Come fare un Preventivo corretto in poche e semplici Mosse

 

come fare un preventivoStai cercando idee su come fare un preventivo? Il preventivo è una proposta di contratto dove il professionista si impegna ad eseguire la prestazione prevista dal preventivo stesso alla cifra concordata.

Quante volte hai inviato dei preventivi che poi non si sono tramutati in un lavoro? Sicuramente, per preparare un ottimo preventivo ci vuole una giusta dose di esperienza per quantificare bene il lavoro da eseguire. Certamente, devi anche capire bene le esigenze del tuo cliente e quello che si aspetta da te. È consigliabile mettersi nei panni del cliente e quindi, nel compilare un preventivo, ricorda di:

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Fatturazione Elettronica 2019, ecco Cosa Cambia dal 1 Gennaio

 

fatturazione elettronica 2019La fatturazione elettronica è un sistema digitale che consente di emettere, trasmettere e conservare le fatture in formato XML. All’interno del file XML è incorporato un codice digitale univoco e personale. Prima le fatture  venivano emesse su supporto cartaceo e venivano compilate tramite fogli di calcolo, software di fatturazione e gestionali e bisognava sostenere i costi di stampa, spedizione e conservazione. Successivamente, il fornitore inviava al cliente la fattura tramite posta o e-mail. Il cliente, dopo aver ricevuto la fattura, era obbligato a conservare per dieci anni il documento.

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Non puoi assumere un Dipendente? I 5 Vantaggi di affidarti ad un Professionista Freelance

freelance ingaggiarlo convieneLa grande accelerazione tecnologica e i mutamenti culturali e sociali che abbiamo visto negli ultimi decenni, hanno inesorabilmente prodotto un cambiamento nel mondo del lavoro. Il valore del posto fisso ha in parte ceduto il passo al concetto di “flessibilità”, ma soprattutto stanno evolvendo velocemente alcune interessanti modalità di collaborazione che offrono opportunità e vantaggi sia ai lavoratori, sia alle aziende che si servono del loro lavoro.

Oggi vi sono opportunità che erano impossibili da immaginare anche solo un decennio fa. Le aziende in grado di adattarsi velocemente a questa tendenza saranno maggiormente in grado di crearsi una posizione di vantaggio.

Se da una parte oggi più che mai c’è bisogno di professionisti specializzati ed aggiornati, dall’altra le aziende devono fare i conti con una limitata capacità di spesa per le assunzioni o semplicemente non hanno bisogno di un collaboratore a tempo pieno per i nuovi tipi di mansioni che devono coprire. Ecco perché sempre più imprenditori si stanno orientando verso i lavoratori freelance in alternativa ai tradizionali rapporti di lavoro subordinato.

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Lavoro Freelance, Consigli per farsi Pagare Consulenze e Competenze

lavoro freelance farsi pagareAlzi la mano chi, facendo un lavoro freelance, non abbia mai avuto problemi (o ridardi vistosi) con l’accredito delle competenze. In poche parole, alzi la mano chi non abbia mai avuto problemi a farsi pagare. Capita a tutti i freelance e i lavoratori autonomi. Almeno una volta nella vita. Lo rileva l’esperienza pratica ma anche uno studio PayPal, ripreso dalla prestigiosa rivista Forbes. Quasi il 60% degli intervistati, secondo questo studio del noto sistema di pagamento online, ha rivelato di aver avuto a un dato punto, problemi ad essere pagato per la prestazione eseguita.

 

Lavoro freelance, essere pagati è un diritto: i consigli migliori per difenderlo

A parte il consiglio, quasi ovvio, di fidelizzare il cliente serio e puntuale che non fa storie al momento di saldare il compenso (o la consulenza), ecco i 4 consigli da considerare per riscuotere il dovuto al più presto.

 

  • Metti in chiaro da subito il tuo onorario. Se sono previsti lavori extra o consulenze anche telematiche, definisci al momento dell’ingaggio se le stesse saranno conteggiate a parte o se saranno incluse comunque nel compenso pattuito
  • Non limitarti a chiedere informazioni sullo stato dei pagamenti. Se stai ancora aspettando di ricevere il compenso per il lavoro svolto, manda una mail chiedendo se devi compilare dei documenti aggiuntivi e se ci sono problemi tecnici con il pagamento della fattura, dato che ancora non hai ricevuto alcun accredito. Questo è un cortese sollecito e anche un modo per verificare che nulla sia andato storto con la tua procedura di pagamento
  • Se continui a non ricevere il tuo compenso, cerca fino all’ultimo di mantere relazioni positive, aumentando la pressione in modo amichevole per preservare comunque il contatto/cliente. Poi, quando riterrai essere arrivato il momento e dopo aver ancora una volta verificato che non ci siano impedimenti tecnici al pagamento del tuo lavoro freelance, puoi rivolgerti ad un legale o a una agenzia di recupero crediti. Naturalmente, se l’importo da ricevere vale lo sforzo (e il costo) di tale procedura.

Leggi anche Contratto di lavoro freelance, scarica il fac-simile

 

Lavoro freelance, vuoi mettere al sicuro la tua attività? Diversifica i clienti

Un modo abbastanza sicuro e abbastanza utilizzato per evitare di ritrovarsi senza reddito è quello di diversificare i propri committenti. Non dipendere economicamente da un solo cliente è importante, poiché riduce al minimo il rischio di ritrovarsi – improvvisamente – senza compensi. Un unico cliente, infatti, anche se armato di ottime intenzioni e di precisione nei pagamenti, potrebbe per qualunque ragione decidere di non proseguire più con la collaborazione. Oppure potrebbe avere problemi economici che rallenterebbero o farebbero del tutto cessare il pagamento dei tuoi onorari.

 

Lavoro freelance, ancora qualche consiglio per non “lavorare gratis”

Lavorare gratis non piace a nessuno. Ecco qualche altro consiglio, oltre a quelli già citati, per evitare questo problema. Nel contratto di ingaggio, scrivi e fai sottoscrivere queste piccole clausole, soprattutto se hai a che fare con nuovi committenti che ancora non conosci bene:

  • Acconti: se il compenso fissato è molto alto o il lavoro è molto lungo (ad esempio richiede mesi), stabilisci nero su bianco una serie di acconti. Questo ti permetterà di avere un’entrata costante e di ridurre il rischio di non essere pagato
  • Penali: puoi considerare, se valuti il caso, di inserire nel contratto di ingaggio una penale progressiva in caso di ritardo nei pagamenti
  • Scadenze: definirle è altrettanto importante. Firmate entrambi per accettazione uno scadenziario sia per la consegna da parte tua del lavoro concordato, sia per il pagamento da parte del tuo committente, del compenso pattuito

Ancora dubbi? Leggi il nostro Contratto di lavoro freelance in 8 punti!

 

 

Finanziamenti Start Up, 4 Cose da Sapere sul Crowfunding

finanziamenti start up crowfundingSi fa un gran parlare di start up. Ma cosa sono?

Niente altro che idee imprenditoriali in fase di inizio attività, in previsione del pieno raggiungimento del successo.

Si tratta del momento più delicato di un’attività, in cui tutto deve essere programmato alla perfezione, anche i momenti di difficoltà.

Uno di questi è legato alla mancanza di fondi necessari per cominciare.

Tra i finanziamenti alle start up si stanno facendo strada quelli forniti dalla pratica del Crowfunding.

Di seguito 4 cose da sapere per dare avvio alla tua attività imprenditoriale finanziandola con questo mezzo.

 

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Cos’è la Blockchain e perché ti Serve Saperlo se Vivi nella Sharing Economy

cos'è la blockchainCos’è la Blockchain? Detta in italiano “catena di blocchi, è una tecnologia informatica che registra in modo autonomo e automatico ogni transazione relativa al passaggio di proprietà, al prestito e al noleggio di un determinato bene o all’uso di un servizio. La transazione, che avviene online, è tracciata in ogni fase del suo percorso e archiviata in modo sicuro ed efficace.

Le Blockchain, attualmente utilizzate soprattutto per gli schemi di digital currencies, nascono con la sharing economy nell’ultimo decennio di questo secolo, grazie alla diffusione di smartphone che hanno reso possibile la fruizione di Internet e Gps su scala planetaria.

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Flat Tax Partita Iva: se la Proposta a Due Aliquote diventasse Realtà?

flat tax partita ivaNegli ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di flat tax, la cui introduzione dovrebbe rappresentare un’innovazione sostanziale del regime fiscale italiano.

E, sempre negli ultimi tempi, una delle parole più cercate su Google è flat tax partita Iva, proprio perché questa aliquota “piatta” dovrebbe essere applicata, nei piani del Governo, anche ai titolari, appunto, di partita Iva.

Ma cos’è la flat tax e come funziona? Sostanzialmente l’aliquota è fissa

Come il nome stesso suggerisce, la flat tax è una tassa “piatta” ovvero non caratterizzata dalla variabilità. In altre parole il sistema fiscale si basa su un’aliquota fissa e non è progressivo “a scaglioni”. Il nostro attuale sistema è infatti caratterizzato dalla progressività: l’aliquota aumenta all’aumentare del reddito imponibile. Più reddito imponibile produci più aumenta la tua aliquota.

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Con la flat tax l’aliquota è fissa e si ribalta completamente l’approccio della progressività. Il sistema a scaglioni viene sostituito da un’aliquota unica. La flat tax, per quanto possa sembrare una novità, in realtà non è una cosa del tutto nuova e già era nota – come forma di tassazione diretta – nel XVIII secolo. Successivamente  è stata sostituita dai sistemi progressivi, per poi tornare alla ribalta nel 1956 negli USA, proposta dall’economista Milton Friedman e oggi rispolverata dal nostro attuale Governo. Naturalmente, non entreremo nel merito politico della flat tax, ma solo nel merito delle opportune riflessioni fiscali.

 

Flat tax e partita IVA, quali novità per i freelance

In base alle ultime novità, imprese, società e partite IVA avranno due aliquote, al 15 e al 20% a partire già dai primi mesi del 2019. Per le famiglie, l’applicazione della flat tax non arriverà prima del 2020. Specificatamente, gli esperti sono al lavoro per valutare l’applicazione dell’aliquota del 15% per le partite IVA fino a 65 mila euro e del 20% per le partite IVA da 65 mila a 100 mila euro.

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Con uno “sdoppiamento” in due aliquote, si ridisegna la geografia dei possessori di partita IVA anche dal punto di vista territoriale, poiché è noto che i trend di ricavo (o per meglio dire di reddito imponibile) variano a seconda anche della regione di provenienza. Inoltre, il disegno di legge per la flat tax 2019 prevede anche che per le start up l’aliquota sarà del 5% per 5 anni, limitatamente agli under 35 e agli over 55.

 

Quali benefici con la flat tax per la partita IVA?

Difficile avere per il momento una stima del risparmio di tasse, poiché questo dipende dal reddito imponibile e dal tipo di professione. Se da un lato c’è chi guarda alla dual tax (essendo a due aliquote) come a una manna dal cielo per risparmiare, dall’altro c’è chi è scettico. Tra le voci diffidenti, citiamo Anna Soru, presidente di Acta, l’Associazione italiana dei freelance, che sul tema afferma (fonte: www.linkiesta.it):

«Il lavoro autonomo così diventerebbe molto più conveniente di quello dipendente, incentivando le false partite Iva e andando di fatto in direzione opposta rispetto agli obiettivi del decreto dignità. La domanda da farsi è se c’è un modo migliore per usare queste risorse e se è opportuno un provvedimento del genere oppure no».

 

Flat tax e partite IVA: che fine farà il regime forfettario?

L’aliquota al 15% – stando alle stime del Sole 24 Ore – riguarderebbe circa 665 mila partite Iva. Un vero e proprio esercito, insomma, di professionisti con reddito imponibile non elevato che altro non sarebbero che le partite Iva che nel 2017 hanno aderito al regime forfettario.

Come ben noto, in caso di adesione alla contribuzione forfettaria vi sono dei limiti da rispettare in termini di ricavi e/o compensi. Una semplificazione alla quale molti hanno aderito non per sfuggire all’Irpef, quanto piuttosto per avere semplificazioni sostanziali riguardo alcuni adempimenti come l’obbligo e la tenuta dei registri contabili, l’applicazione degli studi di settore, l’invio della fattura elettronica e molto altro ancora.

Giova sottolineare che nelle intenzioni attuali del Governo, la flat tax con aliquota al 15% andrebbe a sostituire proprio il regime forfettario che prevede tetti diversi di contribuzione a seconda della categoria professionale e che comunque non superi i 50 mila €.