Logo Ikea: spazio alle idee

Logo Ikea: spazio alle idee

19 Lug 2022 | Articoli su Logo Design

Logo Ikea: spazio alle idee, ma anche largo al carattere. Il successo planetario del marchio non è solo la formula commerciale, ma anche il cambiamento strategico del font. Curioso di sapere perché? Scoprilo subito!

Ikea logo e Brand Consistency: la formula del successo

Il logo Ikea spacca perché è tra i più riconoscibili del pianeta. Eppure non è niente di speciale rispetto ad altri marchi più sofisticati. La differenza la fanno Brand Consistency e carattere. Se non sai perché te lo spieghiamo noi: la Brand Consistency si ottiene sintonizzando tutte le forme di comunicazione del marchio sulla stessa lunghezza d’onda, dando un’unica Brand Image ai consumatori. Parte proprio dal logo, rendendolo riconoscibile a tutti già alla prima occhiata. Il marchio diventa la bandiera dei valori aziendali: una volta piantata sul mercato, qualsiasi restyle del logo rischia di rovinare il gioco. Qui si pone il dilemma: come stare al passo coi tempi senza perdere la Brand Consistency? Il logo Ikea lo risolve vincendo su tutti i fronti. La strada per arrivare alla Brand Consistency perfetta, però, parte da lontano.

Leggi anche Creare loghi: la parola oggi basta o no?

1932, il venditore di fiammiferi

ikea logo Ingvar
Ingvar, il fondatore di Ikea

1932: il sedicenne Ingvar Kamprad nato nella fattoria Elmtaryd dell’attuale villaggio di Almhult, in Svezia, si arrangia a fare il venditore ambulante di fiammiferi, girando in bicicletta tra i blocchi di neve. La scelta del prodotto è indovinata in uno dei Paesi più freddi del mondo. A 17 anni passa al commercio del pesce, poi delle decorazioni natalizie, di semi da giardino e di penne, guadagnando alla grande. Ingvar, però, nasconde almeno 2 scheletri nell’armadio:

  • è affetto da discalculia, cioè non ricorda la forma dei numeri: un vero guaio per un businessman
  • simpatizza per Hitler ed è decisamente un nazionalista.

1943, Ingvar pioniere dell’e-commerce

Infatti si mette a vendere per corrispondenza i prodotti. La sua ditta si chiama IKEA, nome senza fantasia considerando che è un banale acronimo con le iniziali del suo nome e dei posti da dove proviene. Rinuncia a usare codici e numeri per contrassegnare i prodotti, sfruttando invece nomi collegati alla realtà svedese: nasce così l’identità del brand.

1950, spazio al benessere del popolo

Il neo-imprenditore vuole cancellare il suo passato politico dedicandosi al benessere del popolo: IKEA lancia la vendita di mobili di fabbricazione artigianale svedese, molto a buon mercato. Dal 1956 verranno spediti smontati e in pacchi piatti, più pratici ed economici da recapitare ai clienti.

1951, parte la Brand Consistency

Sul primo catalogo illustrato di mobili IKEA composto da 16 pagine è stampato lo stesso logo che compare sui pacchi: il disegno un po’ pretenzioso (vista la scarsa qualità dei prodotti) di un sigillo di ceralacca rosso con la scritta bianca centrale Ikea in corsivo minuscolo. Da questo momento parte l’escalation di IKEA: scopri il segreto del suo intramontabile logo.

Logo Ikea: tutti i segreti per conquistare il mercato 

logo Ikea
il primo logo Ikea

Il successo del logo Ikea nasconde un segreto: la comunicazione coerente del brand basata su un logo noto a tutto il mondo. Punto di partenza: le idee commerciali del suo fondatore. Lancia, infatti, la vendita a distanza di merce trasformando i suoi difetti personali in caratteri vincenti del brand. Ma a 10 anni dalla sua fondazione, ecco i primi cambiamenti:

1954, il primo restyle del logo Ikea

ikea logo 1952

La sede di Ikea è ad Almhult, terra di provenienza del suo fondatore. Il logo subisce un primo restyling, focalizzandosi sul carattere della scritta: Ikea Sans di Robin Nicholas, font simile a Futura seriffato. Il vecchio bollo di ceralacca viene stilizzato e il tutto ruotato di 45 gradi. Due anni più tardi apre il primo negozio fisico Ikea in Svezia, specializzato in mobilio di design a prezzi popolari.

1967/68 Ikea dà spazio a nuove idee

Usando il truciolato al posto del meno economico (ed ecologico) legno. Nasce un logo ancora più leggibile, che risente del design industriale a china di quegli anni:

  1.   scritta nera con carattere maiuscolo Ikea Sans
  2.   sfondo quadrangolare nero, “negativo” di un ovale bianco
  3.   listatura dei bordi bianca e nera.

1980 e seguenti: la Brand Consistency funziona perfettamente

E questo grazie alla riconoscibilità di un logo semplice, tutto incentrato sulla leggibilità del font. Unici cambiamenti sono l’aggiunta del colore:

  • 1981: bianco e rosso conservando l’effetto grafico negativo/positivo; il bordo è netto e pulito, senza listature
  • 1983, i colori della bandiera svedese. Il logo diventa giallo e blu, ripescando il nazionalismo originario. I colori però lanciano anche messaggi di ottimismo e affidabilità: valori che il brand trasmette ad un target giovanile di clienti.

2009, oramai Ikea è un colosso mondiale

Il marchio è entrato perfino nelle performance artistiche, non può essere stravolto. Deve però adattarsi alle nuove forme di comunicazione in Rete. Colori e grafica restano uguali, cambia il font: si sostituisce Ikea Sans con Verdana, perché:

  • la maggiore altezza del font garantisce leggibilità su schermo
  • molto spazio tra i caratteri lo rende ideale su dispositivi mobili
  • è davvero elementare.

Con la rivoluzione del carattere Ikea logo e marchio non piacciono al pubblico; ma la sfida continua negli anni Duemila, leggi di seguito cosa è successo.

Ikea e design logo nel Duemila, la sfida continua

Dal 1953 agli anni Duemila il logo Ikea ha vinto tutte le sfide di marketing sul mercato, risultando tra i più imitati, anche in campo artistico. Il restyling è basato ancora soltanto sulla modifica del font:

logo Ikea
Logo Ikea del 2022

2019, font universale per il logo Ikea

In vista del catalogo 2020 il logo sfoggia una scritta col font Noto al posto di Verdana. E’ un carattere di Google progettato per coprire tutti i 93 alfabeti codificati nello standard Unicode 6.0. Con i suoi 64.000 caratteri nelle 800 lingue del Pianeta è considerato il più universale. Il font Noto assicura un logo in linea con la mission dell’azienda: farsi accettare in India, dove ci sono 22 lingue secondarie oltre a quella ufficiale, e in Asia, dove i caratteri occidentali non si capiscono

2022, IKEA ordina il restyle del logo

Affidato allo studio olandese 72andSunny che:

  1. usa per la scritta il carattere Fönster, cioè “finestra”
  2. ottimizza la forma ovale schiacciandola leggermente per dare “più emotività”
  3. intensifica i colori per una migliore lettura in digital.

L’inventore del font è Albert Boton che conferma le sfide del nuovo logo Ikea per il futuro: “interagire con le persone”, valorizzando il brand attraverso i prodotti sui quali è stampato.

Leggi anche I font migliori del 2022 per il tuo logo

Ora che conosci i segreti del logo Ikea, scommettiamo che non dirai più che non ha carattere: fai spazio anche tu alle nuove idee su AddLance!

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