3 Trucchi per creare l’infografica animata perfetta per il tuo cliente

infografica animata

Se il tuo lavoro è creare infografiche per i tuoi committenti e clienti (ottimo, vanno molto come strumento informativo), potresti essere a caccia di idee. Ecco a te, allora, 3 trucchi per creare una infografica animata perfetta per gli obiettivi dei tuoi clienti. E chissà, magari potresti presto ottenere un altro ingaggio.

Perché l’infografica animata è un’arma vincente

Se sei un marketer o un grafico, converrai sicuramente con noi. L’infografica è sempre più usata in sistemi di marketing B2B, nella comunicazione di prodotto, nella didattica, in comunicazione politica e sanitaria, ecc). Il suo grande vantaggio è la sintesi e la capacità di far passare un messaggio chiaro, univoco, data driven e facile da comprendere anche per l’utente “medio” distratto. Ovvero colui che non legge il testo riga per riga ma saltella di qua e di là. L’infografica è perfetta per rappresentare graficamente dei dati e dei concetti, semplificandoli ai minimi termini. Per farlo, usa simultaneamente immagini e testi. E fino a qui abbiamo parlato dell’infografica classica.

Leggi anche Creare infografiche per distinguersi dai competitor

In questo articolo, però, vogliamo affrontare l’infografica animata e dirti perché fai bene a proporla ai tuoi committenti come strumento dell’intero processo di marketing e comunicazione. L’infografica animata è uno spot di 3 minuti al massimo (l’ideale sarebbe 120 secondi, ovvero 2 minuti) in cui viene spiegato il concetto o vengono esposti dei dati nel modo più semplice e accattivante possibile.

Ormai è dimostrato che il video riesce a catturare l’attenzione molto più che un testo scritto. Ma non è l’unico motivo per cui l’infografica animata può rivelarsi la scelta vincente per i tuoi clienti. La sua grande peculiarità è la possibilità di essere letta con un sistema “multi-livello”. “Mediante una gerarchia informativa accurata è in grado di veicolare innanzi tutto le informazioni essenziali, rivolte a un lettore digiuno in materia, e di fornire poi le informazioni più dettagliate che interessano gli specialisti, relegandole in schede separate, campi appositi (visualizzabili per esempio al passaggio del mouse sopra spazi sensibili) link esterni ecc“. (Fonte: Wikipedia)

Spetterà al lettore la scelta se rimanere su un livello superficiale o addentrarsi in un approfondimento. Quindi, puoi abilmente nascondere le informazioni non essenziali e farle emergere dopo, solo a chi desidera approfondire. Così sarai sicuro che il messaggio del committente sarà andato a segno.

Infografica animata, trucco 1: renditi “specifico”

Se sei un grafico per te le video infografiche non saranno difficili da realizzare. Di solito vengono usati software piuttosto comuni per chi è del mestiere. Per creare delle infografiche animate che diventino virali (il loro vero obiettivo, almeno in alcune nicchie di mercato) renditi “specifico”. Ricorda cioè che non stai realizzando un’infografica animata che valga per il mondo intero. Devi raggiungere un determinato target e quello soltanto. Così hai molte più probabilità di avere successo e la comunicazione sarà semplice ma efficace allo stesso tempo.

Infografica animata, trucco 2: falla “semplice”, è più bella

L’infografica animata “perfetta” è né troppo lunga né troppo corta, originale nel titolo e nella grafica (così come nei testi), ma soprattutto… è semplice. Più sarai semplice, più sarai efficace. Non è una passeggiata, soprattutto se il committente ti ha dato una serie di dati statistici da rappresentare. Ma in fondo è il tuo mestiere e la semplicità deve essere la tua guida. La forza di una infografica (anche animata) è la capacità di far elaborare al target informazioni complesse in modo chiaro e rapido. Se rendi lo schema troppo complesso, troppo affollato, troppo carico graficamente… il pubblico avrà serie difficoltà ad elaborare correttamente le informazioni. E tu e il tuo committente avrete fatto il classico buco nell’acqua.

Il trucco 3? Cita i riferimenti, se vuoi essere preso sul serio

Lo abbiamo già detto diverse volte. Le infografiche sono un modo carino per rappresentare e leggere dei dati. Tuttavia, per rendere tali dati credibili, bisogna sempre citare la fonte. Dove mettere, dunque, i riferimenti bibliografici su un’infografica per non “incasinare” il tutto? Potresti inserire un collegamento ipertestuale nel grafico (se realizzi un’infografica animata che sia anche interattiva). Così l’utente cliccando sul dato può recuperare il riferimento. Ma la cosa più comoda da fare e anche più rapida è quella di inserire i riferimenti in basso, fuori dal campo dell’infografica. Così otterrai due benefici:

  • Avrai dato valore effettivo ai dati che proponi
  • Avrai lasciato la grafica pulita, semplice e intuitiva da comprendere.

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Ne sai abbastanza: mettiti subito all’opera!

Istruire, promuoversi, aumentare il tasso di conversione. Sono questi alcuni dei motivi per i quali l’infografica animata è sempre più richiesta dalle aziende. Sia in ambito B2C che B2B. Ecco spiegato perché (con qualche dato, inevitabilmente) in questa infografica animata di qualche anno fa. Ancora efficace e molto attuale. Bene, prima di guardare il video fai un check di cosa ti manca ancora per proporti sul mercato freelance. Naturalmente, con un portfolio sulla creazione infografiche che ti varrà l’ingaggio. Corri, i committenti ti aspettano!

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