Cos’è un Meme e come puoi usarlo nel Piano Marketing aziendale

cos'è un memeUna delle invenzioni più grandi di internet è sicuramente il Meme, un modo divertente di condividere con la community commenti spiritosi sulle abitudini sociali. Scopri esattamente cos’è un Meme, come si costruisce quello giusto e come puoi usarlo nel piano marketing aziendale, addirittura per moltiplicare i clienti.

Cos’è un Meme? Una rigenerazione infinita

Negli anni Settanta un biologo fa una scoperta sensazionale: idee e gusti si possono replicare, esattamente come i geni che si diffondono con la procreazione. Già, ma in che modo? Per i caratteri genetici bastano un ovulo ed uno spermatozoo, ma con le idee bisogna inventarsi un mezzo per ottenere il mímēma, cioè la rigenerazione infinita. Dal 1976 ad oggi, è successo proprio questo in rete, dato che internet è capace di stabilire contatti in brevissimo tempo tra milioni di persone sul Pianeta. I “semi” che si moltiplicano all’infinito sono i Meme. Agli inizi risultavano più che altro cliché demenziali e idee banali, spesso offensive. Dal Duemila in poi si sono trasformati, invece, in vere e proprie piccole opere d’umorismo. L’origine di un Meme si concentra su tre fattori basici:

  • l’uso di un’immagine, sconosciuta o famosa, per esempio tratta da una pubblicità
  • l’osservazione di un fenomeno sociale, una preferenza, una moda, un atteggiamento della massa
  • frasi che sintetizzano brillantemente una battuta ironica

Una volta trovati i tre ingredienti generatori del Meme, si costruisce e si lancia nel web, dove viene condiviso così com’è, grazie ai social. Oppure, dopo essere stato”geneticamente modificato”, viene rimesso in circolazione con altre forme.

Cos’è un Meme in ambito social network

cos'è un meme pubblicità ceres

Il social network è il terreno fertile che fa crescere il Meme, permettendogli di raggiungere il maggior numero di persone. Il fruitore tipico del Meme è un social addict amante dei messaggi ironici, significativi o paradossali. Chi non reinventa un Meme o non gli dedica almeno il like, è fuori da questa gigantesca community, il cui target è molto preciso. Il concetto si fa interessante quando si parla di utilità pratica del social network, per esempio nel business.

Il fruitore tipico del Meme è un social addict amante dei messaggi ironici, significativi o paradossali.

Non a caso Facebook e Instagram sono pieni di pagine che pubblicano solo Meme, elemento migliore per ottenere engagement. Alcuni gestori addirittura li usano per avviare polemiche tramite “flame” tra utenti, generando una grande quantità di commenti e quindi di follower, che fanno molta gola ai brand. Il successo crescente dei Meme segue il social networking, ma il loro segreto sta nel modo di costruirli: leggi di seguito come costruire un Meme e scopri esempi famosi a cui puoi ispirarti.

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Come costruire un Meme ed esempi famosi a cui puoi ispirarti

cos'è un meme Buondì Motta

Rispetto alle parti che compongono il Meme, l’immagine è la più importante, perché ha il primo impatto su chi lo visualizza. Infatti,  hai bisogno solo di 1/10 di secondo per capire un’immagine e meno di 1 minuto per leggere 200-250 parole. Da questo si capisce che ti ricordi le informazioni visive 6 volte meglio delle informazioni lette o ascoltate in audio. Ma che foto devi cercare per costruire un Meme? Dipende dal sentimento che vuoi trasmettere agli altri. Per esempio:

  • Per il pianto, il riso o la difficoltà sono adatte le “rage faces“, cioè le faccione che fanno le varie espressioni
  • Per snobismo e arrabbiatura c’è “Grumpy cat“, la gatta più smorfiosa di internet, vero nome Tardar Sauce, le cui foto sono note in tutto il mondo
  • Giudichi qualcosa con sufficienza? Allora l’espressione di sopportazione del “Condescending Wonka“, fa per te. Interpretata da Gene Wilder nei panni del famoso padrone della Fabbrica di Cioccolato, vero serbatoio di ingenui
  • Per la perplessità c’è il classico “philosoraptor“, un dinosauro verde un po’ depresso
  • L’indifferenza è associata a “Kermit the frog“, nota rana presentatrice dei Muppets dallo stile inglese
  • L’incredulità e lo smarrimento sono rappresentati dalle facce di Lionel Messi, il famoso calciatore che non si raccapezza mai di nulla

Se sei così bravo da inventare un Meme nuovo, accertati che l’immagine scelta sia libera da Copyright. Attenzione però: le immagini d’archivio e le foto royalty free spesso sono impersonali e non aggiungono valore al contenuto del Meme.

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Per andare sul sicuro, puoi manipolare Meme già in circolazione, oppure scattare foto per tuo conto. Le frasi incollate alla foto devono essere sintetiche e riferirsi al concetto che vuoi esprimere. Ti consigliamo di non renderle troppo difficili e di scriverle a caratteri ben chiari. Quanto al layout, il Meme deve viaggiare sui social, quindi ha bisogno di un formato leggero, per lo più quadrato. Ecco tre esempi famosi a cui ispirarti, pescati da Know Your Meme, un archivio di più di 15mila voci:

  • Be Like Bill, Meme che diffonde positività e atteggiamenti ragionevoli rispetto alle cattive abitudini del web. Bill è un omino lineare, seduto alla scrivania, in genere davanti a un computer. Accanto a lui compare il testo di una breve storia su provocazioni o cattiverie subite in rete: le frasi descrivono come Bill scelga sempre di rimanere superiore, senza reagire. Insomma, un campione di virtù
  • Batman slapping Robin, per dire basta alle scelte sbagliate. Un fumetto con i due indivisibili supereroi, uno adulto e l’altro pivello che si becca uno scapaccione dal primo, mentre sta per dire qualcosa
  • Il dottor Nowzaradan, reso famoso da Real Time TV, che mette a dieta tanti ciccioni americani con piglio severo e atteggiamento inflessibile e punzecchia chi mangia troppo

Per costruire un Meme gli strumenti digital sono vari: sul PC puoi scaricare un meme generator gratuito da internet; sul dispositivo mobile, una app free da Google Meme generator. Se vuoi imparare a progettare un software meme generator, magari per usarlo nella tua azienda, puoi partecipare ai workshop che si tengono periodicamente a Milano su questo tema.

Meme, come usarlo in qualità di strumento di marketing nella tua azienda

Meme di Gucci

I Meme fanno parte a tutti gli effetti del Visual Content Marketing, perché promuovono velocemente idee complesse. Se ne avvalgono i brand più famosi, che fanno crescere la loro reputazione e individuano il target di clienti a cui rivolgersi. Da un po’ è nata una strategia speciale chiamata Memevertising, apparentemente elementare, ma perfetta per parlare con il pubblico online e fidelizzarlo. Ecco alcuni esempi di campagne ideate dai memevertiser come strumento di marketing:

  • Buondì Motta, in collaborazione con la pagina Facebook Baby-George-ti-disprezza: la brioche più ammuffita d’Italia si è risollevata grazie ad una campagna pubblicitaria di Saatchi&Saatchi irriverente e ironica, che ha suscitato molte proteste. I Meme non sono stati da meno, ed hanno replicato lo spirito dello spot, usando due protagonisti d’eccezione: il principino George e la nonna coronata. Sulla scia delle condivisioni il pubblico si è svegliato, ed ora si ricorda che esiste il prodotto.
  • Pandora, brand di bijoux al centro di una turbinosa polemica per uno spot sessista del Natale 2017: i Meme che si riferiscono alle frasi criticate dello spot hanno sdrammatizzato l’accaduto, suscitando sorrisi e rendendo l’azienda più simpatica
  • Gucci, che invece ha fatto del Meme uno strumento chiave di Visual Content, aggiungendo emoij e frasi auto ironiche alle foto degli orologi, collezionando articoli sui blog specializzati
  • Birra Ceres, che tra l’altro ha sfruttato il broncio di Grumpy cat versione fumetto, per una serie di Meme collegati ad eventi segnalati sui social

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In tutti questi casi ed in molti altri, ciò che conta è la condivisione e la discussione intorno al contenuto del Meme: inevitabilmente si parlerà anche del brand, diffondendolo in modo organico a livello planetario attraverso il web.

Conclusione

Ora che sai come muoverti, tira fuori la tua fantasia e inventa un Meme di successo per il tuo piano di marketing aziendale: il tuo futuro potrebbe essere il Memevertising!

 

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