Maternità Lavoratrici Autonome, il Congedo di Maternità è un Diritto

Maternità Lavoratrici Autonome, il Congedo di Maternità è un Diritto

8 Mar 2018 | Esperienze, Notizie

In questo articolo ti spiegheremo  come funziona il congedo di maternità per le lavoratrici autonome e ti forniremo delle linee guida per come richiedere l’indennità economica durante il periodo di tutela della maternità.

Cos’è il congedo di maternità per le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS?

Iniziamo subito a spiegare  che il congedo di maternità (art. 64 T.U. e relativi decreti ministeriali) è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio. Durante il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro, la lavoratrice ha diritto all’indennità economica in sostituzione del compenso.

È un periodo della durata di 5 mesi, che comprende i due mesi prima del parto e i primi tre mesi di vita del bambino.
Le libere professioniste iscritte alla gestione separata Inps non hanno l’obbligo di astensione dal lavoro, in seguito al nuovo Statuto del lavoro autonomo (il Jobs Act degli autonomi).

Un fatto molto importante da considerare è che il congedo di maternità e la relativa indennità sono garantiti anche in caso di adozione o affidamento: per i 5 mesi successivi all’ingresso del bambino nel nucleo familiare, per minori con meno di 6 anni; fino a 18 anni non compiuti in caso di adozioni internazionali.

 

Maternità lavoratrici autonome, quali sono i requisiti per ottenerla?

Il requisito fondamentale di  una lavoratrice autonoma per usufruire del congedo di maternità è l’iscrizione alla gestione separata INPS. Si deve inoltre essere in regola con il versamento dei contributi con l’aliquota maggiorata dello 0,72%, prevista dalla legge per finanziare le prestazioni economiche di maternità. Un altro requisito importante è  il versamento di almeno 3 mensilità di accredito contributivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo (automaticità delle prestazioni, art. 64-ter T.U. introdotto dal decreto legislativo 80/2015).

 

C’è flessibilità nel periodo del congedo?

Il periodo di maternità dura 5 mesi e viene calcolato in 2 mesi prima della data presunta del parto e tre mesi successivi alla nascita del bambino. Tuttavia, è possibile continuare a lavorare fino l’ottavo mese compreso (acchiappando magari qualche opportunità su AddLance ;-), prolungando quindi il congedo per 4 mesi dopo il parto. Tale possibilità è la così detta flessibilità, che deve essere richiesta e viene concessa previa attestazione dello stato di buona salute della lavoratrice da parte del medico.

Maternità lavoratrici autonome: è obbligatoria l’astensione al lavoro per ricevere l’indennità economica?

La legge 22 maggio 2017 n. 81 G.U. 13/06/2017 (così detta Jobs Act degli autonomi) ha introdotto una novità in tema di maternità lavoratrici autonome: possono infatti lavorare durante il periodo di maternità senza perdere il diritto all’indennità economica. In altre parole le freelance future mamme possono usufruire dell’indennità di maternità anche senza l’obbligo di astensione dal lavoro.

Questa è una buona notizia per le mamme stacanoviste che vogliono lavorare per tutto il periodo della gravidanza, anche se è sempre consigliato un dolce riposo per questi mesi di attesa così speciali. Prima di questa novità nel Jobs Act la lavoratrice autonoma aveva l’obbligo di astensione dal lavoro durante il periodo di congedo di maternità: continuare a lavorare comportava la rinuncia all’indennità economica. Possiamo dire che questo cambiamento lascia sicuramente più libertà di scelta alla futura mamma e la può far godere di una maggiore tranquillità.

Quanto spetta di indennità economica durante il congedo di maternità?

L’importo che spetta alle future mamme dipende da quanto hanno fatturato e quindi versato nei 12 mesi prima dell’inizio del congedo. Infatti durante il periodo di congedo di maternità la lavoratrice ha diritto a percepire un’indennità economica pari a:

  • 80% di 1/365 del reddito derivante da attività di collaborazione coordinata e continuativa per le lavoratrici parasubordinate
  • 80% di 1/365 del reddito derivante da attività libero professionale

Per capire meglio l’importo che spetta bisogna calcolare il reddito da lavoro dichiarato nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo, dividerlo per le 12 mensilità e calcolare l’ 80%: questa è l’indennità mensile che verrà versata nei 5 mesi di congedo.

Maternità lavoratrici autonome, quando fare domanda?

La domanda va presentata prima dell’inizio dell’astensione, se vuoi ricevere l’indennità durante il periodo di congedo. Le lavoratrici autonome possono trasmettere la domanda a parto avvenuto, in quanto hanno  comunque tempo entro 1 anno dal parto per fare la richiesta. L’anno successivo, inoltre, potrai fare domanda di conguaglio nel caso in cui il periodo di riferimento per il calcolo dell’indennità sia a cavallo di due anni fiscali.

Come fare domanda?  

La domanda va presentata telematicamente all’Inps mediante una delle seguenti modalità:

  • Online sul sito dell’INPS tramite servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto (www.inps.it – Servizi on line > Servizi per il cittadino)
  • Contact Center integrato – n. 803164 gratuito da rete fissa o n. 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico
  • Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

La prima modalità è senz’altro la più veloce, pratica e tracciabile in modo autonomo. Una volta completata l’acquisizione della domanda, otterrai una ricevuta che dovrai conservare. Per completare la domanda dovrai fornire alcuni documenti  che puoi inviare via PEC o presentare di persona allo sportello INPS di riferimento:

  • certificato medico con la data presunta del parto rilasciato da un medico ASL
  • se hai richiesto la flessibilità (1+4), attestazione dello stato di buona salute della lavoratrice;
  • dichiarazione dei redditi (UNICO)

Ricordati di richiedere il conguaglio dell’indennità di maternità, nel caso ti spetti. Per farlo, invia la richiesta e il documento di dichiarazione dei redditi dell’anno in cui è nato il bambino via PEC o presentalo di persona allo sportello INPS di riferimento.

Cara futura mamma freelance, i presupposti per una buona gravidanza dal punto di vista economico ci sono, ora spetta a te scegliere le modalità e le tempistiche per godere delle indennità che ti spettano.

 

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