Risarcimento del danno: quando chiedere aiuto all’avvocato

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Pensi di essere stato danneggiato e che hai diritto a un risarcimento, ma non sai da dove cominciare per ottenerlo? Eccoti le dritte sul risarcimento del danno e su quando è il caso di chiedere aiuto all’avvocato.

Risarcimento del danno: quando chiedere aiuto all’avvocato

Hai subito un danno alla cosa che più ti sta a cuore: la tua salute, i tuoi beni, la tua vita, la tua attività. Sappiamo che è difficile mandare giù il rospo, ma non scoraggiarti! Se hai fiducia nella giustizia otterrai il risarcimento che meriti. Certo non puoi fare tutto da solo, rischi che la tua richiesta di risarcimento danni venga cestinata. Muoverti nella giungla delle leggi e dei regolamenti è complicato, dovresti metterti a studiare le procedure e non hai tempo né voglia di farlo. Non lasciar perdere, la soluzione c’è: chiedere aiuto a un avvocato. L’idea non ti entusiasma, stai già pensando a tempi biblici pieni di carte bollate? Forse, ma molto dipende se la tua è una causa giusta o meno. In parole povere, se ci sono le condizioni reali per ottenere il risarcimento danno o è solo un’idea senza fondamento. La prima cosa che ti consigliamo è di capire qualcosa di più sul risarcimento del danno: quando chiedere aiuto all’avvocato e perché, in modo da avere le idee chiare sullo step successivo. Ti diciamo subito che i casi più comuni di risarcimento danno sono tre:

1) Infortunio sul lavoro

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Le statistiche dicono che  ogni anno in Italia si hanno 600.000 incidenti con danno temporaneo dovuti alla scarsa sicurezza sul lavoro. Speriamo che tu non sia fra questi, ma se così fosse, puoi fare una richiesta risarcimento danni dimostrando la perdita che hai subito, con l’aiuto di un avvocato esperto del settore.

2) Danno alla casa

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Il bollettino statistico dell’IVAS (Istituto per la Vigilanza delle Assicurazioni) di agosto 2021 parla chiaro: le polizze assicurative per proteggere la casa sono in aumento rispetto al 2020. Di conseguenza anche i risarcimenti per eventuali danni. Dall’incendio alle infiltrazioni d’acqua, gestire la richiesta risarcimento danni è semplice, anche se tutto ruota intorno a una perizia di un tecnico professionista. Ovviamente affiancato da un avvocato.

3) Cure mediche sbagliate

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La cosiddetta “responsabilità medica” vive un’escalation rispetto agli anni precedenti. Si calcola che ogni struttura sanitaria pubblica riceve in media 30 richieste di risarcimento danni all’anno: una bella sfida per l’avvocato che ingaggi.

Come vedi non c’è tempo da perdere: se rientri in una di queste casistiche, leggi di seguito come fare a inviare una lettera richiesta risarcimento danni per ottenere quanto ti spetta.

Risarcimento danno per infortunio sul lavoro, quando chiederlo

Hai avuto un infortunio sul lavoro e sei stato danneggiato. Vuoi far valere i tuoi diritti, ma non sai come procedere? Sappi che se si tratta di grave infortunio sul lavoro l’INAIL, (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), è tenuto a pagarti un risarcimento. Già , ma secondo quali criteri? Eccoli:

  • se il danno di qualsiasi natura si è verificato durante l’orario di lavoro
  • sia se lavorando ti sei esposto in maniera inconsapevole al rischio, sia se ne eri consapevole
  • se hai l’assicurazione INAIL che copre tutti gli incidenti verificatisi in “occasione di lavoro”, come conferma  la Cassazione nella sentenza numero 17917/17 del 20 luglio 2017. Occhio: i datori di lavoro sono obbligati per legge ad assicurare i lavoratori presso l’INAIL contro il rischio di infortuni e malattie professionali!

Il Testo Unico del 1965 sugli infortuni sul lavoro assicura che non ha importanza stabilire la responsabilità dell’incidente per garantire al lavoratore il risarcimento danni. Questo ti incoraggia a scrivere la lettera di richiesta risarcimento. Ma solo se si verificano tutte queste condizioni:

  • l’infortunio è grave al punto da restare fermo col lavoro per più di 3 giorni.
  • c’è un comportamento scorretto o illegittimo di qualcuno nei tuoi confronti riguardo la tua sicurezza
  • esiste un nesso causale tra il comportamento scorretto e il danno che hai subito
  • hai le prove di questo nesso
  • l’infortunio che subisci provoca una lesione della tua salute in modo violento e improvviso.

Spuntata questa check list di requisiti, hai il via libera per la richiesta risarcimento danni. Ingaggia un avvocato esperto del settore che, prendendo nota di quanto affermi, la presenta secondo i termini di Legge. Ma le opzioni non finiscono qui: leggi di seguito gli altri due casi in cui l’avvocato può aiutarti ad ottenere un risarcimento danni.

Richiesta danni assicurazione su immobili e salute: cosa devi chiedere all’avvocato

Il danno che hai subito non riguarda l’infortunio sul lavoro, ma la tua casa o le cure per la tua salute; per esempio un’operazione chirurgica che aggrava il tuo stato invece di migliorarlo: sono due casi in cui puoi fare richiesta danni all’assicurazione sulla Casa o sulla Vita. Se ne hai stipulata una hai avuto una buona idea, ma non basta. Ecco come devi procedere nei due casi:

1) Richiesta danni assicurazione casa

Richiede una perizia, cioè una valutazione fatta da un tecnico che stabilisce, dopo accurate indagini e sopralluoghi, l’entità e le cause del danno. Il prodotto finale è un documento con i risultati della perizia, necessario per chiedere un risarcimento economico per il danno all’Istituto assicurativo. Se pensi che il tuo immobile sia oggetto di un danno arrecato da terzi, una perizia giurata redatta da un progettista abilitato è utile per testimoniare:

  • la tipologia del danno, la natura e l’origine
  • chi è il responsabile (vicini di casa, condomini, imprese, chiunque fa delle attività nei pressi dell’immobile danneggiato)
  • il livello di gravità del danno e le sue conseguenze sulla tua vita.

Sulla base della perizia l’avvocato quantifica economicamente il risarcimento che ti spetta come parte lesa. Il suo compito è proprio questo: dimostrare, dati alla mano, che hai subito una perdita da risarcire.

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2) Richiesta danni assicurazione salute in caso di errore medico

Anche in questo caso occorrono delle prove da segnalare all’Assicurazione per ottenere il risarcimento. Ecco i casi in cui puoi ottenerlo:

  • quando vieni  sottoposto a un intervento chirurgico, a una terapia, o a qualunque trattamento sanitario e subisci lesioni psicofisiche
  • quando noti un serio peggioramento delle tue condizioni di salute per colpa di un illecito commesso dal medico o dalla struttura ospedaliera
  • quando hai subito un ”danno da perdita di chance”, cioè l’errore medico incide sulla durata della tua vita o sulla sua qualità: per esempio se il medico non individua in tempo la  malattia terminale, ritardando la tua guarigione.

Tutti questi fattori sono di difficile gestione da parte del danneggiato, perché il risarcimento si estende tanto ai danni patrimoniali quanto a quelli non patrimoniali. Devi fornire delle prove come cartelle cliniche, certificati, consensi firmati e tutto ciò che attesta come è andata la cura o l’intervento. Difficile che da malato tu abbia il tempo di farlo! Insomma, come soggetto leso devi dimostrare che:

  • c’è stata una condotta scorretta del personale medico
  • il mancato rispetto delle regole di diligenza professionale 

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Solo dopo aver raccolto queste prove puoi rivolgerti al perito assicurativo che decide se l’Istituto può pagarti il risarcimento. In caso di difficoltà meglio rivolgerti ad un avvocato che applichi le leggi in materia e faccia la richiesta.

Per concludere, se hai subito un danno, l‘assistenza dell’avvocato risolve i problemi di richiesta risarcimento, a patto che tu lo faccia in fretta, i termini potrebbero scadere. Cerca subito il professionista su AddLance!

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