E-commerce e pagamenti online in Italia

Questo post parla di scritto da il 16/09/2017 Nessun Commento
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Il termine e-commerce è ormai entrato nel linguaggio comune e sono sempre meno coloro che non ne hanno usufruito neanche una volta: stiamo parlando del commercio elettronico, definizione italiana dell’abitudine consolidata persino nel nostro Paese di fare acquisti online.

Cosa vuol dire e come si fa shopping virtuale?

Di virtuale c’è la visita nel negozio che invece di fare personalmente, avviene attraverso la navigazione internet su siti che vendono beni e/o servizi di qualsiasi genere. Quindi punto primo: avere a casa un computer e una connessione web, cioè poter muoversi tra nella rete internet. Virtuale è anche eventualmente l’account, cioè l’oggetto attraverso cui siamo prima registrati e poi riconosciuti nei successivi accessi presso quel determinato web shop. Quindi ci verranno richiesti alcuni basilari dati personali per avere in cambio una login e una password necessarie per visitare il negozio. L’aspetto più significativo è tuttavia, il pagamento.

Pagare online

Una volta conclusa la parte ludica dello shopping, generalmente abbiamo riempito il carrello – anche questo virtuale – con uno o più prodotti, si passa al pagamento che deve avvenire attraverso connessioni protette di accesso ai portali e-commerce di banche integrate con una piattaforma. Queste integrazioni generalmente sviluppate con un software di tipo web-services, permette all’acquirente di pagare i prodotti scelti e al gestore del negozio virtuale di essere accreditato dell’importo, a meno delle commissioni che tratterrà la banca o l’istituto finanziario, secondo gli accordi stabiliti da un contratto di convenzione.

Tutti i maggiori istituti bancari hanno ormai la sezione specializzata per il credito e-commerce e diverse banche del territorio nazionale sono nate proprio specializzate in questo settore. Tutto il commercio si è dovuto adeguare alle moderne tecnologie che hanno soppiantato la spesa tradizionale e i pagamenti in contanti.

In rete si acquista (e si prenota) principalmente con la carta di credito, diversa dalla carta di debito cioè il “bancomat” che non tutti i negozi virtuali accettano. La carta di credito può essere data anche solo in garanzia per prenotare ad esempio un soggiorno in hotel o bloccare il prezzo di un noleggio auto. I pagamenti con carta di credito sono effettuati in sicurezza, ciascuna banca con la sua specifica procedura, che va dall’sms telefonico con un codice random da inserire nella pagina del pagamento, fino al più noto tocken che è un oggetto che segnala le cifre da inserire e viene rilasciato dalla banca al momento dell’apertura del conto.

Una modalità di pagamento che va per la maggiore nonostante i discreti livelli di commissioni pagate sugli accrediti, è PayPal. È internazionale, riconosciuto e adottato praticamente da tutti, semplice, veloce ed evoluto allo stesso tempo. Pagare e ricevere denaro attraverso questa piattaforma è quanto mai immediato, basta aprire un conto PayPal tramite un indirizzo di posta elettronica e associarlo a un qualunque conto corrente bancario, anche di tipo online.

L’e-commerce in Italia

Le nuove generazioni non hanno conosciuto il commercio tradizionale e le vecchie generazioni si sono ormai rassegnate ad abbandonarlo gradualmente; adesso molti girano per i negozi reali solo per vedere da vicino un prodotto, magari scegliere la misura e tastarne il materiale, ma poi lo acquistato online usufruendo del prezzo scontato e della comodità di riceverlo a casa in pochi giorni. Oltre al prezzo conveniente derivante dall’abbattimento dei costi di filiera, ci sono diversi vantaggi per chi compra in internet. Intanto il mercato libero favorisce sempre la concorrenza, molti negozi in rete devono ingegnarsi per affiliare sempre più clienti ed ecco quindi che nascono le formule “soddisfatti o rimborsati”, restituzione gratuita entro un certo numero di giorni, promozioni solo per i clienti registrati, e così via.

Altro settore che è andato evolvendosi in seguito alla crescente complessità del commercio elettronico è stato quello dei trasporti. Sono moltiplicati i corrieri espressi che fanno consegne capillari anche in giornate prefestive e in orari serali. L’evoluzione della consegna riguarda anche il tracking del pacco cioè la possibilità di seguire la spedizione in tutte le sue fasi.

Dalle rilevazioni ISTAT effettuate a fine 2016, è risultato l’identikit di chi acquista online in Italia: sono di più gli uomini delle donne, sono maggiormente concentrati nella fascia d’età 20-34 anni ed esiste un leggero vantaggio della zona Nord-Est del Paese rispetto alle altre. I beni acquistati in rete sono soprattutto prodotti/servizi bancari, seguiti da viaggi e trasporti e poi abbigliamento in cui c’è la massima concentrazione di scontistica che ormai ha fatto quasi scomparire i vecchi “saldi di fine stagione”. Ancora non è decollata, a differenza degli altri Paesi europei, l’acquisto di beni alimentari spesso ancora legati solo ad associazioni benefiche. Nel dettaglio sempre dall’indagine ISTAT, un consumatore nel 2016 ha acquistato online nel 2016:

1) servizi bancari o titoli (41,3% di chi acquista online);

2) viaggi e trasporti (40,9% degli acquirenti);

3) abiti e articoli sportivi (40,2% degli acquirenti);

4) prodotti alimentari (8,6% degli acquirenti).

Tutti vogliono vendere online

In questo trend si inserisce la sempre maggiore richiesta di apertura di nuovi e-commerce. Chiunque abbia un prodotto, ma molto più spesso un servizio da offrire, tenta la carta del negozio virtuale. Il risparmio sui costi e sulla gestione è oggettivo, inoltre non è necessario avere la Partita Iva che a molti spaventa, ma prima di affrontare un progetto del genere non va mai sottovalutata la (non)conoscenza delle normative, legali e fiscali che regolano il commercio elettronico. È consigliabile quindi sempre un preventivo sondaggio sui siti specializzati, leggere molto sull’argomento facendo attenzione anche a quanto sono datati gli articoli pubblicati, e poi rivolgersi comunque a un commercialista di fiducia che possa aiutare nella gestione economica.

Guest post scritto da Stefania De Matola
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