Scuola di doppiaggio, tecniche, casting: mini guida per freelance

scuola di doppiaggio

Il tuo sogno è frequentare una scuola di doppiaggio? Vuoi lavorare con la voce e magari partecipare a qualche casting doppiatori per grande schermo o pubblicità? Leggi il post che segue, ti daremo le indicazioni utili su come diventare doppiatore e sulle opportunità di questa bellissima professione (anche freelance).

Scuola di doppiaggio o corso di doppiaggio? Facciamo chiarezza

Se ti sei chiesto che scuola bisogna fare per diventare doppiatore, ecco una possibile risposta. Non esiste un titolo di studio abilitante per questa professione, ma è preferibile provenire da un percorso di studi come Scienze dello Spettacolo, DAMS, oppure (ancora meglio) Accademia di recitazione. L’Accademia di recitazione o l’Accademia di teatro danno indubbiamente una solida preparazione teorico-pratica. In alternativa o come integrazione, esistono molti corsi di doppiaggio che puoi fare per introdurti in questo ambito. L’esperienza è comunque la migliore maestra.

Questo è il percorso di studi se stai chiedendo come diventare doppiatore. Naturalmente esistono numerose scuole di doppiaggio, sparse più o meno in tutte le città italiane, anche se ce ne sono alcune celebri come:

  • L’Accademia del Doppiaggio (con sedi a Roma, Napoli, Pescara, Firenze, Padova e Milano)
  • La scuola Operatori Doppiaggio e Spettacolo di Torino
  • Il Centro Teatro Attivo di Milano
  • La Scuola di Cinema Immagina di Firenze
  • Lo Spicchendab di Palermo.

Leggi anche Cerchi un doppiatore italiano? Scegli un freelance!

Una volta che hai individuato il corso di doppiaggio più consono alle tue aspettative e aspirazioni e più comodo anche dal punto di vista logistico, iscriviti e frequenta il percorso che è stato predisposto. Assicurati anche che si svolgano adeguate ore di tirocinio formativo e di esercizio con la voce. Esistono infatti diverse tecniche di doppiaggio.

Per farti avere un’idea (e farti scegliere con più informazioni la scuola di doppiaggio che fa per te) ecco un bellissimo video di Luca Ward – famoso doppiatore italiano – che spiega, tra l’altro, le diverse tecniche di doppiaggio. Buona visione!

Vuoi saperne di più sulle tecniche di doppiaggio?

Bene. Come in molte professioni, esistono diverse tecniche e diversi approcci, ma la carta vincente è sicuramente una buona base di recitazione. Un doppiatore è prima di tutto un attore, che presta la propria voce ad un altro corpo che impersona una parte.

Il doppiaggio in sincrono

In questa tecnica, oltre alla sostituzione completa della voce dell’attore, si cerca di ottenere più possibile la coincidenza dei movimenti labiali. Questa tecnica è in uso soprattutto in ambito cinematografico. Quando la imparerai, dovrai rispettare il più possibile il “senso” che l’attore dà alle sue frasi e alle sue espressioni sul set, rispettando anche le sue pause tra una farse e l’altra. Dovrai, in poche parole, recitare con lui. Di solito, per il doppiaggio sincrono, si prediligono doppiatori che hanno lo stesso timbro di voce dell’attore (e spesso condividono con lui/lei qualche somiglianza fisica). Lo spettatore non deve avere percezione che l’attore che sta vedendo sullo schermo sia, in realtà, doppiato. Naturalmente, anche la traduzione dei dialoghi gioca un ruolo fondamentale. Particolare cura verrà data alla traduzione di alcune parole chiave che devono quasi coincidere – nel senso dei movimenti labiali – tra le due lingue.

Il doppiaggio in oversound

In questa tecnica, chiamata anche della voce fuori campo, il doppiatore si “trasforma” in un traduttore simultaneo di colui che parla. Nel nostro Paese si doppia in oversound soprattutto il documentario e l’intervista, in modo che la voce di colui che parla rimanga in sottofondo, udibile e non perfettamente sincronizzata. E il doppiatore, semplicemente, la traduce per l’ascoltatore. Non è necessaria la coincidenza dei tempi, né del timbro della voce.

Scuola di doppiaggio: cerca in “bacheca” i casting doppiatori

Dopo che avrai acquisito tecniche e competenze e avrai maturato un po’ di esperienza sul campo, vorrai di certo cimentarti in questo mestiere. Ecco allora che dovrai orientare la tua attenzione sui casting doppiatori. E’ probabile che la scuola di doppiaggio che hai scelto possa fare da ponte o comunque ospitare in bacheca (fisica o virtuale che sia) gli annunci di lavoro nel settore.

Una domanda, a questo punto, potrebbe sorgere spontanea: chi sceglie il doppiaggio? Il doppiaggio – e dunque i vari professionisti che dovranno eseguirlo – vengono scelti da un direttore di doppiaggio. A sua volta, il direttore viene nominato dalla società di doppiaggio che viene incaricata di distribuire il film in una nazione di lingua diversa da quella originale.

Qui, dunque, entrano in gioco i cosiddetti “casting doppiatori”. A corredo del paragrafo sulle scuole di doppiaggio, giova precisare che in Italia la maggior parte dei doppiaggi avviene in due sedi storiche: Roma (qui si doppia dal lontano 1927) e Milano. Negli ultimi anni, anche Torino è una buona piazza.

Una volta individuato il casting che può fare il caso tuo ed esserti candidato, verrai invitato a fare un provino e solo se giudicato idoneo – proprio come per gli attori – verrai scelto per doppiare un personaggio del progetto. I turni di doppiaggio, una volta al lavoro, durano 3 ore ciascuno e il compenso per il doppiatore viene determinato dai seguenti fattori:

  • Tipo di opera da doppiare (film, telefilm, cartoons, ecc)
  • Compenso per turno (di solito una tariffa fissa)
  • Compenso per riga di doppiaggio

La somma di questi tre fattori restituisce il compenso per l’attività di doppiaggio. I compensi tabellari si applicano a tutte le figure: direttori di doppiaggio, assistenti di doppiaggio, doppiatori e adattatori di dialoghi. Sul sito dell’Aidac – Associazione italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi – è possibile visualizzare e scaricare il Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore doppiaggio, con l’ultimo aggiornamento del 2008.

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