Congedo parentale INPS: quali novità per i freelance?

congedo parentale inpsIl congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro concessa ai genitori che vogliano, entro un certo anno di età del figlio, assentarsi dal lavoro e prendersi cura dei propri figli. Il congedo parentale spetta a lavoratori e lavoratrici dipendenti.

E un freelance che voglia prendersi una pausa dal lavoro per stare più tempo con i figli? Trattandosi di un lavoratore autonomo, non esiste la possibilità di assentarsi entro i primi 12 anni del bambino: il freelance non ha il diritto di astenersi dal lavoro per seguire i propri figli.

Per fortuna non è proprio ancora così. Il legislatore recentemente è intervenuto per dare anche ai genitori freelance qualche tutela in più, impensabile fino a poco tempo fa. Mamme e papà freelance possono vedere finalmente tutelati anche i loro diritti. Infatti anche se il congedo parentale spesso è conosciuto come maternità facoltativa, in realtà stiamo parlando di un diritto esercitabile da entrambi i genitori anche contemporaneamente.

 

I riferimenti legislativi del congedo parentale per i freelance

Il primo passo è stato compiuto dal legislatore nel 2012 con il riconoscimento del diritto ad un trattamento economico per il congedo parentale. Nel 2017 poi, intervenendo con lo Statuto del Lavoro Autonomo, il legislatore ha voluto estendere il periodo a sei mesi (contro i tre previsti prima) entro i primi tre anni del bambino.

 

Quali sono i requisiti per ottenere il congedo parentale INPS da parte dei freelance?

  1. Il primo requisito importante è quello di essere un lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata INPS
  2. Il freelance non deve essere iscritto ad altre forme obbligatorie di previdenza
  3. Il freelance deve aver versato i contributi con l’aliquota maggiorata dello 0,72% per almeno 3 mesi prima dell’inizio del congedo obbligatorio nel caso il congedo sia fruito nel primo anno di età. Se invece il periodo cade dopo il primo ed entro il terzo anno di vita del bambini, si possono far valere almeno tre mesi di contribuzione effettivamente versata con aliquota maggiorata, nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di congedo parentale indennizzabile
  4. Deve sussistere un rapporto di lavoro ancora in corso di validità nel periodo in cui si colloca il congedo parentale

 

Come funziona il congedo parentale INPS per i freelance

Il congedo parentale può essere fruito quando vuole il freelance, secondo le sue esigenze e quelle del bambino. La madre freelance che ha già finito il congedo obbligatorio di maternità può anche rientrare al lavoro e poi mettersi in congedo parentale. Allo stesso modo i sei mesi previsti non è detto che debbano essere usufruiti per intero ma anche in periodi frazionati, purché entro i primi tre anni del bambino. I giorni che spettano a entrambi i genitori si sommano e quindi se siete due freelance non potete superare, insieme, i sei mesi di congedo parentale.

Leggi anche La maternità per le lavoratrici autonome è un diritto

 

L’indennità di congedo parentale INPS: esempio di assegno

Secondo quanto apprendiamo dal sito web dell’INPS, ente che eroga direttamente l’indennità accreditandola su conto corrente, quest’ultima “è calcolata, per ciascuna giornata del periodo indennizzabile, in misura pari al 30% di 1/365 del reddito derivante da attività di lavoro a progetto o assimilata, percepito negli stessi 12 mesi presi a riferimento per l’accertamento del requisito contributivo”.

Facciamo un esempio pratico

Esempio: se il reddito da attività di lavoro a progetto o assimilata erogata dal freelance è pari a 36.500 euro annui, il freelance ha un reddito giornaliero pari a 100 euro (36.500 € : 365 giorni). L’indennità sarà pari a 30 €, quindi se ti astieni facoltativamente dal lavoro per 45 giorni, la tua indennità sarà pari a 30 € X 45 gg = 1350 euro.

 

Come presentare la domanda di congedo parentale INPS

La domanda va inoltrata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Qualora venga presentata dopo, saranno calcolati e dunque pagati solo i giorni di congedo successivi alla data di presentazione della domanda. La domanda di congedo parentale può essere presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato ed essendo muniti di PIN dispositivo. Ci si può affidare anche a un Patronato che sia intermediario INPS.

La flessibilità di fruizione del congedo parentale, rende estremamente dinamiche le modalità di organizzazione e gestione dell’astensione dal lavoro: in altre parole il freelance può organizzare i periodi di assenza dal lavoro in funzione delle esigenze domestiche e di famiglia, ma anche garantendo così al committente flessibilità nei tempi e nelle consegne dei lavori come da contratto.

Cerchi un Assistente Virtuale per la tua Attività? Prova la Live Chat, potente Strumento di Digital Marketing e Comunicazione

assistente virtuale live chatTi è mai capitato di approdare in una pagina internet e vedere sulla destra in basso un riquadro popup con la scritta “Benvenuto, posso aiutarti?“. Questo è un assistente virtuale che prende il nome di  live chat e che si apre per poter dar modo all’utente di interagire con l’azienda titolare del sito internet, ma non sempre dall’altra parte vi è una persona fisica che risponde. Il “mistero” delle live chat è presto svelato: molte di esse consistono in un sistema dotato di intelligenza artificiale in grado di sostituire l’uomo e fornire in autonomia le risposte alle domande che voi stessi porrete nell’apposito spazio della chat. Insomma, in questo caso è come se steste parlando con un computer. L’intelligenza artificiale (IA) è un concetto molto complesso e ampio ed è definibile come la possibilità di far fare ad un calcolatore un’operazione per la quale normalmente servirebbe l’intelligenza umana. Per un’azienda, avere a disposizione una chat autonoma, non dipendente dall’essere umano, significa risparmiare costi del personale, ottimizzando le risorse e potendo far svolgere alle persone compiti differenti, più produttivi, magari coinvolgendoli in attività di back office (mantenere una Live chat può costare anche 50 euro al mese, non una grossa cifra se paragonata a quella di un dipendente che può essere dirottato ad altre attività).

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Vendita Online, Guida pratica per Gestire l’E-Commerce dal Punto di Vista fiscale

vendita online adempimenti fiscali

Le-commerce, o per meglio dire anche vendita online o commercio elettronico, è l’insieme delle attività di compravendita che avvengono sul web. L’e-commerce a livello internazionale è una realtà ormai consolidata grazie alla diffusione della tecnologia e dell’automazione in tutti i settori merceologici.

L’Osservatorio B2c del Politecnico di Milano ha rilevato che, solo gli italiani, nel 2017 hanno speso 24 miliardi di euro in acquisti online, comprando per il 52% beni e prodotti e per il restante 48% servizi.

Se siamo sempre acquirenti a preferire l’acquisto online per tutta una serie di motivi (velocità, qualità, efficienza, trasparenza nell’acquisto) è  vero allora che “dall’altra parte” ci sono anche molte imprese, sia di piccola che di grande dimensione, che si sono organizzate per la vendita online. Dal 2010 al 2016, in soli sei anni, le imprese che fanno e-commerce sono cresciute del 118% in Italia. Circa 16.000 aziende che si stima possano arrivare a 50.000 in un neanche troppo lontano 2025.

Un dato sorprendente che riguarda diversi settori d’acquisto: dagli alimentari all’abbigliamento, dalla tecnologia all’editoria. E noi vogliamo rivolgerci proprio alle aziende che acquistano e vendono su Internet per la gestione dei rapporti con il Fisco.

 

Vendita online, ecco cosa sapere per essere in regola con il Fisco

Chi intende avviare un’impresa di e-commerce, come forma alternativa rispetto al commercio fisico, deve fare i conti con degli adempimenti fiscali puntuali. Il rischio più grande che si corre se non si è in regola con il Fisco, è quello di incorrere in sanzioni non proprio piacevoli soprattutto se si è all’inizio dell’attività e, si sa, il business ha bisogno di entusiasmo. Molto spesso poi, alcuni errori sono dovuti a consulenti che non conoscono bene la normativa di settore, considerando che si tratta di un mercato e di una legislazione conseguentemente giovane.

 

#1 Vendita online, il primo passo verso l’e-commerce è aprire la partita IVA

Per prima cosa, e non è scontato dirlo, è necessaria l’apertura della partita IVA. Questo passaggio si rende obbligatorio quando l’attività non è più saltuaria né occasionale, ma ha il requisito dell’abitualità. La sistematicità infatti, esclude l’occasionalità: l’attività non è più svolta sporadicamente. Se lo fosse, l’apertura della partita IVA non sarebbe obbligatoria.

 

#2 Vendita online, la Comunicazione Unica del Registro delle Imprese

Grazie alla Comunicazione Unica del Registro delle Imprese, è possibile aprire una partita IVA online a costo zero. La Comunicazione Unica è un servizio informatico che permette di assolvere tutti gli adempimenti per l’avvio di un’impresa e successive modifiche e cancellazioni. Il principio sul quale si basa la Comunicazione Unica è la semplificazione amministrativa e, nell’ottica del dialogo tra le diverse componenti della Pubblica Amministrazione, la pratica è unica e consente di gestire:

  • modello per l’Agenzia delle Entrate
  • modello per il Registro Imprese
  • modello per l’INAIL
  • modello per l’INPS
  • eventuale SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per il SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) del Comune nel quale si intende avviare l’attività.

 

#3 Vendita online, obbligo di rendere visibile la partita IVA

Il Decreto del Presidente della Repubblica n.404 del 2001 stabilisce l’obbligo di rendere visibile sulla propria vetrina di commercio elettronico il numero di partita IVA. La mancata esposizione del numero di Partita IVA è perseguita dalla legge con una sanzione amministrativa variabile da 258,23 a 2.065,83 euro, trattandosi di violazione agli obblighi di comunicazione prescritti dalle norme tributarie.

 

#4 Ecco cosa si deve comunicare all’Agenzia delle Entrate per le attività di e-commerce e di vendita online

Si deve comunicare all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo del sito web, i dati identificativi dell’Internet Service Provider, l’indirizzo di posta elettronica, il numero di telefono e di fax. La vendita a operatori economici di altro Paese UE prevede anche un ulteriore passaggio e cioè l’iscrizione al sistema per lo scambio di informazioni sull’IVA VIES (Vat Information Exchange System). Inoltre, consultando il sito web del sistema VIES è possibile verificare se un’impresa sia stata registrata per gli scambi all’interno dell’Unione europea.

 

#5 Quando non ci sono adempimenti fiscali nell’e-commerce?

Non ci sono obblighi fiscali se si vende su siti come eBay, Subito.it e altri del genere alcuni oggetti di proprietà. Il Fisco infatti non interviene quando la vendita avviene su siti che fungono da intermediari perchè non ricorre il requisito della produzione professionale di beni. In questo caso si parla di e-commerce indiretto, poiché l’acquirente riceve dal venditore la consegna fisica del bene. In questo caso:

  • non c’è obbligo di emissione della  fattura salvo che la stessa sia richiesta dal cliente entro  il momento di effettuazione della cessione, come previsto dall’articolo 22, comma 1, n. 1), del DPR n. 633/72;
  • non c’è obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscale. In questo caso vale l’esonero di cui all’articolo 2, del DPR n. 696/1996.

 

#6 Effettuare prestazioni da freelance online è configurabile come e-commerce?

Chi offre prestazioni occasionali via Internet, può liberamente esercitare fino a 5.000 € di ricavi annui non dimenticando l’indicazione di prestazione occasionale ai sensi dell’articolo 67 lettera i) del DPR 917 del 1986. La nota sarà soggetta a una ritenuta d’acconto del 20% e i redditi dovranno essere inseriti nella dichiarazione e nel caso di importi superiori a 77,47 euro, sono soggetti a imposta di bollo. Se si superano i 5000 € ci si deve iscrivere alla gestione separata INPS.

 

Altre risorse utili:

Lavoro Freelance, le 6 Novità della Legge di Tutela

lavoro freelance“Che lavoro fai?” “Sono freelance“. Sicuramente ti è capitata almeno una volta nella vita questa domanda e forse non hai saputo rispondere o hai trovato veramente difficile spiegare quello che fai. O semplicemente perché nell’opinione comune, a meno che tu non sia avvocato, impiegato, commercialista, elettricista o idraulico, è veramente complicato comprendere il lavoro e il valore del lavoro freelance.

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Aprire un Negozio Online, Opportunità Esplorate e Inesplorate dell’E-commerce alimentare

aprire un negozio online - nuove opportunità da nuove dinamiche distributiveSe sei alla ricerca di idee su come aprire un negozio online, fermati a leggere questa istantanea. Puoi trarre degli ottimi spunti di riflessione, da come il mercato si sta orientando nei confronti degli acquisti via web.

Nell’era digitale, in cui il concetto di condivisione è espanso in ogni direzione, non si possono trascurare i fenomeni di acquisto che vedono il consumatore impegnato in un ruolo non più individuale, ma all’interno di una community, in un’esperienza sempre più consapevole e diretta, in grado di fornire molteplici benefici rispetto alle modalità tradizionali che tutti ben conosciamo. Si tratta del social buying, o più semplicemente, delle modalità di spesa tramite piattaforme Web che vanno via via moltiplicandosi soprattutto nell’universo alimentare.

Ed è quindi esplorando le principali piattaforme di acquisto socio-solidale che impareremo qualcosa di più su questo mondo, un mondo in costante innovazione in cui il cambiamento è in atto proprio nell’attimo in cui starai leggendo queste righe…

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User Experience, Testa il Comportamento dei tuoi Utenti con le Heatmaps

user experience heatmap - mappe del calore per l'ottimizzazioneLe mappe del calore, meglio conosciute con il termine inglese heatmaps, sono uno strumento di lettura dati che attraverso i colori e una grafica simile alle immagini termografiche forniscono una panoramica sul comportamento dei naviganti approdati sul nostro sito internet. In parole semplici, le heatmaps ci permettono di vedere i dati relativi all’user experience del nostro sito (o del nostro e-commerce) al fine di migliorarne l’usabilità, diminuire se ce ne fosse bisogno i tassi di bounce rate e, indirettamente, aggiustare l’ottimizzazione SEO.

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Come Acquisire Clienti, mini Guida per Apparire Professionali

come acquisire clientiSe stai ancora una volta pensando a come acquisire clienti, leggi questa mini guida sulle frasi e le circostanze da sfruttare per essere e (ovviamente) apparire professionali. L’immagine, nel processo di acquisizione di nuovi clienti, è importante tanto quanto la qualità di ciò che offri. Più verrai percepito come affidabile, serio e professionale, più avrai possibilità di essere scelto tra freelance concorrenti da parte di un committente. Ecco cosa mandare bene a mente.

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E-commerce Food, ci stai Pensando? Utenti Disposti a Spendere fino a 4 Volte in più

e-commerce foodQuella dell’e-commerce è un tipo di attività che è andata incontro a non poche resistenze nel tradizionalista mercato italiano, specialmente per quanto riguarda il settore grocery, cioè l’acquisto di alimentari e bevande. Cerchiamo di capire qual è la situazione in Italia e le caratteristiche che un buon e-commerce food deve avere per essere efficace.

E-commerce food Italia: nel 2017, acquisti online per 800 milioni di euro

 Secondo un’analisi dati effettuata da ReStore, una delle aziende di riferimento per l’e-commerce nella grande distribuzione (GDO) e pubblicata dalla rivista specializzata Mark-up.it, nel 2017, l’1.6% degli utenti in Italia ha fatto acquisti online di cibo e bevande. Per un totale di circa 800 milioni di euro. L’utente medio effettua la spesa tramite Pc o smartphone, quest’ultimo preferito da una sempre più larga fetta di utenti. Secondo lo studio, chi effettua la spesa online è disposto a spendere in media 4 volte in più rispetto a chi continua a fare spesa nei canali tradizionali. Uno scenario molto positivo per il settore.

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Lavoro Autonomo Occasionale: Tutto quello che c’è da Sapere

lavoro autonomoCome può collaborare ai miei progetti un prestatore di lavoro autonomo occasionale?

Ho bisogno di affidare un lavoro a un freelance, quale sarà il nostro rapporto contrattuale?

Qual è la normativa fiscale?

Oggi sempre più aziende ricorrono a collaborazioni esterne di durata più o meno variabile per reperire risorse umane che si occupino dello sviluppo di progetti aziendali.

Questo accade soprattutto nell’ambito del web marketing, dove spesso vengono richiesti supporti esterni da figure professionali freelance. Copywriter, software developer, SEO Specialist o Social Media Manager, nella quasi totalità dei casi, sono collaboratori esterni che svolgono lavoro autonomo occasionale.

Ecco perché è importante comprendere cos’è il lavoro autonomo occasionale, qual è la disciplina civilistica di riferimento e quali sono le caratteristiche di questa tipologia di lavoro, sia dal punto di vista delle aziende, sia dal punto di vista del collaboratore esterno.

Se in qualità di committente di un progetto hai bisogno di un prestatore di lavoro autonomo occasionale, la disciplina di riferimento è l’articolo 2222 del Codice Civile.

Ecco qui di seguito tutto quello che c’è da sapere sulla prestazione di lavoro autonomo occasionale. (altro…)