Come aumentare i Clienti usando i tuoi Profili Social al Meglio

come aumentare i clienti con i social media Come consideri i tuoi profili social? Come un modo per passare del tempo ricreativo o come una reale possibilità di sfruttarli per generare nuovi clienti, rinforzare la tua reputazione, vendere? Se consideri i social media della tua azienda (o della tua attività imprenditoriale o professionale) come un’opportunità, leggi qui come aumentare i clienti usandoli bene. Esistono molti consigli che puoi mettere in pratica per ottimizzare da subito i tuoi social.

 

#1 Come aumentare i clienti: considera i social come uno strumento per risolvere i loro problemi

Anche se sei a capo di una piccola attività o addirittura di una start-up, se hai o avrai clienti, dovrai dotarti di un servizio clienti (se pur minimo). Il team del servizio clienti (tu stesso, dei tuoi collaboratori freelance o addirittura un Assistente Virtuale in outsourcing) possono sfruttare lo spazio social della tua azienda per:

  • Studiare attraverso le metriche il grado di coinvolgimento e fidelizzazione dei clienti
  • Usare i social per creare engagement anche tra i dipendenti/collaboratori e abbattere gli eventuali costi del turn over a tutto vantaggio dell’azienda

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Risolvere i problemi del tuo target per convertirlo in clienti è una strategia di marketing largamente utilizzata. Analizzando il tuo mercato di riferimento, soprattutto nella sua presenza sui social media, ti accorgerai che le persone, online, cercano prevalentemente la risposta a dei problemi o quesiti che hanno. Poniti, se realmente lo sei, come risolutore e avrai fatto bingo. Naturalmente, vale la regola d’oro di riuscire a mantenere sempre (con il tuo prodotto o servizio) quello che prometti.

 

#2 Come aumentare i clienti: non lasciare al caso la tua presenza sui social media

Essere presenti con profili e pagine aziendali sui principali social media è un’attività che non deve mai essere lasciata al caso, se si vuole sfruttare questa “piazza” per aumentare la presenza sul mercato, i tuoi clienti e la tua reputazione. Quindi organizza un team o delega un collaboratore freelance, che possa:

  • Sviluppare un piano di contenuti pensati ad hoc per il pubblico social
  • Analizzare attraverso le metriche il comportamento del target
  • Interagire con i potenziali clienti nel più breve tempo possibile

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Organizzare al meglio la tua presenza sui social è un’attività che prende il nome di Social Media Strategy. Il top influencer (secondo il Wall Street Journal) e guru del social marketing Neil Patel, suggerisce di:

  • Verificare la completezza dei tuoi profili social. Devono essere sempre completi e aggiornati. Attraverso una ricerca su Google, visualizza quali tra i tuoi social compaiono nei primi risultati di ricerca (prime due pagine della SERP). Annotali e poi visita ciascun profilo per assicurarti che tutte le tue informazioni siano compilate e aggiornate
  • Linka tra loro i tuoi social creando un vero e proprio Cerca cioè le opportunità per aggiungere link da un profilo social ad altri. Ad esempio, se hai un canale Youtube, questo ti offre uno spazio per i link di Twitter, Facebook e Google+. Inoltre, non dimenticare di includere i profili social nella tua firma e-mail. Per questo scopo puoi usare app come WiseStamp o similari.

 

#3 Come aumentare i clienti: monitora quel che si dice di te (e dei tuoi competitor)

I social media e soprattutto gli strumenti di gestione delle piattaforme social, consentono di “ascoltare” quel che si dice della tua azienda o del tuo brand quando tu non ci sei. Questa è una grande opportunità da sfruttare e si chiama Social Media Monitoring. Ascoltando le conversazioni e registrando le eventuali menzioni al tuo brand, ti è possibile analizzare la tua reputazione online e guidarla attraverso interventi social mirati a scalare la vetta del tuo settore di riferimento, distanziando i competitor. Puoi anche considerare che ascolto e misurazione delle performance sono due aspetti inscindibili tra loro.

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Sul web esistono molti strumenti, anche gratuiti, per fare Social Media Monitoring e svolgere l’attività che in gergo si chiama brand watch (monitoraggio del marchio). Il più conosciuto è forse Hootsuite che ti consente di agganciare in una dashboard i tuoi social e di visualizzare tutte le menzioni al tuo brand. Ma non è l’unico strumento che puoi usare. Eccone altri tre utilissimi (anche in verisone gratuita):

  • How Sociable: misura la tua presenza sui social media e anche quella dei tuoi concorrenti. Inoltre, grazie ad un meccanismo di punteggio, ti indica quali piattaforme social funzionano meglio per la tua attività (così puoi puntare a sviluppare al meglio la tua presenza in queste sedi)
  • BuzzSumo: è uno strumento che analizza il contenuto dei tuoi post sui social media. Ti mostra quali contenuti offrono le prestazioni migliori e ti indica anche il tipo di contenuto che funziona bene, il momento migliore per pubblicare e i post di lunghezza migliore
  • TweetReach: sei su Twitter? Bene, usa questo strumento per scoprire come vanno i tuoi tweet e su chi, esattamente, dovresti mirare con i tuoi contenuti

Adesso ne sai abbastanza per iniziare a convertire il tempo che passi girovagando sui social in tempo da spendere utilmente per il benessere e lo sviluppo della tua attività imprenditoriale. Non hai modo o non hai voglia di farlo da solo? Ingaggia un freelance che possa aiutarti. Cercalo tra i Social Media Stategist o Social Media Manager, anche qui su AddLance!

Consulente Web Marketing: ti Spiego cosa a e quali sono i miti da Sfatare

Sara Colzani consulente web marketing
Sara Colzani

Continua il viaggio di AddLance Blog Café alla scoperta delle nuove professioni connesse con il Web. Ecco chi è il Consulente Web Marketing, che cosa fa (molte cose) e quali sono i miti fa sfatare sulla sua figura. Ne parla con noi la Web Marketer Sara Colzani: “Spesso quando parlo della mia professione con persone estranee al settore, la gente mi guarda un po’ stranita. Come per dire… Consulente Web Marketing, e quindi?“.

Cosa fa il Consulente Web Marketing?

Le risposte possono essere molteplici! Diciamo che si procede per step:

A) Fase di Pianificazione che comprende l’analisi dello status quo per individuare i plus e i minus del Brand, capirne le opportunità e le minacce, valutare le risorse (economiche, team a disposizione, ecc..). Si procede quindi all’analisi dei competitor per individuare i best performer. È importantissimo anche capire qual è il pubblico di riferimento effettuando un processo di segmentazione, targeting e definizione delle buyer personas. Questo sarà fondamentale per decidere il tone of voice da utilizzare e in quali canali essere presenti.

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Come Organizzare un Evento: l’Event Planner e le Norme sulla Sicurezza da Rispettare

come organizzare un eventoUn Event Planner deve avere una buona capacità organizzativa, che però serve a poco se non c’è una conoscenza delle regole di sicurezza da rispettare. A partire dai disastrosi eventi di Torino,  in Italia le Autorità di vigilanza sono più attente al rispetto delle norme,  diventate ora più restrittive anche a causa del rischio terrorismo. Ecco come organizzare un evento tenendo conto delle Norme di Sicurezza da rispettare.

 

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Web Marketing per artisti, ovvero come Promuovere un Disco ai Tempi della Rete

web marketing per artistiWeb marketing per artisti? Anche in questo caso il tempo e lo sviluppo della rete hanno rivoluzionato un po’ il modo di procedere. Fino a pochi anni fa, infatti, il musicista che voleva farsi conoscere cominciava dalla realizzazione di un cd demo. Questo conteneva poche tracce, massimo quattro, ne stampava al massimo cinquecento/mille copie e le destinava principalmente alle etichette discografiche oppure le vendeva durante le performance. L’artista, dunque, inviava per posta i cd nella speranza di essere ascoltato e prodotto da un etichetta. Dopo di che, tutto il lavoro di comunicazione, promozione e distribuzione veniva pilotato dall’eventuale etichetta discografica e dal suo ufficio stampa e l’artista doveva occuparsi solo di fare musica.

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Vuoi Fidelizzare il Cliente? Usa la Gamification, la Magia del Gioco applicata al Business

fidelizzare il clienteI giochi, intesi come attività ludiche per lo svago e il divertimento delle persone, hanno fatto parte della vita umana fin da quando l’uomo ha messo piede su questo pianeta. Ma cosa c’entrano i giochi con bisogno di fidelizzare il cliente? Una piccola premessa. I giochi vengono usati come strumenti di divertimento, di aggregazione, ma anche e soprattutto come mezzi di istruzione per bambini, vedi i giochi come il Sapientino o per gli adulti, dove la componente gioco è meglio amalgamata all’interno di un contesto volto all’apprendimento.

Divenute pubbliche grazie al sito Foursquare nel 2009, le dinamiche dei giochi vengono applicate anche nel mondo business in quell’insieme di processi e strategie che gli esperti chiamano Gamification. Strategie che sono già state implementate in siti che usiamo tutti i giorni come LinkedIn o Twitter e che stanno conquistando anche il negozio online più grande del mondo: Amazon.

Sempre più aziende stanno cercando di “gamificare” vari aspetti del loro lavoro: da un migliore coinvolgimento del cliente fino a nuovi modi per motivare i dipendenti. La Gamification è ormai ovunque: Ecco un piccolo assaggio di come funziona e quali sono le implicazioni dietro questo nuovo modo di fare business.

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Fidelizzare il cliente? La Gamification rende l’esperienza utente piacevole e coinvolgente

Il termine “Gamification” viene coniato nel lontano 2002 dall’informatico Nick Pelling come

L’applicazione di un design simile ad un gioco per rendere l’esperienza utente online piacevole e coinvolgente.

Al giorno d’oggi la parola ha assunto un significato più ampio. L’affermazione che esprime al meglio il concetto, è stata data da Yu-Kai Chou, il maggior esperto mondiale in materia:

La Gamification è l’arte di saper individuare tutti gli elementi divertenti ed avvincenti che si trovano nei giochi ed applicarli nella vita reale o nei business.

Usata principalmente come tecnica di marketing online per migliorare ed aumentare il coinvolgimento dei clienti nei confronti di un prodotto o servizio, elementi della Gamification sono stati presi in prestito da quasi tutti i settori del mondo moderno: educazione, consulenza aziendale, applicazioni per cellulari, siti e-commerce e via dicendo.

Ha il potere di trasformare completamente l’esperienza dell’utente, usando i principi del game design per creare un mondo dove viene intrattenuto, sfidato e stimolato a dare il meglio di sé allo stesso tempo. Offrendo incentivi agli utenti ed incoraggiandoli ad ottenere riconoscimenti nel loro “viaggio” verso l’acquisto di un prodotto o servizio, permette di aumentare il loro coinvolgimento con te e il tuo sito web.

Grazie a questo coinvolgimento interattivo, la Gamification si è rivelata essere una eccellente soluzione per uno dei problemi più sentiti: mantenere i clienti più a lungo possibile. Infatti, più tempo gli utenti passano ad interagire con il tuo brand o il tuo prodotto/servizio, più lungo sarà il lifetime customer value, ovvero i profitti per cliente, della tua attività.

Per fidelizzare il cliente applica la Gamification: una competizione che ha delle regole che portano a dei risultati (proprio come in un gioco)

C’è ancora molta disinformazione intorno a questo nuovo concetto e, ancora oggi, troppo spesso la “gamificazione” viene intesa come creazione di giochi, togliendo valore a quelle che sono le reali potenzialità del processo. I giochi sono una sorta di competizione dove ci sono delle regole da seguire che determinano abilità e risultati conseguiti. La Gamification prende quelle meccaniche che ci motivano a continuare a giocare e le mette all’interno di contesti di vita reale per creare specifiche abitudini.

Ci coinvolge e ci consente di far leva su alcuni dei nostri più profondi desideri: socializzare, imparare, dimostrare la nostra bravura, ottenere risultati e ottenere lo status desiderato. Laddove la normale realizzazione di questi desideri si fonda su attività noiose e ripetitive, la Gamification trasforma tutto in un’esperienza divertente e motivante. Grazie alla possibilità di ottenere ricompense gli utenti vengono “catturati” dal gioco e sfidati a fare sempre meglio.

Il “trucco” dietro questa trasformazione è una reazione chimica del nostro cervello: i premi e le ricompense infatti attivano il rilascio di dopamina, “l’ormone della felicità, il responsabile delle sensazioni di piacere e soddisfazione che percepiamo in noi quando ci sentiamo felici. Per farti un esempio pratico: hai mai vinto una partita a Monopoli? Hai presente quella sensazione di soddisfazione che provi a partita finita? Ecco, quella è la dopamina in azione! Possiamo quindi affermare che il punto di forza della Gamification è la creazione della felicità, facendo leva sulle nostre più profonde motivazioni.

Ma come è possibile?

 

Come funziona la Gamification: per fidelizzare il cliente fai leva su motivazione, abilità e tentazioni

Le meccaniche di creazione dei giochi, qualsiasi essi siano, giochi da tavolo come il Monopoli, giochi di movimento come il nascondino (ormai purtroppo dimenticato) e i moderni videogiochi, sono sempre centrate su tre elementi principali:

  • Motivazione
  • Abilità
  • Cause scatenanti o Tentazioni

 

La motivazione è il perché

Ovvero quello che spinge l’utente a fare quello che fa. È la ragione, o le ragioni per le quali qualcuno ha determinati comportamenti. Ovunque si trovino persone esistono soggetti da motivare, siano essi dipendenti di un’azienda motivati a lavorare meglio, venditori, motivati a vendere di più o pazienti, motivati dal medico ad adottare uno stile di vita sano per mantenersi in salute.

Attenzione a pensare che la motivazione che coinvolga l’utente sia estrinseca perché sei completamente fuori strada. La motivazione estrinseca, per definizione è quella sostenuta da rinforzi esterni e tangibili quali vantaggi e riconoscimenti da terze persone.

Quella generata dal processo di Gamification è invece motivazione intrinseca poiché fa leva su elementi intangibili quali la soddisfazione personale, il divertimento e la felicità del singolo individuo. Il primo strumento per creare motivazione intrinseca nell’esperienza dell’utente è rendere l’esperienza “social”, creando compiti di gruppo che richiedono un lavoro di squadra e incoraggiando le interazioni tra i giocatori.

Compiti che non devono essere noiosi, anzi, devono aggiungere eccitazione, mistero ed emozione, devono essere imprevedibili. Il riconoscimento dopo poco tempo diventa scontato quindi, per evitare l’allontanamento dell’utente, devi inserire un pizzico di imprevedibilità. Devi assicurarti che gli utenti abbiano libertà di scegliere il percorso da seguire, se la strada verso il risultato è unica, non ci sono possibilità per l’utente di personalizzare l’esperienza esprimendo la propria creatività.

 

L’abilità è il come si fa

Ovvero un insieme di regole e di informazioni necessarie per portare a termine uno specifico compito. Il percorso che permette all’utente di imparare queste abilità è uno dei punti più importanti per la creazione di un piano di Gamification.  È essenziale che l’esperienza utente sia basata sulla crescente acquisizione di abilità che sbloccano nuove possibilità e non sulla mera fortuna.

E devi essere in grado di trasferire la sensazione all’utente di poter padroneggiare una determinata abilità man mano che va avanti con la propria esperienza. Non deve essere un compito né troppo facile né troppo difficile altrimenti, per motivi diversi, l’utente abbandona. Di contrasto a tutto questo devi esser bravo a creare una sempre crescente difficoltà man mano che si prosegue con il livello: il nostro cervello ha bisogno anche di essere sfidato.

Cause scatenanti e tentazioni

Il terzo punto sono le cause scatenanti, il “quando” e il “dove” del viaggio dell’utente. Sono quegli elementi che permettono all’utente di mantenere la motivazione, di eliminare le distrazioni e continuare il viaggio. Si dividono principalmente in tre tipologie:

  • Spinta: l’elemento che si presenta all’utente nel momento esatto in cui deve fare una determinata azione
  • Facilitazione: interviene quando un utente ha tanta motivazione ma scarsa abilità
  • Indicazione: un semplice promemoria per ricordare all’utente che deve fare determinate azioni.

  

Vuoi fidelizzare il cliente? Ecco un esempio di coinvolgimento utente: i programmi fedeltà

L’esempio più semplice ed immediato di coinvolgimento utente sono i programmi fedeltà come le carte punti o i coupon dei supermercati e l’accumulo di “miglia” per le compagnie aeree. L’obiettivo di questi programmi è la creazione di un rapporto sempre più stretto tra il cliente, il prodotto e il marchio.

Come saprai il loro funzionamento è molto semplice:

  • Ti viene data la carta/coupon/altro in regalo
  • Fai un acquisto
  • Accumuli punti (il riconoscimento di cui abbiamo parlato finora).

Quello che differenzia un programma di successo da uno di non successo è l’abilità di creare motivazioni intrinseche per accettare di fare le azioni #1 e #2. Come abbiamo detto, il semplice accumulo di riconoscimenti non è sufficiente a determinare il successo di un’esperienza utente.

 

In conclusione, vediamo la Gamification in pratica

Per concludere questo articolo voglio farti vedere una veloce analisi di una delle applicazioni che meglio applica il concetto di Gamification: la Nike+. Mi limiterò a elencare quali sono gli elementi della app che corrispondono alle caratteristiche che abbiamo imparato qui.

 

Case Study: App Nike+

nike + app gamification Motivazione intrinseca: rimettersi in forma, migliorare la salute, condividerei propri risultati con i Run Club;

Motivazione estrinseca: i badge sbloccati man mano che si portano a termine determinate azioni

Abilità: programmi di corsa a difficoltà crescente

Cause scatenanti:

Spinta: sfide da superare,

Facilitazione: programmi a difficoltà crescente

Indicazione: pianificazione dei propri percorsi

Ti è piaciuto quello che hai letto? Pensa che è solo una piccola parte di tutto il processo. Servirebbero interi libri per raccontare tutto quello che riguarda la Gamification. Se vuoi saperne di più, faccelo sapere nei commenti!

 

Guest post a cura di Alessio Colzi

Marketing strategico e operativo: quello che Devi Sapere

marketing strategico e operativoConosci già la differenza?

Mentre il marketing strategico studia le opportunità e definisce gli obiettivi dell’azienda, il marketing operativo si concentra sui dettagli per raggiungere tali obiettivi.

Eccola qui, spiegata in due parole la differenza tra marketing strategico e marketing operativo (o tattico).

L’uno difficilmente esiste senza l’altro e quindi molti li definiscono due lati della stessa medaglia.

Tattica e strategia sono spesso utilizzate in modo intercambiabile quando si parla di ottenere un obiettivo.

Ma anche se le due parole possono sembrare sinonimi, significano cose diverse, specialmente nel marketing.

Conoscerle, ti aiuterà a destreggiarti meglio per impostare e poi raggiungere gli obiettivi della tua attività, freelance o azienda che tu sia.

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Il Cliente fidelizzato? E’ una Risorsa preziosa anche per il Freelance

cliente fidelizzatoOggi anche per il freelance (così come per le aziende) la fidelizzazione del cliente è uno degli obiettivi di marketing più importanti, dato che acquisire nuovi clienti ha un costo decisamente più alto rispetto al mantenimento di quelli già esistenti. Ecco perché nel marketing strategico la fedeltà del cliente ha un ruolo fondamentale e una buona parte delle risorse aziendali viene dedicata a questo. Il cliente fidelizzato è, infatti, maggiormente invogliato all’acquisto e non considera più il parametro del prezzo fino al punto da non prestare attenzione alle offerte della concorrenza.

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Scrivere Recensioni, sai perché è così Importante per la tua Attività?

scrivere recensioniVolantini, brochure, depliant, cartelloni pubblicitari, insegne, spot TV, banner, newsletter e mail: quanta promozione!

Ma sei sicuro che siano questi gli elementi principali su cui si basano le nostre scelte di acquisto?

Forse no.

Prova solo per un momento a pensare all’ultimo ristorante in cui sei stato o al più recente prodotto che hai comprato online.

Ora fai un piccolo sforzo in più e soffermati sul motivo che ti ha spinto a scegliere, tra tutti, proprio quel ristorante o prodotto.

Scommettiamo che solo pochi stanno pensando al volantino accattivante o allo spot TV, ma che la maggior parte sta ricordando il suggerimento dell’amico, il commento sul giornale, la recensione sul blog o il consiglio sui social.

Ovvero qualcuno che si è messo a scrivere recensioni.

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