Lavorare Senza Partita Iva?

prestazione occasionale partita iva

Chi ha deciso di mettersi in proprio oltre a doversi trovare di clienti si deve anche preoccupare di sostenere tutta la burocrazia richiesta dalle leggi italiane.

È proprio necessario aprire una partita iva e pagare un commercialista?

Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Per i freelance sia che vogliono cercare lavoro online sia tramite i mezzi tradizionali ci sono tre possibilità.

Aprire la partita iva, iscriversi all’INPS e rivolgersi ad un commercialista

Questa soluzione è la più costosa ed è adeguata solo a professionisti con un consistente giro d’affari. Il solo commercialista può costare dai 500€ in su mentre ci si deve preoccupare delle dichiarazioni IVA e dei contributi INPS che partono da 2900€.

Questa soluzione che porta in sè un grosso carico di obblighi fiscali permette però di operare in tutta libertà sia in Italia che all’estero.

Per far fronte alla crescente necessità di imprenditorialità e per agevolare la nascita di nuovi freelance, lo Stato ha introdotto un regime più snello detto dei minimi sostituito con la legge 208/2015 con il Regime Forfettario.

Il Regime Forfettario

Se non si superano i 65.000€ di reddito annui, le imposte hanno un aliquota fissa la 15%. Dal 2020 per la sognia sale a 100.000 €. Si parla di forfettario in quanto i costi che si possono sottrare al fatturato sono fissi e determinati dalla legge. Per esempio nel caso di attività intellettuali tipiche del freelance si potrà sottrarre il 22%, tolto il quale verrà applicata l’aliquota del 15%.

In più non vi è il meccanismo della ritenuta d’acconto, non di deve applicare l’IVA e non si devono tenere libri contabili.

L’attività deve essere limitata al territorio nazionale e vi è un limite sui beni che si possono acquistare.

Esiste in realtà un’altra soluzione per chi magari ha un’attività di lavoro dipendente oppure ha bisogno di far sfruttare le proprie capacità senza perdersi nella burocrazia. Si tratta della collaborazione occasionale.

La Collaborazione Occasionale: ovvero lavorare senza partita IVA

Non è ancora pienamente sfruttata ma permette a chiunque di guadagnare al massimo 5000€ all’anno senza aver bisogno di versare contributi INPS.

L’unica regola da rispettare è di non collaborare per più di 30 giorni con la stessa società e a parte la ritenuta d’acconto non si è soggetti al alcuna imposta!

La ritenuta d’acconto pari al 20% viene pagata dal cliente. Il lavoro occasionale rappresenta la forma più semplice per iniziare a guadagnare se si è proprio all’inizio della propria carriera oppure se per motivi legati a nascite di figli o altro si è decisi di chiudere la propria attività ma si è ancora innamorati del proprio lavoro o si vuole dare una mano al bilancio familiare.

Di sicuro l’affermazione di piattaforme online per la compravendita di servizi sta dando una mano a tutti questi professionisti. Riassumiamo qui i vantaggi e svantaggi delle varie forme di attività ma vi invitiamo a rimanere sempre aggiornati sulle novità che la legislazione italiana ci regala ogni anno!

Aggiornato al 20 1 2019

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