Le principali pratiche burocratiche per l’edilizia

Questo post parla di , scritto da il 26/12/2016 Nessun Commento
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cantiere

Oneri di urbanizzazione, Permesso di Costruire e Dichiarazione di Inizio Attività

Cosa sono gli oneri di urbanizzazione e come vengono inquadrati nel contesto normativo?

Quando viene costruito un nuovo edificio o modificato in modo consistente un edificio esistente, il comune impone al proprietario il pagamento di “oneri accesori”, che vanno quindi a sommarsi al costo dell’opera in sè. Il pagamento degli oneri è associato all’ottenimento del “Permesso di Costruire”, che è un’autorizzazione amministrativa concessa dallo stesso comune dietro domanda. Il permesso serve come strumento di controllo di conformità del progetto alle diverse normative tecniche e urbanistiche. L’elenco dettagliato delle opere soggette ad autorizzazione è riportato nel Testo Unico sull’Edilizia (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) e disciplinato a livello nazionale.

Gli oneri accessori si dividono in oneri di urbanizzazione e oneri relativi al costo di costruzione.

Gli oneri relativi al costo di costruzione sono una tassa proporzionale alla metratura costruita.

Gli oneri di urbanizzazione sono il contributo alle spese che il comune sostiene, e si dividono in:

-Oneri di urbanizazione primaria: contributo per allacciamenti – acqua, luce, gas, fognature – strade e parcheggi, illuminazione pubblica.
-Oneri di urbanizzazione secondaria: contributo per scuole, asili, impiani sportivi, spazi culturali etc.

Gli oneri accessori vengo computati da apposite tabelle (pubbliche) e variano da comune a comune, in base alla zona di residenza. Mentre gli edifici residenziali, commerciali e direzionali sono soggetti a oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, edifici ad uso industriale, artigianale e agricolo sono soggetti solo a oneri di urbanizzazione primaria.
In generale interventi che non comportano una modifica della metratura – ad es. restauri – non sono considerati “onerosi” e, pur essendo soggetti ad autorizzazione, non comportano oneri.

Dichiarazione di Inizio Attività (D.I.A.)

La Dichiarazione di Inizio Attività è una procedura alternativa al Permesso di Costruire nei casi in cui, per interventi di costruzione e ristrutturazione, siano già presenti nel comune interessato piani urbanistici con precise disposizioni volumetriche.

Come il permesso per costruire è disciplinata dal Testo Unico sull’Edilizia e ha subito una evoluzione nel corso degli anni da lpunto di vista burocratico normativo. Il punto fondamentale è che la D.I.A. ha essenzialmente la stessa funzione di garantire che la messa in opera rispetti tutti i requisiti urbanistici (volumetria e vincoli vari) e tecnici (isolamento termico, sicurezza, norme antisismiche, igienico-sanitarie etc.).

Le varie verifiche e la preparaziomne della D.I.A. e del Permesso di Costruire sono a carico del progettista a cui il committente ha delegato la responsabilità – anche penale – per l’edificazione dell’immobile.

Silenzio – assenso

A distanza di trenta giorni dalla presentazione della DIA e dalla richiesta del Permesso di Costruire, se il comune non ha presentato alcuna segnalazione, i lavori possono cominciare secondo un meccanismo di silenzio-assenso . Il comune può pero’ riservarsi di intervenire anche in un tempo succesivo.
Altri pemessi di natura particolare
Esistono altri possibili vincoli legati alla particolare natura dell’immobile: i principali sono vincolo artistico, ambientale e paesaggistico.

Responsabile di Prevenzione e Protezione nei Cantieri (RSPP)

Il Responsabile di Prevenzione e Protezione è una figura fondamentale soprattuto nel settore edile – dove piu’ alta è l’incidenza degli incidenti – e viene disciplinata dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (Decreto legislativo 9 aprile 2008).
Spesso coincide con il Responsabile dei Lavori, che è la figura a cui il committente delega la responsabilità davanti alla legge per i diversi aspetti tecnico-organizzativi.

L’RSPP viene nominato dalle imprese che concorrono all’esecuzione dell’opera. Il suo compito è essenzialmente un’azione di prevenzione dei rischi per le diverse maestranze coinvolte. Il principale documento che l’RSPP concorre a redigere, assime ai datori di lavoro coinvolti è il POS Piano Operativo di Sicurezza con le misure preventive e protettive, elenco dei dispositivi di protezione individuale, ponteggi etc. descrizione attività di cantiere, delle procedure di sicurezza e delle persone coinvolte.
Deve provvedere all’individuazione dei fattori di rischio, dei rischi e delle misure di sicurezza corrispondenti sulla base della legislazione in materia. Deve formare i lavoratori sui punti sopra citati.
L’RSPP deve essere formato tramite un corso apposito.

Avendo più imprese coinvolte la complessità di queste attività rende necessaria la nomina ad opera del Responsabile dei Lavori o del Committente anche di un Coordinatore per la Sicurezza in Fase di Progettazione, il quale deve redigere il PSC – Piano di Sicurezza e di Coordinamento. Questo piano valuta le criticità – e relative attività preventive – relative alla sicurezza nelle varie attività delle differenti imprese coinvolte e viene redatto come parte integrante del progetto e quindi prima dell’approvazione dell’inizio dei lavori.
Da notare che il POS è integrativo, cioè piu’ dettagliato – rispetto al PSC in merito alle misure integrative e preventive.

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