Cos’è il Growth Hacking e come puoi usarlo per la tua Start-up

15 Gen 2020 | Articoli su Marketing

growth hackingIl growth hacking, tecnicamente hacking della crescita, è un’area del marketing (e un neologismo) incentrata sulla crescita. Si riferiva, inizialmente, alle start-up che con budget pressoché limitati avevano bisogno di una crescita sostanziosa all’inizio del percorso aziendale. Poi, pian piano, il concetto di hacking della crescita è stato adottato anche da aziende più grandi o già affermate. In cosa consiste esattamente e come puoi applicarlo alla tua attività lo spieghiamo in questo articolo.

Il termine è stato coniato nel (non troppo lontano) 2010 da Sean Ellis, investitore e consulente di start-up. Il growth haking raccoglie un insieme di strategie di web marketing volte a far crescere un’attività più velocemente, facendole registrare un maggior numero di utenti.

Cosa significa fare growth hacking? Testare qualsiasi cosa della tua attività

Il growth hacking è un processo data driven, ovvero guidato dai dati. Devi sapere come leggere e come interpretare i dati che leggi. Infine, devi sapere come orientare la strategia di (web) marketing della tua attività in base ai dati che hai raccolto e interpretato. Se vuoi conoscere i 5 pilastri del growth hacking secondo Raffaele Gaito, guarda il suo video su Youtube.

Vuoi fare growth hacking? Parla con i tuoi utenti (e ti diciamo anche grazie a chi)

Sembra una banalità, ma non tutte le aziende lo fanno: parla con i tuoi utenti. Perché dagli utenti si possono imparare tante cose, raccogliere tantissimi dati interessanti che possono essere messi a sistema per orientare la strategia di marketing aziendale verso il goal.

Il growth hacking è utente-centrico

Parlare con gli utenti, poi, non richiede lo stanziamento di fondi ingenti: è un’attività quasi a costo zero resa ancora più facile dall’immediatezza delle comunicazioni che l’era dei social ci ha regalato. Vuoi far crescere la tua start-up? Usa il growth hacking. Vuoi aumentare le vendite della tua azienda già presente sul mercato? Idem.

Per fare growth hacking (insieme di sperimentazioni guidate dai dati per individuare i canali che aiutano l’attività a crescere più in fretta) puoi applicarti da solo se hai le conoscenze necessarie in ambito (web) marketing oppure affidarti ad un professionista.

Non serve, infatti, sono avviare Analytics e altri tool di misurazione dei dati per lanciarsi in questa attività. Serve una ferrea (e possibilmente omnidirezionale) preparazione in ambito marketing. Affidati ad un growth hacker (il cui unico obiettivo professionale è far crescere la tua azienda) se pensi di non farcela da solo, perché il successo lo avrai solo grazie al connubio tra strumenti del mestiere e professionalità nel campo.

Un hacker di crescita professionista può utilizzare una combinazione di metodi per raggiungere i suoi obiettivi come content marketing (marketing dei contenuti), marketing virale, email marketing, SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca), test A/B o reverse engineering (letteralmente analisi di un oggetto al fine di riprodurne uno migliore).

Gli (almeno 4) strumenti giusti per fare growth hacking

Abbiamo parlato di Google Analytics. E’ uno strumento molto importante per attivare il processo data driven volto ad individuare i canali più produttivi per la tua attività. Ma da solo non basta. Esistono almeno altri 3 tool (fonte: Growth Hacking Italia) che possono aiutarti. Sono:

  • Hubspot è una piattaforma online dedicata al marketing in senso completo e che raccoglie i dati che derivano dall’interazione dell’azienda con clienti, prospect (utente effettivamente interessato all’acquisto) e lead (utente potenzialmente interessato al prodotto/servizio). Questi dati possono e devono essere usati per indirizzare al meglio la strategia di marketing aziendale o della start-up
  • AdRoll è uno strumento per fare retargeting. Retargeting è una strategia che ripropone la tua pubblicità allo stesso target più volte per ricordargli l’interesse iniziale mostrato e cercare di fargli concludere l’eventuale acquisto. AdRoll “segue” il tuo target e gli ripropone il tuo prodotto/servizio (anche) quando navigano su altri siti
  • Trakio è un tool che si occupa – come dice il nome – di tracking. Consente cioè di tracciare i tuoi visitatori mettendoti a disposizione tanti dati che puoi impiegare per aumentare il tuo tasso di conversione. Questo è un ottimo strumento per testare, per lanciare A/B test su differenti versioni di landing page o differenti versioni di app o di sito.

Leggi anche Come funziona un A/B test, guida pratica per freelance

Vuoi accrescere la tua attività? Ecco cosa puoi fare

Anche il top marketing influencer (secondo il Wall Street Journal) Neil Patel ha messo a punto delle strategie di growth hacking. Le sue però sono incentrate soprattutto ad aumentare le conversioni via mobile, perché una delle aree a maggior crescita (redditizia) in questo momento è proprio il mobile.

Patel offre al suo pubblico due importanti “perle” che devi ben interiorizzate prima di affrontare qualunque attività di data driven marketing in grado di portarti ad una crescita esponenziale.

1) L’hacking della crescita non è una tattica

Non è una tattica, è una strategia che necessita di sistemi e processi, proprio come ogni altro elemento aziendale. Prima ancora di mettere a punto la tua strategia, però, devi disporre di un prodotto/servizio della massima qualità. Qualcosa che il tuo potenziale cliente desidera e che può effettivamente può risolvere il suo problema. Se il prodotto/servizio non è di qualità, questo è il primo grande ostacolo alla crescita.

2) Non farti trovare impreparato

L’hacking della crescita – spiega Neil Patel nel suo blog – consiste nel fare le cose in modo più rapido ed efficiente. Questo significa, però, che devi prepararti altrimenti la crescita veloce diventerà solo un miraggio. Saggio consiglio che devi seguire ed eseguire scrupolosamente, se hai deciso di impiegare le strategie di growth hacking nella tua start-up (ma non solo).

Partendo da questi due fondamentali presupposti ecco cosa puoi fare (e prepararti a fare):

  • Costruisci una mailing list pre-lancio

Hai una start-up o stai per immettere sul mercato un nuovo prodotto o un nuovo servizio? Costruisciti una mailing list: ti permetterà di raggiungere il tuo pubblico in maniera efficace, preparando il terreno al lancio del tuo prodotto/servizio. E ricorda: l’email marketing rimane il re per trovare sia lead che conversioni

  • Sfrutta il referral marketing (passaparola)

I referral di amici, familiari o influencer del settore convertono molto più velocemente di altri mezzi

  • Crea una community intorno al tuo brand

I social media sono una parte essenziale del marketing mix per le aziende. Puoi sfruttare le community dei social media per promuoverti, ricevere feedback sul mercato e interagire con influencer di settore.

Leggi anche Il feedback del cliente? E’ importante per far crescere la tua attività

Naturalmente, ci vuole del tempo per sviluppare contenuti e costruire un pubblico. Per questo, devi cercare di allineare questa attività con le altre in modo da mettere a punto una strategia di growth hacking armonica e che non lasci nulla al caso o all’improvvisazione dell’ultimo minuto.

In altre parole, creare una community significa creare valore per i tuoi potenziali clienti attraverso quel gruppo. È probabile che coloro che non sono a conoscenza del tuo marchio possano venirne a conoscenza dopo essersi ispirati ai contenuti del tuo gruppo. E da lì diventare lead, prospect e magari, finalmente, tuoi clienti soddisfatti.

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