Società di capitali: a cosa serve la riserva legale?

riserva legale

Se hai una società e ti sei chiesto a cosa serva la riserva legale, ecco un articolo che può aiutarti a capire meglio. Scritto da un tecnico di settore in esclusiva per AddLance Blog, questo guest post potrà chiarirti termini come riserva legale srl, riserva statutaria e perchè si effettua un accantonamento a riserva legale o si costituisce un fondo riserva legale. Leggi tutti i dettagli nell’articolo che segue!

Prevenire è meglio che curare: sì al fondo riserva legale nelle società di capitali

Oltre al capitale sociale, nelle società di capitali (società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni e società per azioni) le riserve costituiscono un’importante voce del patrimonio netto risultante dal bilancio di esercizio, specie in un contesto, come quello italiano, storicamente tendente alla sotto capitalizzazione delle società.

Al fine di garantire la consistenza del patrimonio sociale – e quindi di tutelare i terzi creditori della società – oltre a specifici vincoli legali e tributari alla distribuzione di dividendi da parte dell’assemblea dei soci (si cita quale esempio, in quanto rappresenta una delle fattispecie più frequenti, la presenza di perdite rinviate da precedenti esercizi) si segnala l’opportunità (e, come vedremo, in certi casi, l’obbligo) di destinare parte degli utili dell’esercizio a riserve. Tra i fondi posti a riserva, quello cui occorre prestare maggior attenzione in fase di destinazione del risultato di esercizio di una società di capitali, è probabilmente il fondo riserva legale.

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Vi sono vari tipi di riserve (sulle quali questo articolo, per brevità, non può soffermarsi) ma basti in questa sede segnalare che vi sono sostanzialmente due criteri di classificazione delle riserve:

  • in base alla destinazione, distinguendo riserve disponibili e riserve indisponibili
  • in base alla relativa origine, distinguendo riserve di capitale e riserve di utili prodotti dalla società negli esercizi pregressi.

Riserva facoltativa, riserva legale e riserva statutaria: che differenze?

Le riserve di capitale hanno un’origine più variegata e derivano da elementi patrimoniali diversi dagli utili di esercizio, quali, ad esempio, gli apporti dei soci. Per quanto riguarda invece gli utili, la costituzione di una riserva può essere volontaria (riserva facoltativa o straordinaria) oppure obbligata dallo statuto (riserva statutaria) o dalla legge (riserva legale). La decisione è rimessa all’assemblea dei soci della società in sede di approvazione del bilancio di esercizio.

Fatta questa doverosa (seppur non esaustiva) premessa, veniamo alla riserva legale: essa rappresenta una posta di patrimonio netto del passivo dello stato patrimoniale dove, ai sensi dell’articolo 2424 del codice civile e dell’OIC 28, viene contrassegnata con il numero IV.

Ai sensi dell’articolo 2430 del codice civile, “dagli utili netti annuali risultanti dal bilancio deve essere dedotta una somma corrispondente almeno alla ventesima parte di essi per costituire una riserva (riserva legale), fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale. La riserva deve essere reintegrata se viene diminuita per qualsiasi ragione“. La restante quota di utile può essere quindi destinata a riserva statutaria (ove prevista) o straordinaria nonché essere semplicemente rimandata a nuovo esercizio, senza essere destinata ad una specifica riserva.

Riserva legale srl: cosa sapere subito

Con riferimento alle sole società a responsabilità limitata a capitale minimo, al fine di favorire la capitalizzazione di questo genere di imprese che sono sotto capitalizzate per definizione, la disciplina della riserva legale vista al paragrafo che precede è stata integrata dalle speciale previsione dell’articolo 2463, comma 5 del codice civile che prevede che l’accantonamento deve essere almeno pari ad un quinto degli utili dell’esercizio, fino al raggiungimento di un ammontare complessivamente pari ad Euro 10.000. La summenzionata finalità di incentivo alla capitalizzazione è confermata, ove ve ne fosse necessità, dall’espressa facoltà per l’assemblea dei soci di destinare tale riserva ad un aumento di capitale sociale (ipotesi di utilizzo invece vietata, come vedremo, con riferimento alla riserva legale “ordinaria”).

La riserva legale non deve quindi essere confusa con la riserva statutaria, o meglio: con le riserve statutarie. Infatti, lo statuto può prevedere la costituzione di diverse tipologie di riserve e disciplinarne condizioni e modalità di costituzione, oltre che relativi vincoli di destinazione e movimentazione. Tale disposizione può essere prevista sia in fase costitutiva, sia in una fase successiva della vita dell’impresa. Come l’introduzione, allo stesso modo, la modifica o soppressione di tale previsione statutaria è nella disponibilità dell’assemblea dei soci della società.

Diversamente, la riserva legale non è nella disponibilità dei soci, né, come abbiamo visto, in fase di costituzione (rappresentando un obbligo), né in una successiva fase di “liberazione”: infatti, tornando alla distinzione tra le categorie di riserve, non v’è dubbio che la riserva legale rientri tra le poste indisponibili (cfr. principio contabile OIC28, mancando tale definizione nel codice civile).

Ciò significa che la riserva legale non può essere utilizzata ad esempio per l’aumento del capitale sociale o il rimborso della partecipazione in caso di recesso di uno dei soci.

Con specifico riferimento alle perdite di esercizio, senza pretesa di esaustività, pare opportuno precisare che queste possono essere coperte con varie modalità, tra le quali l’utilizzo di riserve disponibili e la riduzione del capitale sociale (obbligatoria nelle ipotesi di cui agli articoli 2482-bis e 2482-ter del codice civile – riduzione del capitale di oltre un terzo o al di sotto del limite legale).

La riserva legale serve a garantire l’integrità del capitale sociale

Si conferma quindi la funzione della riserva legale quale garanzia del capitale sociale, tutelandone l’integrità. Proprio per garantire tale funzione, la riserva legale è soggetta ad un vincolo di assoluta indisponibilità da parte dei soci e degli amministratori  della società, con l’unica eccezione della possibilità di essere utilizzata per coprire le perdite di esercizio (fermo restando l’obbligo di ricostituirla con eventuali utili degli esercizi successivi).

Tale vincolo di indisponibilità è applicabile anche qualora la costituzione della riserva legale venga accelerata dall’assemblea dei soci della società, deliberando l’accantonamento di utili in misura superiore alla ventesima parte (che quindi rappresenta un limite minimo e non un limite massimo di accantonamento). Si parla in questo caso di accantonamento a riserva legale.

Qualora invece la riserva legale accantonata sia eccedente al quinto del capitale sociale (o divenga tale, ad esempio in caso di riduzione del capitale sociale), per tale eccedenza essa costituirà una riserva disponibile e, in particolare, una riserva straordinaria che potrà quindi essere distribuita ai soci ovvero essere destinata ad un aumento di capitale sociale.

Per concludere, la riserva legale rappresenta uno degli strumenti attraverso il quale il legislatore ha voluto tutelare i creditori delle società di capitali, anche considerato che i soci di tali società, con riferimento alle obbligazioni sociali, beneficiano di una responsabilità limitata ai conferimenti effettuati a titolo di capitale sociale.

Guest post a cura di Martina Rossi, Dottore Commercialista

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