Visual Merchandiser, “mago” delle vendite

visual merchandiser
Visual Merchandiser in Oxford Street, Londra

“Lo vedo, mi piace, lo compro!”. Il Visual Merchandiser è l’autore di questa magia: ha le idee giuste per fare incoming di clienti e aumentare le vendite. Scopri chi è e cosa fa il Visual Merchandiser oggi, cominciando dalla formazione, fino al personal branding.

Chi è e cosa fa il Visual Merchandiser oggi

Hai voglia di metterti in gioco come Visual Merchandiser, ma non sei convinto che sia la scelta giusta. E’ un lavoro che nasce addirittura nel Rinascimento, con i bottegai che tirano fuori le merci pur di catturare l’attenzione dei passanti. Il boom arriva nell’Ottocento, nei Grandi Magazzini francesi che mettono in vetrina trucchi artistici per catturare compratori. Il Visual Merchandising vero e proprio lo inventa Gordon Selfridge, ricco americano amante delle esposizioni glamour.

Alessia Antinucci
Alessia Antinucci, responsabile Orientamento didattico per Accademia del Lusso in Piazza di Spagna, Roma

Negli anni Trenta Gordon mette in vetrina un intero aereo, lasciando di stucco ben 50.000 clienti; sua anche l’idea, attualissima, di accendere le luci in negozio di notte. Perfino Andy Warhol, negli anni Cinquanta, prima della Factory lavora come vetrinista a New York! Sì, ma se ti chiedi quali basi devi avere per diventare un professionista del settore, abbiamo girato la domanda ad Alessia Antinucci, responsabile dell’Orientamento didattico per Accademia del Lusso in Piazza di Spagna a Roma. Alessia, che incontra ogni giorno giovani e meno giovani aspiranti Visual Merchandiser, ci spiega:

“E’ una figura creativa di grande responsabilità, che si occupa dell’esposizione delle merci all’interno di showroom e punti vendita, di posizionamento strategico dei capi e dei prodotti, di vendita guidata. Il suo compito è trasmettere l’identità del brand attraverso la giusta scelta espositiva utilizzando elementi di alto design“.

Dato che è un’esperta di formazione, le chiediamo in che consiste un corso di Visual Merchandiser: “Un professionista deve studiare tecniche di Visual e di Retail management per finalizzare l’esposizione ad un incremento delle vendite”, risponde Alessia, “insomma, il suo contributo deve mirare all’aumento del fatturato aziendale“. In parole povere, ben venga se è un artista ma deve conoscere il marketing per non fare un buco nell’acqua. Anche lo store online ha bisogno di un Virtual Visual Marchandiser all’altezza che:

  • Curi la struttura visiva delle pagine online dello store
  • Studi il posizionamento dei prodotti in base al pricing, alle giacenze e alla temporalità, rispettando le direttive dell’area vendite
  • Conosca il mercato online e i competitor, trasmettendo al responsabile d’area le strategie da attuare
  • Segua il monitoraggio dei KPI, relazionandosi con l’area marketing per le (eventuali) modifiche al web design.

Già, perché, come spiega Alessia, “nell’e-commerce il Virtual Visual Merchandiser deve sviluppare competenze grafiche per dare il giusto impatto visivo alla pagina web. Ma anche competenze di styling per creare outfit digitali”.

Le competenze basiche sono chiare, ma non è finita qui. Ecco di seguito le dritte per diventare il più ricercato nel settore.

Le altre competenze del VM: dall’Interior Design all’Event Management

Ora sai il Visual Merchandiser cos’è e cosa studia per diventare un buon professionista sul mercato. Oltre alle materie basiche, però, ce ne sono altre da conoscere per curare ai massimi livelli la brand awerness dell’azienda. Alessia Antinucci, che si occupa di formazione in Accademia del Lusso a Roma, chiarisce il concetto: “una competenza ancora più alta che il Visual Merchandiser può sviluppare è il Retail Design. Consente di progettare lo spazio espositivo e di vendita attraverso strumenti progettuali di Interior Design, applicati a spazi commerciali ed espositivi”.

Insomma, l’esperienza dell’acquisto passa attraverso l’uso di display, planimetrie e spazi 3D, scatenando i cinque sensi del consumatore. Fino a sconfinare nel vero e proprio evento a tema nelle strategie di Field Marketing. “Parlerei più di Event Management in questo caso” avverte Alessia, “l’Event Manager, rispetto al Visual Merchandiser, ha competenze specifiche da acquisire per l‘allestimento del contesto evento e per le scelte creative legate al tema”. Competenze che tornano utili nel Field Marketing per rafforzare il rapporto di fiducia col cliente, a mezzo di una promozione face-to-face. Per intenderci, dimostrazioni dal vivo e offerte di campioni omaggio “sul campo”.

Strategia utilissima nell’e-commerce. Secondo un sondaggio di Nielsen Europe, infatti, il 67% dei consumatori preferisce ancora l’esperienza d’acquisto nello store rispetto a quella online. E’ una buona mossa muoversi anche nella direzione dell’organizzazione di eventi: ampliare il corso di Visual Marchandiser  per sviluppare ai massimi livelli la brand awerness dello store online. Riassumendo, esistono tre figure di professionisti nel settore:

  • Il Visual Merchandiser che lavora nello store. Studia l’Interior Design per le tecniche di allestimento il Retail connesso al marketing
  • Il Virtual Visual Merchandiser che lavora nell’e-commerce. Studia la grafica web e lo Styling
  • L’Event Manager, che va oltre i primi due. E’ una figura jolly, sia per le vendite online, sia per quelle off-line. Sa aumentare la brand awerness creando vendite esperienziali.

Dopo aver studiato, c’è la seconda fase, il lancio del Visual Merchandiser nel mondo del lavoro. Scopri subito le dritte per sfondare.

Visual Merchandiser, come si ottengono ingaggi e quali errori evitare

Ti è più chiaro come deve essere la formazione del Visual Merchandiser. Ora tocca capire come si creano ingaggi, evitando errori fatali. Inutile dire che parte tutto dall’auto promozione. Il personal branding ha vari metodi, dipende dalla forma di comunicazione che fa per te. Ti diciamo subito quali sono i mezzi più usati:

  • Se sei di primo pelo, puoi avere la fortuna di iscriverti all’ufficio Placement della scuola (quando c’è). Il tuo curriculum viene segnalato alle aziende che cercano un professionista
  • Se sei già esperto, puoi proporti su Linkedin, curando al massimo il tuo profilo, includendo anche le referenze dei clienti nella sezione “conferma competenze”.

Non trascurare il personal branding sui social. Crea un profilo su Pinterest con le immagini dei migliori allestimenti o, in mancanza di esperienze, dei bozzetti. E’ anche una buona idea creare un blog di consigli su un sito web personale, facendo in modo di essere trovato. Iscriviti anche su un marketplace specializzato in professionisti freelance di vari settori. Più sono diversi, più si moltiplicano i visitatori della piattaforma. E aumentano le possibilità di incontrarti. Da lì all’ingaggio il passo può essere breve, soprattutto se tieni a portata di mano un portfolio di lavori fatto bene.

Leggi anche Freelance, 6 modi per acquisire clienti

Occhio, nel tuo lavoro di Visual Merchandiser non devi commettere errori che possano compromettere il tuo personal branding o addirittura l’attività. Ecco quali sono:

  • Riciclare le idee di styling o di allestimento già usate in precedenza per un altro brand, con la scusa del tuo “stile personale”. Ogni brand ha un suo carattere che esprime col prodotto. Niente è più noioso per il cliente che rivedere lo stesso allestimento in negozi d’aziende diverse
  • Dimenticarsi l’obbiettivo di vendita, lasciando andare l’artista che è dentro. Uno store non è una galleria d’arte, non devi diventare famoso, ma aumentare il fatturato
  • Sforare il budget che ti è stato messo a disposizione per l’allestimento o per l’evento. Ogni attività ne ha uno per la brand awerness e lo rispetta per non andare in perdita. Fai un preventivo di spesa dettagliato prima dell’ingaggio.

La mossa finale è sicuramente un allestimento di prova: conviene sia all’azienda, sia al freelance, se si vuole un rapporto duraturo basato sulla fiducia.

Conclusione

Il Visual Merchandising ti convince. Ora che sai come deve essere, mettiti subito alla ricerca di quel che ti serve: comincia da AddLance!

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