Ristrutturazione 110: mini-guida per spiegarla ai clienti

bonus ristrutturazione 110

Sei un progettista esperto e vuoi cogliere al volo l’occasione dei superbonus 2022. Ma le norme ti fanno disperare! Ecco come puoi cavartela con la ristrutturazione 110: mini-guida per spiegarla ai clienti e ottenere gli ingaggi che ti fanno guadagnare.

Bonus 110 ristrutturazione, scopri come spiegarlo ai tuoi clienti

Sei un progettista e da un po’ ti interessi al bonus 110, scarichi tutte le norme e le studi con impegno. Hai capito che le occasioni lavorative nel 2022 decollano! Le idee dei clienti, invece, si fanno sempre più confuse, ti pressano con le richieste di info. Non c’è dubbio, devi soddisfarle subito per ottenere nuovi ingaggi. Di certo non vorrai perdere l’occasione di guadagno legata al bonus! Ti serve una scrematura dei clienti più sicuri. Se non sai come farla, ecco i 3 argomenti che ti consigliamo di affrontare prima di fargli firmare il contratto di ingaggio.

1) Chi guadagna con il bonus 110 e quanto

Sembra banale, ma l’utente medio non percepisce che quel numero è la percentuale di uno sconto sul costo totale della ristrutturazione di casa. Che non sarà mai gratis, perché il bonus non finanzia tutte le categorie di lavori necessari, ma sgonfia certamente gran parte dei costi. Chiarito questo, gli spieghi che la chiave di tutto è il preventivo di spesa fatto da te, diviso per categorie di lavori. Ovvio che il cliente vuole sapere subito quant’è la copertura economica del bonus e quanto deve sborsare personalmente. Da questa info dipende l’ok all’ingaggio. Riassumendo i guadagni sono per:

  • il tecnico progettista incaricato dal cliente di seguire l’intera pratica
  • l’impresa edile esecutrice dei lavori che riceve un credito d’imposta corrispondente al 110% sui lavori. In parole povere ha uno sconto sulle tasse dovute allo Stato. Lo stesso credito può essere ceduto anche ai fornitori e agli Istituti di Credito direttamente dal cliente
  • il cliente che fa i lavori scontati del 110% sul costo complessivo.

2) Quali  categorie di lavori edili sono finanziabili col bonus 110

Confessa, molti vengono da te convinti di trasformare l’appartamento in un castello con minima spesa! Spetta a te fargli capire quali sono i limiti del bonus, ma anche le sue grandi potenzialità, soprattutto nella ristrutturazione 110.

3) A quali condizioni può sfruttare il bonus

Capitolo scottante! Le regole per ottenere il bonus 110 sono ferree: prima di tutto, i clienti che hanno commesso abusi edilizi (e non sono pochi) ne sono fuori. Chiarisci a chi ha infranto le regole statali che non deve aspettarsi sconti dallo Stato per ristrutturare. Un’indagine catastale sarà sufficiente per accertare l’abuso e se il sogno si spezza almeno non ti fai illusioni sull’ingaggio.

Hai affrontato i 3 argomenti chiave della ristrutturazione 110 con i tuoi (potenziali) clienti? Ora le possibilità di ottenere un ingaggio sono più alte: meglio pochi clienti sicuri che vanno fino in fondo, piuttosto che tanti clienti senza chance di ottenere il bonus. Ma anche quando tutto sembra a posto e la pratica è andata a buon fine, non sei salvo dai rischi del superbonus 110. Leggi di seguito quali sono gli errori da non commettere per evitare brutte sorprese.

Rischi superbonus 110, ecco come eviti le brutte sorprese

rischi superbonus
Credit: Stefano Paltera/U.S. Department of Energy Solar Decathlon

Hai spiegato al cliente in cosa consiste il superbonus 110, un’agevolazione introdotta dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute solo per specifici interventi. Ma attento ai rischi. Già, perché gli scogli burocratici continuano fino alla fine. Tranquillizzati, non sono lì per distruggere i sogni della gente o le occasioni di guadagno di progettisti e imprenditori. Servono a controllare che non ci siano imbrogli e irregolarità a spese dello Stato: sono in ballo milioni di euro di finanziamenti! Le opportunità dei bonus approvati nella Legge di Bilancio 2022 sono tante. Ti aspetta una bella mole di lavoro (e di guadagni) se sai gestire i rischi. Scendi nel dettaglio della ristrutturazione 110 e spiega al cliente che perde il bonus se:

1) Si sforano le date di scadenza

Diciamocela tutta: i lavori di progettazione e quelli edili vanno spesso per le lunghe, facendo saltare le scadenze previste. In Italia è considerato quasi naturale essere in ritardo sulla tabella di marcia. E anche sforare il budget di spesa. Purtroppo nel caso del bonus 110 questo è vietato: allo Stato non va di rimetterci tempo e denaro, quindi ti dà delle scadenze precise, cioè

  • 30 giugno 2022 per i lavori di persone fisiche su edifici unifamiliari o su unità immobiliari funzionalmente indipendenti e che dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno, situate all’interno di edifici plurifamiliari (art. 119, commi 1 e 4 del Decreto Rilancio)
  • 30 giugno 2022 per i lavori di persone fisiche su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche (art. 119, comma 8-bis del Decreto Rilancio)
  • 31 dicembre 2022 per i lavori condominiali (cfr. art. 119, comma 8-bis del Decreto Rilancio)
  • 30 giugno 2023 per gli immobili dell’IACP (case popolari) o enti simili istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per gli interventi di risparmio energetico.

2) Ci sono errori o mancanze nella fatturazione dei lavori eseguiti o delle forniture

Qui entra in gioco la tua competenza di tecnico progettista/Direttore dei Lavori che aggiorna la contabilità e garantisce la legalità, soprattutto quella fiscale. Se smarrisci una fattura o i lavori realmente eseguiti dall’impresa non corrispondono al fatturato, puoi dire addio al bonus. Il tuo cliente dovrà sborsare tutto l’importo di tasca sua.

Per finire, conquista completamente la fiducia del tuo cliente facendogli un esempio pratico, convincilo e ti ingaggerà. Leggi di seguito un esempio che può esserti utile.

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Ecobonus 110 esempio pratico per conquistare la fiducia del tuo cliente

Hai chiarito al cliente in cosa consiste il bonus 110, sei ad un passo dall’ingaggio come progettista. Ma scopri che gli resta un ultimo dubbio sul tipo di lavori che può fare. Sappiamo che è difficile spiegare termini tecnici e formule contabili a chi non li mastica tutti i giorni. Nell’attesa di capire quale software per superbonus 110 è in grado di risolverti il problema, prova alla vecchia maniera: fagli un esempio pratico, funziona! Ecco gli step:

1) Spiega le 3 categorie coperte dal bonus ristrutturazione 110 del 2022:

  • manutenzione ordinaria, per esempio: riparazione dell’intonaco, cambio delle grondaie, tinteggiatura
  • manutenzione straordinaria, cioè: cambio degli infissi, rifacimento totale dell’intonaco, dei cornicioni e dei balconi; rifacimento del tetto di copertura con tegole, isolamento del terrazzo di copertura
  • ristrutturazione edilizia, cioè rifacimento degli elementi portanti come i solai, compreso quello di copertura.

All’interno di queste categorie, i lavori edili finanziati da bonus sono divisi in 2 blocchi:

1) lavori principali o “trainanti”

  • isolamento termico sugli involucri
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti
  • interventi antisismici.

2) interventi trainati secondari

Si devono associare obbligatoriamente ad uno o più interventi trainanti:

  • efficientamento energetico (ecobonus)
  • installazione di impianti solari fotovoltaici
  • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici
  • eliminazione delle barriere architettoniche.

Per farti l’esempio rispolveriamo il buon “vecchio” signor Rossi e supponiamo che abbia tutte le carte in regola per chiedere un ecobonus, cioè un finanziamento per l’efficientamento energetico del suo immobile. Sa che deve ingaggiarti per avviare una pratica di richiesta, ma ha ancora un sacco di dubbi a riguardo e non si decide. Tranquillizzalo così:

  1. Informalo che il finanziamento rientra nel Bonus Casa, nello specifico nel bonus ristrutturazione 110
  2. Fai un rilievo a vista dello stato di fatto dell’immobile per verificare se è proprio necessario un efficientamento energetico
  3. Scrivi una relazione asseverata descrivendo ciò che hai rilevato. Ovvero che:
  • l’immobile di proprietà del signor Rossi (o in cui è inquilino), ha una copertura piana (solaio) praticabile in calcestruzzo armato
  • la copertura è invasa da macchie dovute a infiltrazioni d’acqua piovana. Ciò prova che non è più in grado di isolare dagli agenti atmosferici gli ambienti sottostanti
  • la copertura esaminata aveva in origine uno spessore isolante che oramai si è consumato: ciò causa la dispersione termica negli ambienti che ricopre! Questa situazione provoca spreco di energia sia per il riscaldamento invernale sia per il raffrescamento estivo, con pessime conseguenze sul risparmio energetico e l’ecologia ambientale.

4. Proponi al signor Rossi l’intervento adatto in base alle regole della ristrutturazione 110. Ovvero:

  • intervento trainato: “efficientamento energetico” con ecobonus, che rende la copertura termicamente isolante
  • intervento trainante: “isolamento termico sugli involucri”, infatti la copertura con le pareti e il solaio del pavimento formano l’involucro abitativo.

5. Valuta ora la categoria di lavori necessari per realizzare l’intervento sfruttando l’ecobonus. In questo caso ci sono 2 opzioni:

  • la “manutenzione straordinaria” che migliora la copertura esistente senza bisogno di demolirla e rifarla
  • la “ristrutturazione edilizia“, che demolisce completamente il solaio di copertura ricostruendolo da capo con tutti i crismi.

Occhio: nel primo caso l’ecobonus è più conveniente rispetto al secondo caso, in cui il signor Rossi riceve lo sconto ma deve sborsare molti più soldi di tasca sua.

6. Metti a punto il progetto e il preventivo economico completo dei lavori, dividendo i costi finanziabili dal bonus (cioè soggetti a sconto), da quelli senza sconto, totalmente a carico del cliente.

Esempio prima soluzione (manutenzione straordinaria):

  • aggiunta del pacchetto coibentante (cioè isolante dal freddo, dal caldo e dalla pioggia) sulla copertura esistente: finanziabile con ecobonus entro il budget di spesa disponibile
  • pannelli solari sul terrazzo: finanziabili con ecobonus entro il budget di spesa disponibile
  • intonaco e tinteggiatura sul soffitto: non finanziabili con ecobonus.

Esempio seconda soluzione (ristrutturazione edilizia):

  • demolizione della copertura esistente e costruzione di un nuovo solaio: non finanziabile con ecobonus
  • aggiunta di pacchetto isolante: finanziabile con ecobonus entro il budget di spesa disponibile
  • pannelli solari sul terrazzo: finanziabili con ecobonus entro il budget di spesa disponibile
  • intonaco e tinteggiatura sul soffitto: non finanziabili con ecobonus.

Insomma, se ottiene l’ecobonus il cliente deve pagare di tasca sua e senza sconti:

  • rifacimento del tetto
  • finiture (intonaco e tinteggiatura)

Mentre riceve uno sconto sulla spesa (rispettando il budget limite dello Stato) per:

  • pacchetto isolante
  • pannelli solari.

Balza agli occhi che come progettista hai un ruolo chiave in tutta questa storia: sei tu infatti che asseveri in che stato si trova la copertura e che tipo di intervento è necessario per dare l’efficientamento energetico alla casa del signor Rossi. Le tue dichiarazioni fanno una bella differenza a livello economico.

Conclusioni

Se sei un professionista dell’edilizia, comincia subito a proporti su AddLance per un ingaggio e in bocca al lupo con la ristrutturazione 110!

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