Dettagli richiesta:
Gentili Avvocati, sono abilitata all’esercizio della professione forense. Dal 21 ottobre 2024 sono in servizio come funzionario amministrativo (AIII, F1) presso il Ministero dell’Interno, a seguito della convocazione come idonea di un concorso pubblico.
Sono stata assegnata al Dipartimento Affari Interni e Territoriali (DAIT), in particolare presso l'Albo Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali di Roma, Ufficio III – Didattica e Formazione dei Segretari Comunali e Provinciali (sezione c.d. ad esaurimento). Fin dall’inizio ho manifestato la volontà di essere trasferita alla sede centrale del Ministero, Piazza del Viminale 1, Roma, senza tuttavia ottenere riscontro positivo. Le attività attualmente affidatemi risultano incoerenti con il mio profilo professionale e limitano l’effettivo utilizzo delle competenze giuridiche acquisite. In particolare, svolgo mansioni operative quali: redazione e ripara frasi di documenti pre-impostati; protocollazione; gestione dati e grafici su Excel; contatto e supporto ai docenti dei corsi formativi; supporto tecnico-grafico per videoregistrazioni delle lezioni. Pur essendoci altri colleghi, sono l’unica funzionaria amministrativa incaricata della redazione dell’intera documentazione dell’ufficio, rimanendo costantemente sottoposta alla supervisione della dirigente, il cui atteggiamento nei miei confronti risulta eccessivamente controllante e spesso pretestuoso. Non è un caso che tutte le persone che in precedenza ricoprivano questo incarico abbiano lasciato l’ufficio rivolgendosi a un legale. La mia volontà è ottenere il trasferimento alla sede centrale per svolgere attività più coerenti con le mie capacità professionali e offrire un contributo qualificato all’Amministrazione. Segnalo, altresì, che usufruisco dei permessi ex art. 3, comma 3, L. 104/92 per l’assistenza a mia madre affetta da grave handicap, circostanza che ha reso possibile la mia assegnazione nella mia città di residenza, Roma. Con la presente richiedo una consulenza per valutare: 1) l’eventuale irregolarità della mia assegnazione alla luce del fatto che l'ufficio cui sono stata destinata riporta come dicitura nell'organigramma ministeriale "ad esaurimento"; 2) i possibili strumenti legali per ottenere il trasferimento alla sede centrale, considerato che i bandi di mobilità interna non vengono attualmente accolti a causa del sottorganico del mio ufficio. Desidero inoltre ricevere un chiarimento in merito alla possibilità di accedere alla mobilità interna entro i cinque anni dalla prima assegnazione, considerando che il mio obiettivo è rimanere in un ufficio situato sempre a Roma. A tal proposito, mi è stato riferito da un sindacalista che il vincolo quinquennale riguarderebbe il territorio e non la singola sede amministrativa, ma desidero un parere legale preciso sull’effettiva applicabilità di tale vincolo nel mio caso. Sottolineo, infine, che non intendo intraprendere un dialogo informale con il Prefetto a capo del Dipartimento, che – salvo eventuali irregolarità legali – non ha alcun interesse diretto, né desidero entrare in conflitto con la mia attuale dirigente, la cui condotta risulta particolarmente problematica e gravosa sul piano emotivo. Resto a disposizione per fornire eventuale documentazione integrativa e ulteriori dettagli sulla mia situazione. Distinti saluti
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