmente sovrapporre al social media manager, ovvero una sola figura può svolgere entrambi i compiti.

Tu esattamente cosa stai cercando? Questa è la domanda giusta con cui partire per individuare bene il professionista che può fare al caso tuo.

 

Due modi infallibili per trovare le migliori collaborazioni web

Lo abbiamo promesso, è il titolo di questo post. Esistono sostanzialmente due modi per trovare un collaboratore per il tuo sito web:

  • Le agenzie di comunicazione
  • I portali per freelance, come appunto AddLance

La prima strada è valida ma può essere un po’ costosa. Sicuramente più cara della seconda, sempre valida, di cercare un professionista freelance dalle competenze verificate, con cui collaborare al progetto. Naturalmente per poter scegliere bisogna sapere cosa cercare. Quindi riprendiamo da questo punto.

  • Opzione uno: il tuo sito non esiste ancora. Ti servirà sicuramente un web developer/web master che sia in grado di realizzarlo. Di acquistare il dominio e lo spazio hosting, di interconnetterli, di realizzare un tema ex novo o di acquistarne e installarne uno già pronto, di installare un CMS per la pubblicazione e la gestione dei contenuti. Deve essere in grado di realizzare anche un e-commerce, se è questo che desideri e via discorrendo.
  • Opzione due: il tuo sito è già online e ha bisogno di un restyle. Magari perché i contenuti non vengono aggiornati da molto tempo. Oppure perché ti occupi di commercio e non hai fatto nemmeno una vendita. In questi casi può servirti un web designer se hai in mente (o si rende necessaria) una ristrutturazione grafica e un content manager che sia anche bravo con il marketing, con le Landing Page e con la SEO, l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Altrimenti, se non sei visibile, nessuno saprà che esisti e non potrai vendere alcunché.

Sapendo esattamente cosa intendi fare e dove vuoi arrivare, puoi cercare collaborazioni per siti web in modo ottimizzato e minimizzare perdite di tempo e di denaro.

Sapere la differenza tra web developer e content manager è importante, così come sapere cosa è la SEO, cosa una Landing Page, cosa un tema WordPress.

Acquisire dimestichezza con questi termini e con le professionalità che li “maneggiano” è fondamentale per ottenere un ottimo risultato con il giusto impiego di tempo e di denaro.

Perché infatti pagare un pacchetto completo se non è necessario alla realizzazione del tuo sito web?

 

Ecco spiegati i termini che ti servono per scegliere

Abbiamo usato tanti termini in questo post che potrebbero non essere chiari o addirittura risultare sovrapponibili a chi non ha dimestichezza con il settore.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza, una sorta di piccolo dizionario per aiutarti a scegliere al meglio i tuoi collaboratori.

  • Il web developer è un programmatore. Si occupa dello sviluppo del codice sorgente, di realizzare e ottimizzare i database e dei linguaggi di markup. Collabora sia con il web designer sia con il web master, ad eventualmente anche con il content manager, alla realizzazione di un sito web.
  • Il web designer è colui che progetta la comunicazione visiva e l’esperienza utente del sito web. Non è solo un esteta ma presta occhio clinico alla funzionalità, all’interattività del sito.
  • Il web master: tecnicamente gestisce e amministra (anche e soprattutto dal punto di vista tecnico) un sito internet dopo la sua pubblicazione. Molto spesso, per la commistione di cui parlavamo prima, un web master è in grado di progettare, realizzare e pubblicare un sito, curandone anche il posizionamento.
  • Il content manager gestisce i contenuti del sito internet. Post, articoli, sondaggi, parte social, commenti e via discorrendo. Si affianca e spesso sovrappone al web master nelle cose più “tecniche” come il posizionamento e la SEO, l’installazione di plug-in aggiuntivi, il cambio di tema (grafico) ma non la sua realizzazione ex novo.
  • Il dominio e l’hosting. Il dominio è il nome del sito che scegli. L’hosting è lo spazio su cui il sito viene ospitato più eventualmente l’infrastruttura per la posta elettronica. Hosting e dominio si acquistano, solitamente con canone annuale. Se ne occuperà per te il web master o il web developer, se tu non sai farlo personalmente.
  • Il CMS è il Content Management System, ovvero il sistema per la gestione dei contenuti del sito. È un software caricato nello spazio web, attraverso il quale creare e pubblicare i contenuti che saranno visibili online. Ne esistono di pre-impostati (e sono spesso i più usati) come WordPress e Joomla! Oppure si può chiedere al web developer di realizzarne uno ad hoc. Non è comunque la prassi, nella maggior parte dei casi si una un CMS già pronto, anche perché è possibile personalizzarlo.
  • La SEO si tratta dell’ottimizzazione per i motori di ricerca, ovvero tutte le attività nel sito e nella Rete (on-site e off-site) che migliorano la visibilità di un sito web, essenzialmente nei risultati di Google. L’ottimale sarebbe comparire sempre nei primi 10 risultati su Google, attraverso un uso strategico di parole chiave ben studiate.
  • La Landing Page, letteralmente pagina di atterraggio. Nel linguaggio marketing è una pagina web appositamente studiata per accogliere gli utenti in un percorso di vendita. Di Landing page ce ne sono di più tipi, a seconda del percorso che si vuole far fare ai visitatori. Ad esempio si parla di Opt-in Page o di Squeeze page quando in cambio di alcune informazioni gratuite, l’utente che vi atterra deve lasciare i propri dati. In altre parole si propone un’offerta mirata (un pdf, un video, un’infografica) in cambio di un form da compilare. Questo consente al proprietario del sito di raccogliere dei contatti pertinenti che poi possono trasformarsi in clienti.
  • Il sito e-commerce è in realtà un negozio online. È supportato da CMS o plugin specifici come Magento, VirtueMart, oppure WordPress con WooCommerce o altri ancora come Open Cart o Presta Shop
  • I temi per WordPress, sono un insieme di stili grafici e di funzioni in grado di “vestire” il sito. Si installano appunto sul CMS WordPress e possono essere gratuiti o a pagamento. Di solito tra quelli a pagamento è più facile trovare una più alta professionalità e normalmente è previsto un periodo di supporto tecnico dall’azienda che l’ha prodotto.

 

 

Competenze di un Web Designer (oggi)

Come scegliere il miglior web designer

Come scegliere il miglior web designer? Il web designer è un professionista indispensabile per la presenza online delle aziende e degli altri soggetti con una visibilità pubblica.

È colui che si occupa del progetto e dello sviluppo artistico e tecnico di un sito web.

Opera scelte sullo stile, sulla struttura di navigazione per rendere ottimale l’esperienza di navigazione degli utenti.

In questo articolo scoprirai che cos’è un Web Designer e cosa aspettarti da lui.

Imparerai anche a capire che ci sono abilità comuni a tutti e altre variabili da professionista a professionista, quali sono e come orientarti in questo mare di possibilità.

I compiti principali di un Web Designer sono due:

  • progettare la comunicazione visiva del nostro sito internet
  • codificare in linguaggio web (con codice HTML) creando le singole pagine di un sito

Il primo è un requisito fondamentale, il secondo non sempre. O meglio, dipende da cosa si ha bisogno.

Ma allora, cosa deve saper fare un web designer veramente?

Le vere prerogative di base di un web designer sono quelle di conoscere i principi di UX (User Experience), di Accessibilità (segnatamente se lavori per le PA), di progettazione grafica (che in fondo è difficilmente separabile dalla UX), dei software grafici per il disegno delle interfacce e la produzione dei “pezzi” grafici che servono.

Poi, solo poi, deve possedere le competenze di programmazione.

Questo, ovviamente, a livello teorico di massima.

Il discorso può essere diverso se parliamo di freelance.

Un freelance si trova spesso a lavorare da solo ed è più naturalmente portato a ibridare le sue competenze.

Quindi potremmo dire che un web designer freelance, in linea di principio, dovrebbe essere in grado di seguire un progetto dall’inizio alla fine, nelle sue specifiche competenze.

Perché nelle sue specifiche competenze?

Te lo spieghiamo con un esempio:

Immaginiamo un Web Designer che viene contattato dall’avvocato che lavora al piano di sotto per fargli il sito web.

In questo caso è probabile che il web designer non faccia “solo” il design del sito.

Si occuperà bensì anche di tutta una serie di servizi: dalla registrazione del dominio alla creazione delle caselle email, dalla scelta dell’hosting all’installazione – ad esempio – di WordPress, dalla struttura del sito alla grafica, al trattamento delle foto eccetera.

Ecco, supponiamo che per qualche ragione il suo cliente gli chieda di utilizzare non WordPress ma un’altra piattaforma: non è mica detto che il freelance lo sappia fare.

Ma non per questo si può dire che non sia preparato!

 

Come scegliere il Web Designer migliore per la propria attività

Il primo consiglio, prima ancora di creare un annuncio per la ricerca di un Web Designer Freelance, è porsi la domanda: cosa voglio realizzare?

Non ha alcun senso programmare una piattaforma da zero, spendendo tempo e denaro, se con un tema pronto si può avere un sito ugualmente professionale: quella spesa in più è nient’altro che spreco.

Quindi a meno che tu non abbia particolari richieste o automatismi da creare, cerca un Web Designer che possa metterti online, garantendoti con un tema già esistente opportunamente modificato, visibilità, SEO e Newsletter.

Non c’è nulla di male ad usare, per un cliente senza particolari necessità tecniche, un tema già esistente per approntare un nuovo sito internet.

Può invece essere opportuno ingaggiare insieme al web designer anche un Web Developer qualora fosse necessario approntare delle scelte informatiche oltre che di design.

Questo perché, lo dicevamo prima, un Web Designer non è un programmatore.

Non chiedergli di conoscere linguaggi server-side (PHP, .net, java, c++), di avere competenze nel 3D o di saper configurare correttamente un Server.

Questi sono compiti che spettano al programmatore, in questo caso un Web Developer o Sviluppatore Web.

Il quale, a sua volta, non è un Web Designer.

Lo sviluppatore cioè non si occupa del layout grafico di un sito, non è necessariamente un creativo, né un esperto di comunicazione visiva.

Ma allora, quale professionista freelance dobbiamo scegliere se vogliamo un sito internet per la nostra presenza online? Come dicevamo, dipende.

Dipende da cosa?

Essenzialmente dalle necessità, dagli obiettivi, dai punti di partenza.

Proviamo qui di seguito a elencare un paio di scenari e le rispettive soluzioni, senza la pretesa di essere perfetti ed esaustivi. Essenzialmente abbiamo individuato tre casi limite:

CERCA UN WEB DESIGNER QUANDO…

Hai bisogno di presentare la tua attività attraverso un Sito Web. Quasi tutti i Web Designer freelance sono in grado di darti quello che ti serve: aiutarti nella scelta di un Hosting, farti registrare un Dominio, configurarti le Email, creare un Sito Web professionale con una tecnologia CMS standard come WordPress.

CERCA UN WEB DESIGNER E UN WEB DEVELOPER QUANDO…

Hai bisogno di un nuovo sito web le cui funzionalità non sono standard e vanno costruite su misura per la tua specifica attività. Ad esempio vuoi che il sito dialoghi con il tuo gestionale per fornire un’area riservata ai clienti o ai dipendenti.

CERCA UNO SVILUPPATORE QUANDO…

Vuoi aggiungere nuove funzionalità al tuo Sito Web, oppure il progetto Web che vuoi realizzare non ha per il momento bisogno di un particolare appeal grafico.

 

Un universo molto vario

Prima di scendere nel dettaglio delle varie specializzazioni è meglio chiarire un punto fondamentale.

È molto facile trovare Web Designer ibridi, che stanno a metà strada tra il Web Design e altre discipline.

Questo è naturale, perché il Web Designer entra normalmente in contatto con altre discipline e, se non ne diventa un esperto, quantomeno deve capirne il linguaggio.

Così capita che a un Web Designer possa prendere un po’ la mano (lo diciamo affettuosamente) e finisca con lo specializzarsi talmente tanto che a un certo punto non sa più dire se è più un Web Designer o più qualcos’altro.

Ecco uno schema per darti l’idea di quali siano i settori in cui un Web Designer può finire con il contaminarsi. Naturalmente questo ti può tornare utile, perché per il tuo progetto, o per la tua idea, tu potresti avere bisogno di un professionista che si trovi a proprio agio con il Web Design e…

Possibili ibridazioni dei Web Designer
Un Web Designer è spesso “ibrido”. Le specialità che potrebbe coprire sono: Codice e Sviluppo, Search Engine Optimization, Identità del Brand, Ottimizzazione delle Conversioni, Strategia Digitale, Social Media Marketing. Ma anche Sistemi, Marketing di Affiliazione…

Se è vero che un Web Designer freelance  è spesso “contaminato” con altre discipline, è anche vero che alcuni di loro possono essere “puri al 100%”. Stiamo parlando dei Web Designer che fanno “solo” il progetto, il disegno del sito Web, senza azzardarsi a toccare nemmeno una linea di codice.

Quindi la prima domanda che devi porti quando stai cercando aiuto per la tua idea, per il tuo progetto Web, è: “Ho bisogno di una figura pura o di una ibrida?”. E poi, nel secondo caso: “Quale tipo di ibrido mi serve?”.

Detto questo passiamo alle varie specialità. Il Web Designer ibrido più comune è quello che non disdegna di mettere le mani nel codice. Cominciamo da questo…

 

Il Web Designer può saper scrivere del codice di programmazione, ma non è un programmatore

Non spaventarti, non andiamo esattamente sul tecnico. Ma questo fatto del codice, sì, devi saperlo.

I siti web, forse prima lo abbiamo dato per scontato, si scrivono seguendo un codice in uno dei linguaggi di markup.

Il codice deve essere il più possibile pulito e logico, per poter intervenire con eventuali modifiche senza dover affrontare un vero e proprio rompicapo.

Perché è vero: il committente difficilmente andrà a vedere il lavoro “dietro le quinte” perché poco ne capirebbe.

Però potrebbe richiedere ad esempio una versione stagionale diversa (natalizia o pasquale) del layout.

Però potrebbe essere necessario intervenire direttamente sul codice, per qualunque ragione.

E un codice logico e pulito permette di farlo rapidamente e con risultato finale garantito.

In alcuni casi è quindi necessario cercare un web designer che abbia anche competenze in linguaggi di markup (X)HTML, CSS, HTML5, CSS3, JavaScript, jQuery.

In breve, un linguaggio di markup è un insieme di regole che descrivono come rappresentare un testo. Seguono convenzioni standard e sono utilizzabili su diversi supporti.

Oppure, come suggerivamo prima, si può scegliere di far lavorare in tandem il web designer con il web developer.

 

Il web designer oggi: una professione che deve essere al passo con i tempi

Tra le competenze che deve avere un web designer oggi ci sono sicuramente il Responsive Web Design, elementi di graphic design, di comunicazione e la conoscenza delle regole standard del W3C.

Ma andiamo con ordine, per sapere esattamente cosa chiedere al professionista freelance prima di ingaggiarlo per un nostro progetto.

Il responsive web design è l’ottimizzazione del sito internet per i dispositivi mobili.

O, per meglio dire, è l’insieme di tecniche che consente di realizzare siti web in grado di adattarsi automaticamente al dispositivo sul quale vengono visualizzati.

Che siano computer, cellulari, tablet, Tv, grazie al design responsivo viene ridotto al minimo l’intervento manuale dell’utente per ridimensionare o scorrere i contenuti.

Conoscere il RWD (Responsive Web Design) è quindi molto importante da qualche anno a questa parte: nel giorno medio sono 21,1 milioni gli italiani che si collegano a internet con un dispositivo mobile (dati giugno 2017, fonte Audiweb).

Affinché il nostro sito sia fruibile agevolmente da smartphone e tablet oltre che da PC, il web designer che ingaggiamo deve conoscere il responsive design.

Pensiamo al danno di immagine o anche economico che potremmo avere oggi con un sito non ottimizzato per i diversi dispositivi!

Quindi beh, molti web designer sorrideranno e lo daranno per scontato, ma non sempre il cliente sa che deve crearsi un sito responsive.

 

Il web designer deve saper progettare siti usabili e accessibili e capire il business del cliente

La grammatica standard del W3C è una competenza importante e sicuramente necessaria per la realizzazione di tutta una categoria di siti (pensiamo ad esempio alle Pubbliche Amministrazioni).

A cosa serve?

Costruire siti internet basati su questi standard consente di renderli compatibili e navigabili nel modo più uniforme possibile, indipendentemente dal browser utilizzato o dal sistema informatico.

La sigla W3C sta per World Wide Web Consortium ed è una organizzazione internazionale fondata nel 1994 allo scopo di sviluppare tutte le potenzialità del web e, soprattutto, di stabilirne degli standard tecnici.

Standard che il Web Designer deve conoscere molto bene se si rivolge alle Pubbliche Amministrazioni, ma fa bene a conoscere anche se i suoi clienti sono privati.

Usabilità e accessibilità sono pertanto due parole chiave nel campo della progettazione di siti web.

Quando scegliamo il nostro Web Designer Freelance, assicuriamoci che sappia realmente l’importanza di creare un Sito Web usabile e il più possibile accessibile.

Un Sito Web è accessibile se lo riesce a fruire il maggior numero di persone.

Persone normodotate e persone con disabilità fisiche (ipovedenti, ad esempio) o cognitive.

Per creare un sito accessibile esistono delle regole standard e delle linee guida definite dal WAI, il gruppo di lavoro del W3C che abbiamo citato prima.

Un sito si definisce usabile se è facile interagire con le sue pagine e con la sua struttura.

I contenuti del nostro sito devono essere pensati in modo da essere visualizzabili e comprensibili facilmente.

Nel privato, soprattutto per piccole realtà di business, può non essere richiesto creare un sito accessibile (mentre è d’obbligo, ad esempio, per la Pubblica Amministrazione).

È sicuramente necessario, invece, creare un sito usabile o user friendly.

E questo un Web Designer lo sa.

Così, se la user experience e la responsività sono concetti scontati, non sono scontate cose ben più importanti per il cliente.

Il Web Designer di oggi deve:

  • saper capire innanzitutto i valori e il modello di business del proprio cliente
  • parlare con lui con lo stesso linguaggio per capire coerentemente gli obiettivi
  • progettare il sito web facendo le scelte tecniche, strutturali e di comunicazione più appropriate.

 

Conclusioni

Nel campo del Web Design le competenze di base e quelle “accessorie” sono tante e difficilmente inquadrabili in standard universalmente riconosciuti.

Per la tua idea, comincia con individuare gli obiettivi e le priorità di sviluppo. Successivamente, capite queste “parole chiave”, cerca un Web Designer con gli attributi giusti.

Sarà lui a consigliarti su come proseguire.

Pronto a cominciare?

 

Browser a confronto

browserUn browser è un programma che consente di ”navigare” in internet passando da una pagina web ad un’altra. E’ possibile salvare le pagine web di maggiore interesse. I browser avvisano inoltre se si stà navigando su siti pericolosi per la sicurezza del computer e consentono di impostare le impostazioni sulla privacy. I browser possono integrare altri servizi come ad esempio un client di posta elettronica.
La grande maggioranza dei browser è gratuita.

 

Perchè è opportuno aggiornare i browser?

Per diversi motivi, innanzitutto è prioritario aggiornare le protezioni di sicurezza e privacy, che evolvono con le minacce che possono essere presenti su siti non sicuri. Inoltre è necessario tenere il passo con l’evoluzione dei siti web, sempre più complessi. In ultimo i programmatori di volta in volta possono correggere i “bug” errori di funzionamento, spesso segnalati dagli utenti.

Ecco un confronto fra i diversi tipi di browser nelle loro versioni più recenti:

Firefox 31:

E’ considerato il più customizzabile dei browser: l’utente puo’ modificare le differenti funzionalità attive (toolbars) e modalità di visualizzazione. Il consumo di memoria è ridotto e la velocità di avvio è buona.

Chrome 36:

Popolare per la velocità elevata. Ha un design piuttosto minimalista e semplice, che puo’ attrarre alcuni tipi di utenti. Consente inoltre una accelerazione della grafica per applicazioni Java. E’ stato sollevato il problema della privacy anche in relazione al fatto che questo browser è integrato all’account google e può quindi “comunicare a Google” gli indirizzi cercati.

Internet Explorer 11:

Si distingue per le ottime impostazioni sulla privacy e sicurezza, aspetti dove Explorer era stato criticato nelle prime versioni quando aveva il monopolio. Rispetto alle versioni precedenti è stata migliorata la velocità e la semplicità. Microsoft sta sviluppando un browser alternativo: Microsoft Edge.

Opera 24

E’ caratterizzato da una notevole velocità ed inoltre, sebbene notevolmente semplificato nelle ultime versioni, mostra componenti aggiuntive e strumenti non standard. E’ quindi una scelta relativamente di nicchia per utenti che vogliono usare una soluzione particolare ma comunque efficiente.

Safari 5.1.7

E’ il browser sviluppato da Apple, diffuso a partire dal 2008, ha potuto cavalcare il successo dell’I-Phone, dove è installato. E’ stata sviluppata anche una versione per Windows, la 5.1.7. Safari si distingue per velocità di avvio, essendo più veloce all’avvio di Explorer e alla pari con le ultime versioni di Firefox. In più è particolarmente rapida l’esecuzione delle applicazioni Java.

Quale browser è il più diffuso?

browser diffusione

Fino a qualche anno fa il 90% degli utenti usava Explorer, oggi l’offerta è molto più differenziata. Chrome è di gran lungo il più utilizzato attualmente, tuttavia non è sempre il più apprezzato nel ranking delle riviste specializzate in ambito informatico. Esiste anche una moltitudine di browser che possiamo definire “minori” per diffusione ma che arricchiscono la varietà del web il problema nasce quando si deve sviluppare un sito che debba essere compatibile con tutti questi browser.
Infatti ogni browser segue una propria regola nel layout delle pagine e nel interpretare il codice: in casi estremi alcuni siti non possono essere navigati da tutti i browser ma gli elementi si presentano scollegati ed irriconoscibili. Il danno nel traffico è notevole soprattutto se i problemi si presentano sui browser più diffusi.
Il consiglio è di far aggiornare e correggere il vostro sito periodicamente da un web designer: immaginate lo speco di soldi se iniziate una campagna pubblicitaria ma solo una frazione di potenziali clienti può vedere correttamente il sito. Se cercate un professionista che vi possa aiutare potete consultare e il nostro elenco: Web Designer