Lavorare da casa? Già.. ma come? Guida agli strumenti di collaborazione

Questo post parla di , , , , , , scritto da il 06 June 2014 Nessun Commento
0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 LinkedIn 0 0 Flares ×

Quando si parla di cloud working o lavoro online ci si pone il problema di come interagire con i colleghi, collaboratori e clienti. La sindrome dell’isolamento ed il panico di doversela cavare da soli possono affiorare.

In realtà se si guarda il modo di lavorare che si sta sempre più diffondendo è facile interagire e creare anche delle amicizie con persone che non si sono mai incontrate ma che si è imparato a conoscere tramite telefono, videochiamate o semplicemente mail. Le realtà più strutturate come multinazionali possono disseminare i propri collaboratori su i contenenti ed attingere alle migliori competenze senza vincoli geografici. Infatti vent’anni fa non era possibile collaborare con una società se non si era anche disposti a trasferirsi nella sede che poteva essere in un’altra città, stato o addirittura dall’altra parte del mondo. Ora i tempi sono cambiati e la tecnologia ha giocato un ruolo determinante.
Proviamo a riassumere le principali innovazioni che hanno permesso questa rivoluzione.

In principio fu Skype, si tratta di un programma in grado effettuare telefonate in qualsiasi parte del mondo grazia alla sola connessione internet con un consistente risparmio di soldi. Non è finita qui: si possono fare “conf-call” cioè gestire meeting telefonici con un numero qualsiasi di partecipanti. La piattaforma si è evoluta permettendo videochiamate, l’invio di file ma anche la condivisione del desktop del proprio computer. Se volgiamo cercare una soluzione più aziendale la troviamo in Cisco Webex che permette di creare riunioni online professionali.

Un salto generazionale si ha con il cloud: il poter conservare e consultare dati in remoto. Ora basta avere un accesso internet e si ha a disposizione tutta la potenza di calcolo e la memoria necessaria che può essere facilmente condivisa: pensiamo a Dropbox per la condivisione di file o Google Docs. Quest’ultimo propone la prima forma di remote team working. Infatti si può condividere un documento, per esempio un foglio excel, con diversi utenti e lavorare contemporaneamente online sullo stesso foglio e vedere in tempo reale le modifiche appartate da se e dagli altri. Come per magia il lavoro prende vita ad una velocità sorprendente come se sul vostro scherma agissero dei fantasmi che facessero per voi parte del lavoro!

Il vero miglioramento si è avuto gli smartphone e i tablet. Connessioni dati sempre più veloci trasformano i propri giocattoli personali in veri e propri uffici che ci seguono ovunque andiamo. Cosa non potete fare sul vostro tablet che non potete fare sul pc del vostro ufficio? Ben poco. E’ vero che può essere stressante ricevere mail o lavorare anche fuori dall’orario di lavoro e che bisogna saper ritagliarsi lo spazio per la propria vita privata ma perché non sfruttare il tempo morto durante un viaggio per svolgere del lavoro che comunque dobbiamo portare a termine? Magari riusciamo a gestirci cosi bene che da ritagliarci maggio tempo per noi e per la nostra famiglia.

Ora sappiamo comunicare, scambiarci file ovunque siamo e condividere il nostro lavoro. Cosa manca? Manca l’organizzazione del lavoro! E’ necessario tenere traccia dei compiti di ciascun membro di un team, le tempistiche e fare in modo che la comunicazione e la documentazione arrivi alle persone giuste. Una soluzione affermata è Basecamp appositamente studiato per gestire progetti facendo di un gruppo di professionisti una vera e propria squadra.

Speriamo di aver dato qualche spunto di riflessione e di avervi convinto che lavorare da casa è possibile. Ora forse vi starete chiedendo: “ok si può lavorare online, ma io freelance come trovo il lavoro?”. Questa è le domande delle domande e AddLance vuole aiutarvi in questo!

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 LinkedIn 0 0 Flares ×