Guida al Lavoro Autonomo Occasionale | AddLance Blog Café

Lavoro Autonomo Occasionale: Tutto quello che c’è da Sapere

lavoro autonomoCome può collaborare ai miei progetti un prestatore di lavoro autonomo occasionale?

Ho bisogno di affidare un lavoro a un freelance, quale sarà il nostro rapporto contrattuale?

Qual è la normativa fiscale?

Oggi sempre più aziende ricorrono a collaborazioni esterne di durata più o meno variabile per reperire risorse umane che si occupino dello sviluppo di progetti aziendali.

Questo accade soprattutto nell’ambito del web marketing, dove spesso vengono richiesti supporti esterni da figure professionali freelance. Copywriter, software developer, SEO Specialist o Social Media Manager, nella quasi totalità dei casi, sono collaboratori esterni che svolgono lavoro autonomo occasionale.

Ecco perché è importante comprendere cos’è il lavoro autonomo occasionale, qual è la disciplina civilistica di riferimento e quali sono le caratteristiche di questa tipologia di lavoro, sia dal punto di vista delle aziende, sia dal punto di vista del collaboratore esterno.

Se in qualità di committente di un progetto hai bisogno di un prestatore di lavoro autonomo occasionale, la disciplina di riferimento è l’articolo 2222 del Codice Civile.

Ecco qui di seguito tutto quello che c’è da sapere sulla prestazione di lavoro autonomo occasionale.

 

Cosa si intende per lavoro autonomo occasionale?

Dopo le ripetute modifiche sulla disciplina del lavoro occasionale, ad oggi la normativa è retta esclusivamente dal codice civile.

Dal punto di vista normativo, il punto di riferimento fondamentale è il Codice Civile e in particolare l’articolo 2222 che afferma:

“Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV”.

È chiaro dunque che l’articolo fa riferimento all’intero Titolo III del lavoro autonomo, Capo I delle disposizioni generali del Libro V del Codice Civile.

 

Quali sono le caratteristiche del lavoro autonomo occasionale?

  1. È un lavoro esercitato senza alcun vincolo di subordinazione: la prestazione non deve essere né continua né duratura;
  2. Non richiede l’apertura della Partita Iva perché è svolta in modo saltuario e sporadico, essendo del tutto priva dei requisiti dell’organizzazione e della professionalità;
  3. Il committente non ha potere di coordinazione, altrimenti si rientrerebbe nell’ambito del lavoro dipendente. In altre parole non deve esserci il potere direttivo, programmatico e organizzativo del datore di lavoro.
  4. Non c’è abitualità nella prestazione autonoma;
  5. Il lavoratore assume un obbligo di risultato non di subordinazione

 

Che differenza c’è tra prestazione di lavoro occasionale autonomo e lavoro occasionale?

Seppur la nomenclatura legislativa appare analoga, si deve fare attenzione e distinguere tra le prestazioni di lavoro occasionale autonomo ex art 2222 Codice Civile e il lavoro occasionale. Quest’ultimo scaturisce dalla conversione in legge del Decreto-Legge n. 50/2017 che all’art. 54 bis introduce una nuova disciplina delle prestazioni occasionali che sostituisce l’istituto del lavoro accessorio retribuito con i voucher.

 

Che differenza c’è tra prestazione di lavoro occasionale autonomo e lavoro a progetto?

Il lavoro a progetto permette l’ingaggio di un freelance per lavorare su un progetto ben definito, in termini di mansioni e di durata. Questa modalità, se concordata, dà origine alla stesura di un vero e proprio contratto a progetto. È utile soprattutto quando il lavoro che si intende affidare non ha i requisiti per essere classificato come prestazione occasionale di cui all’art. 2222 del Cod. Civ.  Tuttavia dal 25 giugno 2015, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n.81/2015, non è più possibile stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto ai sensi degli artt-61-69bis del Decreto Legislativo 276/2003.

 

Come lavoratore autonomo è  possibile lavorare senza aprire partita IVA?

Quando si lavora autonomamente in modo occasionale non necessariamente si deve essere provvisti di partita IVA, infatti si può stipulare un contratto di lavoro autonomo occasionale, per la validità del quale non è richiesta la forma scritta essendo valida anche quella verbale.

 

È buona regola formalizzare il contratto di lavoro autonomo occasionale?

Come già accennato la legge non prevede espressamente che per l’attività di lavoro autonomo occasionale venga stipulato un contratto scritto. Però  per dimostrare la fonte del reddito percepito è preferibile formalizzare il rapporto, in modo da tutelare entrambe le parti, il lavoratore autonomo e il datore di lavoro.  Senza un contratto per il lavoratore autonomo diventa veramente difficile dimostrare l’attività svolta, soprattutto nel caso estremo in cui il committente, si dovesse rifiutare di effettuare il pagamento del compenso al lavoratore.

 

Quali sono i limiti delle prestazioni occasionali?

L’attività di prestazione occasionale si distingue dunque dalle attività di lavoro autonomo svolte con requisito di abitualità, che caratterizzano l’esercizio di una professione: queste ultime obbligano il professionista all’apertura di una partita Iva e di una posizione previdenziale presso l’INPS.

Per rimanere nell’ambito della prestazione occasionale si fa riferimento a due requisiti economici, specificatamente per l’anno civile di prestazione della lavorazione occasionale.

ATTENZIONE
È molto diffusa una falsa credenza sui limiti delle prestazioni autonome occasionali:
oltre alla lista che segue, fai attenzione al paragrafo successivo!

  • Per il lavoratore autonomo occasionale, la somma dei compensi ricevuti complessivamente da più committenti non deve superare i 5.000,00 euro netti annui;
  • Per il committente, la somma dei compensi elargiti complessivamente a più lavoratori occasionali non deve superare i 5.000,00 euro netti annui;
  • Il lavoratore autonomo non deve ricevere dal singolo committente più di 2.500,00 euro netti nell’anno di imposta (1 gennaio -31 dicembre).

 

Cosa succede nel caso si superino i 5000,00 (o 2500,00) euro netti annui?  

Superata una certa soglia di reddito i lavoratori autonomi sono tenuti all’iscrizione alla gestione separata INPS e  al versamento dei contributi. Il limite dei 5 mila euro (o dei 2.500,00 euro) si calcola al netto di eventuali trattenute per imposte o tasse, di costi di gestione o di rimborsi spese e di eventuali contributi previdenziali o assistenziali , indipendentemente da chi siano a carico.

“Per i lavoratori autonomi occasionali, i primi 5.000 euro annui costituiscono una soglia di esenzione dall’obbligo contributivo(…) L’imponibile previdenziale è quindi costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, dedotte eventuali spese addebitate al committente e risultanti dalla fattura”.

Nel momento in cui il lavoratore si accorge di aver oltrepassato la soglia fissata per legge, deve dare comunicazione al suo committente e, quindi, procedere con l’iscrizione alla Gestione Separata dell’INPS, a meno che non sia già un iscritto.

Inoltre  il superamento dei  5.000,00 euro di compensi comporta, da un punto di vista fiscale, la presentazione della dichiarazione dei redditi da parte del lavoratore.

 

Quali sono gli adempimenti fiscali da parte del lavoratore autonomo occasionale?

Ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera l del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), i redditi da lavoro autonomo occasionale sono fiscalmente classificati fra i “redditi diversi”.  I compensi percepiti per lavoro autonomo occasionale, quindi,  devono essere dichiarati nel 730, tra i redditi diversi come redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente.
La contribuzione complessivamente dovuta alla Gestione separata è differenziata in relazione alla posizione previdenziale del collaboratore.

 

Quali sono gli adempimenti fiscali del committente?

La ritenuta deve essere effettuata dal committente sul compenso comprensivo dei rimborsi spese analiticamente risultanti dalla nota emessa dal prestatore (art. 25 D.P.R. n. 600/1973). La ritenuta d’acconto va versata dal committente mediante modello di pagamento unificato F24, con codice tributo 1040, entro il 16 del mese successivo a quello in cui la ricevuta è saldata. Inoltre il committente deve dichiarare tale compenso nel modello 770.

 

Quando e come fare la ricevuta per prestazione occasionale?

Se committente e prestatore autonomo hanno concordato un incarico retribuito con prestazione occasionale, il freelance rilascerà una ricevuta per prestazione occasionale.  L’importo lordo dichiarato è soggetto ad una ritenuta di acconto pari al 20%. Bene specificare tra le parti, in sede di trattativa, se il compenso definito è da intendersi al lordo o al netto. La ricevuta per prestazione occasionale (ricevuta non fiscale) che il freelance ti farà recapitare in cartaceo (eventualmente anticipata via mail), dovrà contenere:

  • I dati del committente, comprensivi di codice fiscale o partita Iva
  • I dati del freelance detto anche prestatore d’opera, comprensivi di codice fiscale
  • Gli importi lordi, netti e l’importo in ritenuta
  • Una marca da bollo di 2 euro, se l’importo supera i 77,47 euro

Inoltre devono ricorrere i seguenti requisiti:

  • La data della marca da bollo deve essere anteriore alla emissione della ricevuta, altrimenti si può incorrere in sanzione.
  • La data della ricevuta deve essere d’obbligo la stessa in cui il prestatore ha ricevuto il  compenso.

 

Chi non può emettere una ricevuta per prestazioni occasionali?

Non tutti possono emettere una ricevuta per prestazione occasionale: i professionisti iscritti agli albi devono obbligatoriamente aprire partita IVA per le prestazioni professionali, anche se occasionali.
Infatti quando si tratta di un’attività per la quale è richiesta l’iscrizione ad un albo, il professionista non può emettere una ricevuta occasionale ma deve aprire partita IVA ed emettere fattura.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Potrebbe piacerti anche: Contratto Freelance: 8 punti per Renderlo Perfetto (con FAC-SIMILE)

 

 

 

 

Ti potrebbe interessare anche…

Quando rivolgersi all’Avvocato del Lavoro

Quando rivolgersi all’Avvocato del Lavoro

Se hai problemi con i tuoi dipendenti/collaboratori, se hai controversie con il tuo datore di lavoro o semplicemente hai bisogno di una consulenza in ambito del diritto del lavoro, puoi rivolgerti ad un professionista specifico: l'avvocato del lavoro. Oltre che nelle...

Il Marketing digitale di successo in pochi (mirati) Step

Il Marketing digitale di successo in pochi (mirati) Step

Raluca Enache Raluca Enache, originaria della Romania, vive stabilmente in Italia dove svolge la sua attività freelance di esperto in marketing digitale. In modo molto schietto e sincero e senza tanti giri di parole, snocciola subito cosa sapere dell'online marketing...

Spot pubblicitari, il rapporto tra cliente e freelance

Spot pubblicitari, il rapporto tra cliente e freelance

Paolo Goglio Paolo Goglio, in una giornata di pioggia battente, camminando per strada, ha rilasciato ad AddLance questa intervista. Operatore di riprese video outdoor, esperto di video comunicati flash, ha parlato con noi di spot pubblicitari e di video spot...

Commenti

1 commento

  1. mick

    molto utile, considerando il labirinto dei comma,decreti,art,ecc.ecc. Comunque quando non si riesce a comprendere basta aver pazienza nella ricerca per comprendere il significato.

    Rispondi

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cos’è AddLance?

AddLance è un servizio gratuito che ti permette di trovare l’aiuto che cerchi. Hai bisogno di un logo, di un sito web, di testi, traduzioni, consulenze legali o altro? Su AddLance ottieni gratis i contatti dei migliori professionisti italiani.

Iscriviti alla Newsletter

Share This