Sei un Programmatore Freelance? Ecco 12 Strumenti di cui non puoi fare a meno per Lavorare Bene

programmatore freelance strumentiQuando si sceglie la vita del programmatore freelance, si mette in conto l’inevitabilità di diventare inseparabili da scrivania, sedia e, ovviamente, computer. Stare 8 ore (se non di più) al giorno davanti a uno schermo, intenti a risolvere dei problemi che a volte sembrano impossibili, può minare il benessere sia fisico che mentale. La scelta degli strumenti con cui lavorare è fondamentale, e alcuni di essi sono indispensabili per garantire una postazione di lavoro piacevole e adatta alle esigenze.

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Sito Sicuro: perché Appare questa Scritta sul mio? Cosa Sapere su Certificati SSL e Google Chrome

sito non sicuro sslSe utilizzi Chrome – il diffusissimo browser di Google – potresti aver notato alcuni cambiamenti nelle pagine del vostro sito web che ora viene contrassegnato come sito non sicuro. Infatti, con una serie di aggiornamenti partiti già nel 2017 e in particolare con le ultime versioni di Chrome, Google si impegna a garantire un web sempre più sicuro, segnalando come potenzialmente dannosi e a rischio i siti sprovvisti di certificato SSL e quindi non conformi al protocollo HTTPS.

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Controlli e Strumenti per Rendere sicuro un Sito Web

come fare un sito sicuroQuante volte hai letto “sito non sicuro” sulla barra di navigazione del browser? Oppure quante volte hai letto su una normativa privacy di un negozio online “il sito trasferisce i dati in maniera sicura”? Ormai la parola “sicurezza” nell’ambito web è diventata una pedina fondamentale, soprattutto con l’avvento della Legge sul GDPR. Nonostante sia obbligatorio ormai,  oltre che fondamentale, molte persone che si approcciano allo sviluppo di un’idea o di una professione sul web trascurano questo aspetto o non sanno esattamente come fare un sito sicuro. Rischiano così non solo di avere un danno al sito con conseguente dispendio di tempo e di soldi per ripristinare, ma in caso di furto di dati degli utenti anche in qualche sanzione.

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Marketplace, le (web) API Sono l’Anello di Congiunzione tra Business e Tecnologia?

web api marketplace

Parleremo subito di marketplace, sì.

Ma cosa significa, prima di tutto, Web API?

Cominciamo semplicemente sviluppandone l’acronimo.

API sta per Application Program Interface.

Immagino che non sia ancora chiaro.

Aggiungo allora che si tratta letteralmente di set preconfezionati di protocolli e procedure per la creazione di applicazioni per il Web.

Il loro scopo è principalmente di evitare ai programmatori di riscrivere ogni volta tutte le funzioni necessarie al programma partendo da zero.

Con questo non vogliamo dire che i programmatori siano degli scansafatiche!

A livello pratico, questo non dover ripartire dal nulla ogni volta, consente numerosi vantaggi, come, ad esempio, sviluppare software a prezzi notevolmente più competitivi, perché l’utilizzo di queste “stringhe” semplifica molto il lavoro.

Inoltre, i tempi di consegna di un programma si riducono moltissimo, consentendo maggiore competitività e dando risposta più immediata al soddisfacimento di qualsiasi esigenza.

Il mercato delle startup tecnologiche e degli sviluppatori sta subendo una crescita notevole negli ultimi anni. Poter utilizzare “pezzi di codice” già definiti per ridurre il time to market di un servizio, di un sito, di una app o di qualsiasi altra attività tecnologica (che necessiti di un codice software) è sempre più importante, per non dire fondamentale.

Web API marketplace: immagina di essere in un grande supermercato virtuale di codici

Bene, ora che (forse) hai un po’ più chiaro il concetto di web API, possiamo passare a quello di web API marketplace.

Immagina di essere in un grande supermercato virtuale dove, al reparto prodotti freschi, trovi ottimi “libri di cybernetica e insalate di matematica”. Ecco, guardati intorno e scorgerai codici informatici cadere a cascata (sì, ammetto che Matrix è sempre fonte d’ispirazione, anche se recentemente sono venuta a scoprire che quei codici a cascata altro non erano che un libro di ricette giapponese, n.d.A.).

Comunque, con questi linguaggi cifrati freschi freschi, che puoi acquistare (o talvolta prendere gratuitamente) e adattare alle tue esigenze, un po’ come faresti acquistando gli ingredienti per una ricetta, un programmatore può far interagire due programmi (o due piattaforme, o un programma e una piattaforma) altrimenti tra loro incompatibili.

Potenzialmente, si possono persino estendere le funzionalità di un programma ben oltre le reali intenzioni di chi l’ha realizzato.

La rete è piena di marketplace, eccone 3 per te

Esistono ormai moltissimi marketplace in rete, noi ne abbiamo selezionati tre, tutti molto diversi tra loro.

1. Platfr.io

Platfr.io è un “supermercato” di pezzi di codice per i pagamenti, di origine nostrana, lanciato dal Gruppo Banca Sella. Il Gruppo ha probabilmente visto in questo mercato un potenziale investimento. Ricordo che GBS, nel lontano ’97, lanciò il primo carrello e-commerce d’Italia, quindi si tratta di un gruppo non nuovo al successo tecnologico: se loro ci vedono un investimento, direi che possiamo fidarci.

Con GBS nasce quindi la prima “open banking platform” in Italia e tra le prime a livello internazionale, con un’infrastruttura tecnologica aperta a imprese innovative e startup. Queste potranno accedere a servizi e funzioni, finora accessibili solo dalla banca, integrando l’operatività bancaria di cui hanno bisogno direttamente nei servizi che desiderano offrire ai clienti. Questo servizio si configura come un sito web (www.platfr.io) su cui vengono rese fruibili le API e vengono anche forniti sia la documentazione necessaria, che l’assistenza per il loro utilizzo da parte degli sviluppatori esterni. I primi servizi ad essere resi disponibili via API sono relativi all’operatività sui conti correnti (per esempio lista movimenti, saldo e bonifici).

 

2. Mashape

Mashape è l’acronimo di“We Make the API Developers Happy”. La loro mission è piuttosto chiara, vogliono rendere felici gli sviluppatori.

Come? Fornendo ciò di cui hanno bisogno in maniera open source… e mettendo a disposizione una piattaforma, Kong, su cui poter caricare le proprie API. Da Lainate a San Francisco, questo è il classico caso di “cervelli in fuga” dall’Italia, tre giovanissime menti (assolutamente under 30) che, per realizzare il loro progetto, hanno dovuto emigrare in USA a caccia di finanziamenti e, soprattutto, di chi credesse in loro.

Per spiegarti bene che cos’è Mashape e come funziona, riporto le parole, rilasciate da Michele Zonca (founder di Mashape, insieme a Marco Palladino e Augusto Marietti) durante una delle numerose interviste che l’hanno visto come protagonista:

“Dunque, per parlare di Mashape bisogna fare una introduzione sulle API. Ad altissimo livello, le API sono un modo per includere funzionalità di terze parti; quello che sta succedendo nell’informatica negli ultimi anni è un’esplosione delle API, delle cosiddette cloud API, cioè le API accessibili via internet. Il vantaggio di fornire le API, per un’azienda, è il fatto di poter distribuire le proprie funzionalità e i propri dati via internet e con l’aumento del mercato del mobile, con gli smartphone di nuova generazione questo è fondamentale.

Per esempio l’applicazione iPhone di Facebookinteragisce con le API di Facebook per estrarre i dati dell’utente da Facebook.com. Quello che noi facciamo è aiutare aziende e startup come noi a distribuire le proprie API in modo rapido ad un pubblico vasto, che altrimenti non avrebbero. Mashape è un marketplace per le API.”

 

3. API Platform

API Platform A differenza degli altri due marketplace, mette a disposizione dell’utente un vero e proprio framework per creare, attraverso alcuni passaggi, la propria web API e renderla disponibile al resto degli utenti.

La personalizzazione è dunque la chiave che differenzia API Platform dagli altri marketplace di cui abbiamo parlato.

API Platform può essere considerata una piattaforma di sviluppo, adatta a soddisfare anche le menti più esigenti. Le potenzialità della personalizzazione sono davvero infinite, ognuno può aggiungere il suo tocco e creare ciò che di più soddisfa le sue esigenze. Si sa, l’uomo ama essere protagonista, e sicuramente questa piattaforma rappresenta uno stimolo notevole per i programmatori, che qui possono esprimere la loro “arte”.

 

Web API Marketplace, questi strati di software sono la chiave del successo economico dei nuovi business digitali

Dunque, ciò che è chiaro, è sicuramente che le opportunità generate dallo sviluppo e dall’uso delle interfacce di programmazione si esprimerà a breve, consentendo a molte realtà di monetizzarne il valore (generare reddito grazie all’innovazione e alla digitalizzazione), le API potrebbero letteralmente essere l’anello di congiunzione tra business e tecnologia. Di questo ne è convinta la famosa società di analisi americana Gartner, che lo riferisce nel report “Market Trends: APIs Accelerate CSP Success in Digital Business”. Si tratta di un approfondito studio sull’attuale e futura economia di mercato movimentata dalle API e, soprattutto, di un’attenta analisi delle aree all’interno delle quali questi ‘strati di software’ rappresentano la chiave di successo economico nei nuovi business digitali.

Guest post a cura di Laura Santini

Come Funzionano i Bitcoin? Tutto quello che Devi Sapere a proposito di Criptovalute e Blockchain

come funzionano i bitcoinCome funzionano i Bitcoin? Ne hai sentito parlare parecchio negli ultimi tempi, vero? “Criptovalute”, “Bitcoin”, “Mining”… Ci hanno fatto su servizi ovunque: giornali, telegiornali, Web. Show televisivi come le Iene sono andati addirittura in Russia per intervistare un giovane italiano che ha aperto una “farm” (un magazzino enorme pieno di computer) per l’estrazione dei Bitcoin. Nel frattempo, le valutazioni dei Bitcoin hanno raggiunto cifre stratosferiche. E sono proliferate nuove criptovalute: Ripple, Ethereum, Litecoin, ognuna di esse con la propria rete crittografata e il proprio tasso di cambio. Sembra essere il business del futuro …

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Cos’è la Blockchain e perché ti Serve Saperlo se Vivi nella Sharing Economy

cos'è la blockchainCos’è la Blockchain? Detta in italiano “catena di blocchi, è una tecnologia informatica che registra in modo autonomo e automatico ogni transazione relativa al passaggio di proprietà, al prestito e al noleggio di un determinato bene o all’uso di un servizio. La transazione, che avviene online, è tracciata in ogni fase del suo percorso e archiviata in modo sicuro ed efficace.

Le Blockchain, attualmente utilizzate soprattutto per gli schemi di digital currencies, nascono con la sharing economy nell’ultimo decennio di questo secolo, grazie alla diffusione di smartphone che hanno reso possibile la fruizione di Internet e Gps su scala planetaria.

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L’Intelligenza Artificiale: ci Aiuta veramente o ci “Ruba” il Lavoro?

intelligenza artificialeDimmi, cos’è l’amore?” – “L’amore è prima sgranare gli occhi leggermente e accelerare la respirazione un pochino e riscaldare la pelle e toccarsi…” questa è la definizione di “amore” data da un essere artificiale al suo creatore, nella pellicola “A.I. – Intelligenza Artificiale”, diretta da Steven Spielberg nel 2001.

Ebbene sì, scegliamo di parlare di AI proprio partendo dal concetto più astratto e soggettivo per l’uomo, perché da qui possiamo capire la differenza fondamentale uomo/macchina.

Che cos’è l’Intelligenza Artificiale? Molto banalmente, possiamo intenderla come l’abilità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana; un emulatore che ricerca la regolarità nascosta in set di dati potenzialmente vastissimi. Se chiedessimo ad alcune persone di dare una definizione dell’amore, sicuramente ci troveremo con un’enorme rosa di risposte in mano, tutte diverse tra loro, molto soggettive, personali e ragionate. Ognuno risponderà in base alle sue esperienze di vita, alle sue capacità cognitive, selezionando e riflettendo su ciò che ritiene arbitrariamente più giusto per definire questo sentimento. (altro…)

Responsive Web Design, Bootstrap 3 vs 4 Spiegato in 11 Punti

Bootstrap nasce nel 2010 come progetto interno al social Twitter. Data la sua forte efficacia ed il suo utilizzo semplice ed intuitivo è stato poi reso indipendente e fruibile per tutti. Esso è infatti ad oggi il framework più utilizzato al mondo per la creazione di interfacce web responsive, ovvero in grado di adattarsi automaticamente a tutti gli schermi e presenti ad oggi.

La sua definizione è “HTML, CSS, and JS toolkit from Twitter”, ovvero un insieme di strumenti grafici, di impaginazione e stilistici che aiutano gli sviluppatori (e non) a raggiungere le loro esigenze mediante l’utilizzo delle funzionalità e stili forniti da Bootstrap stesso.

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Sai cos’è un Web Service? Eppure lo usi Tutti i Giorni!

Web Service

Un Web Service è la disponibilità di un servizio attraverso il Web. Un esempio pratico di Web Service sono le prenotazioni online come un volo o una camera d’albergo. Puoi compiere questa operazione perché il tuo computer interroga un server che colleziona tutte le diverse disponibilità (in base ai tuoi criteri di ricerca) e ti permette di scegliere.

Mettiamo che tu debba viaggiare da X a Y in data Z. Il Server interroga le diverse linee aeree che compiono la tua tratta e ti restituisce online i risultati possibili. Attenzione a non confonderti: non si tratta di una interrogazione al data base, non sarebbe possibile per motivi di sicurezza. Le disponibilità di un posto  ti vengono restituite grazie ad un collegamento in tempo reale (collegamento real time), dato che le linee aree espongono i loro dati attraverso una API che il Server interroga con la tecnica del Web Service.

In poche parole il Web Service è una piattaforma indipendente di comunicazione che permette, attraverso uno standard (di comunicazione), a diverse applicazioni di dialogare tra loro. (altro…)

Un’App ci Salverà!

Mobile App

Il 2014 è l’anno della svolta: il mobile prende il sopravvento sul desktop. Chi l’avrebbe detto cinque anni fa quando i tablet erano guardati come oggetti ingombranti e di dubbia utilità? I PC sono ormai destinati a finire in soffitta? A cosa è dovuta una crescita così veloce?

Andiamo con ordine. I classici PC hanno visto il proprio tramonto già all’inizio del millennio per essere sostituiti con i portatili. Certamente il miglioramento delle prestazioni dei portatili ne ha permesso l’espansione ma la spinta vera è la comodità di avere un computer da poter portare ovunque e che sia studiato per il divertimento e per l’ufficio. I vecchi desktop non sono morti e continuano a vivere per quelle attività che richiedono potenza di calcolo: giochi ed elaborazioni di dati. Il portatile ha fatto la sua comparsa sia nelle riunioni in ufficio sia sulle scrivanie di casa.
Tutto questo non bastava al signor Steve Jobs che dopo avervi messo in tasca la musica con l‘ipod ha inventato lo smartphone. Tutti hanno un cellulare e se lo facessimo diventare anche un computer? Se lo si potesse usare per navigare, leggere la posta, elaborare immagini e documenti? Nasce così la “App Economy” una nuova industria basata sui programmi appositamente sviluppati per il mobile.

Arriviamo al 2014 quando sul pianeta ci sono più utenti che navigano su internet tramite dispostivi mobile (smartphone e tablet) che sul tradizionale computer: circa 1.8 miliardi contro poco più di 1.6 miliardi secondo la società di ricerca Comscore. (altro…)