Doppio Lavoro dipendente privato: si può fare? Ecco come e quando

doppio lavoroSfatiamo subito un mito: il doppio lavoro dipendente privato è possibile, ma a patto che si rispettino determinate condizioni. Una buona notizia per tutte quelle professionalità che hanno un lavoro dipendente e che vorrebbero sfruttare le proprie conoscenze anche a livello freelance.

Doppio lavoro: il piano legislativo da conoscere (chi può farlo e chi no)

Caso 1: Due lavori con contratto subordinato

La legge consente di intrattenere più di un lavoro subordinato, a patto che non si superi il limite massimo di 48 ore lavorative a settimana. Questo limite è stabilito dalla legge. Ciò significa che puoi sottoscrivere due contratti subordinati part-time, ma non uno part-time contemporaneamente ad uno full-time (eccederesti il limite delle 48 ore/settimana).

Se hai intenzione di fare un doppio lavoro come dipendente, sappi che sei tenuto alla massima riservatezza su ciò di cui vieni a conoscenza in entrambe le aziende. Non si tratta di un consiglio ma di un vero e proprio obbligo, la violazione del quale costituisce reato (rivelazione di segreti professionali o scientifico-industriali).

I dipendenti della Pubblica Amministrazione sono obbligati ad un rapporto di esclusività. Ciò significa che se sei un dipendente pubblico non puoi sottoscrivere altri rapporti di lavoro dipendente. La fonte legislativa di riferimento è il Decreto legislativo 66/2003.

 

Caso 2: Dipendente privato – libero professionista (o freelance)

 Se sei un lavoratore dipendente e rientri nei criteri per aprire una partita IVA, puoi svolgere entrambi i lavori. Se non c’è alcun divieto a monte, come l’incompatibilità e la concorrenza, puoi continuare a svolgere il tuo lavoro alle dipendenze di una azienda privata e contemporaneamente svolgere la tua attività libero professionale. Non vige neanche l’obbligo di comunicare all’azienda questa tua decisione, a patto che – ovviamente – vengano rispettati i limiti di legge (soprattutto fiscali) e che tu onori per intero il contratto che hai firmato con l’azienda.

Attenzione però, anche in questo caso sei legato all’obbligo di fedeltà all’impresa (art.2105 del Codice Civile) per la quale lavori. Questo significa che non puoi svolgere la tua attività libero professionale in concorrenza con quella dell’imprenditore, né rivelare all’esterno dati, modalità di lavoro, metodi di produzione o notizie. L’inadempimento di tale obbligo di riservatezza può condurre il datore di lavoro a inviarti una lettera di licenziamento per giusta causa.

 

Caso 3: Dipendente pubblico – libero professionista (o freelance)

Abbiamo detto che il dipendente pubblico deve svolgere il proprio incarico subordinato in maniera esclusiva. Verissimo. Esistono però delle eccezioni che riguardano alcune categorie di lavoratori come i medici e gli insegnanti (ma non solo). Le condizioni sono:

  • Non deve sussistere il conflitto di interessi (con gli interessi della Pubblica Amministrazione per la quale lavori)
  • Le prestazioni libero professionali devono essere svolte fuori dall’orario di servizio
  • L’attività libero professionale è strutturata in modo occasionale o temporaneo, tale da non interferire con il tuo lavoro da dipendente pubblico

 

Doppio lavoro dipendente privato: il piano fiscale (e la partita Iva)

Cosa succede sul piano fiscale? La domanda riguarda soprattutto il caso due, ovvero il doppio lavoro dipendente – partita Iva. Nel primo caso, infatti, le due buste paga si sommano e convergono nella dichiarazione dei redditi, mentre dal punto di vista dei versamenti previdenziali, vengono effettuati dai datori di lavoro in virtù del tuo rapporto subordinato.

Se invece sei un professionista con partita IVA e un lavoratore dipendente, sei obbligato a iscriverti alla Gestione Separata INPS (o cassa previdenziale dell’Ordine di appartenenza) e dovrai versare un contributo proporzionale del 18%. Quindi l’azienda verserà per tuo conto i contributi relativi al tuo contratto subordinato e tu verserai in più alla Gestione Separata, proporzionalmente ai redditi che percepirai dalla tua attività libero professionale (con la partita IVA, per intenderci). Questo vale se hai firmato un contratto a tempo indeterminato. Se invece con l’azienda hai un contratto a tempo determinato, per la valutazione dei contributi da versare bisogna considerare caso per caso (dipende se l’attività subordinata è stata prevalente o meno nell’anno fiscale di riferimento), motivo per cui ti consigliamo di rivolgerti ad un commercialista.

Dal punto di vista del “cumulo” di reddito, invece, la Legge di Bilancio 2019 ha introdotto nuovi limiti di fatturato: 65mila euro per tutte le attività, per poter aderire al regime fiscale forfettario all’apertura della partita IVA. Inoltre, è stato abolito il limite di reddito lordo annuale da lavoro dipendente. Significa che se hai un reddito da lavoro subordinato superiore a 30mila euro, puoi comunque esercitare la tua attività freelance, aprendo la partita IVA nel regime forfettario. Se vuoi conoscere le altre novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019, guarda questo video di Giampiero Teresi, dottore commercialista.

Quindi, se sei un libero professionista e contemporaneamente dipendente, puoi aprire la partita IVA nel regime (agevolato) forfettario, purché rispetti il limite di fatturato di 65mila euro/anno. Se invece hai aperto o intendi aprire una partita IVA in regime ordinario e/o intenda aprire una società, ti consigliamo di chiedere al tuo commercialista di fiducia.

 

Doppio lavoro: il piano organizzativo (lo posso fare, ma quando trovo il tempo?)

Adesso che sai gli ambiti di Legge e del Fisco entro cui puoi muoverti legittimamente se vuoi esercitare un doppio lavoro, veniamo al “dunque”. Qui la domanda sorge spontanea: come faccio con i tempi?

Se hai scelto due lavori come dipendente, la risposta te la dà già la legge. Non puoi superare le 48 ore lavorative alla settimana, quindi comunica ad entrambi i datori di lavoro quanto e quando sei disponibile e raggiungete un compromesso che rispetti questo limite.

Se invece rientri nella possibilità di aprire la partita IVA e di svolgere la tua attività professionale anche in forma libera, valuta bene come organizzare i tempi, tenendo conto che l’attività “esterna” non deve in alcun modo minimizzare o pregiudicare il tuo incarico da dipendente. In base all’attività che eserciti, puoi scegliere se farla saltuariamente o con cadenza prefissata dopo l’orario di lavoro, oppure nel weekend, oppure ancora di sera. Dipende molto, è chiaro, dal tipo di attività. Uno studio medico ha esigenze di apertura diverse rispetto ad un agente che vende bottiglie di vino o ad un’organizzatrice di eventi freelance.

 

I lavori freelance più gettonati? Leggili qui

L’obiettivo del doppio lavoro non è certo quello di stressarti. E’ regolato dall’esigenza di maggiori guadagni, più che legittima, ma anche dalla possibilità data a chi ne ha professionalità, di trasformare la propria passione in un lavoro, anche se “secondario”. I lavori freelance più gettonati dai dipendenti, secondo quanto riporta il magazine IlCommercialistaonline sono:

  • Copywriting, SEO e consulenze di marketing in generale
  • Sviluppo di app per Android e iOS
  • Consulenza informatica in generale
  • Sviluppo di siti e-commerce

Adesso sei pronto per iniziare. Stila una lista delle tue competenze professionali che potrebbero fruttarti un altro incarico in azienda o un lavoro freelance. Poi cerca un commercialista di fiducia e metti nero su bianco il da farsi.

 

 

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Commenti

1 commento

  1. Luca

    Finalmente un articolo semplice e dettagliato a riguardo.

    Rispondi

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