Come fare Team building se hai una Squadra di Freelance

29 Giu 2019 | Esperienze

team building freelanceSe la tua attività si basa su una squadra di freelance, ovvero se la tua azienda si appoggia (in tutto o in parte) su un team virtuali, ecco come affrontare il team building. Eh già, perché questa disciplina non è utile solo alle aziende che hanno uno stuolo di dipendenti fisicamente presenti. E’ fondamentale anche e soprattutto in quelle imprese composte da team virtuali e da freelance in outsourcing. Ecco cosa sapere per far crescere una squadra da remoto forte e coesa.

 

Team building: cos’è e perché non è solo per “grandi” aziende

Letteralmente team building significa formare una squadra di persone, attraverso delle attività (anche di gaming) pensate ad hoc dalla direzione per le risorse umane dell’azienda. Non tutte le aziende hanno al proprio interno una direzione risorse umane e possono appoggiarsi a questi servizi in outsourcing. Oppure provano a fare da sé. Fare team building è estremamente importante, poiché un gruppo coeso e orientato al risultato, guidato da un buon leader, è uno dei fattori chiave del successo e della produttività aziendale. E se, come oggi spesso accade, il team è virtuale? Si può e si deve fare team building lo stesso. AddLance ha raccolto per voi alcune delle tecniche di team building di aziende con importanti squadre che lavorano da remoto, che possono aiutare la tua attività a fare la differenza.

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Virtual team building: l’obiettivo è evitare la dispersione e far sì che i freelance si sentano davvero parte di una squadra

Un team è un team anche quando non condivide quotidianamente gli spazi fisici. Non si condivide una scrivania o la macchinetta del caffè, però si condivide un progetto, un obiettivo e si manda avanti l’azienda. La tecnologia, le app e gli strumenti di management che oggi sono a disposizione di tutti, incentivano la creazione (temporanea o definitiva, parziale o esclusiva) di team virtuali. Ecco 4 tecniche che puoi usare anche tu per fare virtual team building nella tua impresa.

1) Nuovo team o nuovo freelance? Organizza così il suo debutto virtuale

Hai appena formato un gruppo virtuale ex novo che lavorerà su un determinato progetto. Oppure al virtual team si è aggiunto in corsa un nuovo freelance (sempre da remoto). Cosa puoi fare? Organizza il debutto virtuale dei membri del gruppo, facendo loro stilare una lista di 5 o 10 fatti interessanti su di loro, da condividere sul vostro account di project management oppure via mail o WhatsApp. Questo, oltre ad evitare che i membri si sentano isolati, è in gradi di innescare discussioni e amicizie basate su interessi comuni o su episodi di vita condivisi.

2) Crea una pausa caffè virtuale per fare conversazione 1-1

Soprattutto nei team grandi o in progetti ad alta specializzazione, può capitare che i membri dello stesso gruppo finiscano per non parlarsi one-to-one per settimane o mesi. Cosa puoi fare? Organizzare la tradizionale pausa caffè in modo virtuale. Esistono sul web molte app che altro non sono se non chat in cui gli utenti possono essere abbinati (anche in modo casuale, proprio come avverrebbe davanti alla macchinetta del caffè) per fare un minimo di conversazione. Hotjar, un famoso software di user experience, per il suo virtual team usa Donut. I membri del team si iscrivono entrando nella stanza Donut, quindi ogni due settimane l’app mette in coppia a caso due persone nel gruppo che concordano un momento per fare una chiamata su Slack o Zoom. Quando è il momento della chat, entrambe le persone si presentano con la loro bevanda preferita (e la ciambella opzionale, ecco perché la app si chiama Donut!). Così avviano la loro chiacchierata. La classica pausa caffè, insomma, ma in versione virtuale.

3) Fai in modo che il team rimanga sempre in contatto, come se fosse nella stessa stanza

Lavorando su un progetto comune è più che frequente che i colleghi sentano la necessità di uno scambio di idee, di un feedback, di un aiuto su come procedere. Meglio non usare la mail in queste occasioni, perché è facile che intere parti del progetto (o peggio, alcuni membri del team) ne rimangano fuori. La visione d’insieme è fondamentale anche nei gruppi che operano da remoto, poiché l’obiettivo è sempre unico, reale e condiviso. Per consentire questo scambio di comunicazioni aziendali, esistono delle app come TWproject o BaseCamp che generano un unico luogo per comunicare, parlare dei singoli progetti ed avere la cronistoria (sempre a portata di mouse) di quanto accaduto. Inoltre, qualunque messaggio scambiato può diventare un task da portare avanti, proprio come avviene nella vita reale.

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4) Una volta l’anno (se puoi) organizza un incontro dal vivo

Riunire fisicamente il tuo team virtuale, anche solo una volta l’anno, è un’ottima mossa per favorire l’identità del gruppo. Le relazioni, attraverso un momento di condivisione real life si consolidano e le connessioni virtuali di settimane o mesi si concretizzano. In questi incontri, che possono svolgersi anche fuori azienda, magari in una location dedicata e facilmente raggiungibile anche con il trasporto pubblico, si lavora insieme, si condividono i pasti, si praticano degli sport di gruppo e si affiancano dei momenti di formazione. Puoi anche organizzare delle vere e proprie attività di team building, facendoti aiutare da una agenzia o da un freelance esperto in gestione delle risorse umane.

 

Team building virtuale, adesso tocca a te

Adesso che conosci l’importanza del team building per mantenere forte e coeso il tuo gruppo di collaboratori da remoto, tocca a te, in qualità di vertice aziendale, organizzare uno standard per gestire al meglio il tuo team. Una volta che hai messo a punto la tua routine sfruttando i tool a disposizione sul web, potrai – se vorrai – dedicarti ad organizzare delle sessioni di team building nel senso tradizionale del termine, da svolgere durante i vostri meetup annuali. In questo caso, rigorosamente dal vivo!

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