Marketplace, le (web) API Sono l’Anello di Congiunzione tra Business e Tecnologia?

web api marketplace

Parleremo subito di marketplace, sì.

Ma cosa significa, prima di tutto, Web API?

Cominciamo semplicemente sviluppandone l’acronimo.

API sta per Application Program Interface.

Immagino che non sia ancora chiaro.

Aggiungo allora che si tratta letteralmente di set preconfezionati di protocolli e procedure per la creazione di applicazioni per il Web.

Il loro scopo è principalmente di evitare ai programmatori di riscrivere ogni volta tutte le funzioni necessarie al programma partendo da zero.

Con questo non vogliamo dire che i programmatori siano degli scansafatiche!

A livello pratico, questo non dover ripartire dal nulla ogni volta, consente numerosi vantaggi, come, ad esempio, sviluppare software a prezzi notevolmente più competitivi, perché l’utilizzo di queste “stringhe” semplifica molto il lavoro.

Inoltre, i tempi di consegna di un programma si riducono moltissimo, consentendo maggiore competitività e dando risposta più immediata al soddisfacimento di qualsiasi esigenza.

Il mercato delle startup tecnologiche e degli sviluppatori sta subendo una crescita notevole negli ultimi anni. Poter utilizzare “pezzi di codice” già definiti per ridurre il time to market di un servizio, di un sito, di una app o di qualsiasi altra attività tecnologica (che necessiti di un codice software) è sempre più importante, per non dire fondamentale.

Web API marketplace: immagina di essere in un grande supermercato virtuale di codici

Bene, ora che (forse) hai un po’ più chiaro il concetto di web API, possiamo passare a quello di web API marketplace.

Immagina di essere in un grande supermercato virtuale dove, al reparto prodotti freschi, trovi ottimi “libri di cybernetica e insalate di matematica”. Ecco, guardati intorno e scorgerai codici informatici cadere a cascata (sì, ammetto che Matrix è sempre fonte d’ispirazione, anche se recentemente sono venuta a scoprire che quei codici a cascata altro non erano che un libro di ricette giapponese, n.d.A.).

Comunque, con questi linguaggi cifrati freschi freschi, che puoi acquistare (o talvolta prendere gratuitamente) e adattare alle tue esigenze, un po’ come faresti acquistando gli ingredienti per una ricetta, un programmatore può far interagire due programmi (o due piattaforme, o un programma e una piattaforma) altrimenti tra loro incompatibili.

Potenzialmente, si possono persino estendere le funzionalità di un programma ben oltre le reali intenzioni di chi l’ha realizzato.

La rete è piena di marketplace, eccone 3 per te

Esistono ormai moltissimi marketplace in rete, noi ne abbiamo selezionati tre, tutti molto diversi tra loro.

1. Platfr.io

Platfr.io è un “supermercato” di pezzi di codice per i pagamenti, di origine nostrana, lanciato dal Gruppo Banca Sella. Il Gruppo ha probabilmente visto in questo mercato un potenziale investimento. Ricordo che GBS, nel lontano ’97, lanciò il primo carrello e-commerce d’Italia, quindi si tratta di un gruppo non nuovo al successo tecnologico: se loro ci vedono un investimento, direi che possiamo fidarci.

Con GBS nasce quindi la prima “open banking platform” in Italia e tra le prime a livello internazionale, con un’infrastruttura tecnologica aperta a imprese innovative e startup. Queste potranno accedere a servizi e funzioni, finora accessibili solo dalla banca, integrando l’operatività bancaria di cui hanno bisogno direttamente nei servizi che desiderano offrire ai clienti. Questo servizio si configura come un sito web (www.platfr.io) su cui vengono rese fruibili le API e vengono anche forniti sia la documentazione necessaria, che l’assistenza per il loro utilizzo da parte degli sviluppatori esterni. I primi servizi ad essere resi disponibili via API sono relativi all’operatività sui conti correnti (per esempio lista movimenti, saldo e bonifici).

 

2. Mashape

Mashape è l’acronimo di“We Make the API Developers Happy”. La loro mission è piuttosto chiara, vogliono rendere felici gli sviluppatori.

Come? Fornendo ciò di cui hanno bisogno in maniera open source… e mettendo a disposizione una piattaforma, Kong, su cui poter caricare le proprie API. Da Lainate a San Francisco, questo è il classico caso di “cervelli in fuga” dall’Italia, tre giovanissime menti (assolutamente under 30) che, per realizzare il loro progetto, hanno dovuto emigrare in USA a caccia di finanziamenti e, soprattutto, di chi credesse in loro.

Per spiegarti bene che cos’è Mashape e come funziona, riporto le parole, rilasciate da Michele Zonca (founder di Mashape, insieme a Marco Palladino e Augusto Marietti) durante una delle numerose interviste che l’hanno visto come protagonista:

“Dunque, per parlare di Mashape bisogna fare una introduzione sulle API. Ad altissimo livello, le API sono un modo per includere funzionalità di terze parti; quello che sta succedendo nell’informatica negli ultimi anni è un’esplosione delle API, delle cosiddette cloud API, cioè le API accessibili via internet. Il vantaggio di fornire le API, per un’azienda, è il fatto di poter distribuire le proprie funzionalità e i propri dati via internet e con l’aumento del mercato del mobile, con gli smartphone di nuova generazione questo è fondamentale.

Per esempio l’applicazione iPhone di Facebookinteragisce con le API di Facebook per estrarre i dati dell’utente da Facebook.com. Quello che noi facciamo è aiutare aziende e startup come noi a distribuire le proprie API in modo rapido ad un pubblico vasto, che altrimenti non avrebbero. Mashape è un marketplace per le API.”

 

3. API Platform

API Platform A differenza degli altri due marketplace, mette a disposizione dell’utente un vero e proprio framework per creare, attraverso alcuni passaggi, la propria web API e renderla disponibile al resto degli utenti.

La personalizzazione è dunque la chiave che differenzia API Platform dagli altri marketplace di cui abbiamo parlato.

API Platform può essere considerata una piattaforma di sviluppo, adatta a soddisfare anche le menti più esigenti. Le potenzialità della personalizzazione sono davvero infinite, ognuno può aggiungere il suo tocco e creare ciò che di più soddisfa le sue esigenze. Si sa, l’uomo ama essere protagonista, e sicuramente questa piattaforma rappresenta uno stimolo notevole per i programmatori, che qui possono esprimere la loro “arte”.

 

Web API Marketplace, questi strati di software sono la chiave del successo economico dei nuovi business digitali

Dunque, ciò che è chiaro, è sicuramente che le opportunità generate dallo sviluppo e dall’uso delle interfacce di programmazione si esprimerà a breve, consentendo a molte realtà di monetizzarne il valore (generare reddito grazie all’innovazione e alla digitalizzazione), le API potrebbero letteralmente essere l’anello di congiunzione tra business e tecnologia. Di questo ne è convinta la famosa società di analisi americana Gartner, che lo riferisce nel report “Market Trends: APIs Accelerate CSP Success in Digital Business”. Si tratta di un approfondito studio sull’attuale e futura economia di mercato movimentata dalle API e, soprattutto, di un’attenta analisi delle aree all’interno delle quali questi ‘strati di software’ rappresentano la chiave di successo economico nei nuovi business digitali.

Guest post a cura di Laura Santini

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