Lavoro Freelance, le 6 Novità della Legge di Tutela

1 Ago 2018 | Notizie

lavoro freelance“Che lavoro fai?” “Sono freelance“. Sicuramente ti è capitata almeno una volta nella vita questa domanda e forse non hai saputo rispondere o hai trovato veramente difficile spiegare quello che fai. O semplicemente perché nell’opinione comune, a meno che tu non sia avvocato, impiegato, commercialista, elettricista o idraulico, è veramente complicato comprendere il lavoro e il valore del lavoro freelance.

Non si comprende appieno di cosa si occupi il freelance, se è inquadrato come un dipendente o come libero professionista, se ha diritto alla “malattia” o se matura le ferie e così via…

Ma possiamo dare qualche risposta sul nostro lavoro freelance, anche solo per incuriosire il nostro interlocutore o anche, perché no, per trasmettere l’entusiasmo verso quello che facciamo o ancora per affermare i diritti e doveri di una professione sempre più significativa nel mondo del lavoro.

Lavoro freelance e diritti: nuove disposizioni che colmano il vuoto legislativo

Oltretutto oggi ti viene incontro anche la legge, perché finalmente il lavoro freelance si sta avviano anche a un riconoscimento e inquadramento giuridico grazie a degli interventi legislativi su cui ora discuteremo un po’.

Il legislatore si è dovuto adeguare intervenendo per sopperire a un vuoto giuridico in quanto le nuove tecnologie, l’evoluzione del mercato del lavoro e la globalizzazione della domanda di lavoro, determinano la nascita di nuove professionalità che aspettano di essere riconosciute nei loro diritti e nei loro doveri.

Il primo provvedimento legislativo strutturato per i freelance riguarda le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale (Legge 81/2017) e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato. La legge dunque, riconosce diritti e tutele per quelle figure professionali che svolgono il loro lavoro autonomo professionale non ordinistico, il cui numero anno per anno cresce sempre di più. Si stima che tra uomini e donne, giovani ma anche meno giovani, il numero dei freelance rispetto ai dipendenti sia destinato a crescere sempre di più. Complice senza dubbio, un quadro occupazione tutto sommato ancora critico che direziona il lavoro autonomo professionale ad aumentare rispetto alle altre tipologie di autonomi.

Ecco le principali novità della legge per il lavoro freelance

#1 Congedo parentale per mamma e papà

A decorrere dal 1° gennaio 2017, le lavoratrici ed i lavoratori iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, hanno diritto ad un trattamento economico per congedo parentale “per un periodo massimo pari a sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino. I trattamenti economici per congedo parentale, ancorché fruiti in altra gestione o cassa di previdenza, non possono complessivamente superare tra entrambi i genitori il limite complessivo di sei mesi”. Le disposizioni  si applicano anche nei casi di adozione o affidamento preadottivo.

#2 Gravi patologie e trattamenti terapeutici

Per gli iscritti alla Gestione separata INPS i periodi di malattia, certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche o di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti o che comunque comportino una inabilità lavorativa temporanea del 100%, sono equiparati alla degenza ospedaliera. Chi invece è costretto a sospendere la collaborazione per malattia per più di 60 giorni, può interrompere il versamento dei contributi fino ad un massimo di due anni.

#3 Deducibilità delle spese di formazione

Ecco un’altra importante novità, perché spesso i freelance si accollano spese per partecipare a seminari di aggiornamento e corsi di formazione. E si sa, queste spese non sono poi tanto facili da sostenere, soprattutto se tali attività sono erogate fuori sede e quindi bisogna aggiungere spese di pernottamento, vitto e trasporto. La legge afferma che “sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi. Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 5.000 euro, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente”.

Insomma importanti novità inquadrabili nel progetto di più ampio respiro del welfare per una categoria di lavoratori senza rappresentanze sindacali o albi.

#4 Indennità di disoccupazione Dis – Coll

La legge prevede per coloro che non sono titolari di partita IVA, l’indennità di disoccupazione Dis – Coll. I collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che hanno perso involontariamente l’occupazione e che sono iscritti alla Gestione Separata INPS, possono ricevere un’indennità pari al 75% del reddito medio mensile.

#5 Saldo delle fatture e retribuzione delle idee

Ancora degna di nota è la tutela riguardo il saldo delle fatture che non può superare i 60 giorni. Eventuali clausole contrattuali apposte saranno nulle. Anche le idee riceveranno un loro compenso: salvo il caso in cui l’attività inventiva sia prevista come oggetto del contratto di lavoro e dunque già compensata, le utilizzazioni economiche delle idee del lavoratore autonomo sono oggetto di diritti e tutele.

#6 Il diritto all’irreperibilità al di fuori dell’orario massimo di lavoro

Nell’accordo tra datore di lavoro e lavoratore autonomo dovranno essere disciplinati i tempi di riposo. Il cosiddetto diritto alla disconnessione è riconosciuto anche per il freelance che paga uno stato di allerta perenne, di richiesta continua da parte del datore di lavoro. Il fatto di non avere un “cartellino” da timbrare, rende il freelance vulnerabile rispetto alle richieste del datore di lavoro. Quotidianamente può capitare al freelance di essere chiamato di sera per una modifica al contenuto delle pagine web o per inviare una mail: esercitando il diritto alla disconnessione il freelance può staccare il telefono, non è tenuto a rispondere alla messaggistica istantanea e disconnettersi da una frenetica prestazione di lavoro senza subire ripercussioni o peggio ancora vendette sul piano retributivo e sulla prosecuzione del rapporto di lavoro.

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