Guest Post: Come scrivere contenuti ottimizzati per il SEO

Questo post parla di scritto da il 12 July 2017 Nessun Commento
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space-shuttle-seo-guestFar trovare i propri contenuti su Google, si sa, è molto importante, dato che quasi tutti gli utenti internet italiani che devono cercare qualcosa sul web lo fanno attraverso il più noto motore di ricerca al mondo.
Essere con un proprio contenuto sulla prima pagina dei risultati di ricerca di Google significa riuscire ad attirare su quel contenuto e quindi sul proprio sito web decine, centinaia o migliaia di utenti (a seconda dell’importanza che riveste quel determinato contenuto) che altrimenti andrebbero su siti di competitor o su altri siti in generale.
Ma come si fa a far compare un proprio articolo, un proprio contenuto sulla prima pagina di Google?
Bisogna seguire alcune regole che sono comprese in quell’arte conosciuta con il nome di SEO, acronimo che significa “Search Engine Optimization”, ossia, in italiano, “ottimizzazione per i motori di ricerca”.
Oggi come oggi si potrebbe parlare anche di GO, “Google Optimization”, perché in realtà, quando si decide di creare contenuti ottimizzati per il SEO, li si ottimizza per Google, o in primo luogo per Google, dato che la stragrande maggioranza degli italiani usa questo e non altri motori di ricerca per trovare contenuti su Internet.
Ma vediamo quali sono queste poche ma importanti regole per scrivere un contenuto ottimizzato per Google.

Una sola parola chiave

La prima regola è individuare la parola chiave per cui si vuole posizionare il contenuto da scrivere su Google; è bene che ogni articolo, ogni post, ogni contenuto in generale sia ottimizzato per una e una sola parola chiave perché su quella parola chiave si costruisce l’intero contenuto; ottimizzare un contenuto per più parole chiave significa diluire le potenzialità di posizionamento del contenuto in quanto le parole chiavi scelte si farebbero concorrenza a vicenda.

Ripetere la keyword sì ma senza esagerare

In secondo luogo occorre mettere subito in chiaro una cosa: una volta individuata la parola chiave per l’ottimizzazione SEO di un contenuto, non basta farcire l’articolo con una ripetizione ossessiva di quella parola chiave; anzi, oggi, questa tecnica viene bollata da Google come spam e quindi non dà punti in ottica SEO, anzi rischia di danneggiare il sito che ospita quel contenuto. La parola chiave va ripetuta qualche volta, dalle 3 alle 5 volte a seconda della lunghezza dell’articolo, possibilmente una volta all’inizio, poi due o tre volte nel corpo centrale dell’articolo, e poi alla fine dello stesso; scrivere contenuti ottimizzati per il seo non significa scrivere elenchi di parole chiave, ma contenuti utili per gli utenti.

Utilizzare sinonimi

Oltre alla parola chiave prescelta per il proprio contenuto che si vuole ottimizzato per il SEO, suggerisco di utilizzare anche sinonimi o varianti simili della parola chiave scelta; oggi l’algoritmo di Google è in grado di comprendere che alcune parole sono sinonimi di altre e quindi li utilizza come strumenti utili per il posizionamento; ovviamente non bisogna utilizzare più i sinonimi della parola chiave, ma il contrario, perché, essendo comunque Google una macchina, bisogna aiutarla a capire quale sia effettivamente la parola o le parole per cui si vuole ben posizionare l’articolo.

La lunghezza dell’articolo

Abbiamo detto che la ripetizione di una parola chiave in un contenuto ottimizzato per il SEO dipende dalla lunghezza del contenuto; ma quando deve essere lungo un contenuto per ambire ad una buona posizione su Google? Secondo le ultime evoluzione del SEO, si potrebbe dire: più lungo è l’articolo e meglio è per il SEO; lo so che questa regola sembra scontrarsi con un principio anch’esso utile per il modo con cui si leggono e si scandagliano i contenuti sul web: la capacità di sintesi, dato che molti di noi si spaventano quando trovano una pagina web troppo lunga e talvolta a causa di questa lunghezza scappano da quella pagina; ma Google, oggi come oggi, vuole premiare chi dà informazioni esaustive e complete agli utenti, e non è possibile fare questo senza scrivere articoli sufficientemente lunghi; qualcuno mi potrebbe a questo punto ripetere la domanda: si, ma quanto lunghi? Diciamo che un articolo base dovrebbe essere composto almeno da 500-600 parole; intendiamoci, la lunghezza di un contenuto web dipende anche dall’argomento, se esso costituisce la risposta a una domanda che si può esaurire in poche righe, anche articoli di 300 parole possono essere sufficienti, ma solitamente, chi cerca informazioni su Internet, vuole trovarsi di fronte non a contenuti scritti in fretta e solo con qualche parola chiave ripetuta qua e là, ma contenuti elaborati e che siano espressione di qualcuno che si vede che s’intende dell’argomento trattato.

L’esperienza e le competenze fanno la differenza

La regola precedente che abbiamo riportato, ossia la lunghezza dell’articolo, è legata anche ad un altro aspetto: Google “pensa” che più un articolo sia lungo e più chi lo scrive sia un esperto in materia; chi non sa di cosa scrive solitamente non riesce a elaborare contenuti molto lunghi; è buona norma per il SEO dimostrare che chi scrive è competente in materia, sia con ciò che scrive, sia citando magari altre fonti autorevoli, come scriverò sotto, oppure citando dati e ricerche di terzi, che aumentano l’autorevolezza del contenuto.

Paragrafi o elenchi per facilitare la lettura

A questo punto come si combina l’esigenza di scrivere articoli piuttosto lunghi con quella dell’utente di volere tutto e subito, senza dover leggere alcun “romanzo”? Un modo può essere quello di sintetizzare i punti salienti del contenuto con un elenco numerico; un altro potrebbe essere quello di separare i paragrafi dell’articolo con dei paragrafi che facciano capire subito a un primo colpo d’occhio quali siano i temi contenuti nell’articolo, di modo che l’utente eventualmente possa saltare da un contenuto all’altro andando a leggere solo quelli che sono di suo interesse; un ultimo modo per facilitare la lettura di un articolo lungo è di mettere delle parole o delle frasi in grassetto in modo da fare capire anche a chi dà un’occhiata veloce al testo, quali sono i temi trattati nelle diverse parti dell’articolo; insomma, scrivere contenuti ottimizzati per il SEO significa scrivere articoli lunghi ma facilmente consultabili.

Il contenuto deve essere originale al 100%

Oggi Google capisce se un articolo è scopiazzato da altri contenuti, magari riscrivendo in modo diverso il 30 o 40% dell’articolo copiato; se siete veramente esperti in una materia non avete bisogno di copiare alcun contenuto per scrivere un articolo; se dovete consultare delle fonti che voi ritenete importanti per scrivere bene un testo su un qualsiasi tema, allora, al posto di copiare pezzi tratti da quella fonte, mettete un link ad essa; è meglio.

Link infratestuali

Un altro elemento molto apprezzato da Google è la presenza, all’interno del contenuto, di link che portino gli utenti ad altri contenuti o del proprio sito web o di siti web esterni che possano permettere agli utenti, se lo vogliono, di approfondire singoli aspetti del tema trattato nel contenuto ottimizzato. Più è autorevole il sito che si linka e meglio è.

Gli headings (H1, H2, etc.)

Una regola tecnica che è bene rispettare per compiacere a Google è quella di distinguere le varie parti del testo a seconda della loro importanza con delle particelle di codice chiamate “headings”: al titolo dell’articolo bisogna aggiungere il tag H1, a un eventuale sottotitolo il tag H2, a eventuali paragrafi il tag H3, e così via; questo permette a Google di capire quali sono le parti del testo più importanti; ed è per questo che è bene mettere la parola chiave anche nel titolo dell’articolo, possibilmente all’inizio.

Last but not least: scrivete per gli utenti

La regola forse più importante per scrivere contenuti ottimizzati per il SEO l’ho lasciata per ultima; seguite tutte le altre regole riportate in questo articolo, sappiate che quella più importante è questa: scrivete per gli utenti e non per Google; quando scrivete un contenuto da posizionare su Internet, dovete chiedervi: che cosa vorranno leggere gli utenti che digitano su Google la parola chiave che ho scelto per ottimizzare il mio contenuto? E’ rispondendo in modo esatto a questa domanda che ci si può giocare le proprie carte per essere tra i primi su Google.

Guest post scritto da Matteo Giovanelli
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