Digital Economy: l'Innovazione? Tutto merito delle API | AddLance Blog Café

Digital Economy: l’Innovazione? Tutto merito delle API, ecco spiegato perché

digital economy innovazioneQuasi un anno fa avevamo parlato di API (Application Program Interface) proprio su AddLance. Avevamo cercato di chiarire cos’è un API, a cosa serve e perché è così importante per l’era digitale; lo avevamo fatto semplificando il concetto e cercando di renderlo fruibile anche a chi non mastica quotidianamente linguaggi di programmazione. Puoi leggere l’articolo qui sotto.

Leggi anche API: anello di congiunzione tra business e tecnologia?

Digital economy o meglio, API economy: la rivoluzione digitale che pone al centro il cliente

digital economy API economy

Credits: Umberto Santucc, Atlante

 

Oggi siamo qui per parlare invece di API economy, volendo riferirci al modo in cui le interfacce di programmazione delle applicazioni possono apportare benefici in termini economici.

Comincerei, come sempre, con un po’ di glossario, definendo tre concetti fondamentali nello sviluppo dell’API economy: multicanalità (o multiple touchpoint approach), cross-canalità e omnicanalità.

  • Multicanalità – sta ad indicare lo sviluppo da parte dell’azienda di più punti di contatto. Ad esempio la presenza sui tutti i social più importanti, la mobile app, lo sviluppo del sito internet. L’azienda è rintracciabile su più mezzi di comunicazione, l’utente può scegliere liberamente se preferisce prendere informazioni da un canale, piuttosto che da un altro o magari da entrambi.
  • Cross-canalità – si può considerare il primo step evolutivo della multicanalità, in quanto presuppone la progettazione di più servizi (o touchpoint), solitamente un paio, ma integrati tra loro. Se il cliente inizia il suo viaggio verso l’acquisto nel canale “A” questo inviterà il consumatore a proseguire presso il canale “B” o “C”. È grazie a questo passaggio da un canale all’altro che si è resa indispensabile un’integrazione tra essi, la cosiddetta cross-canalità. Ne è un esempio il servizio click & collect, che presuppone che l’ordine avvenga online ma il ritiro in punto vendita, ad esempio.
  • Omnicanalità – un ulteriore passo avanti rispetto a multicanalità e cross-canalità. Non solo mette il consumatore al centro di tutto, ma prevede un sistema interconnesso tra tutti i punti di contatto che ci vengono messi a disposizione. Vi è, quindi, un trasferimento di dati coerente e continuo tra i diversi canali. In questo modo l’utente può non solo interagire con l’azienda per mezzo di una molteplicità di opzioni, ma può anche vivere la medesima esperienza su tutti i touchpoint e non avere interruzioni nel percorso dall’uno all’altro. Posso collegarmi ad un e-commerce, cominciare a riempire il mio carrello, sospendere il mio shopping, riprenderlo dall’app mobile in un secondo momento (ritrovando però gli articoli precedentemente selezionati già nel carrello), terminare i miei acquisti su una piattaforma dedicata ai pagamenti e ritirare successivamente il tutto in un punto di raccolta dedicato.

Digital economy, il processo tecnologico è complesso. L’unica cosa che si semplifica è l’esperienza utente

digital economy API economy innovazione

https://www.fidor.com/platform

Scommetto che molti di voi non si erano nemmeno accorti di questo progresso tecnologico a tre step. Chi vive quotidianamente la tecnologia tende a dare per scontato un servizio che sembra semplice, ma che in realtà, di per sé, semplice non è. L’unica cosa che si semplifica è l’esperienza dell’utente, del cliente, ovviamente per fini economici ed è proprio qui che entrano in gioco queste stringhe di programmazione. Infatti le API, come ci eravamo già detti, rendono fluido il dialogo tra diverse applicazioni ed evitano agli sviluppatori di scrivere codice da zero, aprendo la strada allo sviluppo di nuovi servizi digitali. Proprio questa è la chiave.

Leggi anche User Experience, le 10 regole d’oro per fare un’app mobile

Esempi tangibili (e di successo) come Uber e Airbnb, utilizzano API di terze parti per fornire il loro servizio sul mercato nel modo più completo e user-friendly possibile. Gli utenti possono noleggiare una macchina, richiamare una mappa con le indicazioni stradali, controllare il meteo, pagare direttamente ed in sicurezza il servizio richiesto; tutto questo grazie a chiamate verso tipologie di API di aziende diverse in diversi settori. Nascono così nuovi ecosistemi di business.

Ne beneficiano in molti:

  • gli utenti finali che ricevono un servizio completo
  • il fornitore del servizio stesso
  • le aziende dell’ecosistema che forniscono i propri dati attraverso le API per raggiungere clienti con cui non sarebbero mai venuti in contatto direttamente.

In un mondo sempre più omnicanale, dove si dà quindi per scontata un’esperienza di utilizzo fluida tra i diversi ambienti digitali, l’utilizzo di uno strumento come le API e la loro capacità di creare valore per il business è sempre più fondamentale (generare reddito grazie all’innovazione e alla digitalizzazione). E’ proprio così che l’API economy era ha avuto il suo inizio.

Così nascono nuovi ecosistemi di business e la digital economy diventa API economy

Le interfacce di programmazione possono essere considerate la reale valuta attraverso cui monetizzare i percorsi di Digital Transformation. La maggior parte del valore generato dalle API non deriva dalle singole funzionalità o dalle librerie che consentono a più applicazioni di comunicare ed integrarsi. Il valore reale si genera attraverso la miriade di nuove opportunità di business che si vengono a creare grazie ai servizi abilitati tramite le API stesse.

Le API rendono fluido il dialogo tra le diverse applicazioni

Le API dunque, pur nascendo come strumento “tecnico” per lo sviluppo software, assumono oggi, in questo contesto di digitalizzazione di ogni cosa, un ruolo che supera l’ambito puramente tecnologico e diventano un vero e proprio driver di business e innovazione: continuare, pertanto, a guardare a queste come ad un tool riservato al dipartimento IT minimizza il ruolo che queste possono avere nel disegnare le strategie e il posizionamento delle imprese sul mercato.

Molti settori hanno incominciato infatti ad adottare questi strumenti non solo per rendere più efficienti e rapidi le relazioni e gli scambi tra sistemi e applicazioni, ma anche per disegnare nuove partnership con player di mercati adiacenti al proprio, ma sinergici e per creare nuovi stream di ricavi, sempre più consistenti rispetto alle linee di prodotto/ servizio tradizionali.

Guest post a cura di Laura Santini

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