Novità fiscali per chi lavora freelance

Novità fiscali per chi lavora freelance

novità fiscali freelance

Se sei un lavoratore freelance tieniti aggiornato anche con le novità fiscali, soprattutto se operi in regime forfettario. In questo articolo proveremo a fare una carrellata di tutte le notizie fiscali che ci aspettano in questo 2022.

Il regime forfettario, il più conveniente: ma attento alle novità fiscali

Che il regime forfettario sia conveniente per chi ha deciso di aprire partita Iva freelance è un dato di fatto. Soprattutto nei primi 5 anni di attività lavorativa. Il freelance, però, deve rimanere aggiornato sulle news fiscali perché anche per i forfettari il cambiamento o nuove regole possono essere dietro l’angolo.

In questo 2022 erano molte le notizie fiscali che si paventavano all’orizzonte, prima fra tutte l’introduzione della fatturazione elettronica anche per i freelance forfettari. Ma andiamo con ordine.

Le modifiche a questo e agli altri regimi fiscali viene di solito disciplinato e approvato dalla Legge di Bilancio. Un provvedimento che viene redatto e varato alla fine di ogni anno solare e che disciplinerà quello successivo. Bene: nel 2021 si era paventata l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche per i titolari di regime forfettario, ma poi l’obbligo non è stato inserito nell’ultima Legge di Bilancio. Quindi, a partire da 1 gennaio 2022 e fino a nuove disposizioni per i freelance titolari di partita Iva in regime forfettario non è obbligatorio emettere la fattura elettronica. Va benissimo la classica e tradizionale fattura cartacea.

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Attenzione però, l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari è allo studio del Governo da tempo e potrebbe essere realtà già prima della fine del 2022. Rimani sempre aggiornato su tutte le news fiscali della tua categoria.

Novità fiscali freelance: nessun innalzamento dei limiti di fatturato (per ora)

Un altro aspetto che doveva essere inserito e disciplinato dall’ultima Legge di Bilancio era l’innalzamento dei limiti di fatturato. Attualmente questo limite è fissato in 65mila euro/anno per poter usufruire del regime forfettario, con la possibilità di sostenere spese per collaboratori o dipendenti fino a 20mila euro/anno. A fine dicembre 2021 si era pensato di innalzare i limiti del forfettario fino a 100mila euro oppure di creare un regime forfettario ponte, per includere in questo regime fiscale anche quegli imprenditori con redditi più alti dei singoli freelance. Ma anche questo provvedimento non è stato al momento approvato e quindi il limite di fatturato necessario per accedere a questa agevolazione, rimane quello dei 65mila euro/anno. Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo perché le regole possono sempre essere cambiate. Il nostro consiglio, per rimanere sempre aggiornato sulle novità fiscali, è quello di fare riferimento al tuo commercialista. Il professionista sa quando sopraggiungono cambiamenti e novità fiscali e te le comunica tempestivamente in modo che entrambi vi possiate adeguare al più presto.

In sostanza, cosa cambia per i forfettari dal 2022? Nulla, almeno per il momento. Rimangono i requisiti di accesso e di permanenza nel regime agevolato che erano previsti prima. Inoltre, non esistono limiti al regime forfettario (a meno di cambi a livello normativo): significa che finché durano i requisiti, la tua attività può rimanere sempre in forfettaria, nessuna scadenza.

Novità fiscali: sì ai bonus per le partite Iva anche nel 2022

Se per quanto riguarda gli adempimenti non c’è nessuna sostanziale novità per le partite Iva in regime forfettario e ordinario, novità ci sono riguardo i bonus erogati nel 2022. Anche quest’anno, infatti, sarà possibile fare domanda per ottenere sostegni. Il settore dei freelance e delle partite Iva in generale è stato e continua ad essere tra i più colpiti dagli avvenimenti degli ultimi 2 anni. Così, dopo l’introduzione dell’anno bianco contributivo lo scorso 2021, nel 2022 ecco cosa è possibile ottenere.

Si tratta di bonus di diverso tipo pensati per dare sostegno agli autonomi nei diversi settori lavorativi in cui sono impiegati.

Bonus ISCRO 2022 per le partite IVA

Il bonus ISCRO è una sorta di cassa integrazione riservata ai titolari di partita Iva anche in regime forfettario. Non si tratta di una novità di quest’anno, ma nel 2022 è ancora possibile chiedere questo sostegno economico. I requisiti di accesso sono piuttosto rigidi, ma se si rientra nel diritto, per 6 mesi l’INPS eroga un assegno così come la cassa integrazione dei dipendenti. Il richiedente deve dimostrare di avere subito una perdita economica consistente del fatturato rispetto ai redditi dichiarati nel 2019 (redditi pre-pandemia).

Assegno Unico 2022 per le partite IVA

Così come per i lavoratori dipendenti, anche i titolari di partita Iva in qualunque regime fiscale possono richiedere e ottenere l’assegno unico per il nucleo familiare. La richiesta va presentata entro il mese di giugno 2022 e se la domanda viene accolta l’INPS erogherà l’assegno unico a partire dalla mensilità di marzo (quindi con 3 mesi di retroattività). Sarà possibile fare domanda anche dopo giugno, ma si perde la retroattività. I lavoratori titolari di partita Iva riceveranno il sostegno indipendentemente dall’ISEE. Non sarà necessario, quindi, presentare l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Ma l’assegno unico sarà erogato con l’importo minimo spettante. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate trovi tutte le informazioni per presentare domanda. L’assegno unico è un’erogazione mensile, attiva dal mese di marzo 2022.

Bonus Bancomat per le partite IVA

Per i titolari di partita Iva che si doteranno di un POS per il pagamento elettronico è stato predisposto un aiuto chiamato bonus bancomat. Non rientra tra le novità fiscali, ma è comunque un sussidio può aiutare e che sarà erogato sotto forma di credito di imposta, fino a giugno 2022. Se affronti la spesa di dotare la tua attività di POS o di altri strumenti elettronici evoluti per il pagamento, ti verrà corrisposto un rimborso pari a:

  • 160 euro per le spese di acquisto o noleggio del POS
  • 320 euro per la dotazione di evoluti strumenti elettronici di pagamento.

E’ un incentivo per limitare l’evasione fiscale e incentivare anche tra le partite Iva il pagamento elettronico. Per richiedere il bonus bancomat 2022 è sufficiente presentare all’Agenzia delle Entrare le informazioni relative alle spese sostenute per dotarsi di POS/strumenti elettronici. Non si tratta, va detto, di un contributo in denaro, bensì di un credito di imposta che si ottiene direttamente in dichiarazione dei redditi. Chiedi pure al tuo commercialista come poter procedere per ottenerlo e come è meglio utilizzarlo. Puoi infatti scegliere se usarlo come credito di imposta effettivo o come rimborso delle spese sostenute (e ovviamente documentate).

Leggi anche Partita Iva e costi: strategie per tenerli a bada

Speriamo di avere fugato ogni tuo dubbio sulle attuali novità fiscali che riguardano il mondo delle partite Iva e dei freelance. Se qualcosa non ti è chiaro o vuoi studiare meglio la tua singola situazione, non esitare a contattare il tuo commercialista di fiducia. Non ne hai ancora uno? Cercalo su AddLance!

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