Pay Off e Nome, Guida alla Scelta

pay off mc donald's
Pay off di McDonald’s

Hai già scelto il nome della tua attività? Sai cos’è il pay off e come puoi abbinarlo al brand? In questa piccola guida cerchiamo di capire di cosa si tratta e come si può sfruttare al meglio pay off e nome per rimanere impressi nella mente dei consumatori e, ovviamente, per farsi scegliere!

Cos’è il pay off e perché si abbina al nome

Come gli esperti di marketing che leggono già sapranno, il marchio è una componente grafica (logo) che rende una marca (brand) identificabile al proprio pubblico. Il nome del brand può essere reso graficamente attraverso il logo. Oggi, però, non è più sufficiente. E’ meglio abbinare anche il pay off. Di cosa si tratta?

Leggi anche Creare loghi: la parola (oggi) basta oppure no?

Si tratta di una frase (letteralmente “frase di chiusura”) che accompagna il logo, rendendo – attraverso una associazione semantica – un brand unico e riconoscibile tra tanti. Il pay off accompagna il logo, ma non è il nome del brand in senso stretto. Se scriviamo “Just do it” cosa ti viene in mente? Nike! Dove Nike è il brand name, il baffo è il logo (segno grafico) e “Just do it” è il pay off. Si è creata una associazione univoca.

Le 4 regole di un buon pay off

Naturalmente occorre un po’ di fantasia e anche un buon brainstorming per ideare un pay off che piaccia. Tuttavia, affinché queste “paroline magiche” siano effettivamente efficaci, occorre rispettare alcune regole di base. Vediamole insieme. Un buon pay off è:

  • Semplice (3-4 parole al massimo)
  • Memorabile (facile da mandare a memoria)
  • Esaustivo (esalta le caratteristiche del servizio o prodotto offerto e racchiude la mission del brand)
  • Spendibile (può entrare nell’uso quotidiano o richiamare azioni di uso quotidiano)

Sembra difficile trovare una frase di chiusura che soddisfi tutti e quattro questi punti? Per ispirarti, ecco qualche esempio di successo che sicuramente hai usato più volte anche tu. Ma prima, ricordati di ingaggiare un buon copywriter. Sarà la sua preziosa esperienza ad aiutarti ad ideare una endline (sinonimo di pay off) che:

  • Faccia la differenza rispetto ai competitor
  • Inizi una relazione con il pubblico di riferimento (anche attraverso i canali social)
  • Renda il tuo prodotto/servizio memorabile nel contesto quotidiano in cui opera la target audicence

Insomma, il consiglio è quello di non adattarsi al fai da te per una cosa così importante come pay off e nome. Ne va proprio di tutta la brand identity della tua attività e di conseguenza anche del suo fatturato. Vuoi saperne di più sul ruolo del copy? Leggi l’articolo qui sotto!

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Pay off esempi memorabili e nomi da cui trarre ispirazione

Certo, il brand name e il pay off di Nike sono tra gli esempi più citati e inflazionati di tutti i manuali di marketing. Ma sono moltissime le endline che sono diventate celebri grazie alla ingegnosa trovata dei copy che ci hanno lavorato su. Se vogliamo rimanere nel Made in Italy, ecco la nostra lista dalla quale trarre la giusta ispirazione prima di mettersi al lavoro (meglio se in brainstorming).

1) Barilla

pay off Barilla

Noto pastificio con un brand name di tipo “tradizionale”, ovvero il nome del fondatore, ha come pay off il riuscitissimo “Dove c’è Barilla, c’è casa” che fa leva sul senso di appartenenza e di tradizione di noi italiani e del nostro “piatto nazionale”: la pasta, appunto.

2) Conad

pay off Conad

Attivo nella grande distribuzione organizzata ha un naming “acronimo” di Consorzio Nazionale Dettaglianti. Il suo pay off? “Persone oltre le cose“. Questa endline sottolinea il confronto (noi non siamo come gli altri) e l’impegno sociale di cui il Consorzio vuole farsi carico (Per le comunità valorizziamo i prodotti locali e sosteniamo le imprese del territorio; diamo una mano alle istituzioni scolastiche; supportiamo associazioni sportive; garantiamo i bisogni primari delle famiglie calmierando i prezzi dei beni di prima necessità).

3) Amaro Montenegro

pay off Amaro Montenegro

Storico prodotto della omonima ditta che ha radici nel lontano 1885, da un’idea dell’alchimista Stanislao Cobianchi. Nel XX secolo l’Amaro Montenegro si fa conoscere in Europa e nel mondo per una serie di fortunate coincidenze tra le quali, oltre l’indiscutibile qualità del prodotto, ha concorso anche un’ottima comunicazione pubblicitaria. Il pay off “Sapore vero che racchiude (e pregusta) l’esperienza sensoriale è anche la sintesi estrema (per questo estremamente efficace) della brand identity e della mission aziendale.

4) Lavazza

pay off Lavazza

Anche questo storico marchio italiano del comparto food, produce caffè dal 1895 oltre ad aver prodotto una serie di fortunatissime pubblicità. Il pay off di Lavazza (brand name del fondatore Luigi Lavazza) è stato “Più lo mandi giù, più ti tira su” che per il mercato estero è stato reso con un altrettanto efficace “Italy’s favourite coffee“, facendo valere l’associazione mentale che si crea nella mente dei clienti mentre leggono (espresso=Italia).

5) Ariete

pay off Ariete

Azienda toscana di piccoli elettrodomestici ha come pay off “Il genio della casa“£ Genio perché la ditta si ingegna letteralmente per trovare soluzioni intelligenti che aiutino e coadiuvino nelle pulizie e nella cucina. Paolo Laratta, uno dei direttori marketing di Ariete (acquisita nel 2001 da De Longhi) ha descritto il pay off così: “Cerchiamo soluzioni che semplifichino la vita. Il nostro ambito è la casa. Il nostro brand è complice, concreto, smart, positivo, accessibile”.

Adesso che hai capito cos’è un pay off e come si distingue dal nome dell’attività, parti subito con la ricerca di un valido copywriter (eventualmente da affiancare ad un esperto di marketing che curi poi il lancio del tuo brand) e crea subito un nome e un pay off efficaci. Hai già un nome ma la tua attività è statica? Riparti con un rebrand. Chiedi ai nostri esperti!

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