Professione Copywriter, quando è necessario Aprire Partita IVA

1 Ott 2018 | Articoli su Scrittura

copywriter partita ivaSe sei un copywriter di professione e vorresti aprire la partita IVA, il consiglio principale è quello di capire se sarai in grado di supportare i costi.

Le domande che dovrai porti sono molteplici: qual è il codice Ateco di uno scrittore online? Quali sono le imposte cui far fronte a fine anno? In questo articolo ti verrà fornito un quadro completo dell’attività di lavoratore autonomo.

[NB: questo guest post non è scritto da un commercialista e non pretende di essere rigoroso sul piano teorico, né fornire dei consigli. L’intento è di fornire delle nozioni pratiche. Per decidere le azioni effettive da compiere, è necessario consultare un professionista specializzato.]

Quanti clienti hai? Meglio un contratto occasionale o posizione fiscale adeguata?

Il numero dei clienti e il loro budget sarà quello che ti consentirà di avviare un’attività o meno profittevole.  Qui occorre sfatare un mito: non è assolutamente vero che se pur svolgendo un’attività continuativa e stai al di sotto dei €5000 l’anno, non sorge l’obbligo di partita IVA.

Infatti i contratti occasionali si chiamano così, proprio perché sono dei lavori che vengono svolti all’occasione, senza che ci sia un rapporto continuativo di lavoro.

Leggi anche Prestazione occasionale o partita IVA?

Di conseguenza, qualora tu lavorassi ogni giorno o ogni mese per uno o più clienti come copywriter, anche se non dovessi superare la famosa soglia dei 5000, la Partita Iva sarà comunque un obbligo.

 

Come può “pagare meno tasse” un Copywriter?

Se l’obbligo dell’apertura della partita IVA (nei casi in cui vi è un lavoro continuativo) ti ha messo timore, adesso è tempo di rasserenarti e scoprire come è possibile “pagare meno tasse” come copywriter.

Esiste il cosiddetto “regime forfettario”, ovvero quella posizione fiscale che ti consente di risparmiare ed essere esente dall’IVA in modo tale da poter essere competitivo sul mercato.

Per poter accedervi è necessario rispettare tre requisiti:

  1. Non dovrai fatturare e sforare la soglia dei €30.000 all’anno. (Una volta superata non potrai più usufruire di tale regime agevolato se non verranno approvate le nella manovra finanziaria per il 2019);
  2. Le spese per i dipendenti e similari, non dovranno superare i € 5.000 lordi;
  3. Il costo totale dei beni strumentali non dovrà superare la soglia dei € 20.000.

Leggi anche Partita IVA, novità 2018 per i freelance

Ci sono dei casi che vanno sottolineati, in quanto nonostante i tre requisiti qui sopra siano rispettati, per poter aprire la partita IVA in regime forfettario, come copywriter:

  • Non possono essere eseguiti lavori che non rientrino nell’attività di copywriter e quindi non è ammessa un’attività secondaria;
  • Fondamentale la residenza in Italia, o presso uno Stato appartenente all’Unione Europea oppure che il 75% del fatturato totale sia stato prodotto in Italia.
  • Non è possibile essere socio di SAS, SNC e neanche di SRL “tassate in regime di trasparenza”;
  • Non è possibile percepire compensi o stipendio da lavoratore dipendente, che superino i €30.000 annui.

Bene, ora che probabilmente ti sei convinto a fare il passo più grande della tua potenziale attività online, non ti resta che avere chiarezza sulle ultime sfaccettature.

Innanzitutto se svolgi solo ed esclusivamente l’attività di copywriter, non sarà obbligatoria l’iscrizione al Registro Imprese.

Infatti il codice Ateco per tale professione è 63.99.00 Altre attività dei servizi di informazione nca oppure 74.90.99 Altre attività professionali nca.

Di fatto sei classificabile come un lavoratore autonomo piuttosto che come una impresa. Ad ogni buon conto, sia che ti occupi solo di scrittura online sia che svolgi altre attività imprenditoriali, la soluzione migliore per sapere se e quando devi aprire la partita IVA è quello di rivolgerti ad un commercialista.

 

Fine anno: a quanto ammontano le tue imposte da copywriter?

Se ti sei deciso ad avviare la tua attività da copywriter e di conseguenza hai una partita IVA da cui hai tratto un numero definito di fattura, la tua domanda è “Quanto pagherò di tasse a fine anno?”.

Ipotizza di fatturare un importo lordo annuo di €15.000,00. Ad esso dovrai calcolare l’imponibile del 78% e sul risultato detrai il 15% di imposta sostitutiva. Facciamo un calcolo pratico:

€15.000,00 X 78% (percentuale dell’imponibile) = €11.700,00

€11.700,00 X 15% (imposta sostitutiva) = 1.755,00

1.755,00 è l’importo, in euro di quanto devi pagare solo di imposte.

IRPEF Al 5% dal 2016 – Una delle agevolazioni particolarmente apprezzate da chi rientra nel regime forfettario, è senza dubbio quella riguardante l’IRPEF al 5% per i primi tre anni di attività. L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche ed è un’imposta diretta e progressiva, il cui versamento si effettua entro il 30 giugno o 31 luglio di ogni anno. Non devi dimenticare che come previsto dalla legge italiana, è obbligatorio (sempre nello stesso anno) pagare le rate per l’acconto dell’anno successivo.
Contributi INPS, il calcolo è soggettivo – Prima di tutto è doveroso premettere, che i contributi INPS del regime forfettario vanno versati a seconda dell’attività che svolgi e della categoria di professionisti a cui appartieni. Qualora la tua professione ti obblighi ad esser iscritto ad un Albo (ma non è il caso dei Copywriter), dovrai iscriverti obbligatoriamente alla cassa previdenziale di categoria. Se, per esempio, sei iscritto alla gestione separata INPS per liberi professionisti (quindi per chi non è iscritto ad un Albo) l’aliquota sarà del 25,72%, applicata al reddito lordo dichiarato, ovvero il 78% del fatturato. Se invece rientri tra coloro che sono iscritti a altra gestione previdenziale, la percentuale dell’aliquota sarà del 24%.

 

Investimenti iniziali (assolutamente) obbligatori per il copy!

Ogni attività imprenditoriale richiede degli investimenti, anche quella del copywriter (seppur minimi). Al di là dell’aspetto fiscale i cui costi dipenderanno dal reddito annuale, ci sono quelli di start-up.

Ad esempio:

  • investire in pubblicità
  • investire in campagne sui social network
  • farsi trovare sui MarketPlace dedicati ai freelance
  • realizzare un proprio sito web (o sito-vetrina) per aumentare la visibilità e ottenere più clienti

Il primo periodo è senza dubbio sacrificante, perché sarai occupato a costruire il tuo brand, fidelizzare i primi clienti e organizzare la parte amministrativa per gestire senza problemi la burocrazia.

Sei pronto a iniziare questa nuova avventura e aprire la tanto temuta partita IVA per la tua attività di Copywriting? “Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa”.

 

Guest post a cura di Danilo Aurilio

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