Prestazione Occasionale o Partita Iva? Un Dilemma Non più così Difficile da Risolvere

prestazione occasionale partita iva? un giovane freelance cerca di capire cosa scegliereAnche tu hai iniziato la tua attività utilizzando la metodologia della prestazione occasionale ma adesso vuoi rendere il tuo lavoro più professionale? Stai valutando l’idea di aprire la partita Iva? Nel nostro articolo ti mostreremo gli step per passare da prestazione occasionale a partita Iva. Sembrerà strano ma spesso l’apertura di una partita Iva risulta più vantaggiosa rispetto all’utilizzo della prestazione occasionale.

 

Perché è più vantaggioso aprire una partita Iva?

Dal 1 Gennaio 2016 è stato introdotto il  Regime Fiscale forfettario, molto vantaggioso, adatto a tutti quei professionisti o freelance che per la prima volta vogliono intraprendere un’attività lavorativa, garantendo loro delle agevolazioni fiscali e contabili. Se vuoi aprire la partita Iva e non sai a quale regime affidarti noi ti consigliamo di scegliere il Regime Fiscale Forfettario. Il Regime Forfettario è infatti ideale per tutti quei contribuenti che hanno dei compensi annui che non superino i 15.000-40.000 euro a seconda dell’attività svolta.
Vediamo meglio alcuni dei vantaggi più importanti:

1) Tutti coloro che sceglieranno di aprire una Partita IVA con il Regime Forfettario saranno esenti Iva.

Non sarà quindi necessario inserire l’Iva all’interno delle proprie fatture con la conseguenza che le proprie fatture saranno del 22% inferiori rispetto alle fatture dei contribuenti che hanno scelto (o devono sottostare a) altri Regimi Fiscali. Il cliente finale avrà quindi convenienza nello scegliere un professionista o freelance che abbia aderito al Regime Forfettario.

2) C’è l’esenzione della ritenuta d’acconto

Un professionista o freelance che utilizza la prestazione occasionale vede i propri compensi decurtati del 20% dalla ritenuta d’acconto. Chi sceglierà invece di utilizzare la partita Iva nel Regime Forfettario non avrà invece alcuna decurtazione. Riceverà infatti il 100% dei propri compensi senza alcuna trattenuta. Rimane però il bollo sulle fatture, se di importo superiore ad euro 77,47. L’imposta di bollo va assolta acquistando un contrassegno telematico (ex marca da bollo, da 2 euro o attraverso il bollo virtuale su fattura elettronica) ed è obbligatoria in quanto dette operazioni non sono soggette ad Iva.

3) Le tasse sono le più basse

Il Regime Forfettario è il Regime Fiscale con la percentuale di tassazione più bassa in Italia. La tassazione IRPEF, detta Imposta Sostitutiva, sarà infatti pari al 5% per i primi 5 anni, poi passerà al 15%. Coloro che invece utilizzeranno la prestazione occasionale saranno invece tassati secondo gli scaglioni IRPEF. La percentuale di tassazione nel primo scaglione IRPEF (da 0 a 18.000 Euro di reddito) in questo caso sarà pari al 23%. Il 5% contro 23% quindi, un gran bel risparmio!

4) Contabilità semplificata

Chi aprirà la partita Iva nel Regime Forfettario, oltre ai grandi vantaggi fiscali, avrà anche notevoli vantaggi contabili. Innanzitutto sarà esonerato dall’invio della Dichiarazione Iva trimestrale ed annuale. Sarà inoltre esente dagli studi di settore, dallo spesometro e dalla registrazione delle fatture.

 

Quali obblighi ci sono da rispettare?

Aprire una partita Iva nel Regime Forfettario avrà anche degli obblighi di rispettare:

  • limite dei ricavi compreso tra 15.000 e 40.000 Euro in base all’attività economica esercitata
  • spese per collaboratori o lavoratori dipendenti inferiori a 5.000 Euro annuali
  • redditi da lavoro dipendente inferiori a 30.000 Euro nell’anno precedente
  • acquisto di beni strumentali inferiore a 20.000 Euro nell’anno precedente

 

Quali sono i costi iniziali relativi all’apertura di una partita iva?

Aprire la partita Iva non presuppone il sostenimento di costi iniziali, puoi infatti in completa autonomia individuare il tuo codice Ateco, scaricare il modello, compilarlo e presentarlo all’agenzia delle entrate di competenza senza sostenere alcun costo. Altrimenti puoi  servirti di un dottore commercialista iscritto all’albo che predisporrà per te il modulo secondo le tue indicazioni e provvederà all’invio telematico. Il costo di apertura della partita Iva dipende molto dal commercialista che scegli, c’è anche chi fa un forfait per l’apertura e la gestione annuale e chi fa pagare le due cose separatamente.

Tra le spese fisse annuali per la tenuta della patita Iva c’è proprio la gestione contabile da parte del Commercialista. I costi di pura gestione di un dottore commercialista dipendono dal tipo di contabilità: se semplificata, agevolata o ordinaria e quindi dalla mole di lavoro. Per fare un esempio, un contribuente forfettario con 20 fatture per prestazioni di servizi, che opera solo sul territorio italiano e non sostiene molti acquisti nel corso dell’anno, non è soggetto a comunicazioni periodiche, registri Iva e altri adempimenti che contraddistinguerebbero un professionista in regime ordinario, sosterrà un onorario stimato di 500-750 euro l’anno. Tale onorario coprirà la gestione contabile (apertura, gestione della contabilità, adempimenti periodici, tenuta delle scritture contabili e dichiarazione dei redditi).

Un altro costo obbligatorio per chi apre una partita Iva è quello dato dall’iscrizione obbligatoria INAIL, ossia l’istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro, che si aggira intorno ai 100,00 euro.

Altri costi  sono quelli relativi all’Inps, l’Istituto nazionale di Previdenza Sociale. I professionisti iscritti ad un Ordine hanno l’obbligo di iscrizione alla cassa previdenziale di riferimento, mentre quelli non iscritti ad alcun Ordine professionale devono iscriversi e versare i contributi alla gestione separata INPS.

E adesso calcoliamo le tasse da pagare

Contributi INPS

Il reddito minimale dei professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata Inps è di 15.710,00 euro, con aliquota del  24%, quindi vi è un  contributo minimo annuo di  3.770,40 euro, secondo l’articolo 25 della Legge di Bilancio del 2017.
Quanto si paga l’acconto e il saldo dei  contributi INPS?
Per i contributi della gestione separata, gli iscritti devono versare una percentuale diversa tra acconto e saldo. Tale percentuale di contributo è del 10% per coloro che hanno un’altra copertura previdenziale e del 14% (dal 1/1/2002) per chi non ha altra copertura previdenziale, per cui:

  • entro il 30 giugno 2018 si deve versare il saldo 2017 ed il primo acconto 2018. Il primo acconto deve essere pari al 40% dell’importo dovuto sui redditi risultanti dalla dichiarazione dei redditi 2017
  • entro il 30 novembre 2018 deve essere versato il secondo acconto, di importo pari al primo

Leggi anche Aliquote contributive 2018 Gestione Separata INPS

Tasse IRAP e IRPEF

I titolari di partita Iva pagano l’IRPEF, i forfettari verseranno il 5% del proprio reddito determinato con un coefficiente di redditività applicato al fatturato.

Nel nuovo regime dei minimi cd. forfettario, infatti, il reddito viene quindi calcolato non sulla differenza tra ricavi e costi ma forfettariamente, ossia,  applicando un coefficiente di redditività sul reddito complessivo dato dalla somma di ricavi/ compensi  e sottraendo le uscite con la sola possibilità di deduzione dei contributi previdenziali versati nell’anno di imposta. Per i forfettari non esistono costi deducibili poiché la base imponibile si determina a forfait. Sul reddito così calcolato si applica poi l’aliquota del 15% per IRPEF e addizionali regionali e comunali e IRAP.

Il coefficiente di redditività per i professionisti in regime forfettario 2018 è del 78% e la soglia di ricavi e compensi è di euro 30.000,00. Ad esempio un professionista con partita Iva fino a 30.000 euro nel regime forfetario:

  • Compensi 25.000 euro
  • Coefficiente di redditività è al 78%, quindi reddito imponibile è uguale a 19.500 euro
  • Calcolo aliquota 5% sul reddito imponibile (quindi 5% su 19.500) = 975 euro di tasse da pagare (ricordiamo che solo per i primi 5 anni vi è l’aliquota del 5%).

Quando si presenta la dichiarazione dei redditi e il 770?

Il primo adempimenti in assoluto riguarda la dichiarazione dei redditi annuale per la determinazione del tributo più importante per valore e per difficoltà di calcolo che riguarda l’Irpef.
Il modello viene detto Modello Unico e voi dovrete compilare quello relativo alle Persone fisiche titolari di partita Iva.
La scadenza per la presentazione di tale adempimento è fissata per il 30 settembre di ciascun anno successivo a quello a cui si riferisce la dichiarazione.
La presentazione del modello 770 che invece andrà effettuata entro il 31 luglio di ogni anno

Adesso lasciamo spazio a te per pensare e riflettere se è il caso di fare un salto di qualità ed aprire partita Iva.
Oltre ai motivi sopra esposti, c’è un fatto ancora più importante a favore dell’apertura di una partita Iva. Questa scelta, oltre a regolarizzare la tua posizione lavorativa sotto tutti gli aspetti fiscali, farà si che ti mostri agli occhi di tutti i tuoi clienti sotto un’ottica molto più professionale!

 

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